{"id":93380,"date":"2026-01-07T11:25:30","date_gmt":"2026-01-07T10:25:30","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93380"},"modified":"2026-01-06T18:59:12","modified_gmt":"2026-01-06T17:59:12","slug":"il-dispaccio-segreto-del-2006-che-svela-la-strategia-degli-usa-contro-il-venezuela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93380","title":{"rendered":"Il dispaccio segreto del 2006 che svela la strategia degli USA contro il Venezuela"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA ANALISI DIFESA (Di Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un momento preciso in cui la retorica sulla promozione della democrazia smette di essere una formula rassicurante e diventa un progetto di potere. Quel momento \u00e8 fissato in un documento classificato \u201cSegreto\u201d, datato 9 novembre 2006, proveniente dall\u2019ambasciata statunitense a Caracas e\u00a0<a href=\"https:\/\/wikileaks.org\/plusd\/cables\/06CARACAS3356_a.html\">reso pubblico anni dopo da WikiLeaks<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 un\u2019analisi accademica, non \u00e8 un commento a posteriori. \u00c8 un manuale operativo, scritto a caldo, che racconta come gli Stati Uniti abbiano tentato di incidere dall\u2019interno sul sistema politico venezuelano guidato da Hugo Ch\u00e1vez.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento descrive, senza giri di parole, il ruolo svolto dall\u2019agenzia statunitense USAID e in particolare dal suo Office of Transition Initiatives. Il linguaggio \u00e8 burocratico, ma il contenuto \u00e8 politico nel senso pi\u00f9 pieno del termine: plasmare equilibri, orientare comportamenti, creare fratture. Altro che cooperazione allo sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La strategia in cinque punti: ingegneria del consenso<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cablo ricostruisce la \u201cstrategia in cinque punti\u201d elaborata dall\u2019ambasciatore statunitense per il periodo che va dal referendum del 2004 alle elezioni presidenziali del 2006. Gli obiettivi sono elencati con una chiarezza che oggi colpisce per la sua disarmante franchezza: rafforzare istituzioni democratiche selezionate, penetrare la base politica di Ch\u00e1vez, dividere il chavismo, proteggere gli interessi economici vitali degli Stati Uniti, isolare il presidente venezuelano sul piano internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta di sostenere genericamente la societ\u00e0 civile, ma di orientarla. Non di favorire il pluralismo, ma di usarlo come leva. Il documento non nasconde che l\u2019obiettivo finale \u00e8 politico: ridurre la capacit\u00e0 del chavismo di presentarsi come blocco compatto e di usare gli Stati Uniti come nemico esterno capace di ricompattare il fronte interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>ONG, diritti e territori: la lunga marcia nel tessuto sociale<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La parte pi\u00f9 corposa del cablo \u00e8 dedicata alle attivit\u00e0 sul terreno. Oltre 300 organizzazioni della societ\u00e0 civile venezuelana ricevono assistenza tecnica, formazione, connessioni internazionali e soprattutto finanziamenti per oltre 15 milioni di dollari. Alcune di queste ONG nascono direttamente grazie ai programmi statunitensi. Altre vengono rafforzate e proiettate su scala regionale e globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-193549 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images-2.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"236\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I diritti umani diventano uno degli assi portanti. Programmi di formazione, reti di avvocati, osservatori carcerari, centri universitari: tutto contribuisce a costruire una narrazione strutturata del deterioramento democratico venezuelano, da esportare poi nei circuiti internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 solo denuncia, \u00e8 produzione di senso politico. Ogni rapporto, ogni missione all\u2019estero, ogni audizione in organismi regionali serve a consolidare un frame condiviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Accanto ai diritti umani, l\u2019educazione civica. Moduli su separazione dei poteri, stato di diritto, tolleranza politica, ruolo della societ\u00e0 civile. Programmi che raggiungono centinaia di migliaia di persone, soprattutto nei quartieri popolari. L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 contrastare il linguaggio chavista, appropriarsi dello stesso vocabolario