{"id":93629,"date":"2026-01-26T09:30:14","date_gmt":"2026-01-26T08:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93629"},"modified":"2026-01-25T16:44:41","modified_gmt":"2026-01-25T15:44:41","slug":"non-entreranno-nellue-dopo-questo-che-sta-combinando-kiev-col-metropolita-della-chiesa-ortodossa-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93629","title":{"rendered":"\u201cNon entreranno nell\u2019UE dopo questo\u201d. Che sta combinando Kiev col Metropolita della Chiesa Ortodossa Ucraina"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Eliseo Bertolasi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>MOSCA, 19 gennaio \u2014 RIA Novosti,<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>di Viktor Zvantsev<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da oltre un anno e mezzo, le autorit\u00e0 ucraine tengono in carcere il Metropolita Arsenij, abate della Lavra di Svyatogorsk, con un pretesto artificioso. Le condizioni del prelato peggiorano di giorno in giorno, eppure Kiev e Bruxelles fanno finta di nulla.<\/p>\n<p>Gli avvocati che rappresentano il religioso presso le organizzazioni europee hanno riferito a RIA Novosti della situazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un caso concepito dal nulla<\/strong><\/p>\n<p>Il Metropolita Arsenij (nome laico Igor Yakovenko) \u00e8 stato arrestato nell\u2019aprile 2024 e immediatamente trasferito in un centro di detenzione preventiva a Dnipropetrovsk. L\u2019SBU lo ha accusato di \u201cdiffusione d\u2019informazioni sui movimenti, sugli spostamenti e sullo schieramento delle truppe ucraine\u201d e di presunta \u201ccollaborazione con le autorit\u00e0 russe\u201d.<\/p>\n<p>Come pretesto un suo sermone: il vescovo accenn\u00f2 a dei volontari costretti a passare attraverso i posti di blocco per consegnare aiuti ai monaci. I servizi di sicurezza colsero l\u2019occasione e iniziarono a sviluppare il caso. Il Metropolita nega ogni accusa.<\/p>\n<p>Le condizioni del metropolita Arsenij sono peggiorate drasticamente durante la custodia cautelare, da molti anni soffre di problemi cardiaci. In autunno, ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico d\u2019urgenza e alla fine di ottobre, il tribunale ha ordinato che il vescovo fosse posto agli arresti domiciliari. Tuttavia, dopo tale periodo \u00e8 stato nuovamente arrestato dall\u2019SBU.<\/p>\n<p>Come riportato allora dall\u2019Unione Ucraina dei Giornalisti Ortodossi, i servizi di sicurezza hanno ottenuto dall\u2019ospedale un certificato attestante che il vescovo era presumibilmente in perfetta salute.<\/p>\n<p>Il 6 dicembre, nonostante la richiesta dei suoi avvocati, il Tribunale Distrettuale Chechelovskij di Dnipropetrovsk ha prorogato la custodia cautelare del Metropolita di altri 60 giorni, fino al 3 febbraio. Durante l\u2019udienza, il prelato 58enne ha avuto una crisi ipertensiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Risposta dell\u2019UE<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa Ortodossa Ucraina (canonica e legata al Patriarcato di Mosca ndr.) ha ripetutamente chiesto il rilascio del Metropolita. I vescovi si sono anche appellati a Volodymyr Zelensky, dichiarando che tenere in custodia una persona gravemente malata senza adeguate cure mediche costituisce una violazione della Costituzione e delle norme internazionali, aa il capo del regime di Kiev \u00e8 rimasto in silenzio.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Europa \u00e8 rimasta sorda alle richieste, almeno per ora. L\u2019Associazione per la Difesa dei Diritti Umani (ALU &#8211; Associazione Libera-mente Umani ndr.), con sede a Lugano, in Svizzera, ha presentato appelli a paesi e organizzazioni europee, in particolare a Papa Leone XIV e a Bruxelles (in concreto, alla rappresentanza dell\u2019UE in Ucraina).<\/p>\n<p>\u201cQuesto caso di trattamento discriminatorio nei confronti della Chiesa Ortodossa Ucraina canonica, sottoposta a una dura repressione in Ucraina, e la detenzione illegale del Metropolita Arseniy, sono contrari all\u2019articolo 18, paragrafo 2, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948\u201d, &#8211; ha spiegato a RIA Novosti Francesco Scifo, avvocato e membro dell\u2019associazione &#8211; \u201cPertanto, sussistono seri dubbi sul rispetto dei diritti umani, tra cui la libert\u00e0 di religione e di coscienza, garantiti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell\u2019Uomo (CEDU), di cui l\u2019Ucraina \u00e8 parte in quanto membro del Consiglio d\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina, essendo un paese candidato all\u2019adesione all\u2019UE, si \u00e8 inoltre impegnata a rispettare i criteri di Copenaghen, che richiedono il rispetto dei \u201cdiritti fondamentali, tra cui la protezione delle minoranze religiose e l\u2019accesso a un giusto processo\u201d. Ma questo non accade.