{"id":93864,"date":"2026-02-10T08:30:14","date_gmt":"2026-02-10T07:30:14","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93864"},"modified":"2026-02-08T16:24:30","modified_gmt":"2026-02-08T15:24:30","slug":"il-bazooka-europeo-anti-coercizione-unarma-spuntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93864","title":{"rendered":"Il \u201cbazooka\u201d europeo anti-coercizione: un\u2019arma spuntata?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Filomena Ratto)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"tdi_95\" class=\"tdc-row stretch_row_1200 td-stretch-content\">\n<div class=\"vc_row tdi_96  wpb_row td-pb-row\">\n<div class=\"vc_column tdi_98  wpb_column vc_column_container tdc-column td-pb-span8\">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<div class=\"td_block_wrap tdb_single_content tdi_100 td-pb-border-top td_block_template_1 td-post-content tagdiv-type\" data-td-block-uid=\"tdi_100\">\n<div class=\"tdb-block-inner td-fix-index\">\n<p><strong>Analisi\u00a0<\/strong>\u2013<em>Negli ultimi mesi, lo strumento anti-coercizione (ACI) dell\u2019Unione Europea \u00e8 tornato al centro del dibattito politico. Nato come opzione per la deterrenza, soprattutto in chiave anti-cinese, oggi l\u2019ACI viene evocato come possibile risposta a pressioni provenienti dagli Stati Uniti. Le dichiarazioni del Presidente Donald Trump sulla Groenlandia hanno rappresentato una potenziale interferenza nei processi decisionali sovrani di diversi Stati membri e, per estensione, dell\u2019UE nel suo complesso. Tutto ci\u00f2 ha reso evidente quanto la leva economica venga ormai utilizzata come strumento di pressione geopolitica.<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ESCALATION SULLA GROENLANDIA<\/strong><\/h2>\n<p>Il contesto in cui queste tensioni si inseriscono \u00e8 tutt\u2019altro che\u00a0<strong>isolato<\/strong>. Dopo l\u2019introduzione, nel 2025, di dazi statunitensi su prodotti europei, Washington ha progressivamente\u00a0<strong>alzato<\/strong>\u00a0il livello dello scontro, legando la minaccia tariffaria a questioni di\u00a0<strong>sicurezza<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>posizionamento<\/strong>\u00a0strategico in chiave geo-economica. Il caso della Groenlandia costituisce un\u00a0<strong>cambio di marcia<\/strong>\u00a0rispetto alle dispute commerciali tradizionali: ci\u00f2 che qui \u00e8 in ballo non \u00e8 (solo) l\u2019<strong>equilibrio<\/strong>\u00a0dei flussi di scambio, ma il\u00a0<strong>condizionamento<\/strong>\u00a0delle scelte politiche e militari di Stati membri dell\u2019UE.<br \/>\nDi fatto, all\u2019inizio del 2026, le dichiarazioni di Donald Trump sulla \u201c<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/01\/05\/world\/europe\/trump-greenland-why.html\">necessit\u00e0 strategica<\/a>\u201d di acquisire la Groenlandia, definita un\u00a0<strong>obiettivo<\/strong>\u00a0fondamentale per contrastare l\u2019influenza russa e cinese nell\u2019Artico, sono state accompagnate dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/truthsocial.com\/@realDonaldTrump\/posts\/115911344443637897\">minaccia<\/a>\u00a0di imporre\u00a0<strong>dazi<\/strong>\u00a0del 10% o superiori a otto Paesi europei (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) colpevoli di aver manifestato\u00a0<strong>supporto<\/strong>\u00a0a Danimarca e Groenlandia. Sul suo social Truth, Trump ha descritto la resistenza europea come un\u00a0<strong>ostacolo<\/strong>\u00a0alla \u201csopravvivenza del pianeta\u201d, accusando i partner della NATO di\u00a0<strong>giocare<\/strong>\u00a0\u201cpartite pericolose\u201d in un territorio che, secondo Washington, la Danimarca non sarebbe in grado di proteggere da sola.