{"id":93984,"date":"2026-02-17T10:55:39","date_gmt":"2026-02-17T09:55:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93984"},"modified":"2026-02-17T10:55:39","modified_gmt":"2026-02-17T09:55:39","slug":"milano-le-olimpiadi-e-la-speculazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=93984","title":{"rendered":"Milano, le Olimpiadi e la speculazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GLI ASINI (OffTopicLab)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/LMI-2-169-759x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"759\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<div class=\"featured_caption\" style=\"text-align: justify\">Illustrazione di Alessandro Tota<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"entry_content\">\n<div class=\"the_content\">\n<div class=\"hentry\">\n<p style=\"text-align: justify\">Il 24 giugno 2019 il congresso del CIO, a Losanna, assegna le Olimpiadi Invernali 2026 al tandem Milano-Cortina, preferito alla timida proposta di Stoccolma, dopo un iter che verr\u00e0 ricordato anche per l\u2019alto numero di candidature evaporate nel corso del procedimento di assegnazione. La contrariet\u00e0 dei territori ad ospitare i grandi eventi sta sempre pi\u00f9 diventando un segno dei tempi, dai No Copa brasiliani all\u2019ultima e pi\u00f9 fresca ondata di contestazione in Marocco, con obiettivo i Mondiali di calcio 2030.<br \/>\nDei quattro fattori che hanno convinto il CIO all\u2019assegnazione spicca l\u2019attenzione nei confronti dell\u2019attrattivit\u00e0 turistica di Milano e Cortina, nonostante la tipologia sportiva dell\u2019evento potesse in qualche modo far pensare che i parametri per l\u2019assegnazione fossero altri. Se fossero stati quelli sportivi, in una citt\u00e0 come Milano, senza palazzi del ghiaccio a disposizione e di conseguenza senza squadre presenti, in pratica in nessuna delle\u00a0 discipline che verranno ospitate (l\u2019attivit\u00e0 federale del CONI presso il Forum ad Assago rispetto al pattinaggio ne \u00e8 eccezione) scarse sarebbero state le possibilit\u00e0 di giustificare l\u2019assegnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Appunto il turismo, con l\u2019ormai noto ed approfondito tema della touristification, \u00e8 il piano attraverso cui osservare il fenomeno olimpico ed in particolare gli effetti di questo sull\u2019intera area metropolitana. Un fenomeno presentatosi sotto l\u2019ombra del Duomo ormai una ventina di anni fa, nella citt\u00e0 che si preparava ad ospitare Expo2015, il grande evento in grado di portare anche in questo paese la contestazione contro i mega-eventi catalizzatori di risorse a scapito di quel che in termini generali e semplicistici potremmo definire l\u2019interesse e il servizio pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel decennio che va dal 2010 al 2019, l\u2019aumento dei flussi turistici in citt\u00e0, un tempo capitale industriale italiana, oggi quasi totalmente priva di attivit\u00e0 dedicate alla produzione manifatturiera, conta il 41% di visitatori in pi\u00f9. Un aumento interrotto nel periodo Covid, ma che nel 2023 ha presentato un dato superiore, come numero di visitatori, all\u2019era pre Covid. Una dinamica trainata dalla ricca agenda di eventi che in citt\u00e0 si susseguono copiosi da settembre a giugno, con picchi osservati ad inizio autunno e ad inizio primavera. Aumento dei visitatori che \u00e8 interessante mettere a confronto con l\u2019aumento del costo medio del mattone in citt\u00e0, passato dai 1.632 \u20ac\/mq del 2010 agli oltre 5.000 \u20ac\/mq del 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019epoca della deindustrializzazione e dell\u2019automazione spinta anche nel campo dei servizi, il turismo, nella vulgata mainstream, \u00e8 descritto come l\u2019ambito attraverso cui trovare le opportunit\u00e0 di lavoro e di conseguenza di guadagno perse in altri settori.