{"id":93605,"date":"2026-01-22T13:15:42","date_gmt":"2026-01-22T12:15:42","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93605"},"modified":"2026-01-22T13:15:42","modified_gmt":"2026-01-22T12:15:42","slug":"la-guerra-elettronica-contro-starlink-di-iran-russia-e-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93605","title":{"rendered":"La guerra elettronica contro Starlink di Iran, Russia e Cina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-93606\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/thumbs_b_c_7087f855607c68421c1b37776b76acda-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/thumbs_b_c_7087f855607c68421c1b37776b76acda-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/thumbs_b_c_7087f855607c68421c1b37776b76acda-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/thumbs_b_c_7087f855607c68421c1b37776b76acda.jpg 864w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Lo scorso 11 gennaio, il quotidiano israeliano \u00abMa\u2019ariv\u00bb ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.maariv.co.il\/news\/world\/article-1271788\">riportato<\/a>\u00a0le valutazioni formulate in merito ai disordini che attraversavano l\u2019Iran ormai da diversi giorni dallo specialista in questioni di sicurezza Ehud Ya\u2019ari.<\/p>\n<p>A suo avviso, \u00ab<em>non si vedono crepe evidenti nei meccanismi del regime, dal governo ai suoi due eserciti, quello regolare e le Guardie Rivoluzionarie, n\u00e9 in seno ai Basij. Vediamo segni di esitazione qua e l\u00e0, niente di pi\u00f9\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 gi\u00e0 allora non si registrava \u00ab<em>una continua espansione della rivolta. Non c\u2019\u00e8 aumento nel volume delle manifestazioni: proseguono ma non si espandono, non assumono dimensioni nuove e pi\u00f9 ampie, come accaduto nel 1978-1979, prima che Khomeini arrivasse a Teheran\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-193999 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/SpaceX-Starlink-1068x6411-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p><em>Per la precisione, fino a poche ore prima \u00ab<\/em><em>c\u2019erano 60 centri di protesta, non di pi\u00f9. Prima ne avevamo 300 o pi\u00f9. Di questi, 36 erano a Teheran, principalmente nella zona est della citt\u00e0. La maggior parte delle proteste sono di medie dimensioni, non grandi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Uno dei fattori determinanti a depotenziare l\u2019ondata di destabilizzazione e ricondurre a situazione sotto il controllo delle autorit\u00e0 di Teheran \u00e8 consistito indubbiamente nella disattivazione della rete internet, disposta, stando a quanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2026\/1\/13\/iran-us-at-possible-precipice-of-renewed-conflict-as-protests-continue\">affermato<\/a>\u00a0dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, \u00ab<em>dopo che abbiamo affrontato operazioni terroristiche e ci siamo resi conto che gli ordini provenivano dall\u2019esterno del Paese\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 specificamente, il passaggio cruciale va individuato nella capacit\u00e0 iraniana di \u201cneutralizzare\u201d Starlink, sistema internet a banda larga sorretto da una rete di migliaia di satelliti in orbita bassa prodotto dalla Space-X di Elon Musk, e impiegato sistematicamente dai contestatori iraniani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Come funziona Starlink<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Concepito ufficialmente come sistema satellitare a fini civili e commerciali, Starlink si \u00e8 prestato immediatamente a impieghi di carattere militare perch\u00e9 i satelliti in orbita bassa di cui si avvale trasmettono segnali di velocit\u00e0 di gran lunga superiore a quelli emessi dai satelliti che gravitano in orbita geosincrona attorno all\u2019equatore.<\/p>\n<p>I segnali trasmessi ai terminali terrestri dai circa 10.000 satelliti Starlink che gravitano a una velocit\u00e0 orbitale di oltre 27.000 km\/h risultano molto pi\u00f9 difficili da localizzare e interrompere rispetto a quelli emessi dai tradizionali sistemi satellitari che fanno capo a singole unit\u00e0 geostazionarie.<\/p>\n<p>I piani orbitali di Starlink sono mutevoli, cos\u00ec come le traiettorie di movimento della costellazione satellitare, generando una incertezza spaziotemporale che pone enormi problemi a qualsiasi attore eterno intenzionato a sabotare il sistema.