{"id":93539,"date":"2026-01-20T10:00:13","date_gmt":"2026-01-20T09:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93539"},"modified":"2026-01-19T08:38:48","modified_gmt":"2026-01-19T07:38:48","slug":"cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93539","title":{"rendered":"Cronache di un disastro ambientale. La lotta dei movimenti contro la nocivit\u00e0 industriale a Falconara Marittima"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Mattina Vignati)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-thumbnail\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/falconara.jpg\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"500\" data-attachment-id=\"52974\" data-permalink=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/falconara\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/falconara.jpg\" data-orig-size=\"1450,500\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"falconara\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/falconara-300x103.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/falconara-1024x353.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"content-wrap\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre>Ecologie della trasformazione, rubrica a cura di  \r\n\u00a0 \r\nEmanuele Leonardi e Giulia Arrighetti<\/pre>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Falconara Marittima rappresenta un\u2019anomalia nel panorama marchigiano, specie se si guarda alla sua traiettoria di sviluppo nella seconda met\u00e0 del Novecento. In una regione fiorita attorno ai <em>distretti industriali<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>, Falconara si \u00e8 trasformata nell\u2019arco di pochi decenni da piccola localit\u00e0 balneare a crocevia logistico e polo dell\u2019industria pesante. In un\u2019area di circa 25.000mq, infatti, si sono concentrati un\u2019importante snodo della ferrovia adriatica, l\u2019unico aeroporto internazionale della regione e grandi impianti a ciclo continuato legati al petrolchimico, come lo stabilimento Montedison (chiuso e in stato di abbandono dal 1990) e la raffineria Api, attorno ai quali si sono sviluppate le filiere produttive del fossile e del rifiuto. Questa concentrazione ha alimentato crescita e occupazione, trasformando Falconara nel comune pi\u00f9 densamente popolato della provincia; allo stesso tempo, per\u00f2, le esternalit\u00e0 negative di tali attivit\u00e0 hanno reso il suo territorio una delle aree pi\u00f9 inquinate d\u2019Italia. Dal 2002, 1200 ettari di area marino-costiera e 108 di suolo falconarese sono stati riconosciuti come Sito di Interesse Nazionale (SIN) per la presenza diffusa di idrocarburi, metalli pesanti e altri residui chimici. Letto attraverso le lenti dell\u2019ecologia politica, questo sviluppo rivela la logica selettiva delle economie industriali capitaliste: concentrare le attivit\u00e0 pi\u00f9 nocive in territori ritenuti sacrificabili, noti in letteratura come <em>zone di sacrificio<\/em>. La storica dell\u2019ambiente Stefania Barca definisce questo processo \u2039\u2039<em>colonialismo ambientale<\/em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u203a\u203a, dal momento che scarica costi e nocivit\u00e0 su territori (e su corpi) giudicati socialmente ed economicamente marginali.<span id=\"more-52972\"><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno degli attori centrali di questa dinamica di colonizzazione \u00e8 stata la raffineria Api. Nata nel 1933 come deposito di carburanti e attiva nella raffinazione dal 1950, l\u2019impianto si estende per oltre 700.000mq a ridosso delle abitazioni e impiega circa 300 lavoratori diretti, producendo bitumi e carburante marino. La sua presenza quasi secolare e la lunga storia di occupazione della cittadinanza al suo interno hanno intrecciato in profondit\u00e0 industria e territorio, al punto che, come osserva Fabrizio Recanatesi del centro sociale <em>Falkatraz<\/em>, \u2039\u2039l\u2019identit\u00e0 cittadina \u00e8 strutturalmente legata al cavallino dell\u2019Api<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u203a\u203a. Dalla raffineria di provincia cresciuta nel boom del patto fordista tra capitale e lavoro, Api \u00e8 diventato in pochi decenni il principale player privato dell\u2019energia a livello nazionale, grazie a quello che Recanatesi definisce \u00abun mix di capitalismo familistico e capacit\u00e0 da multinazionale\u00bb. Dopo l\u2019acquisizione di IP, oggi la holding controlla una rete di oltre 4000 distributori con un fatturato che ha sfiorato i 10 miliardi di euro nel 2023.