{"id":93929,"date":"2026-02-13T09:00:32","date_gmt":"2026-02-13T08:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93929"},"modified":"2026-02-10T19:59:47","modified_gmt":"2026-02-10T18:59:47","slug":"epstein-files-la-ragnatela-lidrante-e-il-trucco-dellabbondanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93929","title":{"rendered":"Epstein Files: la ragnatela, l\u2019idrante e il trucco dell\u2019abbondanza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di LA FIONDA(Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: left\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/AAAABe5OqP7j91w2W5etlIRqJfXR_wzNtGfSEPyXJWFnTcXyisdnR8tEKC1mKf0WwNp-LTx9BN3AoylRD2HQPXF40W6c4uXlBQhjxMDVbIV2F5xebdy35vayoGcpVA.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/AAAABe5OqP7j91w2W5etlIRqJfXR_wzNtGfSEPyXJWFnTcXyisdnR8tEKC1mKf0WwNp-LTx9BN3AoylRD2HQPXF40W6c4uXlBQhjxMDVbIV2F5xebdy35vayoGcpVA.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: left\"><span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-calendar-alt\"><\/i>10 Feb , 2026<\/span>|<span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-user\"><\/i><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Giuseppe Gagliano\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/gagliano\/\" rel=\"author\">Giuseppe Gagliano<\/a><\/span><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"2026\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/archivio\/2026\/\">2026<\/a><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"Visioni\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/visioni\/\">Visioni<\/a><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: left\">\n<p>Tre milioni e mezzo di file, duemila video, centottantamila immagini: e la trasparenza che diventa nebbia<\/p>\n<p>Se vi aspettavate che il \u201crilascio\u201d degli Epstein Files producesse una cosa semplice, tipo la verit\u00e0 in formato pdf con indice, responsabili e firme in calce, vi conviene sedervi. Qui la trasparenza non \u00e8 un faro: \u00e8 un diluvio. E il diluvio, quando arriva addosso con milioni di documenti, non chiarisce: lava via. Si chiama tecnica dell\u2019idrante. Ti inondano, tu ansimi, ti perdi nei rivoli, e alla fine ti resta solo un\u2019impressione: che \u201ctanto sono tutti uguali\u201d, che \u201cnon cambia niente\u201d, che \u201cricchi porci che fanno porcate\u201d. Esattamente l\u2019unica conclusione che salva chi deve essere salvato.<\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 il solito, e infatti non scandalizza pi\u00f9 nessuno: ville, isole private, ragazzi e ragazze reclutati come carne fresca, minorenni trattate da merce, un giro di \u201cselezione\u201d e \u201ctrasporto\u201d che non nasce per caso. Il punto vero \u00e8 che questa storia, se la riduci a scandalo sessuale, la rendi innocua. \u00c8 come descrivere una rapina parlando solo del cappello del rapinatore. Epstein non \u00e8 stato soltanto un abusatore. \u00c8 stato un dispositivo. Un centro di raccolta. Un archivio vivente. Una macchina che trasforma il vizio dei potenti in leva politica, finanziaria, geopolitica.<\/p>\n<p>La premessa che fa saltare il banco: non \u00e8 cronaca nera, \u00e8 potere<\/p>\n<p>Il racconto classico dice: un mostro, un\u2019isola, un giro di abusi. Vero, ma incompleto. L\u2019isola e le ville, in questo quadro, non sono soltanto il teatro dell\u2019orrore: sono un set. E un set serve a produrre materiale. Il materiale non \u00e8 un dettaglio: \u00e8 l\u2019oggetto. Le ragazze sono esche, le stanze sono scenografie, i camerini sono trappole, i voli sono corridoi, le agende sono mappe, le mail sono ricevute. Il sesso, qui, \u00e8 il carburante pi\u00f9 efficace perch\u00e9 \u00e8 universale, vergognoso e ricattabile. E il ricatto, spesso, non serve nemmeno esercitarlo: basta suggerirlo.