{"id":93675,"date":"2026-01-28T09:32:59","date_gmt":"2026-01-28T08:32:59","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93675"},"modified":"2026-01-28T09:32:59","modified_gmt":"2026-01-28T08:32:59","slug":"crisi-del-fronte-euro-atlantico-chi-comanda-e-chi-striscia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93675","title":{"rendered":"Crisi del fronte euro-atlantico: chi comanda e chi striscia"},"content":{"rendered":"<p><strong>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-93676 aligncenter\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/photo_2026-01-26_19-22-47-300x298.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"298\" \/><\/p>\n<div class=\"container \">\n<div class=\"row blog\">\n<div class=\"col-lg-8\">\n<div class=\"sezione-single-post\">\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p style=\"text-align: justify\">Se nel 2025 le azioni compiute dall\u2019amministrazione Trump hanno suscitato scalpore, l\u2019alba del nuovo anno ha visto un crescendo rossiniano: attacco al Venezuela, tremebonda attesa di ulteriori bombardamenti all\u2019Iran, e infine il proposito di prendersi la Groenlandia, con l\u2019annuncio di nuovi dazi agli alleati che si oppongono all\u2019acquisizione di essa. Tale minaccia pare rientrata, ma il clima resta molto teso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 stato un incipit convulso, in cui Trump ha dispiegato appieno il suo talento per gesti eclatanti che polarizzano ed attirano clamore, buttando a mare con ruvida noncuranza inveterate consuetudini diplomatiche foderate di ipocrisia. Fra gli aspetti principali si \u00e8 visto un riassetto dei rapporti fra Usa e paesi europei di inedita significativit\u00e0 e risonanza mediatica, che pare sempre sul punto di arrivare a un punto di non-ritorno. La questione su cui interrogarsi \u00e8 se tali politiche abbiano una reale consistenza e progettualit\u00e0 o siano mera successione di tatticismi ad alta intensit\u00e0 mediatica senza una reale prospettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il caso della Groenlandia \u2013 Trump vuole impadronirsene, a suo dire per motivi di sicurezza, allegramente noncurante del fatto che si tratta del territorio di un paese sovrano \u2013 \u00e8 solo il culmine di un anno di attriti coi vertici europei, che da parte loro oscillano fra insofferenza e umilianti sottomissioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I diplomatici europei paiono sempre pi\u00f9 sfiduciati. Se a inizio 2025\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/munich-security-conference-is-this-the-end-of-nato-trump-vance-europe-united-states\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ci si chiedeva angosciosamente se fosse la fine della NATO<\/a>\u00a0adesso si arriva a dire che\u00a0<em>\u201cIl nostro sogno americano \u00e8 morto\u201d,<\/em>\u00a0come\u00a0<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/eu-leaders-donald-trump-greenland-summit-davos-relief\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha riferito un diplomatico dell\u2019UE a\u00a0<em>Politico<\/em><\/a><em>; \u201cDonald Trump lo ha ucciso.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come siamo arrivati a tutto questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un nuovo sceriffo in citt\u00e0\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi pensava che l\u2019agenda\u00a0<em>America First<\/em>\u00a0della nuova amministrazione fosse pi\u00f9 una posa elettorale\u00a0<em>ad usum populi\u00a0<\/em>che qualcosa di reale ha ricevuto segnali esplosivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel febbraio 2025, a pochi giorni di distanza, si sono succeduti i discorsi, di fronte a dirigenti europei, di due importanti figure della nuova leadership: il neosegretario alla Difesa Hegseth e il vicepresidente Vance.