{"id":93889,"date":"2026-02-10T10:00:49","date_gmt":"2026-02-10T09:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93889"},"modified":"2026-02-09T15:37:46","modified_gmt":"2026-02-09T14:37:46","slug":"la-demolizione-della-rete-elettrica-e-logistica-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93889","title":{"rendered":"La demolizione della rete elettrica e logistica dell\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"title-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/5195391689529429199_121-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"856\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conclusa dopo pochi giorni la \u201ctregua energetica\u201d annunciata dal presidente Vladinir Putin alla fine di gennaio, le forze armate russe hanno ripreso ad attaccare con forza e continuit\u00e0 l\u2019infrastruttura ucraina preposta alla produzione e alla distribuzione di elettricit\u00e0.<\/p>\n<p>Nello specifico, sciami di droni e salve continue di missili balistici Iskander-M, missili da crociera Kalibr e Kh-101 e missili ipersonici Zircon e Kin\u017eal hanno colpito per diversi giorni consecutivi centrali termoelettriche e sottostazioni di vari gradi di rilevanza negli oblast\u2019 di Kiev, Kharkiv, Khmelnic\u2019kyj Dnipropetrovsk, Vinnycja, Leopoli, Ivano-Frankivs\u2019k, Rivne e Odessa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194494 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/HAkVkGoWoAAR_Rm.jpg\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"673\" \/><\/p>\n<p>I blackout e le interruzioni continue ai riscaldamenti domestici che ne sono seguiti hanno obbligato il governo ucraino immediatamente a correre ai ripari.\u00a0Il\u00a0ministro dell\u2019Energia Denys Shmy\u2019hal ha <a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/news\/ucraina-attacco-russo-al-cuore-del-sistema-energetico-attivate-le-misure-di-emergenza\/\">spiegato<\/a> che, di fronte all\u2019attacco sistematico dei russi contro \u00ab<em>la base della rete elettrica ucraina<\/em>\u00bb, Kiev ha attivato programmi di emergenza per lo spegnimento della rete e inviato un\u2019urgente richiesta di assistenza alla Polonia.<\/p>\n<p>Le infrastrutture energetiche ucraine sono sull\u2019orlo del collasso, con milioni di civili che rischiano di sprofondare in una catastrofica crisi umanitaria.<\/p>\n<p>Per Mosca, la distruzione della rete elettrica ucraina rappresenta tuttavia una leva formidabile per costringere il governo ucraino, se non alla capitolazione, quantomeno a imbastire un negoziato che tenga seriamente in considerazione le richieste russe.<\/p>\n<p>Il processo di \u201cdemolizione controllata\u201d dell\u2019infrastruttura energetica ucraina sembra aver raggiunto il punto critico soltanto ora, dopo almeno due anni di attacchi aerei e sabotaggi sistematici. Un\u2019opera di smantellamento lunga, meticolosa ed economicamente dispendiosa, resa necessaria dalle peculiari caratteristiche della rete controllata da Kiev e dalla straordinaria capacit\u00e0 di resilienza e adattamento del personale specializzato ucraino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La conformazione dell\u2019infrastruttura energetica ucraina<\/u><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Ucraina, la cui base economica era costituita dall\u2019industria pesante, ha <a href=\"https:\/\/www.iea.org\/reports\/ukraines-energy-security-and-the-coming-winter\/ukraines-energy-system-under-attack\">ereditato<\/a> un\u2019infrastruttura di generazione e trasmissione di energia elettrica integrata nella pi\u00f9 ampia rete sovietica. Si tratta di un sistema ridondante ed enormemente sovradimensionato rispetto alle necessit\u00e0 interne, concepito e realizzato per continuare a funzionare anche in condizioni proibitive. Cio\u00e8 nell\u2019eventualit\u00e0 di uno scontro totale con la NATO.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194493 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/R-seau-HT-ukrainien.png\" alt=\"\" width=\"858\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p>Risultato: i circa 38 GW annui di capacit\u00e0 su cui il governo di Kiev poteva contare alla vigilia dell\u2019invasione russa \u2013 generati per met\u00e0 dalle centrali nucleari, per il 23% da quelle a carbone al 23% e per il 9% da quelle a gas al 9% \u2013 risultavano sufficienti a coprire oltre il doppio della domanda di picco e circa quattro volte la domanda media.<\/p>\n<p>A titolo di confronto, l\u2019Ucraina aveva in rapporto al Pil una capacit\u00e0 installata per miliardo di euro equivalente al sestuplo di quella riconducibile alla Francia.