<\/p>\n<p>\u00c8 la logica del compromesso per paura, il compromesso per sopravvivenza. La vera forza non \u00e8 \u201cpubblico la foto\u201d: \u00e8 \u201cso che esiste la foto\u201d. Il potere del sussurro, non quello del megafono. E infatti la ragnatela \u00e8 fatta cos\u00ec: pi\u00f9 ti avvicini al centro, pi\u00f9 trovi ombre, e pi\u00f9 le prove diventano opache o scompaiono.<\/p>\n<p>La nota \u201ccuriosa\u201d: alcuni documenti su Trump sarebbero falsi. Per\u00f2 Trump \u00e8 ovunque<\/p>\n<p>Dentro questo mare di carte, arriva la premura istituzionale: si ribadisce che alcuni documenti che chiamano in causa Trump sarebbero fake, frasi sensazionalistiche, materiale usato come arma politica contro di lui. Una precisazione ripetuta, non buttata l\u00ec per caso. \u00c8 come quando uno ti dice \u201cnon voglio allarmarti\u201d, e poi ti descrive l\u2019incendio.<\/p>\n<p>E qui scatta il paradosso. Anche accettando che una parte sia falsa o manipolata, il nome di Trump resta centrale. Compare in modo ossessivo: citazioni dirette e indirette, riferimenti per famiglia, luoghi, contatti, contesti. Non \u00e8 un dettaglio \u201cletterario\u201d: \u00e8 un fatto narrativo-politico. Perch\u00e9 Trump aveva messo il rilascio dei file tra le bandiere della sua retorica. Poi, quando i file diventano realt\u00e0 e lui diventa personaggio, cambia registro: ridimensiona, minimizza, dice che lo \u201cassolvono\u201d, risponde male ai giornalisti, parla di complotto, minaccia querele. La tipica conversione del paladino della trasparenza in custode della nebbia.<\/p>\n<p>E intanto, per un effetto collaterale perfetto, la valanga produce due tifoserie: chi vede dentro quei file la prova di tutto e il contrario di tutto, e chi si rifugia nel \u201csono tutte falsit\u00e0\u201d. In mezzo, ci\u00f2 che conta scompare: la struttura.<\/p>\n<p>Tutti citati, dunque nessuno responsabile<\/p>\n<p>Dentro il \u201csistema file\u201d finiscono nomi di ogni tipo: imprenditori, ex leader, politici, star, accademici, mediatori. Vengono citati Musk, Gates, Clinton, Bannon, Putin, e via via altri pezzi di \u00e9lite. Persino Salvini viene tirato dentro. E qui c\u2019\u00e8 l\u2019altra magia: quando ci stanno tutti, non ci sta nessuno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una citazione non \u00e8 una condanna. Ma una citazione \u00e8 un marchio. E un marchio, nella societ\u00e0 dell\u2019indignazione, vale pi\u00f9 della sentenza. Risultato: le persone comuni restano incollate al nome, non al fatto. E il sistema guadagna un doppio vantaggio: sporca tutti e salva i forti. Colpisce chi non ha protezioni, chi non ha media, chi non ha apparati. I superpotenti, invece, hanno tre scudi: avvocati, controllo della narrazione e la vecchia tecnica del rumore.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, dentro questa massa, trovi pagine oscurate, blocchi anneriti, immagini non accessibili, interi passaggi resi illeggibili. La sensazione non \u00e8 \u201ctrasparenza\u201d, \u00e8 \u201cselettivit\u00e0\u201d. Come dire: vi facciamo vedere abbastanza da farvi litigare, non abbastanza da farci male.<\/p>\n<p>Il ragno: Epstein come creatura di confine<\/p>\n<p>Epstein \u00e8 l\u2019uomo perfetto per stare tra il detto e il non detto, tra l\u2019ufficiale e il sommerso. Ufficialmente \u00e8 un finanziere con un lifestyle osceno. Ufficiosamente \u00e8 uno che \u201csa troppo\u201d. E muore nel 2019, in una cella del Metropolitan Correctional Center di New York, alle 6:30, con un referto ufficiale di suicidio e un\u2019opinione pubblica che, nella migliore delle ipotesi, resta scettica. Non perch\u00e9 tutti siano complottisti, ma perch\u00e9 la storia \u00e8 costruita per alimentare il dubbio: un uomo cos\u00ec, con una rete cos\u00ec, con un archivio cos\u00ec, finisce morto prima di parlare davvero.