<br \/>\n\u00c8 una affermazione che ha un qualche senso? Per rispondere \u00e8 sufficiente affidarsi nuovamente ai \u201cmacro numeri\u201d: l\u2019impatto del turismo va osservato rispetto ai redditi dei milanesi e rispetto al costo della vita, su cui rilevante \u00e8 il peso dei costi per l\u2019abitare. Queste due variabili possono definire o meno la sostenibilit\u00e0 del territorio rispetto ai flussi turistici e comprendere se l\u2019overtourism sia socialmente nocivo o meno. Se di possibilit\u00e0 di guadagno si parla, lo anticipiamo, questo coinvolge solo una parte della popolazione ed esclude un buon 40% dei milanesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto ai redditi, in citt\u00e0 persiste un tasso di disoccupazione molto inferiore rispetto al dato nazionale, al 4,3% (rispetto al 6,2%). Questo non \u00e8 sufficiente per evitare la permanente condizione di emergenza sociale di un\u2019ampia fascia di popolazione, fra cui molti studenti e lavoratori, oltre a chi lavora saltuariamente o non lavora. L\u2019assenza di welfare pubblico e la speculazione immobiliare contribuiscono a creare quel contesto di insostenibilit\u00e0 gestito dal mercato tramite periodici processi di espulsione e di contestuale attrazione di nuova manodopera. Questo anche per via dello specifico milanese nella distribuzione del reddito, sintetizzato nella successiva tabella:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-31928\" src=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/wp-content\/uploads\/Immagine-2025-10-29-222915-300x209.png\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"377\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Quasi un quarto dei contribuenti milanesi ha un reddito lordo inferiore a 10 mila euro, 3 punti in meno della media italiana. Pi\u00f9 bassa \u00e8 anche la quota dei redditi medi compresi tra i 10 mila e i 26 mila euro (31%), inferiore di 10 punti percentuali. Ben pi\u00f9 alta \u00e8 invece la quota con redditi pi\u00f9 elevati. Il 5% dei contribuenti ha un reddito lordo superiore a 120 mila euro e detiene il 32,8% dell\u2019ammontare complessivo del reddito comunale. Fa sensazione inoltre il dato dei 115.000 milionari presenti in citt\u00e0. A Milano, il 10% della popolazione pi\u00f9 ricca detiene circa il 40% dei redditi complessivi, mentre il 10% pi\u00f9 povero ne detiene appena lo 0,6%. L\u2019inflazione stimata, al 30% negli ultimi 15 anni, non offre infine sufficienti argomenti poich\u00e9, ad esempio, nel paniere non compare il mutuo n\u00e9 altre spese relative all\u2019abitazione, che influiscono enormemente sul carovita in particolare a Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto al costo del mattone, rimanendo concentrati sulla met\u00e0 bassa (rispetto al reddito) dei milanesi, poco possibilitata a comprare casa e focalizzata sulle locazioni, va considerato in primis che l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilgiorno.it\/milano\/cronaca\/affitti-prezzi-fuori-controllo-foz6enf5\">affitto assorbe in media il 50% del salario mensile<\/a>. Il 70 % degli under 35 che vive in una casa di propriet\u00e0 ha ricevuto supporto economico dai genitori. E il 30% senza supporto? Circa il 70% dei residenti vive in una casa di propriet\u00e0. Si stima che pi\u00f9 di 18.000 abitazioni siano destinate agli affitti brevi. Rispetto all\u2019edilizia popolare, si parla di importanti piani di vendita (in particolare a fine anni Novanta e negli anni zero) che hanno comportato 25.000 abitazioni in meno, fra propriet\u00e0 regionali e comunali, dall\u2019entrata in vigore della legge 560\/93.