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo faceva capire che l\u2019interesse di Washington per l\u2019Europa non avrebbe pi\u00f9 comportato un impegno cos\u00ec consistente, ed avrebbe delineato la linea di contrasto pi\u00f9 seria coi vertici del Vecchio Continente. Avanzando la volont\u00e0 del nuovo inquilino alla Casa Bianca di pacificare il continente segnalava una attenuazione dell\u2019impegno a favore dell\u2019Ucraina, in merito alla quale affermava che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">ogni garanzia di sicurezza deve essere sostenuta da truppe europee e non-europee. Se queste truppe vengono dispiegate come forze di pace in Ucraina (\u2026), dovrebbero essere schierate come parte di una missione non NATO e non dovrebbero essere coperte dall\u2019articolo 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In altre parole gli Usa annunciavano che se gli europei volevano davvero entrare sul campo con le truppe, avrebbero dovuto cavarsela da soli. Da allora i leader europei si sarebbero investiti di improbabili babysitter di Zelensky, cercando di favorirlo presso Trump, con accompagnamento alla sua corte, telefonate congiunte, incontri separati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il discorso di Vance invece era persino pi\u00f9 duro. Nonostante il contesto \u2013 parlava alla conferenza sulla sicurezza di Monaco \u2013 non riguardava se non in maniera tangenziale le questioni strategiche e militari, ma la democrazia. Ed ha accusato i vertici europei di logorarla nei loro paesi con censura, abolizione di elezioni, e norme penali per punire il dissenso, come accadeva \u2013 quale paragone! \u2013 con i paesi del \u201csocialismo reale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma adesso, aggiungeva Vance, l\u2019aria \u00e8 cambiata, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 \u201cun nuovo sceriffo in citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il febbraio 2025 \u00e8 stato un mese piuttosto duro da digerire per le cancellerie europee. Poco prima degli interventi di Hegseth e Vance, i leader europei avevano dovuto masticare amaro per una telefonata di 90 minuti fra Trump e il presidente Putin avvenuta il 12 febbraio. Spettacolare il contrasto con l\u2019atteggiamento verso Zelensky: a fine mese la diretta televisiva mostrava in mondovisione il litigio fra\u00a0 i vertici statunitensi e il presidente ucraino, trattato senza tanti fronzoli come un subordinato e messo alla porta senza tanti complimenti. Un vero shock per le classi dirigenti del Vecchio Continente. Gli Usa avevano gi\u00e0 di fatto reso chiara la priorit\u00e0 di Israele come alleato rispetto all\u2019Ucraina, per cui le quotazioni di Kiev erano gi\u00e0 scese, senza emergere per\u00f2 nelle paludate liturgie atlantiste. Con Trump il velo diplomatico si \u00e8 squarciato disvelando la brutale realt\u00e0 dei rapporti di forza: le priorit\u00e0 Usa sono altre e senza perder tempo si pu\u00f2 ridimensionare l\u2019impegno su tale fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Disimpegno dall\u2019Ucraina e dialogo con la Russia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al Congresso una parte consistente dei repubblicani pareva immune alla deferenza quasi religiosa professata dalla politica europea verso Zelensky, spesso raffigurato come un fastidioso accattone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo il litigio in diretta con lui alla Casa Bianca, Trump aveva sospeso le forniture di armi e persino la condivisione di informazioni di\u00a0<em>intelligence<\/em>. Al di l\u00e0 dell\u2019episodio, che risulta circoscritto, il sostegno \u00e8 indubbiamente diminuito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019estate 2025 ha preso piede un nuovo programma di forniture militari a Kiev, totalmente finanziato dagli Stati europei, chiamato\u00a0<strong>Purl, Prioritised Ukraine Requirements List<\/strong>\u00a0(\u201cElenco Prioritario delle Necessit\u00e0 dell\u2019Ucraina\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da quando \u00e8 andato a regime vi \u00e8 stato un calo vistoso; secondo quanto scrive il Kiel Istitute, nell\u2019ambito del suo programma di monitoraggio, dal periodo estivo \u201cle assegnazioni militari dei paesi europei sono diminuite del 57% rispetto a gennaio-giugno 2025, anche includendo i loro contributi all\u2019iniziativa Purl della Nato. La media mensile di tutti gli aiuti militari durante questo periodo \u00e8 stata quindi del 43 per cento al di sotto del livello della prima met\u00e0 del 2025\u201d. In pratica gli europei pagano di meno anche contando i fondi Purl che dovrebbero sostituire i finanziamenti Usa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il\u00a0<em>Wall Street