<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 poi il mistero economico-sociale: da dove viene il salto? Figlio di famiglia modesta, madre casalinga, nessuna laurea, una fase da docente a Manhattan, poi improvvisamente ricchezze \u201cinfinite\u201d: appartamenti a Manhattan, villa a Palm Beach, ranch nel New Mexico, isola privata. E in parallelo la rubrica: politici, finanzieri, potenti. Il punto non \u00e8 fare il romanticismo del self-made man: \u00e8 capire che qui il self-made non sta in piedi. Epstein non cresce cos\u00ec senza sponsor. E gli sponsor, per definizione, hanno interessi.<\/p>\n<p>I tre pilastri della macchina: Maxwell, Wexner, Brunel<\/p>\n<p>La rete, nel tuo testo, ha tre architetti ricorrenti. E vale la pena scomporli come una struttura, non come personaggi.<\/p>\n<p>Ghislaine Maxwell \u00e8 il braccio operativo. Non \u00e8 un\u2019ospite. \u00c8 la compagna e la facilitatrice. Il suo ruolo nel reclutamento di giovani donne e quindi di vittime \u00e8 descritto come \u201carcinoto\u201d e giudiziariamente centrale. \u00c8 in carcere di massima sicurezza in Texas. E la sua posizione \u00e8 una cassaforte: sta l\u00ec, condannata a una lunga pena, e se parla davvero pu\u00f2 cambiare la storia. Ma il tempo gioca contro la verit\u00e0: se esce nel 2046, i protagonisti politici di oggi saranno pensionati, morti o comunque fuori dal raggio d\u2019urto.<\/p>\n<p>Les Wexner \u00e8 il grande sponsor. Fondatore di Victoria\u2019s Secret, miliardario, accesso a denaro e immobili. Epstein, nel racconto, gli gestisce propriet\u00e0 e riceve in cambio un arricchimento che lo porta a possedere una delle residenze pi\u00f9 lussuose di Manhattan. Questo passaggio \u00e8 decisivo: senza una \u201ccopertura\u201d di quel livello, Epstein resta marginale. Con una copertura cos\u00ec, diventa intoccabile.<\/p>\n<p>Jean-Luc Brunel \u00e8 il canale di approvvigionamento umano. Agente di modelle francese, reclutatore, colui che porta donne e quindi vittime. Il mondo delle modelle, delle agenzie, dei casting \u00e8 un ambiente perfetto per la predazione mascherata da opportunit\u00e0. Anche qui, la fine \u00e8 \u201csimmetrica\u201d: arrestato nel 2020, muore in carcere a Parigi per impiccagione, ufficialmente suicidio, con lo stesso alone che circonda Epstein. Due suicidi \u201cperfetti\u201d in storie che perfette non sono mai.<\/p>\n<p>Tre pilastri, un metodo: trovare vulnerabili, offrirgli una porta, trasformarla in gabbia.<\/p>\n<p>Il denominatore Israele: pi\u00f9 indizi che prove, ma una pista che ritorna<\/p>\n<p>Nel tuo testo \u00e8 esplicito: non si parla di certezze, si parla di tracce. Eppure la pista \u201cIsraele\u201d ritorna come un refrain, anche perch\u00e9 i personaggi chiave ci si incrociano.<\/p>\n<p>Ghislaine Maxwell \u00e8 figlia di Robert Maxwell: uomo d\u2019affari, carriera sfolgorante, rifugiato ebreo in Gran Bretagna, finanziatore della nascita di Israele nel conflitto del 1948. Su di lui, il racconto richiama inchieste che lo descrivono come intermediario del Mossad su software e attivit\u00e0 con governi. Lui nega. Ma la storia gli resta addosso.<\/p>\n<p>Wexner viene descritto non solo come businessman, ma come cofondatore del Mega Group e finanziatore di organizzazioni pro-Israele capaci di influenzare il dibattito americano. E spunta una connessione con la Southern Air Transport, compagnia cargo utilizzata dalla CIA durante Iran-Contra. Qui il punto non \u00e8 \u201ccolpevole o innocente\u201d: \u00e8 che le reti d\u2019affari e le reti di sicurezza spesso si sovrappongono.