{"id":93526,"date":"2026-01-19T09:30:27","date_gmt":"2026-01-19T08:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93526"},"modified":"2026-01-18T17:16:23","modified_gmt":"2026-01-18T16:16:23","slug":"heiner-flassbeck-germania-2025-la-grande-illusione-della-ripresa-tra-riarmo-e-crisi-strutturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93526","title":{"rendered":"Heiner Flassbeck \u2013 Germania 2025: La Grande Illusione della Ripresa tra Riarmo e Crisi Strutturale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"bs-header\">\n<div class=\"bs-info-author-block\">\n<div class=\"bs-blog-meta mb-0\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"bs-blog-thumb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Heiner-Flassbeck.jpg\" alt=\"heiner flassbeck\" width=\"496\" height=\"561\" \/><\/div>\n<article class=\"small single\">\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Immaginate di camminare per le strade<\/strong>\u00a0di una delle grandi capitali industriali della Ruhr o del Baden-W\u00fcrttemberg nel dicembre 2025. Le luci dei mercatini di Natale sono accese, l\u2019atmosfera sembra quella di sempre, eppure c\u2019\u00e8 una tensione palpabile, un non detto che serpeggia tra i capannoni industriali e gli uffici direzionali. Se guardassimo oltre la superficie, oltre le dichiarazioni rassicuranti dei portavoce governativi, vedremmo i grafici di un paziente che fatica a rialzarsi dal letto.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Siamo abituati a pensare alla Germania<\/strong>\u00a0come alla \u201clocomotiva d\u2019Europa\u201d, il motore inarrestabile che traina il continente. Ma cosa succede quando la locomotiva gira a vuoto per quattro anni consecutivi? La\u00a0<strong>crisi economica Germania 2025<\/strong>\u00a0non \u00e8 un evento improvviso, ma il culmine di un processo lento e, secondo alcuni osservatori attenti come l\u2019economista Heiner Flassbeck, dolorosamente prevedibile.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Non stiamo parlando di una semplice flessione ciclica. I dati di<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/category\/crisi-economica\/\">\u00a0fine 2025 c<\/a>i raccontano una storia pi\u00f9 complessa, fatta di paradossi contabili, di una scommessa rischiosa sull\u2019industria della difesa e di un\u2019ipocrisia di fondo che rischia di minare le fondamenta stesse dell\u2019Unione Europea. Per capire davvero cosa sta accadendo, dobbiamo smettere di guardare solo i titoli dei telegiornali e iniziare a leggere tra le righe dei bilanci e delle strategie macroeconomiche.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2526\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gemini_Generated_Image_4vsx9s4vsx9s4vsx-960x960.jpeg\" alt=\"insolvenze in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La recessione nascosta: perch\u00e9 gli ordini industriali non ripartono?<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Se c\u2019\u00e8 un indicatore che funge da canarino nella miniera per l\u2019economia tedesca, questo \u00e8 il volume\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/carenza-di-ordini-in-germania-le-aziende-affrontano-la-peggiore-crisi-dal-2009\/\">degli ordini\u00a0<\/a>all\u2019industria manifatturiera. Alla fine del 2025, la situazione appare desolante. Nonostante la retorica di un \u201cautunno delle riforme\u201d, i numeri pubblicati dall\u2019Ufficio Federale di Statistica mostrano che il cuore produttivo del paese batte a un ritmo da\u00a0<strong>recessione strutturale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Se escludiamo le fluttuazioni stagionali\u00a0<\/strong>e guardiamo al trend di lungo periodo, l\u2019economia tedesca si trova in una valle da cui non riesce a risalire dal 2022. \u00c8 un record negativo storico: mai due governi consecutivi si erano mostrati cos\u00ec incapaci di diagnosticare il problema fondamentale, ovvero una\u00a0<strong>carenza cronica di domanda<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Tuttavia, c\u2019\u00e8 un\u2019eccezione statistica\u00a0<\/strong>che rischia di trarre in inganno gli analisti meno attenti. Nel mare piatto della stagnazione, un settore mostra picchi verticali: la costruzione di \u201cveicoli vari\u201d e munizioni. In parole povere: il\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/isteria-droni-germania-la-crisi-fabbricata-che-vale-9-miliardi-riscrive-le-leggi-e-ridisegna-la-sorveglianza-di-stato\/\">riarmo<\/a>. Il Ministero dell\u2019Economia si affretta a sottolineare come i grandi ordini legati alla difesa stiano sostenendo il dato aggregato. Ma \u00e8 davvero una buona notizia? O \u00e8 un miraggio contabile che nasconde la debolezza del resto dell\u2019economia civile?