{"id":93249,"date":"2025-12-18T08:00:48","date_gmt":"2025-12-18T07:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93249"},"modified":"2025-12-17T21:23:27","modified_gmt":"2025-12-17T20:23:27","slug":"il-caso-jacques-baud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93249","title":{"rendered":"Il caso Jacques Baud"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p>Un analista fuori dal perimetro Jacques Baud non \u00e8 un commentatore qualsiasi. Ex ufficiale dell\u2019intelligence svizzera, con passaggi in strutture multilaterali occidentali, si \u00e8 costruito negli ultimi anni un profilo pubblico fortemente critico verso la gestione occidentale della guerra in Ucraina. Le sue analisi, spesso documentate e tecnicamente articolate, hanno avuto un impatto reale sul dibattito pubblico europeo, proprio perch\u00e9 provenienti da una figura interna al mondo della sicurezza. \u00c8 qui che nasce il \u201ccaso Baud\u201d: quando la critica non arriva dall\u2019esterno ideologico, ma dall\u2019interno del sistema.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi sanzionatoria come segnale politico L\u2019eventuale inserimento di Baud in un regime sanzionatorio europeo \u2013 o anche solo il dibattito che lo circonda \u2013 va letto prima come messaggio politico che come misura punitiva individuale. L\u2019Unione Europea, dal 2022 in poi, ha progressivamente ampliato il concetto di minaccia includendo l\u2019informazione, l\u2019interpretazione dei fatti, la costruzione delle narrazioni. In questo quadro, non conta solo ci\u00f2 che \u00e8 falso, ma ci\u00f2 che \u00e8 ritenuto destabilizzante per la coesione strategica occidentale. Baud diventa cos\u00ec un caso-limite: non un propagandista dichiarato, ma un analista che contesta i presupposti politici e militari della linea euro-atlantica.<\/p>\n<p>Valutazione strategico-militare Sul piano militare, le critiche a Baud riguardano soprattutto il suo modo di leggere il conflitto: attenzione alle capacit\u00e0 reali sul terreno, scetticismo verso le narrazioni di superiorit\u00e0 tecnologica, insistenza sugli errori strutturali della pianificazione occidentale e ucraina. Questa impostazione entra in collisione con una comunicazione strategica che ha bisogno di semplificare, mobilitare consenso, sostenere flussi di aiuti militari e industriali. Il problema, per molti decisori, non \u00e8 tanto se Baud abbia torto o ragione, ma il fatto che rompa l\u2019allineamento cognitivo in una fase di guerra prolungata.<\/p>\n<p>Scenari economici e industriali C\u2019\u00e8 poi una dimensione economica meno visibile ma decisiva. La guerra in Ucraina \u00e8 diventata il motore di una riconversione industriale europea: difesa, energia, materie prime critiche, bilanci pubblici. Una narrazione che metta in dubbio la sostenibilit\u00e0 militare o politica del conflitto rischia di riflettersi sulla fiducia degli investitori, sulla legittimit\u00e0 della spesa militare e sul consenso sociale interno. In questo senso, colpire \u2013 o isolare \u2013 figure come Baud significa anche proteggere l\u2019architettura economica della guerra, non solo la narrativa.<\/p>\n<p>Geopolitica e geoeconomia della disinformazione Il caso Baud si inserisce in una tendenza pi\u00f9 ampia: la trasformazione della disinformazione in categoria geopolitica elastica. Non si sanzionano pi\u00f9 soltanto Stati, oligarchi o industrie, ma anche individui accusati di favorire, consapevolmente o meno, strategie di influenza avversarie. \u00c8 una logica tipica delle guerre ibride, dove il confine tra libert\u00e0 di analisi e minaccia strategica diventa sfumato. Il rischio, per\u00f2, \u00e8 evidente: confondere il dissenso analitico con l\u2019ostilit\u00e0 politica, riducendo lo spazio del dibattito proprio mentre la complessit\u00e0 richiederebbe pi\u00f9 pluralismo, non meno.<\/p>\n<p>Una frattura interna all\u2019Occidente In definitiva, Jacques Baud rappresenta una frattura interna al mondo occidentale pi\u00f9 che un attore esterno. Il suo caso dice molto meno sulla Russia e molto di pi\u00f9 sull\u2019Europa: sulla sua difficolt\u00e0 a gestire il dissenso strategico, sulla paura di perdere il controllo della narrazione e sulla scelta di rispondere con strumenti eccezionali a una crisi che non \u00e8 solo militare, ma anche cognitiva. \u00c8 qui che si gioca la partita pi\u00f9 delicata: non sul campo di battaglia, ma sul terreno della legittimit\u00e0 dell\u2019analisi.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/12\/17\/il-caso-jacques-baud\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2025\/12\/17\/il-caso-jacques-baud\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Giuseppe Gagliano) Un analista fuori dal perimetro Jacques Baud non \u00e8 un commentatore qualsiasi. 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