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispetto invece alle possibilit\u00e0 di acquisto, i prezzi medi del mercato permettono al salario medio milanese, spinto molto in alto dai super redditi, quindi di 2.538 euro al mese (il valore mediano \u00e8 evidentemente pi\u00f9 basso), un affitto di abitazione da 35 mq, considerando i 23,60 \u20ac\/mq mensili di media (valutazione di Immobiliare.it) e la sostenibilit\u00e0 nei pagamenti (definita in via informale in ambito finanziario nella misura di 1\/3 max del reddito disponibile dedicato all\u2019affitto). Se non \u00e8 facile vivere a Milano per chi guadagna 2.500 euro al mese, per altri \u00e8 facile investire sul mattone, quindi accumulare e guadagnare grazie alle importanti rendite ottenibili, direttamente proporzionali all\u2019aumento del valore degli immobili.<br \/>\nNon \u00e8 stata solo la turistificazione a definire questo livello di disuguaglianza e quindi questa radicale polarizzazione sociale, ma occorre ammettere che ne \u00e8 stata alfiere. Ad oggi, a determinare l\u2019emergenza sociale in atto non \u00e8 di certo la differenza nella capacit\u00e0 produttiva degli individui, ma la differenza nella capacit\u00e0 di valorizzare i propri patrimoni, per chi li possiede: \u00e8 questo che crea un solco nella citt\u00e0. C\u2019\u00e8 un problema di disuguaglianza sui redditi da lavoro ma al contempo la fossa \u00e8 scavata dai redditi da capitale. La citt\u00e0 vetrina, la citt\u00e0 evento, l\u2019overtourism, chiamatela come vi pare, impoverisce chi produce ed arricchisce chi specula e vive di rendita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La polarizzazione sin qui descritta non \u00e8 certo una novit\u00e0 per Milano, fino agli anni Ottanta capitale industriale, per cui citt\u00e0 operaia, ma anche capitale finanziaria, per cui citt\u00e0 di banchieri e finanzieri. La trasformazione del tessuto urbano, che ha portato per esempio una ex fabbrica di automobili a diventare un centro commerciale (sia al Portello che ad Arese), una fabbrica di pneumatici a diventare un\u2019universit\u00e0 con annesso un polo culturale (Bicocca), \u00e8 stata condotta dalla classe vincitrice del precedente ciclo di accumulazione che, per\u00f2, ha ridefinito la propria compagine. A dominare ora non sono pi\u00f9 le famiglie del capitalismo casereccio italico (Ligresti, Zunino, Cabassi) ma le SGR (Societ\u00e0 di gestione del risparmio), societ\u00e0 dotate di volumi finanziari ben pi\u00f9 consistenti e con un orizzonte internazionale, che hanno rifigurato Milano da Citylife in poi e che continuano ad imperversare lungo tutta l\u2019area metropolitana, andando di volta in volta ad aggredire gli spazi maggiormente in grado di realizzare profitti. Questo \u00e8 il nuovo vero grande ciclo in grado di muovere l\u2019economia milanese e di realizzare in termini pratici la forma di citt\u00e0 di cui sommariamente (e superficialmente, in termini prevalentemente statistici) abbiamo sin qui presentato il volto socioeconomico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La citt\u00e0 vetrina delle Olimpiadi 2026 diviene famelica di spazi da valorizzare, ergo da monetizzare (possibilmente senza versare alle casse pubbliche oneri o monetizzazioni), in particolare se a costi contenuti (di modo da amplificare le plusvalenze).<br \/>\nDivengono cos\u00ec interessanti due tipologie di zone: gli spazi pubblici e i quartieri a basso costo d\u2019acquisto. L\u2019assegnazione delle Olimpiadi collegate al progetto di COIMA, Prada e Covivio sullo Scalo Romana \u2013 uno spazio pubblico di quasi 200.000 mq alle porte di Corvetto, un quartiere con i valori immobiliari pi\u00f9 bassi della citt\u00e0, ovvero Corvetto, distante per\u00f2 solo 6 fermate di metro da Duomo \u2013 risulta quindi tutto fuorch\u00e9 un caso.<br \/>\nCome anche il progetto PalaItalia in collegamento col nuovo quartiere Santa Giulia, anch\u2019esso inevitabilmente valorizzato dall\u2019ingente investimento pubblico prodotto per la realizzazione di un evento in cui il guadagno appare essere quasi esclusivamente privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se l\u2019effetto olimpico \u00e8 visibile su tutta l\u2019area metropolitana, in particolare il progetto che avr\u00e0 sede nell\u2019ex Scalo Romana, dopo la parentesi del villaggio olimpico, \u00e8 utile a comprendere le dinamiche urbane in atto a causa del grande evento.