{"id":93261,"date":"2025-12-18T11:09:12","date_gmt":"2025-12-18T10:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93261"},"modified":"2025-12-18T11:09:12","modified_gmt":"2025-12-18T10:09:12","slug":"la-lista-di-kaja-la-mezzanotte-della-democrazia-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93261","title":{"rendered":"&#8220;La lista di Kaja&#8221;: la mezzanotte della democrazia in Europa"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Di Clara Statello)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-91155 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/kaja-kallas--300x200.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/kaja-kallas--300x200.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/kaja-kallas--768x512.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/kaja-kallas-.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo alla buia mezzanotte dell\u2019Unione europea. Ad un passo dal fallimento dei nostri valori, ideali, ad un passo dalla guerra. Al capolinea della nostra civilt\u00e0, come la conoscevamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la vergognosa cancellazione della conferenza contro la guerra organizzata dal professor Angelo D\u2019Orsi, che vedeva tra i tanti relatori le eccellenze e i maggiori intellettuali del nostro tempo (quei pochi rimasti) come Alessandro Barbero e Carlo Rovelli, sono tre gli atti persecutori e di censura che devono destare la nostra preoccupazione:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li><strong>Gli attacchi a Limes<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Il professor Lucio Caracciolo, direttore di Limes, \u00e8 stato accusato da 4 dei suoi (ormai ex) collaboratori di essere \u201cfilorusso\u201d. Le formule usate per delegittimare la pi\u00f9 autorevole rivista di geopolitica italiana in un paese normale desterebbero risate o compassione: uno dei quattro definisce gli autori di Limes degli \u201cantiputiniani\u201d sfegatati, un altro parla di disinformazione e \u201cnube tossica\u201d sul pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia, invece, alimentano la macchina del fango contro Caracciolo, reo di volersi mantiene fedele alla complessit\u00e0 della realt\u00e0, e non ad una ideologia evidentemente assurta a verit\u00e0 di Stato. L\u2019analisi deve tener conto di tutte le voci, non \u00e8 un atto di fede. Per fare strategia bisogna conoscere il proprio nemico, evitare di cadere nell\u2019errore di credere alla propria propaganda. In una parola l\u2019analisi deve essere libera, non asservita ad un obiettivo politico o ideologico. \u00c8 questa libert\u00e0 che nella \u201cdemocrazia\u201d europea \u00e8 diventata pericolosa, trattata con un tradimento o un crimine.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"2\">\n<li><strong>Il rapper antimilitarista \u201csgherro di Putin\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">In Germania, un famoso rapper \u00e8 stato accusato di essere uno \u201csgherro di Putin\u201d da un alto ufficiale tedesco, per un brano antimilitarista. Bisogna fare una dovuta premessa: le autorit\u00e0 tedesche conducono una violentissima ondata repressiva contro chi si oppone alla linea militarista e di politica estera di Berlino. Ne abbiamo preso atto dai video delle violenze di polizia contro i manifestanti pro-pal, anche minori. Gli osservatori pi\u00f9 maliziosi e irriverenti (come la scrivente) potrebbero concludere che \u201cle scimmie\u201d che nell\u201989 \u201cballavano la polka sul muro\u201d, hanno finalmente intravisto nella guerra russo-ucraina l\u2019occasione per rifondare \u201cil quarto Reich\u201d, per citare De Andr\u00e8. Berlino pu\u00f2 nuovamente aspirare a ripristinare il suo status di potenza militare, castigato dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale. Al vaglio del Bundestag, in questi giorni, il bilancio federale con oltre 52 miliardi di euro in spese di Difesa. Una grossa occasione anche per le industrie militari come Rheinmetall \u2013 che ha decuplicato il valore delle proprie azioni in tre anni di guerra. In questo contesto, chiunque si opponga al piano di riarmo o critichi la propaganda che lo legittima, diventa una minaccia per i piani di crescita economica e di potenza di Berlino. Cos\u00ec succede che un alto ufficiale dello stato maggiore della Bundeswehr, Marcel Bohnert, ha diffamato sui social come agente di Putin il rapper tedesco Finch per il brano antimilitarista\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-GUsPsoXw_g&amp;list=RD-GUsPsoXw_g&amp;start_radio=1\">&#8220;Kein Bock auf Krieg&#8221; (Nessun desiderio<\/a> \u00a0di guerra). Queste logiche possono essere giustificate (ma neanche troppo) in legge marziale, che in Germania e UE non \u00e8 stata imposta, dato che non siamo in guerra con nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<ol style=\"text-align: justify\" start=\"3\">\n<li><strong>La lista di Kaja<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 15 dicembre, su proposta di Kaja Kallas, il Consiglio dell\u2019Unione europea ha incluso nella lista delle sanzioni 12 giornalisti, accademici, analisti geopolitici per \u201creati\u201d di