<\/p>\n<p>La conquista dell\u2019impianto nucleare Energodar, nella regione di Zapori\u017ehia (6 GW) e di una serie di centrali termoelettriche nel Donbass ad opera dei russi ha ridotto drasticamente la capacit\u00e0 di generazione di energia elettrica ucraina, portandola a circa 20 GW entro la primavera del 2023.<\/p>\n<p>Nonostante il sostanziale dimezzamento della capacit\u00e0 produttiva, Kiev rimaneva comunque nella disponibilit\u00e0 delle risorse necessarie a soddisfare adeguatamente sia la domanda media (7-10 GW) che quella di picco (17-20 GW nei periodi pi\u00f9 freddi), tendenzialmente declinanti per effetto dell\u2019emigrazione di una quota assai significativa della popolazione e del crollo verticale dell\u2019attivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>L\u2019apporto cumulativo dei tre impianti nucleari rimasti sotto controllo ucraino \u2013 intoccabili per evidenti ragioni politiche \u2013 e delle centrali sia termoelettriche che idroelettriche ha in altri termini garantito all\u2019Ucraina una base di generazione energetica sufficiente e stabile.<\/p>\n<p>La produzione energetica si affianca alla rete di distribuzione, progettata e costruita anch\u2019essa durante il periodo sovietico conformemente ai principi della ridondanza e del sovradimensionamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194495 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/HAeo8OcWsAA_EsR.jpg\" alt=\"\" width=\"2066\" height=\"1463\" \/><\/p>\n<p>Nello specifico, la rete elettrica ucraina \u00e8 formata da una linea ad alta tensione (750 kV) che collega le centrali nucleari e trasmette corrente a lunga distanza verso le maggiori citt\u00e0 del Paese, affiancata da una rete a tensione minore (330 kV) molto pi\u00f9 estesa che rifornisce aree urbane e industriali e interconnette tutte le altre centrali elettriche.<\/p>\n<p>Queste due reti sono convergono in otto sottostazioni principali, che modulano la distribuzione a seconda delle necessit\u00e0 contingenti. La rete a tensione pi\u00f9 bassa \u00e8 distribuita attraverso una novantina di sottostazioni, mentre gli altri livelli di tensione dispongono di circa 40 sottostazioni aggiuntive. Ogni linea ha di serie almeno un \u201cdoppione\u201d di riserva.<\/p>\n<p>Questa eredit\u00e0 sovietica ha posto l\u2019infrastruttura ucraina nelle condizioni di reggere per cos\u00ec tanto tempo l\u2019urto russo, al pari delle efficaci contromisure adottate nel corso del conflitto dagli specialisti ucraini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194500 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/AP_22053640191303-crop-1.webp\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1125\" \/><\/p>\n<p>A partire dalla riparazione delle apparecchiature distrutte o danneggiate e dalla decentralizzazione del sistema, con il crescente impiego di unit\u00e0 mobili (generatori, turbine) e l\u2019installazione di sistemi di protezione e occultamento delle sottostazioni. Un ruolo altrettanto cruciale va attribuito alle importazioni di energia elettrica, all\u2019attivazione di fonti rinnovabili, alla graduale interconnessione con le reti dei Paesi vicini, al supporto tecnico dell\u2019Occidente e all\u2019aumento della quota del gas per il riscaldamento domestico, finalizzato a ridurre la dipendenza del sistema dall\u2019energia elettrica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Prima fase: l\u2019Ucraina regge l\u2019urto russo<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Per molto tempo, l\u2019elevato numero di obiettivi sensibili (centrali, sottostazioni, impianti produttivi, depositi di munizioni, ecc.) disseminati sul territorio combinata ai limiti della produzione bellica ha precluso alle forze armate russe la possibilit\u00e0 di concentrarsi con sistematicit\u00e0 sulla rete elettrica ucraina.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che ogni sottostazione dispone di uno o pi\u00f9 trasformatori collegati alla linea parallela, e di un vasto assortimento di pezzi di ricambio nelle riserve strategiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194496 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Capa-de-production.png\" alt=\"\" width=\"901\" height=\"752\" \/><\/p>\n<p>La societ\u00e0 di consulenza Delwin Strategy ha <a href=\"https:\/\/www.lettrevigie.com\/anatomie-de-loffensive-russe-contre-le-systeme-electrique-ukrainien-delwin\/\">delineato<\/a> il seguente scenario<em>: \u00abcirca 100 sottostazioni ad alta tensione sotto controllo ucraino, con una media di quattro trasformatori per sottostazione (riduttore a doppia funzione e commutazione multistadio), il che significa 400 trasformatori operativi da colpire, senza contare le apparecchiature di ridondanza e i pezzi di ricambio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Secondo alcune stime, \u00ab<em>la capacit\u00e0 di lancio di missili russi si aggira in media intorno alle 500 unit\u00e0 