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019errore fondamentale,\u00a0<\/strong>come sottolinea Flassbeck nelle sue analisi di dicembre 2025, risiede nel credere che ogni euro speso abbia lo stesso valore moltiplicatore. Non \u00e8 cos\u00ec. Un\u2019economia che si regge sulle stampelle delle commesse militari mentre il resto del tessuto produttivo langue \u00e8 un\u2019economia fragile, che sta drogando le proprie statistiche senza curare la malattia sottostante.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2527\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gemini_Generated_Image_dhs6l0dhs6l0dhs6-960x960.jpeg\" alt=\"insolvenze in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">Economia di guerra o spreco di risorse? Il paradosso della produttivit\u00e0<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Qui entriamo nel cuore teorico della questione, un punto che spesso sfugge al dibattito mainstream. Perch\u00e9 la spesa militare non stimola l\u2019economia allo stesso modo di un investimento industriale tradizionale?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per capirlo, dobbiamo visualizzare due scenari.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">\nNel primo scenario, un\u2019azienda investe in un nuovo macchinario automatizzato. Certo, c\u2019\u00e8 un costo iniziale (reddito per chi costruisce la macchina), ma poi quella macchina verr\u00e0 utilizzata per anni per produrre beni in modo pi\u00f9 efficiente, abbassando i costi e aumentando il benessere collettivo. Si genera, cio\u00e8, un aumento di\u00a0<strong>produttivit\u00e0 futura<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nel secondo scenario,\u00a0<\/strong>lo Stato ordina carri armati e munizioni. Anche qui c\u2019\u00e8 un reddito iniziale per i lavoratori e profitti per le aziende belliche (il \u201cprimo round\u201d). Ma cosa succede dopo?<br \/>\nLe armi sono, economicamente parlando,\u00a0<strong>capitale morto<\/strong>. Una volta prodotte, finiscono in un arsenale a prendere polvere o vengono distrutte in esercitazioni e conflitti. Non generano nulla. Non migliorano l\u2019efficienza del sistema paese. Anzi, sottraggono acciaio, elettronica avanzata e, soprattutto, capitale umano qualificato (ingegneri, tecnici) a settori che potrebbero innovare per il futuro civile.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>In un contesto geopolitico\u00a0<\/strong>dove la deterrenza convenzionale contro\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/la-bomba-atomica-tedesca-realta-ipotesi-e-conseguenze-di-un-ritorno-al-nucleare\/\">potenze nucleari\u00a0<\/a>appare sempre pi\u00f9 come un vicolo cieco strategico, questo tipo di produzione diventa, agli occhi di una critica economica rigorosa, la forma pi\u00f9 \u201cinutile\u201d di utilizzo delle risorse. La Germania sta sacrificando la sua capacit\u00e0 di generare ricchezza futura sull\u2019altare di una spesa che peggiora il bilancio climatico e non crea valore aggiunto sostenibile.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2527\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Gemini_Generated_Image_dhs6l0dhs6l0dhs6-960x960.jpeg\" alt=\"insolvenze in germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il ritorno del dumping salariale: la Germania vuole \u201cfregare\u201d di nuovo i partner?<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Mentre l\u2019industria civile soffre, riemerge una tentazione pericolosa nelle stanze dei bottoni a Berlino: quella di ripetere la ricetta dei primi anni 2000. All\u2019epoca, la Germania usc\u00ec dalla stagnazione attraverso riforme del lavoro draconiane (la famosa Agenda 2010) che compressero i salari reali.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019idea che sembra circolare nuovamente tra alcuni ministri e decisori politici \u00e8 quella di abbassare il costo del lavoro e i contributi sociali per recuperare competitivit\u00e0. Flassbeck nota come venga spesso mostrato con orgoglio il grafico del calo della disoccupazione post-riforme, dimenticando per\u00f2 di mostrare l\u2019altra faccia della medaglia: l\u2019esplosione dei\u00a0<strong>surplus delle partite correnti<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Perch\u00e9 questo \u00e8 un problema per noi, per l\u2019Italia o la Francia?