opinione. Le virgolette sono d\u2019obbligo, visto che non si tratta di veri reati. Tra i soggetti colpiti, non ci sono soltanto cittadini russi e ucraini, ma anche occidentali e cittadini UE. Si tratta di: John Mark Dougan, statunitense ed ex vice-sceriffo della Florida, Xavier Moreau, ex militare francese e il generale Jaques Baud, cittadino svizzero, ex ufficiale NATO e analista. Inoltre, sono sanzionati studiosi e analisti geopolitici del calibro di\u00a0<strong>Fyodor Lukyanov<\/strong>, caporedattore russo della rivista Global Affair. Un caso a parte merita la giornalista ucraina Diana Panchenko \u00e8 accusata di essere una propagandista e di diffondere narrazioni anti-ucraine, filo-russe e anti-NATO. Questo diventa un pericoloso precedente di criminalizzazione delle opinioni: chi osa criticare Kiev e le guerre della NATO, \u00e8 passibile del blocco dei conti e chiss\u00e0 quali altri provvedimenti.\u00a0<strong>Il provvedimento getta le basi per colpire legalmente e economicamente il movimento pacifista e NO NATO sulla base delle proprie istanze ed idee politiche.<\/strong>\u00a0Il documento, inoltre, indica ogni soggetto inserito nella lista come: \u201cresponsabile dell&#8217;attuazione o del sostegno di azioni o politiche attribuibili al governo della Federazione Russa che compromettono o minacciano la stabilit\u00e0 o la sicurezza in un paese terzo (Ucraina) ricorrendo alla manipolazione e all&#8217;interferenza delle informazioni\u201d. Si tratta di una formulazione vaga, che\u00a0<strong>rinuncia intenzionalmente alla dimostrazione di un effettivo vincolo causale tra il soggetto stesso e l\u2019entit\u00e0 individuata come minaccia<\/strong>\u00a0(il Cremlino in questo caso) e che indica come interesse da tutelare quello di una\u00a0<strong>parte terza<\/strong>\u00a0che le autorit\u00e0 europee non sono tenute a difendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi questa formula \u00e8 utilizzata per criminalizzare chi si oppone alle politiche di riarmo o non sostiene Kiev, domani verr\u00e0 utilizzata per i pro-pal, dopo domani per chi scender\u00e0 in piazza in difesa dei propri diritti di lavoratore o per chi scriver\u00e0 libri e articoli contro lo sfruttamento del sistema neoliberista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 in generale, le misure del Consiglio UE forniscono la base legale per colpire l\u2019opposizione, attuale e futura, identificando il pensiero o una posizione o un\u2019ideologia critica come una minaccia per la sicurezza. E di conseguenza, individuando una verit\u00e0 di stato che non pu\u00f2 essere messa in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il salto di qualit\u00e0: essere \u201cfilorusso\u201d \u00e8 un reato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La democrazia liberale in crisi per superare le proprie contraddizioni interne ha bisogno di criminalizzare il pensiero che \u00e8 altro da s\u00e9, stigmatizzandolo come minaccia esterna. Cos\u00ec facendo prepara il suo suicidio assistito (dagli EUristocratici): non pu\u00f2 esistere democrazia senza pluralismo di idee, dove il pluralismo non pu\u00f2 intendersi come una pluralit\u00e0 di voci che ripetono lo stesso slogan (bidimensionale, appiattito e semplicistico) ma come dialettica viva tra tesi e antitesi, tra maggioranza e opposizione, tra popolo e potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi tre episodi differenti ci indicano che siamo davanti ad un salto di qualit\u00e0. Nel giardino europeo delle meraviglie, essere \u201cfilorusso\u201d \u00e8 diventato un crimine. Se la logica non \u00e8 ancora stata sanzionata da Kaja Kallas, i cittadini europei per non essere fuorilegge dovrebbero odiare la Russia e tutto ci\u00f2 che \u00e8 russo. Da Putin a Dostojevsky. Il piano inclinato con la messa al bando di Sputnik e RT ci sta precipitando in un sistema totalitario, in cui il termine \u201cfilorusso\u201d \u00e8 utilizzato come strumento per gettare discredito, diffamare e imporre la censura su giornalisti, analisti e accademici scomodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo anche davanti a un punto di non ritorno. Il diritto esprimere liberamente le nostre opinioni, la libert\u00e0 politica e di manifestare non ci sono arrivati dal nulla, non ce li siamo ritrovati per caso in costituzione. Sono il frutto della lotta antifascista, l\u2019eredit\u00e0 che i nostri nonni partigiani ci hanno lasciato versando il loro sangue per la nostra libert\u00e0 durante la Resistenza. Gli EUristocratici hanno trovato la formula per toglierceli. Non ci restituiranno diritti e libert\u00e0 gratuitamente.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_lista_di_kaja_la_mezzanotte_della_democrazia_in_europa\/45289_64306\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-la_lista_di_kaja_la_mezzanotte_della_democrazia_in_europa\/45289_64306\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Di Clara Statello) Siamo alla buia mezzanotte dell\u2019Unione europea. Ad un passo dal fallimento dei nostri valori, ideali, ad un passo dalla guerra. Al capolinea della nostra civilt\u00e0, come la conoscevamo. 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