{"id":93574,"date":"2026-01-23T10:30:07","date_gmt":"2026-01-23T09:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93574"},"modified":"2026-01-20T19:15:52","modified_gmt":"2026-01-20T18:15:52","slug":"come-e-perche-le-big-pharma-trumpeggiano-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93574","title":{"rendered":"Come e perch\u00e9 le Big Pharma trumpeggiano in Europa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di STARTMAG(Giulia Alfieri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/medicine-farmaci-1-1024x550.jpeg\" alt=\"trump case farmaceutiche\" \/><\/p>\n<div class=\"vcex-post-excerpt vcex-module wpex-text-pretty wpex-last-mb-0 vcex_696fba66338d3\" style=\"text-align: left\">\n<p>Dopo aver accettato di ridurre i prezzi negli Stati Uniti, le grandi case farmaceutiche statunitensi stanno aumentando la pressione sull\u2019Europa, minacciando ritardi nel lancio dei nuovi farmaci se i Paesi europei non inizieranno a pagare di pi\u00f9.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"speakup-player\" style=\"text-align: left\">\n<section id=\"speakup-container\" class=\"speakup-container\">\n<div class=\"speakup-theme-black-white boxed speakup-idle speakup-small \">\n<div class=\"speakup-boxed-player speakup-visible speakup-idle speakup-small\">\n<div class=\"speakup-boxed-player-left speakup-idle\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<div class=\"vcex-post-content\" style=\"text-align: left\">\n<p>La minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre dazi fino al 200% alle case farmaceutiche che non producono nel Paese ha funzionato con le Big Pharma, che infatti hanno stretto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/tutte-le-big-pharma-che-si-sono-inchinate-a-trump\/\">accordi<\/a>\u00a0con la Casa Bianca per ridurre i prezzi dei farmaci negli Usa. Come per\u00f2 ha fatto notare il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, queste non hanno intenzione di rinunciare ai loro lauti profitti e, dunque, chi pagher\u00e0 per non rovinare le loro entrate?<\/p>\n<p>Bourla ha anche fornito la risposta: l\u2019Europa. I Paesi del Vecchio Continente, che pagano in media circa un terzo in meno rispetto agli Stati Uniti, grazie a sistemi sanitari nazionali che negoziano i prezzi, quest\u2019anno dovranno affrontare le pressioni delle aziende, le quali hanno il potere di ricattarli ritardando l\u2019accesso ai nuovi medicinali.<\/p>\n<h2>LA MINACCIA DI BOURLA ALL\u2019EUROPA<\/h2>\n<p>\u201cQuando facciamo i conti, dobbiamo ridurre il prezzo negli Stati Uniti al livello della Francia o smettere di rifornire la Francia? Noi smetteremo di rifornire la Francia. Quindi resteranno senza nuovi medicinali. Il sistema ci costringer\u00e0 a non poter accettare prezzi pi\u00f9 bassi\u201d. A\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/098813a5-c35f-45b6-b0b4-0bbdea549cce\">dirlo<\/a>\u00a0\u00e8 stato proprio Bourla durante la conferenza JPMorgan Healthcare.<\/p>\n<p>Stando al\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/098813a5-c35f-45b6-b0b4-0bbdea549cce\"><em>Financial Times<\/em><\/a>, anche altri dirigenti hanno confermato che alcune aziende stanno valutando di ritardare il lancio di nuovi farmaci in Europa se i prezzi non saranno adeguati, aumentando il rischio di limitare l\u2019accesso dei pazienti a terapie innovative.<\/p>\n<h2>RITARDO SU RITARDO<\/h2>\n<p>L\u2019annuncio non \u00e8 confortante soprattutto se si considera, come ricordato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/098813a5-c35f-45b6-b0b4-0bbdea549cce\">Will Humphrey<\/a>, vicepresidente di Capstone, che \u201ci farmaci vengono gi\u00e0 lanciati in Europa circa un anno dopo rispetto agli Stati Uniti\u201d e le nuove pressioni potrebbero ampliare ulteriormente questo divario temporale.<\/p>\n<p>Inoltre, come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/legal\/litigation\/drugmakers-brace-europe-pricing-fight-after-trumps-us-price-cut-deals-2026-01-08\/\">affermato<\/a>\u00a0all\u2019inizio dell\u2019anno da Sebastian Guth, direttore operativo della divisione farmaceutica di Bayer e membro del consiglio di PhRMA, \u201cse si guardano i farmaci innovativi lanciati e approvati negli ultimi dieci anni, gli americani hanno accesso all\u201980% di questi, mentre gli europei a meno del 50%\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn Europa \u2013 ha aggiunto \u2013 esiste strutturalmente un ritardo molto significativo\u201d.