{"id":93591,"date":"2026-01-21T11:36:29","date_gmt":"2026-01-21T10:36:29","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93591"},"modified":"2026-01-21T10:21:57","modified_gmt":"2026-01-21T09:21:57","slug":"le-pressioni-dellindustria-tedesca-per-una-germania-non-ostile-agli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93591","title":{"rendered":"Le pressioni dell\u2019industria tedesca per una Germania non ostile agli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA START MAGAZINE (Di Pierluigi Mennitti)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Imagoeconomica_2490425-scaled-1170x550.jpg\" alt=\"merz\" width=\"479\" height=\"225\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>La linea prudente di Merz nel confronto con Trump \u00e8 dettata anche dalle preoccupazioni dell\u2019industria tedesca per le nuove minacce tariffarie e il rischio di una guerra commerciale con gli Usa. Gli imprenditori auspicano cautela nelle possibili contromisure Ue, ma nello stesso tempo spingono a diversificare i partner commerciali per ridurre le dipendenze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"vcex-post-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">I segnali di una possibile ripresa economica in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/tag\/germania\/\">Germania<\/a>\u00a0tornano a offuscarsi sotto il peso delle rinnovate tensioni commerciali con Washington. Le nuove minacce tariffarie avanzate dal presidente statunitense Donald Trump, intrecciate al contenzioso politico sulla Groenlandia, riaprono scenari di incertezza per un\u2019economia fortemente orientata all\u2019export e gi\u00e0 esposta alle oscillazioni di un contesto internazionale da troppo tempo turbolento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il rischio evocato dagli ambienti industriali \u00e8 che un\u2019escalation sui dazi finisca per compromettere le prospettive di crescita proprio mentre Berlino tenta di consolidare una fase di stabilizzazione. Una pressione che spiega l\u2019atteggiamento meno \u201cgaribaldino\u201d del governo tedesco, con il cancelliere Friedrich Merz che ha scelto una linea pi\u00f9 morbida rispetto a quella di Emmanuel Macron e pi\u00f9 in sintonia con l\u2019indirizzo diplomatico scelto da Giorgia Meloni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">D\u2019altronde, il ritiro della decina di soldati tedeschi spedita per ricognizioni in Groenlandia dopo solo pochi giorni, e soprattutto all\u2019indomani della minaccia di Trump di nuove sanzioni, era stato un chiaro segnale di de-escalation.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il vertice intergovernativo del 23 gennaio a Roma tra gli esecutivi di Italia e Germania rappresenter\u00e0 probabilmente l\u2019occasione per Merz e Meloni di consolidare questa posizione comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 14pt\"><strong>LA CAUTELA DELL\u2019INDUSTRIA TEDESCA<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intanto, nel mondo produttivo tedesco le dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno suscitato una reazione di diffusa preoccupazione. Le associazioni di categoria parlano di un irrigidimento del clima commerciale che potrebbe danneggiare entrambe le sponde dell\u2019Atlantico. Il presidente della Federazione dell\u2019industria tedesca (BDI), Peter Leibinger, ha definito le minacce tariffarie \u201cun passo inutile e potenzialmente dannoso\u201d, sottolineando come il ricorso a strumenti di pressione commerciale \u201crischi di innescare una spirale difficile da controllare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cautela nasce anche dal peso specifico del mercato statunitense per la Germania: circa un decimo delle esportazioni nazionali \u00e8 destinato agli Stati Uniti. In questo quadro, un conflitto commerciale su larga scala avrebbe ricadute dirette su settori chiave dell\u2019economia, dall\u2019industria manifatturiera alla chimica, fino all\u2019automotive. Da qui l\u2019invito, rivolto soprattutto alle istituzioni europee, a \u201cmantenere aperti i canali di comunicazione e a lavorare per una riduzione delle tensioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">PRUDENZA POLITICA E STRUMENTI EUROPEI<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche la Camera di commercio e dell\u2019industria tedesca (DIHK) richiama alla moderazione. Secondo l\u2019organizzazione, \u201cil legame sempre pi\u00f9 esplicito tra obiettivi geopolitici e leve commerciali esercita una pressione significativa sulle imprese, ma non dovrebbe spingere l\u2019Europa a reazioni impulsive\u201d. L\u2019esperto di commercio estero Volker Treier invita a \u201cmuoversi con equilibrio\u201d, evitando di ricorrere subito a strumenti di ritorsione estrema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra questi figura il cosiddetto \u201cstrumento contro la coercizione economica\u201d, approvato dall\u2019Unione europea nel 2023 come meccanismo di difesa contro pratiche considerate ricattatorie. Il pacchetto, nato in un contesto diverso, potrebbe teoricamente essere applicato anche nei confronti degli Stati Uniti, includendo misure come tassazioni mirate sulle grandi piattaforme digitali, limitazioni all\u2019accesso agli appalti pubblici o restrizioni ai movimenti di capitale. Il solo fatto che tali opzioni vengano discusse segnala un irrigidimento dei toni, pur nella consapevolezza dei costi potenziali di una simile scelta.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"font-size: 14pt\">DIVERSIFICAZIONE E RESILIENZA ECONOMICA<\/span><\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">In parallelo, dal mondo imprenditoriale emerge con forza la necessit\u00e0 di ridurre le dipendenze commerciali. Rafforzare la rete dei partner internazionali viene indicato come una priorit\u00e0 strategica, capace di attenuare l\u2019impatto di decisioni unilaterali. In questa prospettiva, l\u2019accordo tra Unione europea e Mercosur \u00e8 visto come un passo opportuno, al quale dovrebbero seguire intese con economie in forte crescita come India e Indonesia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La diversificazione, tuttavia, non basta da sola. Secondo la DIHK \u00e8 altrettanto essenziale \u201caumentare la resilienza interna\u201d, rilanciando la competitivit\u00e0 dei siti produttivi europei e creando condizioni pi\u00f9 favorevoli agli investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un segnale delle conseguenze gi\u00e0 in atto arriva da uno studio dell\u2019Istituto dell\u2019economia tedesca IW di Colonia, che registra un netto calo degli investimenti delle imprese tedesche negli Stati Uniti nell\u2019ultimo anno. Un dato che suggerisce come l\u2019incertezza generata da una politica commerciale imprevedibile stia gi\u00e0 influenzando le scelte strategiche delle aziende, ben oltre il piano delle dichiarazioni politiche.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/le-pressioni-dellindustria-tedesca-per-una-germania-non-ostile-agli-stati-uniti\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/le-pressioni-dellindustria-tedesca-per-una-germania-non-ostile-agli-stati-uniti\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA START MAGAZINE (Di Pierluigi Mennitti) La linea prudente di Merz nel confronto con Trump \u00e8 dettata anche dalle preoccupazioni dell\u2019industria tedesca per le nuove minacce tariffarie e il rischio di una guerra commerciale con gli Usa. Gli imprenditori auspicano cautela nelle possibili contromisure Ue, ma nello stesso tempo spingono a diversificare i partner commerciali per ridurre le dipendenze. 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