al mese. Se ipotizziamo un tasso di intercettazione di circa il 70% per questa simulazione, ne derivano 150 attacchi efficaci al mese. Tuttavia, solo i missili pi\u00f9 precisi sono efficaci contro le sottostazioni, il che riduce ulteriormente la copertura effettiva: probabilmente meno di cinquanta al mese, considerando tutti gli obiettivi, senza contare gli attacchi mancati. Una stima ragionevole sarebbe quindi di circa dieci trasformatori distrutti al mese\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Conclusione: <em>\u00abla capacit\u00e0 di rigenerazione e riconfigurazione della rete di trasmissione ucraina ha superato di gran lunga la capacit\u00e0 di distruzione missilistica delle forze russe<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Seconda fase: i russi prendono il sopravvento<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Quantomeno fino alla fine del 2023. Dopodich\u00e9, la situazione ha subito un graduale ma decisivo mutamento ascrivibile anzitutto all\u2019irruzione massiccia nel conflitto dei droni Geran, prodotti in serie su licenza iraniana e poi migliorati messi abbondantemente in campo dai russi sia per saturare le difese aeree ucraine cos\u00ec da aprire la strada ai missili, sia per trasportare carichi esplosivi verso componenti chiave dell\u2019infrastruttura energetica ucraina.<\/p>\n<p>A partire dai trasformatori ad alta tensione da 750 kV, vulnerabili anche a detonazioni che si verificano a diversi metri di distanza. Si tratta di merci \u201cpregiate\u201d, prodotte da un numero estremamente esiguo di aziende di punta sprovviste dei mezzi necessari a reggere i ritmi produttivi del tempo di guerra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194497 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/CHronologie-des-frappes-russes.jpg\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"561\" \/><\/p>\n<p>La distribuzione geograficamente molto estesa e l\u2019intensit\u00e0 incrementale degli attacchi russi ha inoltre precluso ai tecnici ucraini, altamente specializzati e numericamente ridotti, la possibilit\u00e0 di offrire interventi qualitativamente e quantitativamente all\u2019altezza della sfida.<\/p>\n<p>L\u2019inesorabile logica dell\u2019attrito, che premia il contendente dotato delle risorse pi\u00f9 ingenti, si \u00e8 in altri termini imposta anche in questo ambito specifico del conflitto russo-ucraino: alla lunga, le capacit\u00e0 di distruzione russe hanno preso il sopravvento sulle pur ragguardevolissime capacit\u00e0 di rigenerazione ucraine, sovvertendo l\u2019equilibrio originario favorevole a Kiev.<\/p>\n<p>Nell\u2019ondata di attacchi sferrati tra il marzo e il maggio 2024, che hanno colpito centrali termoelettriche (mettendone fuori uso il 70%) e idroelettriche, impianti fotovoltaici, sottostazioni ad alta tensione e infrastrutture di teleriscaldamento, l\u2019Ucraina ha perso 9 GW di capacit\u00e0 produttiva. Successivamente, i russi hanno preso di mira anche i siti di stoccaggio di gas naturale in superficie e in profondit\u00e0, come quelli bersagliati nei primi giorni di gennaio da vettori Ore\u0161hnik.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194502 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Ukraine-energy.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"684\" \/><\/p>\n<p>Nel corso dei mesi, sostengono le valutazioni pi\u00f9 accreditate, l\u2019attivismo russo ha compromesso una quota compresa tra l\u201980 e il 90% della produzione termoelettrica e una porzione molto significativa di quella idroelettrica. All\u2019inizio del gennaio di quest\u2019anno, la capacit\u00e0 produttiva ucraina era piombata a 17 GW, a fronte di una domanda di picco stimata per il periodo invernale tra i 18 e i 19 GW. La disponibilit\u00e0 di energia elettrica \u00e8 quindi scesa al 47% a met\u00e0 mese, per poi crollare al 34,7% il 24 gennaio.<\/p>\n<p>In tali condizioni, una dispersione di risorse attribuibile a un attacco missilistico o a un semplice malfunzionamento si traduce, specie nei periodi particolarmente freddi in un deficit energetico, con conseguenti interruzioni del servizio pi\u00f9 o meno estese e prolungate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La denuncia di Timchenko<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La situazione risultava disperata gi\u00e0 alla fine di gennaio, come <a href=\"https:\/\/www.weforum.org\/stories\/2023\/01\/davos23-leaders-insights-russia-war-ukraine\/\">denunciato<\/a> in quei giorni in occasione del World Economic Forum di Davos dall\u2019amministratore delegato di DTEK (uno dei maggiori gestori privati di centrali energetiche di tutta l\u2019Ucraina) Maksym Timchenko: \u00absiamo sull\u2019orlo di una catastrofe umanitaria. Le persone ricevono