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La crescita di Api\/IP non ha per\u00f2 portato benefici proporzionati alla popolazione. Da un lato, le ristrutturazioni tecnologico-organizzative hanno ridotto la presenza di manodopera locale nella raffineria; dall\u2019altro, gli impatti ambientali della raffinazione sono diventati sempre pi\u00f9 evidenti. Pur rifacendosi al lessico della green economy e definendo la sostenibilit\u00e0 uno \u2039\u2039strumento di competitivit\u00e0<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u203a\u203a, la raffineria genera da decenni inquinamento polisettoriale, contaminando tutte le matrici del SIN. La coscienza collettiva del danno ambientale \u00e8 cresciuta in parallelo ai numerosi incidenti occorsi negli anni e culminati nel 2018, quando le esalazioni per la fuoriuscita di 15.000 metri cubi di greggio dal serbatoio TK-61 hanno reso fenomenologicamente innegabile una nocivit\u00e0 gi\u00e0 riconosciuta per decreto ministeriale nel 2014<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. \u0400, insomma, evidente che a Falconara la mercificazione del rifiuto e del petrolio si sia data attraverso una sistematica spoliazione del territorio, secondo la logica predatoria dell\u2019\u2039\u2039accumulazione per contaminazione<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u203a\u203a.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contro questo processo di spossessamento sono per\u00f2 nati, negli anni Novanta, dei movimenti eco-sociali il cui protagonismo \u00e8 stato un <em>unicum<\/em> a livello regionale. Le prime opposizioni alla nocivit\u00e0 industriale si sono levate dai comitati dei quartieri pi\u00f9 esposti (Fiumesino e l\u2019ex quartiere operaio di Villanova) che, animati anche dai figli e dalle figlie degli operai, hanno svolto un\u2019intensa attivit\u00e0 di informazione alla popolazione sui rischi dell\u2019esposizione agli idrocarburi. La mobilitazione si \u00e8 poi ampliata al centro sociale Kontatto (oggi Falkatraz) e all\u2019associazione ambientalista Ondaverde, fino a convergere con i movimenti nazionali per la giustizia climatica (Fridays for Future e Campagna per il Clima Fuori dal Fossile) e con altre vertenze ambientali (come Taranto, NO Tap, Civitavecchia e Ravenna). In trent\u2019anni di lotta, questi movimenti hanno costruito un repertorio d\u2019azione molto diversificato ed ottenuto risultati rilevanti come il riconoscimento dell\u2019area SIN, il blocco di nuovi impianti estrattivi, il miglioramento dei monitoraggi, l\u2019attivazione del registro tumori regionale e, soprattutto, la produzione e diffusione di indagini epidemiologiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gran parte della lotta dei movimenti falconaresi si \u00e8 giocata \u2013 e tuttora si gioca \u2013 proprio sulla <em>riappropriazione dal basso dei saperi<\/em>. Come spiega Roberto Cenci, Ondaverde nasce nel 2009 per \u2039\u2039ottenere e divulgare dati epidemiologici statisticamente credibili sulla salute della popolazione\u203a\u203a, chiedendo non semplici studi <em>descrittivi<\/em> (schede Istat, ricoveri ospedalieri), ma studi<em> analitici<\/em> capaci di ricondurre le patologie a delle cause ambientali. \u0400 in questo quadro che l\u2019indagine dell\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) del 2011, prodotta su richiesta della Procura e sostenuta da una raccolta firme di oltre 3000 persone, correla per la prima volta un eccesso di mortalit\u00e0 significativo per leucemie e linfomi non Hodgkin alla residenza entro 4km dalla raffineria, certificando l\u2019impatto della nocivit\u00e0 sulla salute. L\u2019importanza di questi studi nella lotta va interpretata nel quadro del conflitto tra due approcci opposti al sapere. Per i movimenti, l\u2019accesso ai dati \u00e8 uno strumento di <em>politicizzazione<\/em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> della lotta: un dispositivo utile ad aprire lo spazio della discussione coinvolgendo la cittadinanza a monte (con raccolte firme o esposti collettivi) e a valle (tramite la divulgazione pubblica). I soggetti istituzionali, al contrario, tendono a usare il sapere in chiave <em>depoliticizzante<\/em>. Scuole e Universit\u00e0 locali privilegiano la formazione tecnica per l\u2019industria alla critica delle sue esternalit\u00e0; la politica locale e regionale alimenta ci\u00f2 che gli attivisti definiscono un <em>revisionismo epidemiologico<\/em>, volto a ignorare o screditare studi gi\u00e0 consolidati. Ancor pi\u00f9 critica \u00e8 la valutazione degli enti di controllo (ArpaM, Inail, Asur) e del Ministero per l\u2019Ambiente: oltre a denunciare l\u2019inefficienza delle 3 centraline di monitoraggio delle esalazioni presenti nel SIN, i movimenti contestano la gestione opaca dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) \u2013 rilasciata alla raffineria un mese dopo l\u2019incidente del 2018 e riesaminata cinque volte in sei anni per reiterate violazioni. I rapporti tra raffineria e vertici di ArpaM sono attualmente oggetto di processo giudiziario, mentre il progetto di monitoraggio tramite app (<em>odor.net<\/em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>), promosso dalla stessa Api nel 2019, \u00e8 stato percepito \u2013 osserva Recanatesi \u2013 come un modo per \u2039\u2039controllare pi\u00f9 noi che loro\u203a\u203a, spostando sulla cittadinanza l\u2019onere del monitoraggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio per inchiodare gli enti di controllo alle loro responsabilit\u00e0, con il primo esposto collettivo del 2015 sulle esalazioni, il Comitato Mal\u2019aria \u2013 nato nel 2013 da residenti e volontari di Ondaverde e divenuto il principale punto di raccordo tra le realt\u00e0 sociali e ambientaliste del territorio \u2013 inaugura quella che Cenci e Recanatesi definiscono \u2039\u2039la stagione dei processi\u203a\u203a: il tentativo di spostare cio\u00e8 il conflitto sul terreno del sapere giudiziario, una sfera terza ritenuta in grado di conferire ai dati dei movimenti uno statuto di verit\u00e0 incontrovertibile. Dopo un primo procedimento non risolutivo, la svolta arriva con le oltre mille denunce successive all\u2019incidente del 2018, che aprono la maxi-inchiesta \u201cOro Nero\u201d. Il processo, avviato nel 2025 contro i vertici della raffineria e l\u2019ex direttore di ArpaM, contesta non solo le reiterate violazioni dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale e delle MISO (Modifiche non Sostanziali [dell\u2019AIA stessa]), ma soprattutto il <em>disastro ambientale<\/em> inteso come accumulo nel tempo di nocivit\u00e0 sanitarie e ambientali generate dall\u2019attivit\u00e0 produttiva. Secondo la Procura, condotte reiterate e motivate dal risparmio sui costi di manutenzione avrebbero prodotto una \u2039\u2039diffusione incontrollata\u203a\u203a di inquinanti. Nonostante la pesante accusa, l\u2019esito del processo rimane per\u00f2 incerto, e la mancata costituzione come parte civile del Ministero dell\u2019Ambiente e della Regione \u2013 a differenza di quanto fatto dal Comune \u2013 potrebbe non giocare a favore della cittadinanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle vicende giudiziarie, in questa storia colpisce per\u00f2 l\u2019assenza quasi totale dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali. Per gli attivisti, una delle cause principali \u00e8 il profondo mutamento della composizione della forza-lavoro interna alla fabbrica: se negli anni Ottanta gli operai erano in larga parte autoctoni, oggi circa la met\u00e0 dei lavoratori diretti non vive pi\u00f9 in citt\u00e0. Le ristrutturazioni degli ultimi trent\u2019anni \u2013 automazione dei processi, qualificazione e stabilizzazione della manodopera pi\u00f9 specializzata, esternalizzazione di quella meno qualificata \u2013 hanno finito per indebolire il legame storico tra fabbrica e territorio. Come osservano Feltrin e Leonardi, il risultato di questi processi \u00e8 una \u201cdeterritorializzazione\u201d della forza-lavoro: chi lavora nella grande industria \u00e8 sempre meno radicato nelle comunit\u00e0 che ne subiscono gli impatti (e che smettono di venire \u201ccompensate\u201d con l\u2019impiego nelle fabbriche inquinanti), producendo una crescente \u2039\u2039biforcazione tra luoghi di lavoro e territori<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>\u203a\u203a. Anche a Falconara questa frattura ha impedito la costruzione di un rapporto strutturato fra lavoratori e movimenti, limitato finora a confidenze individuali, spesso anonime. A complicare ulteriormente il quadro \u00e8 la narrazione demonizzante promossa nel tempo da alcune sigle sindacali, che hanno dipinto i movimenti come una minaccia all\u2019occupazione. Si \u00e8 cos\u00ec prodotta una singolare inversione del <em>ricatto occupazionale<\/em>, dove ad evocare la presunta incompatibilit\u00e0 tra salute e lavoro non \u00e8 pi\u00f9 il datore di lavoro ma i lavoratori organizzati. Un atteggiamento, questo, favorito sia dall\u2019assenza di piani per una giusta transizione, sia dalla storica inadempienza sindacale nel rendere pubblici i rischi ambientali e sanitari della