Journal<\/em>\u00a0ha riportato che il vicesegretario alla Difesa Elbridge Colby ha influenzato la decisione di sospendere alcune spedizioni di armi all\u2019Ucraina attraverso un memorandum segreto inviato al Segretario Pete Hegseth. Il documento evidenziava la carenza di scorte di armi negli Stati Uniti, dovuta alle richieste ucraine, spingendo per una pausa nelle forniture per preservare le risorse per altre priorit\u00e0 strategiche, in particolare il contenimento della Cina. Nel suo libro del 2021,\u00a0<em>The Strategy of Denial,<\/em>\u00a0considera la Russia un possibile collaboratore contro Pechino, opponendosi all\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella NATO per i rischi che comporterebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per tutto il 2025 Trump ha oscillato tra una interlocuzione con la Russia e un atteggiamento pi\u00f9 duro \u2013 gli Stati Uniti infatti hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia inerenti settori come petrolio, gas, banche e criptovalute. D\u2019altro canto vi sono stati incontri cordiali fra rappresentanti dei due Stati fino ad un incontro faccia a faccia fra i due leader\u00a0<strong>il 15 agosto in Alaska<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per tali contatti, Trump ha bruscamente escluso gli europei, che si sono lamentati a pi\u00f9 riprese \u2013 mentre i commentatori e dirigenti pi\u00f9 fanatici lo bollavano come traditore dell\u2019Occidente e dell\u2019Ucraina. L\u2019atmosfera era tale che ad agosto CBS News ha riferito che un promemoria, datato 20 luglio e firmato da\u00a0<strong>Tulsi Gabbard<\/strong>, direttrice dell\u2019Intelligence nazionale degli Stati Uniti,\u00a0<strong>ha disposto che le agenzie di intelligence Usa non condividessero informazioni sui colloqui di pace Russia-Ucraina con i partner del gruppo Five Eyes<\/strong>\u00a0(Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda). Del resto l\u2019aprile precedente un articolo del Financial Times riportava che la\u00a0<strong>Commissione europea ha iniziato a fornire telefoni \u201cusa e getta\u201d e computer molto basilari ad alcuni funzionari diretti negli Stati Uniti per motivi di sicurezza digitale<\/strong>, una misura finora riservata a viaggi in paesi ritenuti ad alto rischio di sorveglianza come Cina o Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il successivo ottobre Trump ha avuto una telefonata di oltre due ore col Presidente russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019atteggiamento pi\u00f9 conciliante con la Russia e meno devoto verso la causa ucraina \u00e8 il riflesso di una ridefinizione di strategia globale. Parliamo di\u00a0<em>America First.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>America First\u00a0<\/em><\/strong><strong>e ritiro dall\u2019Europa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso della campagna elettorale presidenziale 2024 era emerso con forza il principio chiamato\u00a0<em>America First<\/em>. Con esso Trump esprimeva il rifiuto di \u201cessere i poliziotti del mondo\u201d, cio\u00e8 di accollarsi i costi e le responsabilit\u00e0 di un ordine mondiale, per limitarsi al presidio delle frontiere e agli interventi a favore degli interessi nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ovvia implicazione \u00e8 che gli Stati europei devono spendere di pi\u00f9 per la loro sicurezza: gli Usa non saranno pi\u00f9 disposti a farlo. Al di l\u00e0 della sfumatura di generosit\u00e0 e disinteresse che tale narrativa falsamente conferisce all\u2019imperialismo a stelle e strisce, l\u2019effetto operativo consiste di un tendenziale disimpegno Usa sul Vecchio Continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso del 2025 si sono succedute notizie di stampa di ritiri di truppe Usa:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>La rivista\u00a0<a href=\"https:\/\/www.g4media.ro\/breaking-statele-unite-isi-retrag-circa-800-de-militari-din-romania-surse-oficiale.html?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">G4Media ha riportato<\/a>\u00a0(29 ottobre) che gli Stati Uniti avrebbero ritirato parte delle loro truppe non solo dalla Romania, ma anche dalla Bulgaria, Ungheria e Slovacchia. Lo avrebbe confermato un comunicato del Ministero della Difesa della Romania: \u00abLa decisione degli Stati Uniti consiste nel cessare la rotazione in Europa della brigata che aveva unit\u00e0 in diversi paesi della NATO\u00bb.