elettricit\u00e0 per 3-4 ore, poi si trovano alle prese con interruzioni di 10-15 ore. Abbiamo condomini senza riscaldamento da settimane\u00bb. A suo avviso, l\u2019Ucraina aveva subito danni per oltre 20 miliardi di dollari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194498 \" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/630_360_1770545017-194.jpg\" alt=\"\" width=\"873\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>Il successivo 1\u00b0 febbraio, a poche ore dalla scadenza della \u201ctregua energetica\u201d, lo stesso Timchenko ha <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/no-new-targeted-russian-strikes-ukrainian-energy-infrastructure-zelenskiy-says-2026-02-02\/\">affermato<\/a> con preoccupazione che <em>\u00abstiamo arrivando al punto critico. Abbiamo bisogno di tempo per recuperare ci\u00f2 che \u00e8 andato distrutto negli ultimi tre mesi. Un cessate il fuoco energetico \u00e8 estremamente importante per consentirci di recuperare parzialmente ed evitare conseguenze tragiche dovute all\u2019interruzione dell\u2019approvvigionamento energetico\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Di l\u00ec a brevissimo, i russi hanno preso di mira l\u2019infrastruttura energetica ucraina con uno dei pi\u00f9 imponenti attacchi mai sferrati dall\u2019inizio del conflitto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/x.com\/DelwinStrategy\">Delwin Strategy<\/a> intravede prospettive future estremamente cupe per l\u2019Ucraina: <em>\u00abse il nucleo della rete a 750 kV, cos\u00ec come una parte significativa della rete a 330 kV, dovessero crollare, \u00e8 probabile che le centrali nucleari verrebbero chiuse. In uno scenario cos\u00ec catastrofico, gran parte del Paese rimarrebbe senza elettricit\u00e0 per un periodo prolungato. Poich\u00e9 le centrali elettriche non si riavviano facilmente una volta spente (a differenza della generazione termoelettrica flessibile), una parte significativa della rete di teleriscaldamento non sarebbe pi\u00f9 in grado di funzionare normalmente, anche qualora le fosse data la priorit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Sebbene risulti <em>\u00abimprobabile che l\u2019intero sistema elettrico crolli in uno scenario apocalittico, grazie al decentramento e all\u2019isolamento settoriale recentemente implementati proprio per evitare una situazione del genere, l\u2019accumulo di danni registrato nel corso dell\u2019inverno attesta una vittoria strategica per Mosca su questo fronte. Si tratta di un vantaggio importante nei negoziati che proseguiranno discretamente per tutto l\u2019anno<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I russi colpiscono anche le vie di comunicazione<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nel corso della \u201ctregua energetica\u201d, peraltro, la Russia ha spostato il focus dei propri attacchi sulla logistica ucraina. In particolare, sono state bersagliate autostrade, ferrovie, locomotive e vagoni.<\/p>\n<p>Lo ha <a href=\"https:\/\/tass.com\/defense\/2082385\">affermato<\/a> il Ministero della Difesa di Mosca, attraverso una nota risalente allo scorso 5 febbraio in cui si legge che \u00ab<em>aerei operativi\/tattici, droni d\u2019attacco, truppe missilistiche e artiglieria dei gruppi di forze russe hanno colpito infrastrutture di trasporto ed energetiche utilizzate dall\u2019esercito ucraino, siti per l\u2019assemblaggio, lo stoccaggio e il lancio di droni a lungo raggio, depositi di munizioni e anche aree di schieramento temporaneo di formazioni armate ucraine e mercenari stranieri in 148 localit\u00e0\u00bb<\/em><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo, ha <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/83ef3379-5226-4603-9b9b-f22c98cab8e5\">dichiarato<\/a> il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, \u00e8 sempre lo stesso: \u00ab<em>sottomettere l\u2019Ucraina, indebolire il morale e terrorizzare la popolazione, cos\u00ec da costringere Kiev a concessioni durante i colloqui di pace in corso\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Immagini: Le Figaro, Ukrinform, Ukraine Emergency Services<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/02\/la-demolizione-della-rete-elettrica-a-logistica-dellucraina\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/02\/la-demolizione-della-rete-elettrica-a-logistica-dellucraina\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini) &nbsp; &nbsp; Conclusa dopo pochi giorni la \u201ctregua energetica\u201d annunciata dal presidente Vladinir Putin alla fine di gennaio, le forze armate russe hanno ripreso ad attaccare con forza e continuit\u00e0 l\u2019infrastruttura ucraina preposta alla produzione e alla distribuzione di elettricit\u00e0. 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