{"id":93408,"date":"2026-01-09T12:31:16","date_gmt":"2026-01-09T11:31:16","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93408"},"modified":"2026-01-09T12:31:16","modified_gmt":"2026-01-09T11:31:16","slug":"con-larresto-di-maduro-trump-taglia-le-gambe-al-multipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93408","title":{"rendered":"Con l\u2019arresto di Maduro, Trump taglia le gambe al multipolarismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da CONFLITTI E STRATEGIE (Antonio Terrenzio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-featured_image size-featured_image wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.conflittiestrategie.it\/indice\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Mr.-Trump-Yellow-Tie-860x280.jpg\" alt=\"Mr. Trump- Yellow Tie\" width=\"860\" height=\"280\" \/><\/p>\n<div class=\"entry clearfix\">\n<p>Se ci eravamo illusi che Donald Trump potesse riaprire ad una politica multilaterale con un riformulazione dei rapporti internazionali, c\u2019eravamo illusi. Con il disarcionamento di Nicolas Maduro, Donald Trump mette la mani sul petrolio venezuelano e torna ad una politica di prepotenza miliare che c\u2019eravamo illusi che il Tycoon potesse archiviare in nome di un ritrovato isolazionismo e del disimpegno militare USA. Almeno questo nei proclami programmatici del MAGA. Siamo di fronte al modus operandi Neocon in piena regola, con tanto di colpi di Stato e Regime Change. Adesso quindi \u201cThe Donald\u201d non usa pi\u00f9 toni smargiassi seguiti da accordi, ma bombarda, rapisce leader non allineati e avverte gli altri Paesi, come Messico, Colombia e Cuba di essere i prossimi.<\/p>\n<p>Che il Diritto internazionale fosse un orpello giuridico, da tirare dalla giacchetta a seconda delle convenienze e applicato in maniera selettiva, era un qualcosa che solo gli invasati di universalismo umanitario si ostinavano a non riconoscere. Tuttavia assistiamo ad un pericoloso precendente rispetto a tutti gli altri, perch\u00e9 adesso gli USA rilanciano e minacciano apertamente di annettere anche la Groenlandia e di rovesciare il regine di Teheran. Tale sdoganamento \u00e8 con sorpresa avallato da quei media che normalizzano la sostituzione della forza del diritto col diritto della forza. In questo Destra e Sinistra fanno a gara nel valzer dell\u2019ipocrisia, tra chi saluta la cattura del satrapo dittatore comunista e chi invece finge indignazione per opportunismo politico. Chi prima vedeva in Trump un leader dalle tendenze illiberali e l\u2019 epigono dell\u2019influenza delle autocrazie sul modello occidentale, oggi lo applaude per aver arrestato il dittatore comunista e regalato la libert\u00e0 ai venezuelani, in perfetta continuit\u00e0 ideologica con chi ha avallato le guerre che hanno distrutto la Libia, l\u2019Iraq e la Serbia.<\/p>\n<p>Il racconto mediatico abbraccia la nuova politica di potenza che non ha pi\u00f9 bisogno delle retorica dei diritti umani e dell\u2019esportazione della democrazia per imporre il proprio dominio. Ripetiamolo, i pi\u00f9 disgustosi in questo pietoso cabaret dell\u2019informazione, sono quelli che fino a ieri parlavano di Trump come minaccia all\u2019ordine globale, mentre oggi sono ringalluzziti perch\u00e9 con l\u2019arresto di Maduro, ha finalmente dato un colpo a Putin e Xi Zimping. Un aspirante autocrate val bene un colpo di Stato se torna utile contro i nemici dell\u2019Occidente collettivo.