<br \/>\nPerch\u00e9 in un\u2019unione monetaria come l\u2019Eurozona, dove non si possono svalutare le monete nazionali, fare\u00a0<strong>dumping salariale<\/strong>\u00a0(tenere i salari artificialmente bassi rispetto alla produttivit\u00e0) equivale a barare. Significa rubare quote di mercato ai vicini non perch\u00e9 si \u00e8 pi\u00f9 bravi a produrre, ma perch\u00e9 si \u201caffamano\u201d i propri lavoratori, riducendo le importazioni e massimizzando l\u2019export.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Se la Germania del 2025 decide di imboccare nuovamente questa strada, sperando che gli Stati Uniti (magari sotto una nuova amministrazione protezionista) o i partner europei non se ne accorgano, sta giocando col fuoco. \u00c8 una strategia miope, definita da alcuni come \u201cbeggar-thy-neighbor\u201d (impoverisci il tuo vicino), che ha gi\u00e0 creato enormi squilibri in passato e che oggi potrebbe essere politicamente insostenibile.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2982\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Gemini_Generated_Image_5dphqh5dphqh5dph-960x960.jpeg\" alt=\"Riforma del Lavoro in Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il doppio standard europeo: Cina cattiva, Germania buona?<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">C\u2019\u00e8 un episodio recente che illumina perfettamente l\u2019ipocrisia che circonda il dibattito economico globale. Nel dicembre 2025, i media internazionali e leader come il presidente francese Macron hanno puntato il dito contro la Cina, colpevole di aver raggiunto un surplus commerciale record di 1000 miliardi di dollari.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u201cInsostenibile!\u201d, gridano da Parigi e Bruxelles, minacciando dazi e ritorsioni<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ma prendiamo la calcolatrice e facciamo un esercizio di onest\u00e0 intellettuale, comparando le mele con le mele. I numeri assoluti spaventano, ma in economia contano le proporzioni.<br \/>\nIl surplus cinese, se rapportato al suo immenso PIL, si attesta intorno al\u00a0<strong>5,2%<\/strong>.<br \/>\nE la Germania? Il \u201cbuon vicino\u201d europeo?<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nonostante la crisi, il surplus\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/surplus-tedesco-la-critica-che-nessuno-vuole-sentire-verita-nascoste-e-dumping-salariale\/\">commerciale<\/a>\u00a0tedesco<\/strong>\u00a0veleggia ancora verso il\u00a0<strong>5,8% del PIL<\/strong>\u00a0(o poco meno, a seconda delle stime sull\u2019impatto dei dazi americani).<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Siamo di fronte a un paradosso clamoroso. La Germania viola le regole macroeconomiche sugli squilibri con percentuali peggiori di quelle cinesi, eppure il dibattito europeo tace. Perch\u00e9 Macron va a Pechino a dare lezioni ma non convoca una conferenza stampa per denunciare lo squilibrio tedesco?<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-535\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1c4f2486-3819-4412-9719-d3e3eee886c4-1-960x960.jpeg\" alt=\"mercantilismo germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Mercato Unico come \u201cpromessa infranta\u201d<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questo doppio standard non \u00e8 solo una questione di equit\u00e0 astratta; \u00e8 il veleno che intossica il\u00a0<strong>Mercato Unico Europeo<\/strong>. Un sistema di cambi fissi (come l\u2019Euro) o un mercato unico si basa su una promessa implicita: nessun paese cercher\u00e0 di ottenere vantaggi competitivi artificiali a danno degli altri.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Se un paese accumula surplus\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/svolta-epocale-la-germania-e-il-primo-creditore-mondiale-cosa-significa-davvero-per-noi-e-per-il-futuro\/\">commerciali\u00a0<\/a><\/strong>cronici per decenni, significa che sta vendendo agli altri molto pi\u00f9 di quanto acquista, drenando domanda dai partner. In un sistema di libero scambio \u201cnormale\u201d, i paesi colpiti reagirebbero imponendo dazi compensativi o lasciando che la valuta del paese in surplus si apprezzi. Nell\u2019Eurozona, questi meccanismi sono bloccati.