<\/p>\n<p>Brunel ha un legame pi\u00f9 \u201cgeografico-commerciale\u201d: l\u2019agenzia MC2 con sedi a New York, Miami e Tel Aviv, cresciuta grazie ai finanziamenti di Epstein. Non \u00e8 prova di intelligence, ma \u00e8 un asse operativo che torna.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che, nel racconto, Epstein appare come una figura che opera in una tradizione di \u201ctrappole al miele\u201d e di compromat: la raccolta di materiale compromettente, non per fare scandalo, ma per fare politica.<\/p>\n<p>Ari Ben-Menashe: l\u2019accusa che sposta Epstein da mostro a strumento<\/p>\n<p>Entra in scena Ari Ben-Menashe, consulente di sicurezza israelo-canadese, ex intelligence israeliana tra anni Settanta e Ottanta. Le sue dichiarazioni sono presentate come controverse, ma hanno una funzione precisa: descrivere Epstein come \u201cstrumento\u201d per influenzare e spaventare, non come semplice predatore. Le feste diventano trappole, le donne diventano esche, le ville diventano centrali di raccolta. E in questa versione Epstein sarebbe stato \u201caddestrato\u201d dal suocero, Robert Maxwell, dentro una continuit\u00e0 di metodo.<\/p>\n<p>Anche qui: non \u00e8 una prova, \u00e8 un quadro. Ma il quadro \u00e8 coerente con la logica del sistema. Perch\u00e9 il mondo non \u00e8 pieno di Epstein \u201cper caso\u201d. \u00c8 pieno di Epstein perch\u00e9 il ricatto \u00e8 la moneta pi\u00f9 antica e pi\u00f9 efficace della politica sporca.<\/p>\n<p>Ehud Barak: la geopolitica nelle mail<\/p>\n<p>Poi ci sono le corrispondenze tra Epstein ed Ehud Barak. Qui il livello sale, perch\u00e9 non parliamo pi\u00f9 di mondanit\u00e0, ma di dossier: Iran, Siria, Russia. Nel tuo testo citi date e contenuti:<\/p>\n<p>31 agosto 2013: conversazioni su Iran, Siria e Russia<br \/>\nFebbraio 2013: registrazione audio, Epstein parla di Palantir e suggerisce l\u2019idea di mettere Barak nel board, cita Peter Thiel e un incontro imminente<br \/>\nConsigli su rapporti con famiglie influenti, link e commenti su trattative nucleari, sull\u2019accordo iraniano, sulle elezioni USA 2016, sul confronto Trump-Hillary<br \/>\nUso dell\u2019appartamento di Epstein a New York come base operativa per \u201cgestire affari\u201d tra 2016 e 2017<br \/>\nContatti regolari e fitti, \u201cparlano di tutto\u201d, come se ci fosse un rapporto di fiducia<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 tossica qui \u00e8 l\u2019effetto \u201csalto di qualit\u00e0\u201d: se Epstein discute di tecnologie, board, relazioni d\u2019affari e geopolitica con un ex premier, non \u00e8 il finanziere eccentrico. \u00c8 un intermediario, un facilitatore, uno che apre porte. E chi apre porte, di solito, non lo fa gratis.<\/p>\n<p>Barak, dopo la morte di Epstein, nega di sapere dei crimini. \u00c8 la formula pi\u00f9 comoda: \u201cnon sapevo\u201d. Non puoi confutarla facilmente. Ma resta la domanda: perch\u00e9 un ex premier frequenta con tale regolarit\u00e0 un uomo che, gi\u00e0 da tempo, era circondato da voci, indagini, sospetti? O sei ingenuo, o sei interessato. E l\u2019ingenuit\u00e0, a quei livelli, \u00e8 rara.<\/p>\n<p>Il dossier CHS: la non-verifica che avvelena tutto<\/p>\n<p>Arriviamo al pezzo pi\u00f9 delicato: la fonte confidenziale, CHS, non verificata. \u00c8 il classico documento che non puoi usare come martello giudiziario, ma puoi usare come veleno politico. Dentro, nel tuo racconto, compaiono Alan Dershowitz e la sua influenza, e il collegamento a Jared Kushner, il genero di Trump.