<\/p>\n<p>Ogni singolo terminale pu\u00f2 \u201csaltare\u201d da un satellite all\u2019altro in caso di interruzione del segnale che riceve in origine. Impiega per di pi\u00f9 antenne phased-array e tecniche di frequency hopping modulabili da remoto da personale di Space-X, garantendo una straordinaria capacit\u00e0 di adattamento in tempo reale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194001 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/38250515911_7e091a4938_k.jpg\" alt=\"\" width=\"2048\" height=\"1193\" \/><\/p>\n<p>Nel marzo 2022, a seguito di una serie di test, il 388\u00b0 Fighter Wing dell\u2019Aeronautica degli Stati Uniti (USAF) ha\u00a0<a href=\"https:\/\/maxpolyakov.com\/hidden-military-potential-of-starlink\/#:~:text=Starlink%20showed%20excellent%20results%20in,scratch%20and%20begin%20using%20it.\">confermato<\/a>\u00a0che Starlink applicato alla guida dei caccia F-35A garantiva una velocit\u00e0 di connessione di circa 30 volte superiore rispetto ai satelliti militari, offrendo una connessione internet a bassa latenza e ad ampia larghezza di banda cruciale per lo sviluppo dei futuri sistemi di comando e controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Starlink in Ucraina<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Starlink \u00e8 stato prontamente messo a disposizione delle forze armate ucraine, che se ne sono avvalse per manovrare droni e guidare proiettili di artiglieria e missili contro le postazioni russe.<\/p>\n<p>Nel corso di un\u2019audizione dinnanzi alla Commissione Forze del Senato degli Stati Uniti risalente sempre al marzo 2022, il generale James Dickinson dello Us Space Command ha\u00a0<a href=\"https:\/\/spacenews.com\/u-s-general-starlink-in-ukraine-showing-us-what-megaconstellations-can-do\/\">riconosciuto<\/a>\u00a0di esser rimasto colpito dalla capacit\u00e0 di Starlink di resistere alla guerra elettronica e fornire accesso a internet nelle zone dell\u2019Ucraina devastate dal conflitto. L\u2019impiego di Starlink in Ucraina \u00ab<em>ci sta davvero dimostrando quali risultati sono in grado di conseguire le megacostellazioni di satelliti\u00bb,<\/em>\u00a0ha aggiunto Dickinson.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194000 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ukraine-starlink.webp\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"812\" \/><\/p>\n<p>Nella primavera del 2024, la situazione stava gi\u00e0 cambiando sensibilmente. Nel corso di alcune operazioni militari portate avanti in quel periodo nell\u2019oblast di Kharkiv, le forze armate russe misero in campo disturbatori elettronici in grado di compromettere il corretto funzionamento di Starlink.<\/p>\n<p>Lo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2024\/05\/24\/technology\/ukraine-russia-starlink.html\">rivel\u00f2<\/a>\u00a0il ministro per i Servizi Digitali ucraino Mykhailo Fedorov, secondo cui i russi stavano affinando con successo le proprie capacit\u00e0 tecnologiche contro Starlink. Le esternazioni di Fedorov furono confermate al New York Times da Ajax, nome di battaglia del comandante di un\u2019unit\u00e0 ucraina specializzata nell\u2019impiego dei droni inquadrata nel 92\u00b0 Reggimento. A detta di Ajax, l\u2019Ucraina stava \u00ab<em>perdendo la battaglia contro la guerra elettronica<\/em>\u00bb russa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194002 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/0x0.webp\" alt=\"\" width=\"878\" height=\"493\" \/><\/p>\n<p>A pochi mesi di distanza, il Ministero della Difesa russo\u00a0<a href=\"https:\/\/tass.ru\/armiya-i-opk\/22668547\">annunci\u00f2<\/a>\u00a0che il Kalinka, congegno elettronico concepito per identificare segnali emanati da sistemi di comunicazione satellitare come Starlink, si trovava ormai in fase di test di combattimento bell\u2019ambito dello sviluppo e aggiornamento\u00a0<a href=\"https:\/\/spectrum.ieee.org\/the-fall-and-rise-of-russian-electronic-warfare\">dei sistemi di guerra elettronica.<\/a><\/p>\n<p>Andreij Bezrukov, amministratore delegato del Center for Unmanned Systems and Technologies, spieg\u00f2 che Kalinka risultava particolarmente adatto a rilevare la presenza di droni aerei e marini senza pilota, ma anche per \u00ab<em>individuare i nodi di comunicazione Starlink fissati a terra in zone di guerra\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Starlink in Iran<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Da quando, nel 2022, l\u2019amministrazione Biden concesse alle aziende statunitensi dell\u2019alta tecnologia un\u2019esenzione alle sanzioni per autorizzarle a vendere agli iraniani apparecchiature per la comunicazione, migliaia di terminali Starlink sono stati introdotti clandestinamente all\u2019interno della Repubblica Islamica dall\u2019Armenia e dal Kurdistan iracheno.