<\/p>\n<h2>IL REGNO UNITO HA GI\u00c0 CEDUTO<\/h2>\n<p>Non \u00e8 parte dell\u2019Unione europea, ma il Regno Unito si \u00e8 gi\u00e0 piegato alla nuova politica di Trump. Washington e Londra, infatti, hanno raggiunto un accordo in base al quale il Regno Unito otterr\u00e0 un alleggerimento dei dazi in cambio di un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/healthcare-pharmaceuticals\/us-uk-agree-zero-tariffs-pharmaceuticals-announcement-expected-sources-say-2025-12-01\/\">aumento del 25%<\/a>\u00a0del prezzo netto dei nuovi farmaci statunitensi.<\/p>\n<p>Le case farmaceutiche gioiscono. \u201c\u00c8 un passo positivo in avanti. Penso comunque che ci sia ancora molta strada da fare\u201d,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/098813a5-c35f-45b6-b0b4-0bbdea549cce\">ha detto<\/a>\u00a0Adam Lenkowsky, Cco di Bristol Myers Squibb. Mentre per Daniel O\u2019Day, Ceo di Gilead, l\u2019intesa \u201coffre davvero l\u2019opportunit\u00e0 di resettare i prezzi nel resto del mondo\u201d.<\/p>\n<h2>RESISTENZA TEDESCA<\/h2>\n<p>Mentre le aziende chiedono aumenti, c\u2019\u00e8 chi prova a opporsi. Jens Baas, amministratore delegato della Techniker Krankenkasse, la pi\u00f9 grande assicurazione sanitaria pubblica tedesca,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/098813a5-c35f-45b6-b0b4-0bbdea549cce\">ha dichiarato<\/a>: \u201cIn Germania stiamo chiaramente pagando troppo. Il legislatore [tedesco] deve intervenire e attuare con urgenza misure per ridurre la spesa, soprattutto nell\u2019area dei farmaci brevettati\u201d.<\/p>\n<p>Per Baas, prezzi pi\u00f9 alti \u201caumentano solo i margini di profitto delle aziende farmaceutiche e gravano su chi contribuisce al sistema di assicurazione sanitaria obbligatoria\u201d, senza stimolare le economie europee.<\/p>\n<h2>IL PARERE DI ANALISTI, INVESTITORI E LOBBISTI<\/h2>\n<p>Secondo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/legal\/litigation\/drugmakers-brace-europe-pricing-fight-after-trumps-us-price-cut-deals-2026-01-08\/\">Marshall Gordon<\/a>, analista senior per la sanit\u00e0 presso ClearBridge Investments, non si pu\u00f2 pretendere che l\u2019Europa aumenti improvvisamente la spesa per i farmaci. Tuttavia, ha aggiunto, gli accordi stretti dalle aziende con la Casa Bianca \u201cdanno effettivamente alle aziende un maggiore potere negoziale\u201d.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/legal\/litigation\/drugmakers-brace-europe-pricing-fight-after-trumps-us-price-cut-deals-2026-01-08\/\">Gareth Powell<\/a>, responsabile degli investimenti sanitari presso Polar Capital, ha invece messo in luce le possibili conseguenze di tale potere: \u201cQuesto potrebbe significare che, almeno per un paio d\u2019anni fino alla fine della presidenza Trump, questi prodotti semplicemente non verranno lanciati in Europa\u201d.<\/p>\n<p>Humphrey, oltre a ribadire\u00a0il rischio di ritardi del lancio di farmaci in Europa, ha paragonato la pressione esercitata sugli Stati europei alla gestione della Nato da parte di Trump, sottolineando che \u201ci Paesi europei non hanno significativi avanzi di bilancio da poter usare per aumentare immediatamente la spesa per i farmaci\u201d.<\/p>\n<p>Motivo per cui, secondo un lobbista di Washington citato da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/legal\/litigation\/drugmakers-brace-europe-pricing-fight-after-trumps-us-price-cut-deals-2026-01-08\/\"><em>Reuters<\/em><\/a>, \u00e8 improbabile che i governi europei concedano vantaggi significativi agli Stati Uniti, anche perch\u00e9 \u201cnon \u00e8 che l\u2019amministrazione Trump abbia fatto molte cose che abbiano reso gli europei felici e disposti a essere accomodanti\u201d. In realt\u00e0, \u201cli sta antagonizzando\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"vcex-post-content\">\n<div class=\"related-posts wpex-overflow-hidden wpex-mb-40 wpex-clr\">\n<h3 class=\"theme-heading border-bottom related-posts-title\" style=\"text-align: left\"><strong style=\"font-size: 16px\">FONTE<\/strong><span style=\"font-size: 16px\">:\u00a0<\/span><a style=\"font-size: 16px\" href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/come-e-perche-le-big-pharma-trumpeggiano-in-europa\/\">https:\/\/www.startmag.it\/economia\/come-e-perche-le-big-pharma-trumpeggiano-in-europa\/<\/a><\/h3>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STARTMAG(Giulia Alfieri) Dopo aver accettato di ridurre i prezzi negli Stati Uniti, le grandi case farmaceutiche statunitensi stanno aumentando la pressione sull\u2019Europa, minacciando ritardi nel lancio dei nuovi farmaci se i Paesi europei non inizieranno a pagare di pi\u00f9. 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