<br \/>\nLa risposta del fronte europeo non si \u00e8 fatta attendere: il 5 gennaio 2026, una\u00a0<strong>coalizione<\/strong>\u00a0guidata da Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito (nonostante la Brexit, allineato nella difesa dell\u2019Artico) ha siglato una\u00a0<a href=\"https:\/\/www.regjeringen.no\/no\/whats-new\/statement-by-denmark-finland-france-germany-the-netherlands-norway-sweden-and-the-united-kingdom\/id3146437\/\">dichiarazione congiunta<\/a>\u00a0ribadendo che la Groenlandia appartiene al suo\u00a0<strong>popolo<\/strong>\u00a0e che i principi di autodeterminazione e integrit\u00e0 territoriale non sono\u00a0<strong>negoziabili<\/strong>\u00a0sotto minaccia economica.<br \/>\nForse sensibile a queste pressioni, oltre che dai segnali di\u00a0<strong>insofferenza<\/strong>\u00a0provenienti dai mercati finanziari, il Presidente statunitense ha sfruttato il palcoscenico di Davos per un parziale\u00a0<strong>dietrofront<\/strong>. Nel suo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/stories\/2026\/01\/davos-2026-special-address-donald-trump-president-united-states-america\/\">discorso<\/a>, infatti, ha\u00a0<strong>smentito<\/strong>\u00a0l\u2019uso della forza militare nell\u2019isola e abbandonato temporaneamente l\u2019idea dei dazi punitivi, provocando, di conseguenza, un momentaneo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.euronews.com\/business\/2026\/01\/22\/markets-rally-and-safe-havens-fall-as-trump-touts-greenland-deal\"><em>rally<\/em><\/a>\u00a0dei mercati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ARMA COMMERCIALE EUROPEA<\/strong><\/h2>\n<p>\u00c8 in questo quadro che riemerge il cosiddetto \u201cbazooka\u201d europeo, l\u2019<em>Anti-Coercion Instrument<\/em>. Il\u00a0<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=OJ:L_202302675\">regolamento<\/a>, entrato in vigore nel dicembre 2023, nasce dalla consapevolezza che l\u2019ordine commerciale internazionale non \u00e8 pi\u00f9 regolato soltanto da\u00a0<strong>regole multilaterali<\/strong>\u00a0che sovrintendono il libero mercato, ma sempre pi\u00f9 da\u00a0<strong>rapporti di forza<\/strong>. La coercizione economica \u00e8 definita come l\u2019<strong>uso<\/strong>\u00a0o la\u00a0<strong>minaccia<\/strong>\u00a0di misure commerciali, finanziarie o economiche per ottenere un cambiamento politico da parte dell\u2019UE o di uno Stato membro. L\u2019ACI \u00e8 stato concepito proprio per\u00a0<strong>colmare<\/strong>\u00a0un vuoto: fino ad allora, Bruxelles disponeva di strumenti di difesa commerciale, ma non di una risposta\u00a0<strong>strutturata<\/strong>\u00a0a pressioni mirate di natura politica.<br \/>\nIl\u00a0<em>casus belli<\/em>\u00a0che aveva sollecitato l\u2019adozione dello strumento era stato quello della Lituania nel 2021, quando la Cina aveva colpito Vilnius con\u00a0<strong>restrizioni<\/strong>\u00a0commerciali informali in risposta all\u2019apertura di un\u00a0<a href=\"https:\/\/focustaiwan.tw\/politics\/202203260007\">ufficio di rappresentanza taiwanese<\/a>. In quell\u2019occasione, l\u2019UE aveva sperimentato tutta la propria\u00a0<strong>vulnerabilit\u00e0<\/strong>: un singolo Stato membro rischiava di essere isolato e colpito, mentre la risposta comune\u00a0<strong>faticava<\/strong>\u00a0a materializzarsi.<br \/>\nL\u2019ACI nasce dunque come risposta a quella lezione, ma con un\u2019<strong>ambizione\u00a0<\/strong>pi\u00f9 ampia: rendere\u00a0<strong>credibile<\/strong>\u00a0l\u2019idea che l\u2019Unione possa difendere la propria autonomia decisionale anche sul piano economico, impedendo che la pressione su uno Stato membro si trasformi in una pressione sull\u2019intero progetto europeo.