<\/p>\n<p>Intanto la situazione a Caracas resta fluida e piena di incognite. Molto probabilmente Maduro \u00e8 stato venduto o scaricato dal suo esercito che infatti non ha minimamente reagito al blitz della Delta Force nella notte del 3 gennaio scorso. La vice presidente Celya Rodriguez, incaricata di formare un governo di transizione democratica, ha ricevuto l\u2019avvertimento da parte di Trump di non fare brutti scherzi, altrimenti sar\u00e0 la prossima. L\u2019ordine chavista rimane quindi al potere e nessuna forza di opposizione ne ha preso il posto; la vittima sacrificale era Maduro, che probabilmente \u00e8 stato fatto fuori per garantire la sopravvivenza del regime chavista. Come ha scritto Pino Arlacchi su il Fatto Quotidiano, trovare un accordo con gli USA sul Petrolio sar\u00e0 determinante nell\u2019evoluzione della crisi, visto che l\u2019ultima cosa che desiderano allo Studio Ovale \u00e8 uno scenario di guerra stile Afghanistan o Vietnam contro 5-6 milioni di soldati Venezuelani addestrati e armati fino ai denti.<\/p>\n<p>L\u2019attacco a Caracas va interpretato con le parole dello stesso Trump: gli americani non permetteranno a cinesi o russi di minacciare i propri interessi e che rimangono ancora la prima superpotenza globale. E qui \u00e8 evidente un attacco al multipolarismo. L\u2019intervento militare degli Stati Uniti appare \u201ctagliere le gambe al multilateralismo\u201d come rilasciato in una intervista su Repubblica dallo storico Franco Cardini, il quale vede come prossima vittima designata l\u2019Iran. All\u2019attacco sferrato al Venezuela ne seguiranno altri: \u00e8 il ritorno della Dottrina Monroe, adattata a questa nuova fase storica e dove gli interessi degli Stati Uniti si spingono fino a Taiwan. Altro che divisione del mondo in sfere di influenza. Intanto la Groenlandia \u00e8 gi\u00e0 nel mirino del Tycoon che ha detto senza mezzi termini:\u201dne abbiamo bisogno per la nostra difesa\u201d. \u00c8 una partita pi\u00f9 delicata, perch\u00e9 la Groenlandia \u00e8 sotto la Corona Danese, un membro della NATO, non una colonia nel cortile di casa. L\u2019inedita aggressivit\u00e0 di Trump \u00e8 quindi un avvertimento anche ai membri dell\u2019Alleanza Atlantica, trattati ancor di pi\u00f9 come subordinati. Le rotte dell\u2019Artico e le risorse dell\u2019Isola fanno gola agli Usa, ma anche a Russia e Cina.<\/p>\n<p>Gli USA pi\u00f9 degli altri contendenti, sfruttano la nuova era multipolare per ripristinare il proprio unipolarismo con delle azioni militari e dei regime change in continuit\u00e0 con le amministrazioni precedenti. La portata inedita della nuova fase \u00e8 l\u2019accelerazione con cui certi scontri e contese geopolitiche arriveranno alle fasi finali.<\/p>\n<p>In Iran la crisi idrica ed economica dovuta all\u2019inflazione del Rial, con la spinta di Israele potrebbe portare ad un rovesciamento del regime degli Ayatollah, con conseguenze pesantissime in grado di modificare gli equilibri regionali in maniera determinante. L\u2019attacco al Venezuela, prima riserva petrolifera mondiale, \u00e8 strettamente collegato ai tentativi anglo-sionisti di rovesciare il regime di Khamenei e mettere le mani sul petrolio iraniano, di modo da avere l\u2019assoluto controllo sui prezzi del barile. Azzardo al quale se Cina e Russia non risponderanno, rischieranno di compromettere irrimediabilmente la credibilit\u00e0 dei BRICS e dell\u2019alternativa multipolare, gi\u00e0 provata dalla caduta della Siria.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima considerazione va riservata alla guerra russo-ucraina, che \u00e8 molto di pi\u00f9 di un conflitto regionale. \u00c8 difficile capire il gioco al quale stia giocando Trump con la sua amministrazione. La Russia \u00e8 impantanata in una guerra da quattro anni che sta vincendo ma non riesce a chiudere. E anche qui Trump lancia messaggi ambigui di apertura verso Putin e verso Zelensky. Anche se la guerra dovesse risolversi come \u00e8 molto probabile, in una capitolazione dell\u2019esercito ucraino, una soluzione coreana con un\u2019Ucraina occidentale iper armata e fuori dalla NATO, sarebbe una spina nel fianco della Russia. Un