{"id":93601,"date":"2026-01-23T09:55:41","date_gmt":"2026-01-23T08:55:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93601"},"modified":"2026-01-22T12:57:48","modified_gmt":"2026-01-22T11:57:48","slug":"lultimatum-gentile-di-trump-agli-alleati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93601","title":{"rendered":"L\u2019ultimatum gentile di Trump agli alleati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/P20260116JB-0428.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Davos, <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/articles\/2026\/01\/in-davos-president-trump-outlines-bold-vision-for-american-prosperity-transatlantic-strength\/\">Donald Trump non si \u00e8 limitato a provocare.<\/a> Ha messo sul tavolo un metodo. La Groenlandia \u00e8 diventata il banco di prova di una nuova relazione tra Stati Uniti ed Europa, fatta di pressioni esplicite e concessioni condizionate. Il messaggio, al netto delle battute e della teatralit\u00e0, \u00e8 stato chiarissimo: apriamo subito negoziati per l\u2019acquisizione, non useremo la forza, ma se direte di no ce ne ricorderemo. \u00c8 la diplomazia del ricatto soft, la pressione asimmetrica travestita da dialogo.<\/p>\n<p>Il contesto \u00e8 quello del World Economic Forum, dove Trump ha scelto di parlare non solo ai mercati ma soprattutto agli alleati. L\u2019Europa, in questa narrazione, \u00e8 amata ma fuori strada, protetta ma ingrata, indispensabile ma subordinata. La Groenlandia diventa cos\u00ec il simbolo perfetto: un territorio immenso, strategico, potenzialmente ricco di risorse, politicamente legato a uno Stato europeo. Se cede la Danimarca, cede un pezzo dell\u2019idea di Europa. Se cede l\u2019Europa, cede la pretesa di contare.<\/p>\n<p>Trump ha incardinato la questione groenlandese in un discorso economico coerente con la sua visione del mondo. Gli Stati Uniti sarebbero il motore della crescita globale e avrebbero il diritto di riequilibrare i conti usando strumenti coercitivi \u201clegali\u201d, cio\u00e8 i dazi. In questa cornice la Groenlandia non \u00e8 solo geopolitica: \u00e8 filiera, accesso a metalli critici e materie prime indispensabili per industria, difesa e transizione tecnologica.<\/p>\n<p>I dazi non sono una minaccia separata, ma parte integrante del negoziato. Prima si agita la tariffa, poi si offre la sospensione come premio. \u00c8 una diplomazia del pedaggio: la cooperazione non \u00e8 pi\u00f9 un valore condiviso, ma un servizio a pagamento. L\u2019Europa pu\u00f2 accettare il prezzo o subirne le conseguenze, sapendo che ogni rifiuto avr\u00e0 un costo differito ma certo.<\/p>\n<p>Il passaggio pi\u00f9 rivelatore \u00e8 quello sulla sicurezza mondiale. Secondo Trump, solo gli Stati Uniti, controllando la Groenlandia, possono garantirla. Tradotto: la postura militare nel Nord Atlantico e nell\u2019Artico non \u00e8 pi\u00f9 una responsabilit\u00e0 condivisa, ma un monopolio che Washington intende rafforzare. La Groenlandia \u00e8 avamposto, piattaforma di osservazione, nodo di comunicazioni, perno della nuova geografia artica che si apre con il cambiamento climatico e con la competizione tra grandi potenze.<\/p>\n<p>In questo quadro, la richiesta francese di un\u2019esercitazione NATO in Groenlandia suona come una risposta simbolica, quasi difensiva. Mostrare presenza per non apparire irrilevanti. Ma se la regia resta americana, l\u2019esercitazione rischia di diventare un accessorio del negoziato, non una dimostrazione di sovranit\u00e0 europea. E quando il segretario generale dell\u2019Alleanza invita a non concentrarsi sulla Groenlandia perch\u00e9 il vero tema \u00e8 l\u2019Ucraina, la gerarchia \u00e8 ribadita: all\u2019Europa il fronte che costa, all\u2019America la partita che rende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Divide et impera<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Trump alterna rispetto formale e ricatto esplicito. Grande considerazione per Danimarca e Groenlandia, ma con l\u2019avvertimento che un no non sar\u00e0 dimenticato. \u00c8 una pressione diretta su un alleato, resa possibile da decenni di dipendenza politica e militare.<\/p>\n<p>Il riferimento all\u2019Ucraina completa il quadro: la guerra va chiusa, Mosca e Kiev vogliono un accordo, ma l\u2019onere principale spetta a Europa e Nato. Gli Stati Uniti fissano i parametri della trattativa che rafforza il loro vantaggio strategico, lasciando agli altri la gestione del logoramento.<\/p>\n<p>Non \u00e8 casuale l\u2019annuncio di incontri bilaterali con vari leader europei. \u00c8 il metodo classico: dividere per trattare. Un\u2019Europa che risponde in ordine sparso perde anche quando crede di aver salvato la faccia, perch\u00e9 ogni concessione nazionale diventa un precedente contro l\u2019interesse comune.<\/p>\n<p>Dietro la retorica del \u201cmotore economico\u201d c\u2019\u00e8 un\u2019idea molto concreta: trasformare alleati e partner in clienti. La Groenlandia \u00e8 solo il caso scuola. Se si accetta che una questione di sovranit\u00e0 europea venga trattata con il linguaggio della gratitudine o della ritorsione, allora tutto diventa negoziabile: energia, difesa, tecnologia, regole commerciali.<\/p>\n<p>La Groenlandia \u00e8 il prototipo dei dossier futuri: risorse rare, posizione strategica, investimenti ad alta intensit\u00e0 di capitale, competizione in cui civile e militare si sovrappongono. In uno scenario simile, chi non ha una politica industriale autonoma e una capacit\u00e0 di deterrenza credibile finisce per cedere pezzi del proprio spazio economico in cambio di \u201cprotezione\u201d.<\/p>\n<p>La vera questione non \u00e8 se Trump stia bluffando o se user\u00e0 davvero la forza. La questione \u00e8 che sta dicendo apertamente ci\u00f2 che per anni \u00e8 rimasto implicito: l\u2019atlantismo non \u00e8 un patto tra pari, ma un rapporto in cui il pi\u00f9 forte decide tempi, temi e prezzo. Oggi il tema \u00e8 la Groenlandia, domani potrebbe essere qualunque altro interesse europeo.<\/p>\n<p>Se l\u2019Europa risponde con indignazione intermittente e poi torna alla routine, conferma l\u2019immagine peggiore: un continente ricco ma esitante, che scambia il quieto vivere per strategia e la dipendenza per stabilit\u00e0. La Groenlandia, pi\u00f9 che un pezzo di ghiaccio, \u00e8 uno specchio. E nello specchio si vede se l\u2019Europa ha ancora un\u2019anima politica o soltanto un mercato da difendere a parole.<\/p>\n<p>Foto: White House<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/01\/lultimatum-gentile-di-trump-agli-alleati\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/01\/lultimatum-gentile-di-trump-agli-alleati\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano) &nbsp; A Davos, Donald Trump non si \u00e8 limitato a provocare. Ha messo sul tavolo un metodo. 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