<\/p>\n<p>Il dossier spinge oltre: parla di Dershowitz come cooptato dal Mossad, di Epstein come appartenente ai servizi statunitensi e agli alleati israeliani, di raccolta di materiale per passarlo \u201cagli amici\u201d. Poi entra nel campo minato: la tesi che Trump sarebbe \u201ccompromesso\u201d e Kushner sarebbe la mente dell\u2019organizzazione, con intrecci addirittura con fondi russi e con un ruolo crescente ai tavoli negoziali su Russia-Ucraina, Israele-Palestina, USA-Iran.<\/p>\n<p>Tu stesso lo dici: frasi anonime non confermate. Per\u00f2 questa \u00e8 la dinamite perfetta: anche se non regge come prova, regge come narrazione. E nel mondo Epstein, la narrazione \u00e8 gi\u00e0 un\u2019arma. Perch\u00e9 basta associare un nome a Epstein per creare un\u2019ombra che non si stacca.<\/p>\n<p>Il trucco finale: se lo Stato rilascia, \u00e8 perch\u00e9 non fa pi\u00f9 male<\/p>\n<p>Qui si arriva alla tua conclusione pi\u00f9 forte, e vale la pena espanderla: se i governi rilasciano una mole cos\u00ec grande e cos\u00ec confusa, forse \u00e8 perch\u00e9 ci\u00f2 che davvero poteva far male non fa pi\u00f9 male. O perch\u00e9 \u00e8 stato gi\u00e0 neutralizzato. Epstein \u00e8 morto. Robert Maxwell \u00e8 morto in circostanze mai digerite. Brunel \u00e8 morto in cella. Wexner \u00e8 vivo ma anziano. Maxwell \u00e8 in carcere e, se mai parlasse, parlerebbe quando i protagonisti saranno fuori scena.<\/p>\n<p>Quindi la bomba mediatica colpisce poco e soprattutto colpisce chi \u00e8 sacrificabile: chi non ha potere sufficiente per schermarsi, chi non controlla la comunicazione, chi non ha alleati. E al contrario lascia ai superpotenti la possibilit\u00e0 di \u201ccavalcare\u201d il caos, manipolarlo, spostarlo, spegnerlo.<\/p>\n<p>La domanda vera: non \u201cchi c\u2019\u00e8\u201d, ma \u201cchi c\u2019\u00e8 adesso\u201d<\/p>\n<p>E qui, se vogliamo fare i cattivi davvero, la domanda non \u00e8 neppure pi\u00f9 \u201cchi era Epstein\u201d. \u00c8: chi fa oggi quel lavoro. Chi gestisce oggi il modello Epstein. Quanti intermediari stanno costruendo archivi compromettenti con metodi nuovi, magari senza isole e senza feste, ma con chat, cloud, video, dati, intelligenza artificiale, riconoscimento facciale, tracciamenti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il sistema ha imparato una cosa semplice: un Epstein visibile \u00e8 un problema. Un Epstein invisibile \u00e8 una risorsa. E se l\u2019impressione finale, dopo milioni di file, \u00e8 \u201cnon si capisce niente\u201d, allora la missione \u00e8 riuscita.<\/p>\n<p>L\u2019ultima riga, quella che fa male, \u00e8 questa: la verit\u00e0, quando arriva, arriva sempre quando non pu\u00f2 pi\u00f9 colpire chi conta. E chi resta esposto sono sempre loro: le vittime, con i nomi ben leggibili, mentre i carnefici si confondono nella nebbia, protetti dall\u2019eccesso di luce.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\">Di:\u00a0<span class=\"nome-autore\"><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Giuseppe Gagliano\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/gagliano\/\" rel=\"author\">Giuseppe Gagliano<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/10\/epstein-files-la-ragnatela-lidrante-e-il-trucco-dellabbondanza\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/10\/epstein-files-la-ragnatela-lidrante-e-il-trucco-dellabbondanza\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA(Giuseppe Gagliano) 10 Feb , 2026|Giuseppe Gagliano\u00a0|\u00a02026\u00a0|\u00a0Visioni Tre milioni e mezzo di file, duemila video, centottantamila immagini: e la trasparenza che diventa nebbia Se vi aspettavate che il \u201crilascio\u201d degli Epstein Files producesse una cosa semplice, tipo la verit\u00e0 in formato pdf con indice, responsabili e firme in calce, vi conviene sedervi. 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