<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.telegraph.co.uk\/us\/politics\/2025\/03\/07\/donald-trump-considers-pulling-troops-out-of-germany\/?\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Secondo The Telegraph<\/a>\u00a0(7 marzo 2025) Trump stava valutando la possibilit\u00e0 di ritirare circa 35.000 membri del personale attivo dalla Germania.<\/li>\n<li>Il Financial Times (16 aprile\u00a0 2025 ) si domandava: \u201cTrump smanteller\u00e0 la base di Rota in Spagna?\u201d<\/li>\n<li>Il quotidiano austriaco Express segnalava angosciato che \u201cNelle capitali europee dei Paesi della NATO \u00e8 stato dichiarato un livello di allarme rosso: il Pentagono sta pianificando uno storico ritiro di migliaia di soldati americani [\u2026]. Le garanzie di sicurezza vacillano e le debolezze dell\u2019Europa si fanno sentire\u201d<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/english.nv.ua\/nation\/european-allies-urge-u-s-to-coordinate-troop-withdrawals-and-avoid-weakening-nato-50504846.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bloomberg riportava che<\/a>\u00a0l\u2019Europa stava sollecitando gli Stati Uniti a comunicare in anticipo i piani di ritiro delle truppe americane.<\/li>\n<li>Il Pentagono sta discutendo il ritiro di 10.000 soldati americani dalla Romania e dalla Polonia,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.aa.com.tr\/en\/americas\/us-considers-major-troop-reductions-from-eastern-europe-report\/3531740?\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riportava la NBC\u00a0<\/a>citando fonti a conoscenza del dibattito interno.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte queste notizie non sono state confermate da movimenti effettivi, salvo la prima che riguarda un contingente di poche centinaia di soldati. Ma per tutti questi mesi \u00e8 serpeggiata l\u2019attesa di un drastico ridimensionamento, e le notizie indicano, quanto meno, un dibattito interno agli apparati Usa e con gli alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A marzo \u00e8 scoppiata la bomba: il\u00a0\u00a0<em>Washington Post<\/em>\u00a0ha dato notizia di una direttiva interna del Pentagono, un documento di nove pagine denominato\u00a0<em>Interim National Defense Strategy Guidance<\/em>, che avrebbe ridotto sostanzialmente la strategia di difesa degli Stati Uniti alla regione indo-pacifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In pratica si prefigurava un\u00a0<strong>declassamento reale e consistente dell\u2019importanza dell\u2019Europa<\/strong>, fronte da far reggere agli alleati, cornice di un ulteriore strappo di Trump ai danni delle oligarchie europee: la pace in Ucraina riconoscendo la vittoria della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La richiesta di pagare di pi\u00f9 alla fine otterr\u00e0 un risultato: al\u00a0<strong>vertice NATO dell\u2019Aia (24-25 giugno 2025)<\/strong>, gli alleati hanno ufficialmente\u00a0<em>impegnato<\/em>\u00a0i loro paesi a aumentare la spesa militare fino al 5 % del PIL entro il 2035, con un percorso incrementale con revisioni nel 2029 formalizzato nella\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/en\/about-us\/official-texts-and-resources\/official-texts\/2025\/06\/25\/the-hague-summit-declaration\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hague Summit Declaration<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I due documenti successivi, la National Security Strategy of the United States of America di dicembre 2025 e la pi\u00f9 recente National Defense Strategy of the United States of America del 23 gennaio 2026, hanno confermato appieno tale orientamento col suggello dell\u2019ufficialit\u00e0. E sempre a dicembre uno sconsolato articolo di Reuters riportava che i funzionari statunitensi hanno intimato alle loro controparti che gli europei dovranno prendere entro il 2027 le redini dell\u2019Alleanza Atlantica sul continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0<strong>\u201cL\u2019alleanza \u00e8 morta\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019innalzamento delle spese militari degli Stati europei \u00e8 stato un tema ricorrente dal 2022; con l\u2019accordo del 2025 