<\/p>\n<p>La diffusione su vasta scala di Starlink che ne \u00e8 conseguita si \u00e8 rivelata determinante ai fini dell\u2019allargamento a macchia d\u2019olio delle proteste scoppiate per la morte sotto custodia di Mahsa Amini.<\/p>\n<p>Nel giugno dello scorso anno, il Parlamento di Teheran proib\u00ec l\u2019utilizzo di Starlink, dopo che Elon Musk ne aveva disposto l\u2019attivazione per aggirare lo spegnimento della rete internet nazionale disposto dal governo durante la guerra dei 12 giorni con Israele.<\/p>\n<p>Nonostante il divieto, implicante pene detentive da sei mesi a dieci anni, alcune stime\u00a0<a href=\"https:\/\/www.news18.com\/world\/irans-parliament-passes-law-banning-elon-musks-starlink-internet-services-ws-l-9411296.html\">ipotizzavano<\/a>\u00a0che, all\u2019inizio di luglio, tra i 20.000 e i 40.000 terminali Starlink introdotti attraverso canali di contrabbando funzionassero regolarmente in Iran.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194003 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/130602910_img_c5d3b03fae1f-1.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Secondo quanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cnn.com\/2026\/01\/13\/politics\/starlink-access-iran-protests\">affermato<\/a>\u00a0da Ahmad Ahmadian, direttore esecutivo del gruppo statunitense Holistic Resilience, che collabora con gli iraniani per garantire l\u2019accesso a internet all\u2019interno della Repubblica Islamica, Starlink ha rinunciato al canone di abbonamento in Iran.<\/p>\n<p>Una fonte anonima a conoscenza della questione ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2026-01-13\/musk-offers-free-starlink-in-iran-as-internet-blackout-persists\">confermato<\/a>\u00a0a Bloomberg che Starlink ha iniziato a fornire servizi gratuiti all\u2019interno del Paese dopo lo scoppio delle rivolte.<\/p>\n<p>Mehdi Yahyanejad, un iraniano la cui organizzazione no-profit Net Freedom Pioneers ha contribuito a far entrare clandestinamente unit\u00e0 Starlink in Iran, ha\u00a0<a href=\"https:\/\/abcnews.go.com\/Technology\/wireStory\/free-starlink-access-iran-game-changer-demonstrators-message-129198149\">richiamato<\/a>\u00a0l\u2019attenzione sull\u2019importanza cruciale del sistema satellitare rispetto all\u2019espansione delle proteste, perch\u00e9 ha consentito la condivisione di informazioni e il coordinamento tra i vari gruppi di contestatori anche dopo la disattivazione della rete internet disposta dal governo di Teheran l\u20198 gennaio e mantenuta in vigore per 168 ore.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9, ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.techradar.com\/vpn\/vpn-privacy-security\/i-have-never-seen-such-a-thing-in-my-life-iran-completely-shuts-down-the-internet-amid-protests-starlink-also-affected\">rivelato<\/a>\u00a0il direttore dei diritti digitali e della sicurezza presso il Miaan Group Amir Rashidi, proprio quel giorno si \u00e8 registrata una perdita del circa il 30% del traffico uplink e downlink di Starlink, rapidamente salita all\u201980%.<\/p>\n<p>Un calo notevolissimo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/musks-starlink-faces-high-profile-security-test-iran-crackdown-2026-01-16\/\">attribuito<\/a>\u00a0da Nariman Gharib, attivista dell\u2019opposizione iraniana e investigatore indipendente di spionaggio informatico con sede in Gran Bretagna, alla trasmissione di falsi segnali Gps volta a confondere e disabilitare i terminali Starlink tramite jammer satellitari come il russo Murmansk-Bn, o il sistema di guerra elettronica iraniano Cobra-V8, simile al Krasukha-4 1RL257E di fabbricazione russa, o di altre apparecchiature prodotte internamente.<\/p>\n<p>Rashidi formula invece un\u2019osservazione pi\u00f9 allarmata. \u00ab<em>Ho monitorato e studiato l\u2019accesso a Internet negli ultimi 20 anni e non ho mai visto una cosa del genere in vita mia. Credo che il governo iraniano stia facendo qualcosa di pi\u00f9 che disturbare il segnale Gps, come accade in Ucraina dove la Russia \u00e8 regolarmente impegnata a disturbare Starlink<\/em>\u00bb attraverso la diffusione di onde radio di disturbo, ha affermato Rashidi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>\u201cInterferenza attiva\u201d<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Lo specialista di informatica Kave Salamatian ha\u00a0<a href=\"https:\/\/www.france24.com\/en\/iran-jammed-starlink-get-around-it\">parlato<\/a>\u00a0in proposito di \u201cinterferenza attiva\u201d finalizzata alla disconnessione dei terminali Starlink, implicante la saturazione del canale di trasmissione di un satellite attraverso la diffusione di segnali fittizi per un lasso di tempo sufficientemente ampio.