raffineria \u2013 lasciando ai movimenti il ruolo di uniche \u201cCassandre\u201d del territorio. Per queste ragioni, a Falconara non \u00e8 possibile parlare di <em>ecologia operaia<\/em> (Barca, 2019), e persiste anzi un conflitto latente tra movimenti e (alcune) rappresentanze sindacali, emerso anche dal silenzio di quest\u2019ultime nelle due denunce per diffamazione rivolte da Api\/IP a Roberto Cenci nel 2019 e nel 2022<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 per\u00f2 oggi attraversata da un cambio di scenario decisivo. Lo scorso 15 settembre, <em>Reuters<\/em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a> ha rivelato l\u2019imminente cessione della holding Api\/IP alla multinazionale dello stato azero SOCAR per circa 2,5 miliardi di euro, a seguito di una trattativa largamente sottaciuta da enti e media locali, nonostante le ricadute potenzialmente enormi sul territorio in termini di bonifiche e occupazione. Gli attivisti ipotizzano che la crescita del gruppo nell\u2019ultimo decennio \u2013 i cui piani industriali relativi alla raffineria non sono mai stati resi pubblici \u2013 sia stata funzionale alla vendita, resa urgente dal rischio di rimanere nell\u2019<em>oil&amp;gas<\/em> senza accesso diretto alle materie prime in un contesto di crisi geopolitiche e transizione energetica. Per SOCAR, al contrario, l\u2019acquisizione rientra nella strategia di penetrazione del mercato europeo e mediterraneo e, in quest\u2019ottica, pi\u00f9 che una raffineria che richiede ingenti investimenti per l\u2019ammodernamento, ad interessare la multinazionale \u00e8 la capillarit\u00e0 della rete distributiva IP. L\u2019operazione gode inoltre di un implicito <em>placet<\/em> del Governo centrale, da sempre interessato a rafforzare il ruolo dell\u2019Italia come hub del gas europeo<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. In ogni caso, la cessione di un\u2019infrastruttura strategica per l\u2019approvvigionamento energetico del Paese a un soggetto statale estero comporta un passaggio alla scala nazionale della questione falconarese. Tale mutamento di scala \u00e8 per\u00f2 un processo insidioso, che potrebbe anche non giocare a favore della lotta. Da un lato, i movimenti cercano di spostare l\u2019attenzione dalle logiche della compravendita allo stato del SIN, chiedendo<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a> al Governo di valutare l\u2019attivazione del Golden Power per garantire bonifiche e continuit\u00e0 occupazionale. Dall\u2019altro, temono che il cambio di scala si traduca in ulteriore marginalizzazione: lo scenario pi\u00f9 inquietante, in questo senso, \u00e8 quello della \u2039\u2039<em>deindustrializzazione nociva<\/em><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>\u203a\u203a, in cui il capitale \u2013 esaurita la possibilit\u00e0 di estrarre valore da un territorio \u2013 si ritira lasciando dietro di s\u00e9 le scorie eco-sociali della devastazione ambientale e della disoccupazione. Per evitare che la raffineria \u2039\u2039faccia la fine della cattedrale nel deserto che gli sta di fianco<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>\u203a\u203a i movimenti avanzano quindi due richieste precise:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>La costituzione di un fondo di garanzia per le bonifiche, finanziato da acquirente e venditore come risarcimento al territorio e come leva per forme di occupazione alternative e \u201cpulite\u201d;<\/li>\n<li>La nomina di un Commissario Straordinario per le bonifiche, capace di sbloccare l\u2019<em>impasse<\/em> che paralizza da anni gli interventi nella parte pubblica del SIN.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In conclusione, il futuro socio-ambientale di Falconara si gioca oggi su un crinale incerto: da una parte, la sua principale attivit\u00e0 produttiva \u00e8 delegittimata da un processo per disastro ambientale; dall\u2019altra, il futuro acquirente non offre garanzie n\u00e9 sul piano occupazionale n\u00e9 su quello delle bonifiche. Nel frattempo, le istituzioni latitano, i lavori di risanamento procedono a singhiozzo e la popolazione continua a vivere e morire in uno dei siti pi\u00f9 contaminati del Paese. Eppure, se \u00e8 vero che le possibilit\u00e0 di ricomporre la frattura tra territori e luoghi di lavoro tendono ad emergere nei contesti di crisi, \u2039\u2039dove e quando le strutture che separano diversi segmenti della classe vengono scosse\u203a\u203a (Feltrin, Leonardi, 2023), allora si pu\u00f2 ragionevolmente sperare che il tempo della convergenza tra lavoratori e movimenti eco-sociali sia finalmente maturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Becattini, G. (1991). Il distretto industriale marshalliano come concetto socio-economico. In <em>Studi e Informazioni Quaderni<\/em> (34). 