{"id":93778,"date":"2026-02-04T09:30:50","date_gmt":"2026-02-04T08:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93778"},"modified":"2026-02-03T12:42:48","modified_gmt":"2026-02-03T11:42:48","slug":"cermis-per-non-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93778","title":{"rendered":"Cermis, per non dimenticare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LA FIONDA (Matteo Parini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/7208525_03120401_ccne.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/7208525_03120401_ccne.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\">\n<p>3 febbraio 1998. Il giorno maledetto della tragedia del Cermis, quando venti vite innocenti furono cancellate non solo dal volo spericolato di un aereo militare statunitense, ma anche dalla spietata logica dei rapporti di forza che regolamentano la presenza americana in Italia. Una pagina di sangue e ordinaria subalternit\u00e0, l\u2019ennesima conferma di come lo Stato italiano, impotente, eserciti le proprie funzioni per procura, rinunciando ad ogni esercizio di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Ventotto anni fa, infatti, un aereo del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, un EA-6B Prowler decollato dalla base NATO di Aviano, tranci\u00f2 di netto i cavi della funivia che da Cavalese conduce al Cermis durante un volo condotto fuori dalle regole e al di sotto delle quote minime consentite. La cabina in un amen precipit\u00f2 nel vuoto e non ci furono superstiti.<\/p>\n<p>La dinamica dell\u2019incidente venne rapidamente accertata, ma la gestione politica e giudiziaria dell\u2019evento mise subito in rilievo la strutturale condizione di subordinazione della Repubblica italiana. Il volo, formalmente classificato come addestrativo, presentava caratteristiche incompatibili con le procedure operative ordinarie. La quota non superava i cento metri dal suolo, la velocit\u00e0 era troppo elevata e le manovre risultavano azzardate in un contesto montano ad alta densit\u00e0 di infrastrutture civili.<\/p>\n<p>Emersero inoltre elementi di particolare gravit\u00e0. I piloti, con l\u2019aggravante della presenza a bordo di una videocamera, si cimentarono in esercizi dimostrativi nei cieli, una sorta di slalom tra gli ostacoli, inclusi i cavi delle funivie. Una condotta folle, non autorizzata, ripresa per essere esibita come prova di presunta abilit\u00e0 e come vanto all\u2019interno del reparto. Uno stupido gioco.<\/p>\n<p>Alle 15:13 avvenne l\u2019impatto: venti vite spezzate. L\u2019aereo rientr\u00f2 alla base senza essere fermato e il nastro video, potenzialmente decisivo per l\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0, venne immediatamente cancellato. Presupposti gravi che anticiparono la successiva dimensione politica della vicenda. In virt\u00f9 degli accordi NATO sullo status delle forze armate, infatti, l\u2019Italia dovette rinunciare di fatto all\u2019esercizio della propria giurisdizione penale.<\/p>\n<p>Pur essendo il Paese colpito dalla tragedia, non ebbe a disposizione gli strumenti essenziali di accertamento e sanzione. Inerme. L\u2019aeromobile non fu sequestrato, i responsabili non vennero nemmeno interrogati dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria italiana priva di poteri coercitivi e, infine, le prove rimasero nella disponibilit\u00e0 esclusiva della catena di comando statunitense.<\/p>\n<p>L\u2019esito della vicenda \u00e8 tristemente noto. I piloti furono processati negli Stati Uniti e assolti da una corte marziale dalle accuse di omicidio colposo. Solo alcuni membri dell\u2019equipaggio subirono in seguito condanne effimere per reati minori legati alla distruzione delle prove, senza conseguenze sostanziali. Sul piano civile, gli Stati Uniti riconobbero una responsabilit\u00e0 risarcitoria, una beffa che non colm\u00f2 l\u2019abisso lasciato dall\u2019assenza di una risposta penale reale.<\/p>\n<p>La tragedia del Cermis rappresenta, in modo plastico e drammatico, la rinuncia sostanziale dell\u2019Italia, Paese satellite, alla tutela dei propri cittadini. La responsabilit\u00e0 per una strage avvenuta su suolo nazionale fu di fatto consegnata senza opposizione a un Paese terzo, in virt\u00f9 di accordi capestro che imponevano un\u2019umiliante asimmetria, sbattendo in primo piano l\u2019impotenza delle istituzioni italiane di fronte alla supremazia posturale statunitense.<\/p>\n<p>A confermare tale assetto contribu\u00ec anche il linguaggio adottato dalle istituzioni romane dell\u2019epoca, improntato esclusivamente alla cautela diplomatica e alla priorit\u00e0 di preservare senza frizioni la dipendenza dall\u2019ingombrante alleato, fino a svuotare ogni rivendicazione concreta dell\u2019interesse nazionale anche al cospetto di tanti morti. \u201cL\u2019aereo era fuorilegge, ma l\u2019amicizia con gli Stati Uniti non \u00e8 in discussione\u201d, si affrett\u00f2 a precisare Romano Prodi, all\u2019epoca Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p>Il Cermis, oltre che una pagina di svendita umana, costituisce un paradigma di subordinazione innanzitutto culturale, prima ancora che politica, nel quale la salvaguardia dell\u2019alleanza con gli Stati Uniti prevalse sulla piena assunzione di responsabilit\u00e0 verso i concittadini e sul dovere di giustizia, con l\u2019aggravante della percezione diffusa e rassegnata dell\u2019inevitabilit\u00e0 dell\u2019epilogo: un\u2019accettazione alla stregua di normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Oggi, ventotto anni pi\u00f9 tardi, in un contesto internazionale se possibile ancora pi\u00f9 deficitario per l\u2019Italia, il ricordo va alle vittime del Cermis insieme a tutte quelle causate dall\u2019imperialismo statunitense nel mondo.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/03\/cermis-per-non-dimenticare\/\" data-a2a-title=\"Cermis, per non dimenticare\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/03\/cermis-per-non-dimenticare\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/03\/cermis-per-non-dimenticare\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Matteo Parini) 3 febbraio 1998. 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