<\/p>\n<p>Teoricamente, questo modus operandi \u00abpotrebbe rendere il satellite inutilizzabile [per il terminale]. Quindi si possono semplicemente bloccare, uno dopo l\u2019altro, tutti i satelliti Starlink visibili\u00bb, afferma Radim Badsi, amministratore delegato della societ\u00e0 francese Ground Space.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194004 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/130605305_img_2195_v2.jpg.webp\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"681\" \/><\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che \u00e8\u00a0<em>\u00abtecnicamente piuttosto difficile bloccare il canale principale di Starlink perch\u00e9 la sua rete \u00e8 composta da una moltitudine di satelliti in movimento<\/em>\u00bb, sostiene l\u2019ingegnere ucraino Oleg Kutkov.<\/p>\n<p>Il quale rileva inoltre che\u00a0<em>\u00abdirigere un potente fascio di \u201crumore\u201d direttamente verso il satellite nel cielo richiede pi\u00f9 antenne paraboliche di grandi dimensioni che tracciano costantemente i satelliti. I russi hanno tentato questo approccio [in Ucraina], ma i jammer sono stati colpiti da droni e missili vista l\u2019estrema difficolt\u00e0 a nasconderli<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Per Yair Kleinbaum di \u00abJ-Feed\u00bb (testata focalizzata su Israele e mondo ebraico), il risultato conseguito dalle autorit\u00e0 iraniane rispetto a Starlink\u00a0<a href=\"https:\/\/www.jfeed.com\/news\/starlink-iran-china-jamming\">scaturirebbe<\/a>\u00a0gli sforzi concertati di Pechino, Mosca e Teheran, nell\u2019ambito di una netta divisione del lavoro in cui la Russia fornisce l\u2019hardware, la Cina mette a disposizione l\u2019apparato tecnologico e l\u2019Iran funge da banco di prova.<\/p>\n<p>Fino ad ora, Space-X contrastava il jamming russo in Ucraina grazie a rapidi aggiornamenti software, ma la situazione delineatasi in Iran presenta una sfida diversa:\u00a0<em>\u00abl\u2019attuale interruzione \u00e8 frutto di un attacco \u201cbrute force\u201d basato sull\u2019hardware che le patch software non riescono a eludere facilmente\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 specificamente, il modus operandi messo in campo in Iran rifletterebbe il modello teorico\u00a0<a href=\"https:\/\/www.taipeitimes.com\/News\/taiwan\/archives\/2025\/11\/24\/2003847754\">sviluppato<\/a>\u00a0dai ricercatori cinesi lo scorso novembre, che identifica nella disattivazione di Starlink una delle chiavi di volta per portare a compimento un\u2019ipotetica invasione di Taiwan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194006 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1x-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p>Come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/news\/china\/science\/article\/3333523\/chinese-researchers-simulate-large-scale-electronic-warfare-against-elon-musks-starlink\">riporta<\/a>\u00a0il \u00abSouth China Morning Post\u00bb,\u00a0<em>\u00abper l\u2019Esercito Popolare di Liberazione, prepararsi a una potenziale campagna su Taiwan significa risolvere una questione cruciale: come ottenere il predominio elettromagnetico quando il nemico pu\u00f2 accedere a una costellazione di oltre 10.000 satelliti che interagiscono, si adattano e resistono alle interferenze in tempo reale?\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Il piano d\u2019azione elaborato dagli specialisti cinesi prevede la saturazione della banda di frequenza di cui si avvalgono i terminali Starlink per interagire con i satelliti mediante onde radio emanate sincronicamente da centinaia o migliaia di jammer distribuiti sia a terra che in cielo \u2013 su droni, palloni aerostatici e\/o aerei.<\/p>\n<p>Taiwan verrebbe cos\u00ec circondata e sovrastata da uno \u201cscudo elettromagnetico\u201d in grado di interdire ai terminali Starlink l\u2019accesso ai satelliti.<\/p>\n<p>Utilizzando dati satellitari Starlink, gli studiosi cinesi hanno simulato il posizionamento dinamico dei satelliti per un periodo di 12 ore sopra la Cina orientale e modellato la potenza del segnale di downlink dai satelliti Starlink, il paradigma di ricezione dei terminali utente, la propagazione delle interferenze e l\u2019effetto cumulativo di una moltitudine di jammer che colpiscono lo stesso terminale da diverse angolazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-194007 size-full alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/a4b25cb6-42ec-4a1e-b307-5faa0cfc2a0e.