democratico per svuotarlo dall\u2019interno e riempirlo di significati alternativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Penetrare e dividere: il lavoro nelle roccaforti chaviste<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 qui che il documento rivela la sua natura pi\u00f9 esplicitamente strategica. Non basta sostenere l\u2019opposizione. Bisogna lavorare dentro il campo avverso. ONG e programmi vengono indirizzati verso municipalit\u00e0 governate da sindaci chavisti, verso comunit\u00e0 storicamente fedeli alla rivoluzione bolivariana. Il fine \u00e8 creare alleanze locali su temi concreti \u2013 servizi, rifiuti, lavoro informale \u2013 e usare queste alleanze per incrinare la lealt\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cablo parla apertamente di leader chavisti locali che, messi sotto pressione da riforme centralizzatrici e da leggi che svuotano i poteri municipali, iniziano a scivolare verso posizioni di opposizione. \u00c8 una strategia classica: alimentare il conflitto centro-periferia, trasformare il malcontento amministrativo in dissenso politico. Non serve rovesciare il sistema, basta renderlo instabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Isolare Ch\u00e1vez: la costruzione del fronte esterno<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quinto punto della strategia \u00e8 forse il pi\u00f9 ambizioso. Isolare Ch\u00e1vez a livello internazionale significa moltiplicare viaggi, conferenze, incontri, audizioni. Le ONG venezuelane vengono portate in America Latina, in Europa, a Washington. Parlano con parlamentari, accademici, funzionari, giornalisti. Raccontano la loro versione del Venezuela, costruendo reti di solidariet\u00e0 e di pressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il documento elenca risultati concreti: dichiarazioni di organismi regionali, lettere di protesta, inserimento del Venezuela nelle liste di osservazione delle grandi reti internazionali della societ\u00e0 civile. La pressione non \u00e8 solo diplomatica, \u00e8 simbolica. Serve a delegittimare il governo venezuelano agli occhi del mondo, a ridurre i suoi margini di manovra, a trasformare ogni scelta interna in un problema esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Un modello esportabile<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Letto oggi, questo cablo va oltre il caso venezuelano. Mostra un metodo. La combinazione di finanziamenti, ONG, diritti, educazione civica, pressione internazionale disegna una forma di conflitto che non ha bisogno di interventi militari. \u00c8 una guerra politica a bassa intensit\u00e0, condotta nel nome della democrazia ma orientata a risultati molto concreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo il documento \u00e8 cos\u00ec importante. Non perch\u00e9 \u201csmascheri\u201d una verit\u00e0 nascosta, ma perch\u00e9 rende visibile una pratica sistemica. Spiega anche, a posteriori, la durezza con cui il chavismo ha reagito contro le ONG e contro ogni forma di finanziamento estero: non come riflesso autoritario irrazionale, ma come risposta di contro-potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Venezuela del 2006 appare cos\u00ec per quello che \u00e8 stato: un laboratorio. Un luogo in cui si \u00e8 sperimentata una forma nuova di ingerenza, pi\u00f9 sofisticata, pi\u00f9 lenta, pi\u00f9 difficile da denunciare. Una lezione che, nel mondo di oggi, continua a ripetersi sotto altre latitudini e con altri nomi, ma con la stessa logica di fondo: conquistare il terreno politico prima ancora che il potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Foto Agencia Venezolana de Noticias<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/01\/il-cablo-segreto-del-2006-che-svela-la-strategia-degli-usa-contro-il-venezuela\/?_gl=1*zq2zwh*_up*MQ..*map__ga*NjQzMDc0MjA3LjE3Njc3MjIwNzM.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3Njc3MjIwNzIkbzEkZzAkdDE3Njc3MjIwNzIkajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/01\/il-cablo-segreto-del-2006-che-svela-la-strategia-degli-usa-contro-il-venezuela\/?_gl=1*zq2zwh*_up*MQ..*map__ga*NjQzMDc0MjA3LjE3Njc3MjIwNzM.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3Njc3MjIwNzIkbzEkZzAkdDE3Njc3MjIwNzIkajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA ANALISI DIFESA (Di Giuseppe Gagliano) C\u2019\u00e8 un momento preciso in cui la retorica sulla promozione della democrazia smette di essere una formula rassicurante e diventa un progetto di potere. 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