Trump li spingeva verso la strada che essi avevano gi\u00e0 intrapreso, ma dandole un senso completamente diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La militarizzazione era vista come necessaria per difendersi dalla (presunta) aggressivit\u00e0 della Russia, ma sempre nel quadro atlantista. La nuova strategia America First pareva frantumare il fronte euroatlantico, spingendo a pi\u00f9 ampie spese come compensazione sofferta come abbandono. Gli atlantisti e le loro riviste di riferimenti hanno gridato il lutto ai quattro venti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In breve\u00a0<strong>le nuove spese militari non sarebbero destinate a uno sforzo congiunto con gli Usa (contro la Russia) ma sostitutive rispetto ad essi. O forse contro di loro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le minacce di invadere la Groenlandia sono davvero inaudite, e quel che \u00e8 seguito pare la trama di una satira fantapolitica: paesi NATO spostano truppe in un paese dell\u2019alleanza per proteggerlo da\u2026 il principale paese NATO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In una bizzarra esibizione pubblica Trump aveva annunciato una caotica imposizione di dazi a molti paesi del mondo, e gli alleati non erano stati minimamente risparmiati \u2013 gi\u00e0 questo \u00e8 uno sgarro notevole. Nella negoziazione condotta da Ursula Von Der Leyen a giugno si \u00e8 raggiunto un accordo umiliante, con il Presidente vincente e la leadership europea mestamente pronta a subire un 15% di dazi doganali \u2013 con eccezioni per alcune merci \u2013 senza imporre alcuna ritorsione. A fronte delle resistenze europee gli Usa hanno minacciato ulteriori dazi del 10% a 8 alleati europei (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Gran Bretagna). Ovviamente cumulativi al 15% per tutta la Ue. Come ritorsione la Commissione ha ipotizzato sanzioni per 93 mld $.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che il legame Usa \u2013 classi dirigenti europee fosse di netta subordinazione non \u00e8 certo un mistero. Il politologo norvegese Glenn Diesen ha\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/qRjt3m0l8EE?t=597\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recentemente ricordato<\/a>\u00a0la confidenza di un ex alto funzionario Usa secondo cui alla Casa Bianca si scrivevano su delle lavagne i nomi dei leader europei, assieme alla loro inclinazione pro-Usa, e si decideva chi far emergere. Ma le eufemistiche espressioni diplomatiche quali\u00a0<em>alleanza\u00a0<\/em>e\u00a0<em>atlantismo\u00a0<\/em>evitavano di dirlo apertamente. Sotto tale velo le oligarchie accettavano entusiasticamente uno scambio: l\u2019appoggio Usa per restare al potere contro la svendita dell\u2019indipendenza e della sovranit\u00e0 dei loro paesi a fronte degli interessi statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 quindi sorprendente che a fronte della maggior crisi dell\u2019asse euroatlantico che la storia ricordi esse si riducano a mosse ostentatamente muscolari ma in realt\u00e0 vacue; si preferisce sottomettersi sperando che passi la nottata e arrivi alla Casa Bianca un nuovo padrone pi\u00f9 trattabile e misurato. L\u2019ABC delle lotte anticolonialiste suggerisce che senza recidere le strutture oggettive della dipendenza (come le basi militari Usa e la presenza dei colossi del risparmio gestito quale BlackRock) strepitare ed agitarsi \u00e8 solo un miserevole teatrino.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/01\/27\/crisi-del-fronte-euro-atlantico-chi-comanda-e-chi-striscia\/<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-lg-4 sidebar\">\n<div id=\"custom_html-8\" class=\"widget_text widget sezione-sidebar post-recenti widget_custom_html\">\n<div class=\"textwidget custom-html-widget\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA LA FIONDA (Di Matteo Bortolon) &nbsp; Se nel 2025 le azioni compiute dall\u2019amministrazione Trump hanno suscitato scalpore, l\u2019alba del nuovo anno ha visto un crescendo rossiniano: attacco al Venezuela, tremebonda attesa di ulteriori bombardamenti all\u2019Iran, e infine il proposito di prendersi la Groenlandia, con l\u2019annuncio di nuovi dazi agli alleati che si oppongono all\u2019acquisizione di essa. 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