51-65<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Barca, S. (2019). Ecologia operaia. In <em>ecologiepolitiche.com<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Il logo di Api \u00e8 costituito un cavallo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Fonte: https:\/\/ip.gruppoapi.com\/il-gruppo\/chi-siamo\/i-valori-e-la-mission-di-ip-gruppo-api\/<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Nel 2014 i vertici del gruppo avevano concordato con il Ministero per l\u2019Ambiente le MISO (misure di Messa In Sicurezza Operativa) da implementare per mettere in sicurezza le strutture e bonificare l\u2019area SIN della raffineria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> D\u2019Alisa, G.; Demaria, F. (2013). Dispossession and contamination strategies for capital accumulation in the waste market. In <em>Lo Squaderno<\/em>, 29. 37-39<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Pellizzoni, L. (2011). The politics of facts: local environmental conflicts and expertise. In <em>Environmental Politics<\/em>, 20(6). 765-775<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> L\u2019applicazione prevedeva l\u2019attivazione di campionatori della qualit\u00e0 dell\u2019aria tramite segnalazione da parte degli utenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Feltrin, L.; Leonardi, E. (2023). Organizzazione e convergenza: la composizione di classe tra sviluppo della tecnologia e crisi ecologica. In <em>globalproject.info<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> In entrambi i casi a seguito di interviste concesse da Cenci a media nazionali (RaiNews nel 2019 e Striscia la Notizia nel 2022). In nessuno dei due processi, durati anni e costati parecchio in termini sia economici che psicologici, Cenci \u00e8 stato giudicato colpevole.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Fonte: https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/azerbaijans-socar-signs-deal-buy-refiner-italiana-petroli-2025-09-23\/<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Fonte: https:\/\/www.mase.gov.it\/portale\/-\/energia-pichetto-possiamo-essere-hub-del-gas-in-ue<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> A prendersi carico dell\u2019interrogazione \u00e8 in realt\u00e0 stato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, fonte: https:\/\/www.rainews.it\/tgr\/marche\/articoli\/2025\/11\/raffineria-api-ciriani-golden-power-possibile-sono-in-caso-di-bonifica-8f4a417c-e00d-45b4-acb7-8b8c7bfda541.html<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Feltrin, L. <em>et. Al.<\/em> (2022) Noxious deindustrialization: Experiences of precarity and pollution in Scotland\u2019s petrochemical capital.\u00a0<em>Environment and Planning C: Politics and Space<\/em>,\u00a0<em>40<\/em>(4), 950-969<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Qui Recanatesi fa riferimento al complesso Montedison, dismesso e abbandonato dopo la cessazione dell\u2019attivit\u00e0 nel 1990.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/\">https:\/\/www.leparoleelecose.it\/cronache-di-un-disastro-ambientale-la-lotta-dei-movimenti-contro-la-nocivita-industriale-a-falconara-marittima\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Mattina Vignati) &nbsp; Ecologie della trasformazione, rubrica a cura di \u00a0 Emanuele Leonardi e Giulia Arrighetti \u00a0 Falconara Marittima rappresenta un\u2019anomalia nel panorama marchigiano, specie se si guarda alla sua traiettoria di sviluppo nella seconda met\u00e0 del Novecento. In una regione fiorita attorno ai distretti industriali[1], Falconara si \u00e8 trasformata nell\u2019arco di pochi decenni da piccola localit\u00e0 balneare a crocevia logistico e polo dell\u2019industria pesante. In un\u2019area di circa&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-okH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93539"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93539"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93539\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93540,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93539\/revisions\/93540"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93539"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93539"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93539"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}