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"202\" \/><\/p>\n<p>Hanno poi introdotto una griglia di jammer virtuali, che volavano a 20 km (12 miglia) di altitudine, distanziati tra loro di 5 e 9 km, delineando nel cielo una specie di scacchiera. Ogni jammer emetteva rumore a vari livelli di potenza, imitando realistici carichi utili per la guerra elettronica.<\/p>\n<p>Sono state testate antenne a fascio ampio, capaci di coprire aree pi\u00f9 vaste maggiore ma di distribuire l\u2019energia in modo sottile, e a fascio stretto, pi\u00f9 focalizzate e potenti ma bisognose di orientamento.<\/p>\n<p>Risultato: \u00ab<em>in condizioni ottimali, utilizzando una potente ma costosa sorgente di jamming da 26 decibel-watt (400 watt), un\u2019antenna a fascio stretto e una spaziatura di 7 km, ogni nodo jammer ha soppresso la ricezione Starlink su un\u2019area media di 38,5 km<sup>2<\/sup>\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Taiwan, per\u00f2, si estende per circa 36.000 km<sup>2<\/sup>. Ne discende che, per coprire interamente l\u2019isola,\u00a0<em>\u00absarebbero necessari almeno 935 nodi di interferenza coordinati, e questo numero non include la ridondanza in caso di guasti, la compensazione di terreni come le montagne che bloccano i segnali e la capacit\u00e0 di contrastare i futuri aggiornamenti anti-jamming di Starlink\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Si tratta comunque di risultati da prendere con le dovute cautele, dal momento che Starlink\u00a0<em>\u00abha mantenuto la riservatezza su alcune tecnologie chiave\u00bb.\u00a0<\/em>Non \u00e8 attualmente verificabile se Pechino abbia condiviso o meno con Teheran le tecnologie necessarie alla realizzazione del sofisticato piano di oscuramento di Starlink ideato per Taiwan.<\/p>\n<p>Di certo, l\u2019Iran ha tratto ispirazione dal Great Firewall cinese per costruire il National Information Network (NIN).<\/p>\n<p>Si tratta di una rete internet interna parallela a quella globale, basata su piattaforme \u201calternative\u201d come quelle riconducibili a Huawei, sviluppata a partire dal 2012 in risposta ai devastanti attacchi informatici sferrati dal Mossad e dalla Cia e giunta, dopo oltre un decennio, alla fase operativa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-194008 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/images-5-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Il NIN ha posto Teheran nelle condizioni di mantenere regolarmente in attivit\u00e0 i servizi di base (banche, canali di informazione statali, ecc.) scollegando allo stesso tempo da internet il resto del Paese.<\/p>\n<p>Nel 2023, il presidente Ebrahim Raisi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iranintl.com\/en\/202306145173\">aveva<\/a>\u00a0incaricato il Ministero delle Comunicazioni di aumentare la quota di traffico interno, affinch\u00e9 il 70% circa del traffico internet del Paese venisse assorbito dalla rete nazionale entro i cinque anni successivi, in modo da lasciare soltanto il 30% del traffico utilizzabile per accedere alla rete internet globale.<\/p>\n<p>L\u2019anno precedente, l\u2019ex direttore dell\u2019emittente statale iraniana Abdol-Ali Asgari aveva invocato il potenziamento della rete internet nazionale, citando come esempio la Cina che aveva notevolmente \u00abridimensionato l\u2019influenza della rete americana\u00bb all\u2019interno del Paese.<\/p>\n<p>Foto: Starlink, Infozahyst, Ministero Difesa Russo, Ministero Difesa Ucraino, Space X, Tehran Times, Anadolu e Lockheed Martin<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.key4biz.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/SWF_Global_Counterspace_Capabilities_2025-1.pdf\">Global Counterspace Capabilities<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/01\/la-guerra-elettronica-contro-starlink-di-iran-russia-e-cina\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/01\/la-guerra-elettronica-contro-starlink-di-iran-russia-e-cina\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini) Lo scorso 11 gennaio, il quotidiano israeliano \u00abMa\u2019ariv\u00bb ha\u00a0riportato\u00a0le valutazioni formulate in merito ai disordini che attraversavano l\u2019Iran ormai da diversi giorni dallo specialista in questioni di sicurezza Ehud Ya\u2019ari. A suo avviso, \u00abnon si vedono crepe evidenti nei meccanismi del regime, dal governo ai suoi due eserciti, quello regolare e le Guardie Rivoluzionarie, n\u00e9 in seno ai Basij. Vediamo segni di esitazione qua e l\u00e0, niente di pi\u00f9\u00bb. 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