<br \/>\nCi\u00f2 che rende lo strumento politicamente sensibile \u00e8 la sua\u00a0<strong>ampiezza<\/strong>. L\u2019ACI non si limita ai dazi. In teoria, consente all\u2019UE di intervenire su un\u00a0<strong>ventaglio<\/strong>\u00a0molto pi\u00f9 vasto: accesso al mercato europeo, appalti pubblici, investimenti esteri, servizi, e perfino alcuni aspetti legati ai diritti di propriet\u00e0 intellettuale. \u00c8 proprio questa flessibilit\u00e0 a spiegare il soprannome di \u201cbazooka\u201d: non perch\u00e9 sia destinato a un uso\u00a0<strong>indiscriminato<\/strong>, ma perch\u00e9\u00a0<strong>rompe<\/strong>\u00a0con l\u2019idea che la risposta europea debba fermarsi alla frontiera doganale.<br \/>\nNon \u00e8 esclusa, in linea di principio, nemmeno la possibilit\u00e0 di applicare il \u201cbazooka\u201d alle\u00a0<strong>Big Tech<\/strong>\u00a0americane, introducendo accise sulla pubblicit\u00e0 digitale o digital service tax comunitarie, fino all\u2019applicazione\u00a0<strong>punitiva<\/strong>\u00a0del\u00a0<em>Digital Services Act<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>Digital Markets Act<\/em>. In uno scontro frontale, le piattaforme statunitensi potrebbero trovarsi a fronteggiare multe fino al 10% del fatturato globale annuo e persino lo stop all\u2019accesso al mercato unico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>LA DIFFICILE RICERCA DEL CONSENSO INTERNO PER LA CREDIBILIT\u00c0 ESTERNA<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019ACI non \u00e8 uno strumento automatico. La procedura per la sua attivazione \u00e8 lunga e\u00a0<strong>deliberatamente<\/strong>\u00a0politica. Spetta alla Commissione europea avviare l\u2019analisi, su propria iniziativa o su richiesta degli Stati membri, per stabilire se esista una situazione di coercizione economica. Questa fase pu\u00f2 durare fino a quattro mesi. Se la Commissione conclude che la coercizione esiste, deve proporre una\u00a0<strong>linea d\u2019azione<\/strong>\u00a0al Consiglio. A quel punto, la priorit\u00e0 resta il\u00a0<strong>dialogo<\/strong>: l\u2019UE \u00e8 tenuta a chiedere formalmente la cessazione delle misure coercitive e a tentare una soluzione negoziata. Solo se questo tentativo fallisce si pu\u00f2 passare alle\u00a0<strong>contromisure<\/strong>\u00a0vere e proprie.<br \/>\nEd \u00e8 qui che emergono gli\u00a0<strong>ostacoli<\/strong>\u00a0pi\u00f9 rilevanti. L\u2019adozione delle misure richiede una maggioranza qualificata degli Stati membri. In termini concreti, significa\u00a0<strong>convincere<\/strong>\u00a0almeno quindici Paesi che rappresentino il 65% della popolazione dell\u2019Unione. \u00c8 chiaro che si tratti di un passaggio eminentemente\u00a0<strong>politico<\/strong>.<br \/>\nLa Francia, anche attraverso le\u00a0<a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/stories\/2026\/01\/davos-2026-special-address-by-emmanuel-macron-president-of-france\/\">parole<\/a>\u00a0di Emmanuel Macron a Davos, ha mostrato una maggiore\u00a0<strong>disponibilit\u00e0<\/strong>\u00a0a ricorrere allo strumento, definendolo un mezzo potente che l\u2019UE non dovrebbe\u00a0<strong>esitare<\/strong>\u00a0a utilizzare in un contesto internazionale sempre pi\u00f9 duro. Al contrario, altre capitali, tra cui Berlino e Roma, reduci da un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bundesregierung.de\/breg-en\/news\/merz-meloni-consultations-2403912\">bilaterale<\/a>, sono apparse pi\u00f9\u00a0<strong>caute<\/strong>, temendo che le conseguenze di una simile dichiarazione di guerra potessero abbattersi su\u00a0<strong>settori industriali<\/strong>\u00a0europei chiave come l\u2019automotive e la meccanica. La tempistica di un\u2019eventuale attivazione dipende, quindi, non tanto dalle regole dello strumento, quanto dalla\u00a0<strong>capacit\u00e0<\/strong>\u00a0dell\u2019Unione di superare le proprie\u00a0<strong>divisioni<\/strong>\u00a0interne.