{"id":93234,"date":"2025-12-17T13:16:05","date_gmt":"2025-12-17T12:16:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93234"},"modified":"2025-12-17T13:16:05","modified_gmt":"2025-12-17T12:16:05","slug":"gas-lintesa-russia-turchia-ungheria-spiazza-lunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93234","title":{"rendered":"Gas, l&#8217;intesa Russia-Turchia-Ungheria spiazza l&#8217;Unione Europea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di INSIDE OVER (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-93235\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/OVERCOME_20251216153218609_6f498472079fa6caf8a5c35ad9ca853b-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/OVERCOME_20251216153218609_6f498472079fa6caf8a5c35ad9ca853b-300x200.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/OVERCOME_20251216153218609_6f498472079fa6caf8a5c35ad9ca853b-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/OVERCOME_20251216153218609_6f498472079fa6caf8a5c35ad9ca853b-768x512.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/OVERCOME_20251216153218609_6f498472079fa6caf8a5c35ad9ca853b-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/OVERCOME_20251216153218609_6f498472079fa6caf8a5c35ad9ca853b.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019intesa sul gas tra Ungheria, Russia e Turchia non \u00e8 una nota tecnica n\u00e9 un escamotage contrattuale. \u00c8 un segnale politico, netto, che mette a nudo una frattura sempre pi\u00f9 evidente tra la linea energetica dell\u2019Unione Europea, la coesione della NATO e i vincoli reali imposti dalla geografia. Quando le mappe contano pi\u00f9 delle dichiarazioni, le strategie tornano ad essere nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La storia insegna che gli Stati piccoli, soprattutto se privi di sbocchi naturali, sopravvivono solo se sanno muoversi con flessibilit\u00e0. L\u2019Ungheria sta applicando questa lezione con un realismo che a Bruxelles viene spesso scambiato per provocazione. Senza accesso al mare, senza alternative credibili al gas russo a prezzi sostenibili, Budapest ha scelto continuit\u00e0, affidabilit\u00e0 e costi gestibili. Per l\u2019Ungheria la sicurezza energetica non \u00e8 un obiettivo politico, ma una condizione di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo con la Turchia garantisce il transito di 7,5 miliardi di metri cubi annui di gas russo attraverso il TurkStream, sulla base di un contratto quindicennale firmato nel 2021. Il tempismo \u00e8 rivelatore: mentre la Commissione europea celebra l\u2019\u201cindipendenza energetica dalla Russia\u201d entro il 2027, uno Stato membro consolida un canale vitale per il proprio fabbisogno. Retorica collettiva da una parte, sopravvivenza nazionale dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 nulla di improvvisato. L\u2019incontro tra Viktor Orb\u00e1n e Recep Tayyip Erdo\u011fan non nasce dall\u2019urgenza del momento, ma da una pianificazione preventiva. Budapest ha anticipato le mosse della Commissione e si \u00e8 assicurata per tempo l\u2019appoggio turco. Ankara, che ambisce a un ruolo pieno di potenza regionale, \u00e8 ben lieta di contenere l\u2019influenza dell\u2019UE in un\u2019area che considera strategica, rafforzando al contempo la propria funzione di snodo energetico tra Est e Ovest. Dove gli interessi non coincidono, si cercano alleati tra gli scontenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma l\u2019Ungheria non \u00e8 solo \u201cscontenta\u201d. \u00c8 strutturalmente incastrata. Non pu\u00f2 rinunciare al gas russo e non intende triplicare la bolletta energetica per aderire a una narrazione comune che ignora i vincoli materiali dei singoli Paesi. In questo senso, \u00e8 stata la politica europea a spingerla nelle braccia di Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Durante la conferenza stampa congiunta, Orb\u00e1n ha evocato il Nord Stream. Non una battuta, ma un messaggio. Le infrastrutture energetiche sono ormai campi di battaglia geopolitici. I gasdotti che aggirano l\u2019Ucraina sono stati delegittimati, sabotati, politicizzati. Il TurkStream, invece, attraversa uno spazio dove interferenze di questo tipo sono assai meno probabili. Anche questa \u00e8 sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il quadro si completa con il fattore americano. Orb\u00e1n ha ricordato di aver gi\u00e0 ottenuto, all\u2019inizio di novembre, un\u2019esenzione dalle sanzioni statunitensi sull\u2019acquisto di gas russo grazie a un\u2019intesa con l\u2019amministrazione Trump. L\u2019accordo con la Turchia chiude il cerchio. In trenta giorni l\u2019Ungheria \u00e8 passata dal rischio di isolamento energetico a una copertura strategica completa. E Ankara costruir\u00e0 anche centrali elettriche a gas in territorio ungherese, controllando l\u2019intera filiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poi un dettaglio che vale pi\u00f9 di molte dichiarazioni: South Stream Transport B.V., il gestore del TurkStream controllato da Gazprom, trasferir\u00e0 la propria sede legale dall\u2019Olanda all\u2019Ungheria. Una societ\u00e0 russa lascia un Paese esposto al rischio sanzionatorio e si sposta in uno politicamente protetto. L\u2019annuncio non lo fa Mosca, ma il ministro degli Esteri ungherese, durante un vertice con la Turchia. Il mezzo \u00e8 il messaggio, direbbe McLuhan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa non \u00e8 solo una partita energetica. \u00c8 un riallineamento geopolitica sul fianco orientale della NATO, che mostra come l\u2019unit\u00e0 occidentale sia sempre pi\u00f9 condizionata, negoziata, asimmetrica. L\u2019Ungheria non sta rompendo il sistema: si sta adattando alle sue contraddizioni. E forse \u00e8 proprio questo che rende l\u2019operazione cos\u00ec scomoda da raccontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/energia\/gas-lintesa-russia-turchia-ungheria-spiazza-lunione-europea.html\">https:\/\/it.insideover.com\/energia\/gas-lintesa-russia-turchia-ungheria-spiazza-lunione-europea.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDE OVER (Giuseppe Gagliano) L\u2019intesa sul gas tra Ungheria, Russia e Turchia non \u00e8 una nota tecnica n\u00e9 un escamotage contrattuale. \u00c8 un segnale politico, netto, che mette a nudo una frattura sempre pi\u00f9 evidente tra la linea energetica dell\u2019Unione Europea, la coesione della NATO e i vincoli reali imposti dalla geografia. Quando le mappe contano pi\u00f9 delle dichiarazioni, le strategie tornano ad essere nazionali. 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