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La Germania ha utilizzato l\u2019Euro\u00a0<\/strong>per blindare il proprio vantaggio competitivo, accumulando crediti verso l\u2019estero e costringendo il Sud Europa a dolorose svalutazioni interne (austerit\u00e0). La critica di\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/tag\/heiner-flassbeck\/\">Flassbeck \u00e8<\/a>\u00a0tagliente: se i patti sono stati violati dal mercantilismo tedesco, allora teoricamente gli altri partner avrebbero il diritto morale ed economico di proteggersi, trattando la Germania non come un partner, ma come un competitor sleale.<\/p>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-313\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/eu-flag-2108026_1280-1280x640-1-960x480.jpg\" alt=\"eurocrisi intervista ad hans werner sinn\" width=\"960\" height=\"480\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Domande per il futuro: quale Europa ci attende?<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Di fronte a questo scenario di\u00a0<strong>crisi economica in Germania nel 2025<\/strong>, sorgono spontanee alcune domande che dovrebbero guidare il dibattito nei prossimi mesi:<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\"><strong>Quanto pu\u00f2 durare l\u2019illusione militare?<\/strong>\u00a0Fino a quando i governi potranno mascherare la debolezza della domanda interna con commesse di armamenti che non generano benessere diffuso?<\/li>\n<li class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019Europa aprir\u00e0 gli occhi?<\/strong>\u00a0I partner europei continueranno ad accettare passivamente il modello mercantilista tedesco, o la pressione congiunta di una crisi interna e delle tensioni globali costringer\u00e0 Berlino a cambiare rotta, stimolando finalmente i consumi e i salari interni?<\/li>\n<li class=\"has-medium-font-size\"><strong>La sostenibilit\u00e0 del debito e degli investimenti:<\/strong>\u00a0Se la Germania continua a rifiutare investimenti produttivi civili in nome di un pareggio di bilancio fittizio o di spese militari improduttive, come potr\u00e0 mantenere la sua eccellenza tecnologica nei prossimi decenni?<\/li>\n<\/ol>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2891\" src=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Gemini_Generated_Image_s68d6es68d6es68d-960x960.jpg\" alt=\"Keynesismo degli Armamenti Germania\" width=\"960\" height=\"960\" \/><\/figure>\n<div class=\"wp-block-spacer\" aria-hidden=\"true\"><\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: Oltre i numeri, la necessit\u00e0 di una nuova visione<\/h2>\n<p class=\"has-medium-font-size\">La situazione tedesca di fine 2025 non \u00e8 solo una questione di numeri rossi o neri sul bilancio dello Stato. \u00c8 la spia di un modello economico che ha smarrito la bussola. La combinazione di austerit\u00e0 interna, dipendenza dall\u2019export e ora la fuga in avanti verso un\u2019economia di guerra \u201csterile\u201d sta creando una miscela tossica.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per gli osservatori, per gli investitori e per i cittadini europei, capire la\u00a0<strong>crisi tedesca<\/strong>\u00a0significa capire che il vecchio mondo \u2013 quello in cui bastava comprimere i salari per crescere \u2013 \u00e8 finito. Senza una ripresa della domanda interna genuina e senza investimenti che aumentino la produttivit\u00e0 reale (infrastrutture, educazione, transizione energetica vera), la locomotiva rischia di rimanere ferma sul binario morto, mentre il resto del mondo corre altrove.<\/p>\n<p class=\"has-medium-font-size\">Forse \u00e8 arrivato il momento di smettere di guardare alla Cina come unico capro espiatorio e iniziare a guardare, con onest\u00e0 critica, dentro i confini della nostra Unione. Voi cosa ne pensate? Credete che il riarmo possa davvero sostituire l\u2019industria civile come motore di crescita, o stiamo assistendo a un gigantesco errore di calcolo storico?<\/p>\n<\/article>\n<div class=\"post-share-icons cf\"><\/div>\n<div><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/vocidallagermania.it\/crisi-economica-germania-2025-recessione-riarmo\/\">https:\/\/vocidallagermania.it\/crisi-economica-germania-2025-recessione-riarmo\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCIDALLAGERMANIA (redazione) Immaginate di camminare per le strade\u00a0di una delle grandi capitali industriali della Ruhr o del Baden-W\u00fcrttemberg nel dicembre 2025. Le luci dei mercatini di Natale sono accese, l\u2019atmosfera sembra quella di sempre, eppure c\u2019\u00e8 una tensione palpabile, un non detto che serpeggia tra i capannoni industriali e gli uffici direzionali. 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