<br \/>\nQuesta difficolt\u00e0 spiega perch\u00e9, nonostante le pressioni subite dall\u2019UE negli ultimi anni, l\u2019ACI non sia mai stato pienamente utilizzato. Eppure, proprio questo suscita perplessit\u00e0: uno strumento che esiste ma non viene mai impiegato rischia di\u00a0<strong>perdere<\/strong>\u00a0credibilit\u00e0. La deterrenza, infatti, funziona solo se l\u2019altra parte ritiene plausibile che l\u2019Unione sia\u00a0<strong>disposta<\/strong>\u00a0a usare i propri strumenti anche quando il costo politico \u00e8\u00a0<strong>elevato<\/strong>\u00a0e l\u2019interlocutore \u00e8 un alleato\u00a0<strong>storico<\/strong>.<br \/>\nA questo proposito, il regolamento ACI cela un\u00a0<strong>potenziale<\/strong>\u00a0degno di nota: la possibilit\u00e0 di stringere legami di\u00a0<strong>solidariet\u00e0<\/strong>\u00a0con Paesi terzi colpiti da simili abusi, dissolvendo la logica del\u00a0<em>divide et impera<\/em>\u00a0tanto cara al tycoon. Nel momento in cui una potenza egemone tenta di\u00a0<strong>isolare<\/strong>\u00a0i singoli interlocutori per piegarli alla propria volont\u00e0, la reazione\u00a0<strong>compatta<\/strong>\u00a0tra gli Stati dell\u2019Unione e i loro partner internazionali si trasforma nell\u2019unica barriera capace di preservare l\u2019<strong>autonomia<\/strong>\u00a0decisionale collettiva.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/h2>\n<p>Alla fine, la vera posta in gioco non risiede soltanto nei tempi tecnici di attivazione dell\u2019ACI, ma nell\u2019<strong>identit\u00e0\u00a0<\/strong>stessa dell\u2019UE. L\u2019ipotesi di attivare lo strumento contro gli Stati Uniti pone, infatti, l\u2019Unione di fronte a un\u2019alternativa:\u00a0<strong>accettare<\/strong>\u00a0un certo grado di subordinazione per preservare il rapporto transatlantico oppure\u00a0<strong>affermare<\/strong>\u00a0la propria autonomia anche a costo di tensioni economiche e instabilit\u00e0 dei mercati. Questa scelta si intreccia inevitabilmente con le\u00a0<strong>fragilit\u00e0<\/strong>\u00a0europee sul piano della difesa e con il timore che una risposta troppo assertiva possa mettere a rischio garanzie considerate ancora\u00a0<strong>essenziali<\/strong>.<br \/>\nIn questo senso, il dibattito sul \u201cbazooka\u201d europeo va oltre la contingenza della Groenlandia. Riguarda il\u00a0<strong>posizionamento<\/strong>\u00a0dell\u2019UE: un grande mercato regolato, capace di assorbire pressioni esterne senza rispondere, oppure un gruppo coeso di 27 Stati disposto a\u00a0<strong>difendere<\/strong>, anche sul piano economico, la propria sovranit\u00e0 decisionale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/1003203\/il-bazooka-europeo-anti-coercizione-unarma-spuntata\">https:\/\/ilcaffegeopolitico.net\/1003203\/il-bazooka-europeo-anti-coercizione-unarma-spuntata<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILCAFF\u00c8GEOPOLITICO (Filomena Ratto) &nbsp; Analisi\u00a0\u2013Negli ultimi mesi, lo strumento anti-coercizione (ACI) dell\u2019Unione Europea \u00e8 tornato al centro del dibattito politico. 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