conflitto pronto a riaprirsi rapidamente e con un terrorismo ucraino sempre in attivit\u00e0, per Mosca potrebbe rappresentare una sconfitta sul piano strategico. A lungo andare una situazione del genere drenerebbe energie militari e soprattutto psicologiche del Cremlino con conseguente indebolimento del sistema Putiniano. Pu\u00f2 darsi che Trump, nella sua sfida alle forze multipolari possa avere in mente proprio questo. Del resto l\u2019Europa si sta armando e lo fa comprando armi, jet e carri americani. Il bilancio militare alzato al 5% \u00e8 una manna per \u201cl\u2019American first\u201d. Inoltre Trump ha parlato di pace o di tregua, ma non di ripristino dei rapporti energetici con la Russia. Quelli sono inevitabilmente compromessi con la dipendenza dallo shale gas americano. L\u2019Europa oltre ad essere estromessa da ogni decisione \u00e8 vincolata agli armamenti e agli idrocarburi americani.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno in vista soprattutto i loro interessi, e con loro russi e cinesi. Il diritto internazionale era stato stuprato gi\u00e0 ai tempi dell\u2019attacco alla Serbia nel \u201999 e dell\u2019Iraq nel 2003. Ma adesso siamo ad un cambio di paradigma, quello del \u201cbrutalismo delle relazioni internazionali\u201d. L \u2018illegittimit\u00e0 delle azioni militari Usa assume aspetti apertamente gangasteristici, col plauso ipocrita di chi ne avalla le operazioni se queste vanno contro i cosiddetti dittatori \u201csbagliati\u201d, perch\u00e9 con loro la diplomazia ed il principio di rispetto della sovranit\u00e0 possono essere calpestati impunemente, come nemmeno ormai il Tycoon osa nasconde.<\/p>\n<p>Si risparmi ogni retorica contro il dittatore comunista o l\u2019Occidente che deve reagire contre le autocrazie che ne minacciano l\u2019esistenza dall\u2019esterno, quando niente \u00e8 cambiato e il monopolio della forza resta l\u2019unico principio reale a regolare le diatribe internazionali. Se il diritto internazionale \u00e8 carta da cesso e l\u2019ONU \u00e8 ridotto ad un club di bridge, esimetevi da qualsiasi tipo di retorica liberale dal momento che le democrazie occidentali riconoscono solo il dominio e lo sfruttamento di chi si frappone ai loro interessi. Gli Usa operano con maggiore spregiudicatezza e decisione rispetto a qualsiasi contendente globale, perch\u00e9 devono dimostrare ancora di essere la prima superpotenza globale. In questo Trump sta dimostrando di essere come Bush, Obama e tutti coloro che lo hanno preceduto. Almeno su questo possiamo non avere pi\u00f9 dubbi. La dottrina del caos \u00e8 sostituita con interventi mirati tesi ad evitare azioni \u201cboots on the ground\u201d, ma data l\u2019urgenza di ristabilire una propria supremazia, nemmeno quello pu\u00f2 essere dato per scontato. Quello che sar\u00e0 in futuro sar\u00e0 altamente incerto e di difficile previsione. Intanto gli Usa di Trump hanno lanciato la loro sfida al mondo multipolare.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.conflittiestrategie.it\/con-larresto-di-maduro-trump-taglia-le-gambe-al-multipolarismo-di-a-terrenzio\">https:\/\/www.conflittiestrategie.it\/con-larresto-di-maduro-trump-taglia-le-gambe-al-multipolarismo-di-a-terrenzio<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da CONFLITTI E STRATEGIE (Antonio Terrenzio) Se ci eravamo illusi che Donald Trump potesse riaprire ad una politica multilaterale con un riformulazione dei rapporti internazionali, c\u2019eravamo illusi. Con il disarcionamento di Nicolas Maduro, Donald Trump mette la mani sul petrolio venezuelano e torna ad una politica di prepotenza miliare che c\u2019eravamo illusi che il Tycoon potesse archiviare in nome di un ritrovato isolazionismo e del disimpegno militare USA. 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