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019arresto del metropolita Arsenij dovrebbe servire ad ostacolare l\u2019adesione del paese all\u2019Unione Europea\u201d &#8211; continua l\u2019avvocato &#8211; \u201cLa persecuzione di un religioso viola anche l\u2019articolo 6 del Trattato sull\u2019Unione Europea. Pertanto, ogni cittadino ucraino pu\u00f2 presentare ricorso alla CEDU in merito alle suddette restrizioni della libert\u00e0 di religione, dopodich\u00e9 la Commissione Europea dovr\u00e0 valutare tali restrizioni come un ostacolo al rispetto dei trattati\u201d.<\/p>\n<p>Tra tutti i destinatari, solo la rappresentanza dell\u2019UE ha risposto, due settimane dopo dall\u2019istanza:<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo preso atto delle informazioni da voi fornite\u201d &#8211; si legge nella lettera &#8211; \u201cI diritti umani e le libert\u00e0, cos\u00ec come lo stato di diritto, sono al centro delle relazioni tra Unione Europea e Ucraina. Queste questioni sono al primo posto nella nostra agenda bilaterale in tutti i formati di dialogo e cooperazione. Allo stesso tempo, per\u00f2 l\u2019Unione Europea e la sua rappresentanza in Ucraina non possono interferire con l\u2019operato delle autorit\u00e0 nazionali ucraine\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Casi che creano precedenti<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante l\u2019indifferenza dei funzionari europei, l\u2019avvocato Francesco Scifo non \u00e8 intenzionato ad arrendersi. Insieme all\u2019attivista per i diritti umani Irina Vikhoreva, che vive in Italia, puntano al rilascio del Metropolita o, come minimo, al suo trasferimento agli arresti domiciliari.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un precedente positivo. In passato si erano impegnati per liberare il minatore Denis Reznikov dalla prigionia ucraina, dove aveva trascorso pi\u00f9 di due anni. Nel 2024, la CEDU apr\u00ec un procedimento contro le autorit\u00e0 ucraine: il prigioniero di guerra veniva torturato. Sua figlia nel contempo riceveva telefonate dall\u2019SBU, col ricatto e l\u2019intimidazione di fotografare installazioni militari. Nonostante le numerose prove (tra cui le registrazioni audio delle conversazioni), la Corte Europea \u201cNon riscontrava alcuna violazione dei diritti umani\u201d.<\/p>\n<p>Reznikov \u00e8 stato comunque fortunato ed \u00e8 stato finalmente scambiato nell\u2019estate del 2025.<\/p>\n<p>Scifo e Vikhoreva sono inoltre riusciti a richiamare l\u2019attenzione sulla persecuzione dell\u2019attivista (ucraina) Elena Berezhnaya. Arrestata nel marzo 2022, con l\u2019accusa di presunta collaborazione con i servizi segreti russi. Gli attivisti per i diritti umani chiesero il rilascio dell\u2019anziana donna dalla custodia cautelare e presentarono un ricorso per suo conto alla CEDU, denunciando torture e continue pressioni.<\/p>\n<p>\u201cLa CEDU riconobbe solo che Elena era stata detenuta illegalmente prima della sentenza\u201d &#8211; afferma Vikhoreva &#8211; \u201cIl resto del verdetto non le \u00e8 stato favorevole. Inoltre, uno dei giudici che hanno esaminato il ricorso era originario dell\u2019Ucraina\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante la condanna a 14 anni di carcere, il tribunale ucraino, sotto pressione, ha modificato il regime cautelare e dal giugno dello scorso anno Berezhnaya \u00e8 ai domiciliari a Kiev, anche se non pu\u00f2 lasciare la capitale.<\/p>\n<p>Gli attivisti per i diritti umani sperano che una comunicazione diffusa possa aiutare anche il Metropolita Arsenij. Nel frattempo, le sue condizioni stanno rapidamente peggiorando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/ria.ru\/20260119\/arseniy-2068377567.html\">https:\/\/ria.ru\/20260119\/arseniy-2068377567.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_entreranno_nellue_dopo_questo_che_sta_combinando_kiev_col_metropolita_della_chiesa_ortodossa_ucraina\/45289_64898\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-non_entreranno_nellue_dopo_questo_che_sta_combinando_kiev_col_metropolita_della_chiesa_ortodossa_ucraina\/45289_64898\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Eliseo Bertolasi) &nbsp; &nbsp; MOSCA, 19 gennaio \u2014 RIA Novosti, di Viktor Zvantsev &nbsp; Da oltre un anno e mezzo, le autorit\u00e0 ucraine tengono in carcere il Metropolita Arsenij, abate della Lavra di Svyatogorsk, con un pretesto artificioso. 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