{"id":93772,"date":"2026-02-03T10:00:00","date_gmt":"2026-02-03T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93772"},"modified":"2026-02-03T09:25:08","modified_gmt":"2026-02-03T08:25:08","slug":"in-brasile-da-una-settimana-gli-indigeni-bloccano-i-rifornimenti-a-una-multinazionale-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93772","title":{"rendered":"In Brasile, da una settimana, gli indigeni bloccano i rifornimenti a una multinazionale americana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INDIPENDENTE (Valeria Casolaro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abVogliamo il nostro fiume vivo, non un corridoio di esportazione morto\u00bb: questo il principio dietro l\u2019azione dei membri di 14 popoli originari del Brasile che, da oltre una settimana, sta bloccando l\u2019ingresso agli stabilimenti di Santar\u00e9m della multinazionale statunitense Cargill. Il dragaggio del fiume attraverso il quale deve avvenire il trasporto, secondo gli attivisti, avviene infatti senza licenza ambientale e senza consultazione libera, preventiva e informata, come stabilito dalla Convenzione n. 169 dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL). Le operazioni potrebbero comportare ripercussioni negative su alcune zone del comune di Itaituba, di Santar\u00e9m e altre citt\u00e0 toccate dal fiume. Il ministero dei Popoli indigeni, nelle scorse ore, ha confermato che non esiste alcuna autorizzazione per la realizzazione del dragaggio e che questa non potr\u00e0 essere presa senza una corretta consultazione con le popolazioni locali e senza previa valutazione ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le operazioni, denunciano gli attivisti, sarebbero autorizzate dal decreto 12.600, che concede vie navigabili alle aziende private e amplia i tratti di intervento in aree sensibili, comprese regioni con siti archeologici e terreni sacri. Per questo motivo, circa 150 persone si sono accampate nella zona a partire dallo scorso 22 gennaio, chiedendo la sospensione immediata dei dragaggi. In tutta risposta, l\u2019azienda ha dichiarato di non avere \u00abnessuna influenza\u00bb sulla questione sollevata dalle popolazioni originarie. Il problema, per gli attivisti (riuniti nel CITA, il Conselho Indigena Tapaj\u00f2 e Arapiuns, che rappresenta sociopoliticamente i 14 popoli del Basso Tapaj\u00f2s), \u00e8 che le operazioni di dragaggio potrebbero avere conseguenze sull\u2019intero letto del fiume, comrpomettendo le attivit\u00e0 delle popolazioni che vivono lungo la riva del fiume e intaccando l\u2019intero bioma della regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abDa oltre dieci giorni combattiamo per la vita, per la nostra e per la vita del fiume Tapaj\u00f2s. L\u2019occupazione di Cargill a Santar\u00e9m \u00e8 frutto dell\u2019incuria, della malafede e della violenza di uno Stato che insiste nel negarci risposte e nel servire gli interessi delle grandi corporazioni. Il governo ci ha promesso dialogo, ma \u00e8 ancora assente. Nessuna risposta concreta, nessuna autorit\u00e0 con potere decisionale, nessun impegno reale. Anche questa \u00e8 violenza. Riconfermiamo: siamo contro ogni progetto di morte. Siamo contro il decreto 12.600\/2025, che minaccia i nostri territori e i nostri fiumi. Siamo contro il dragaggio a Rio Tapaj\u00f2s. Andremo avanti nella resistenza, con coraggio e dignit\u00e0, perch\u00e8 difendere Tapaj\u00f2s \u00e8 difendere la vita\u00bb\u00a0<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DUMNelUkd_Y\/?img_index=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dichiara<\/a>\u00a0il CITA. In una lettera pubblica, ricondivisa dai quotidiani locali, le popolazioni indigene del Basso Tapaj\u00f3s ricollegano inoltre la misura a una serie di politiche che starebbero minacciando i territori indigeni nel Paese, tra le quali il Marco Temporal, la proposta di modifica della Costituzione, l\u2019indebilimento delle autorizzazioni ambientali e i conflitti fondiari nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nelle scorse ore, il ministero dei Popoli Indigeni (MPI) ha rilasciato un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gov.br\/povosindigenas\/pt-br\/assuntos\/noticias\/2026\/nota-sobre-mobilizacao-no-baixo-tapajos\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">comunicato<\/a>\u00a0nel quale dichiara che il fiume Tapaj\u00f3s \u00ab\u00e8 vita, territorio, memoria e base dell\u2019esistenza fisica, culturale e spirituale delle popolazioni indigene e delle comunit\u00e0 tradizionali che da esso dipendono e se ne prendono cura\u00bb, sottolineando che la sua difesa richiede pi\u00f9 che \u00absemplici procedure amministrative\u00bb, ma \u00abcomprensione, collaborazione, presenza dello Stato e misure efficaci di protezione dei popoli e dei difensori dei diritti umani\u00bb. Il ministero ha dichiarato legittime le motivaizoni della manifestazione, ribadendo che nessuna attivit\u00e0 di dragaggio del fiume pi\u00f2 procedere senza che sia portato correttamente a termine il processo di consultazione con le popolazioni locali. \u00abIl MPI riconosce che il contesto dello Stato del Par\u00e1 \u00e8 caratterizzato da una storia di violenza contro le popolazionin indigene e i difensori dei diritti umani. Per questo motivo, ribadisce il porprio impegno nei confronti del dovere di prevenzione, agendo affinch\u00e9 non si amplino i conflitti che espongono i leader a rischi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante si fosse posto come difensore dei popoli originari e dell\u2019ambiente, ha preso una lunga serie di decisioni che sembrano in realt\u00e0 muoversi nella direzione opposta e che hanno suscitato lo scontento delle popolazioni native. Tra queste vi sono, per esempio, il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/10\/23\/brasile-il-presidente-ambientalista-lula-approva-le-trivelle-nel-rio-delle-amazzoni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">via libera<\/a>\u00a0concesso alle trivelle nel Rio delle Amazzoni, che permette all\u2019azienda statale Petrobras di dare il via alle azioni di ricerca e poi di estrazione del greggio, o la decisione di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2025\/06\/19\/il-brasile-ecologista-di-lula-svende-i-giacimenti-di-petrolio-monta-la-protesta-indigena\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">svendere<\/a>\u00a0alle multinazionali estere i propri giacimenti petroliferi, anche quelli che si trovano in aree incontaminate \u2013 come la foce del Rio delle Amazzoni.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/02\/03\/in-brasile-da-una-settimana-gli-indigeni-bloccano-i-rifornimenti-a-una-multinazionale-americana\/\">https:\/\/www.lindipendente.online\/2026\/02\/03\/in-brasile-da-una-settimana-gli-indigeni-bloccano-i-rifornimenti-a-una-multinazionale-americana\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDIPENDENTE (Valeria Casolaro) \u00abVogliamo il nostro fiume vivo, non un corridoio di esportazione morto\u00bb: questo il principio dietro l\u2019azione dei membri di 14 popoli originari del Brasile che, da oltre una settimana, sta bloccando l\u2019ingresso agli stabilimenti di Santar\u00e9m della multinazionale statunitense Cargill. 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