<br \/>\nIn primis siamo davanti ad uno spazio ex pubblico, totalmente non edificato, che diviene uno spazio privato edificato al 50%, con punte verticali in grado di decuplicare i volumi ed i profitti. Accessibilit\u00e0 degli immobili in costruzione: quasi zero (quasi perch\u00e9, per ottenere sgravi fiscali, verranno realizzati anche alcuni appartamenti erp, ma di numero risibile rispetto al resto dell\u2019operazione).<br \/>\nIn secondo luogo, sul territorio limitrofo si assiste ad un importante impennata dei prezzi delle case. La prossimit\u00e0 col quartiere Corvetto, prevalentemente popolare e sede di un numero importante di case popolari concentrate in particolare fra Piazzale Gabrio Rosa, Via Mompiani, Via Barzoni, Via dei Cinquecento, Via Polesine e Via Ravenna, ha offerto bassi prezzi iniziali che in breve sono lievitati. Non \u00e8 mai semplice definire tale dato, in parte gonfiato dall\u2019aspettativa dei proprietari e dalla propaganda dei venditori, ma il 14 aprile scorso il quotidiano \u201cIl Giorno\u201d stimava una crescita dei valori in 5 anni del 38%. La tendenza, spinta dal mercato ha anche alimentato piani di vendita di edilizia popolare (Via Barzoni) e di enti previdenziali (Enpam in Via Sulmona ed in Via Valla nel vicino quartiere Stadera), creando tensioni anche all\u2019interno dei caseggiati popolari non in vendita ma ora accerchiati dalle spinte speculative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fra le categorie in sofferenza rispetto all\u2019emergere del nuovo modello Milano compaiono anche gli studenti, per cui i prezzi d\u2019affitto sono diventati, per molte famiglie, proibitivi, e per cui la presenza di studentati diventa un elemento di interesse cittadino. Agli studentati presenti in zona Bocconi, gestiti direttamente dall\u2019universit\u00e0, si sommano quelli realizzati, sempre tramite iniziativa privata, da Hines Sgr Spa: sono questi ultimi studentati come Aparto, in cui i prezzi superano i 900 euro per stanza singola con cucina in condivisione con almeno 8 persone. Anche all\u2019interno del nuovo Scalo Romana vi saranno alloggi per studenti: Coima offrir\u00e0 1.700 posti letto con costi medi di 864 \u20ac\/mese. Oppure lo studentato inserito in un progetto in cui si forniranno 220 abitazioni in edilizia convenzionata al prezzo di 3.800 \u20ac\/mq. \u201cHo visto gli 850 euro al mese di media: buono per Milano, ma forse una limatina a ribasso si poteva fare\u201d: questo il commento del ministro delle infrastrutture dopo aver promosso, a sostegno del progetto, l\u2019intervento pubblico per ulteriori 7 milioni di euro. Un intervento giustificato dall\u2019interesse collettivo dell\u2019opera, che produrr\u00e0 in realt\u00e0 profitti per privati (COIMA) e scarsa accessibilit\u00e0 per la collettivit\u00e0 a medio o basso reddito. Altri soldi pubblici utili alla \u201cMilano bene\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul resto del territorio sono emersi, in prossimit\u00e0 del contesto olimpico, fenomeni di spoliazione della citt\u00e0 pubblica e delle sue strutture che meriterebbero un approfondimento a parte: i mercati comunali coperti e gli impianti sportivi sono divenuti negli ultimi anni oggetto di vendita e fortemente ri-connotati e divenuti esclusivi per via dei prezzi al consumo offerti. In entrambi i casi la transizione \u00e8 stata gestita direttamente dal Comune di Milano tramite due societ\u00e0 gestite in house: MilanoSport e\u00a0<a href=\"http:\/\/so.ge.mi\/\">So.Ge.Mi<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va infine rilevato l\u2019impatto delle Olimpiadi sul fenomeno sportivo, molto sinteticamente riassumibile sia nel caso si intenda sport praticato, sia nel caso si intenda sport vissuto come spettatore. Nel caso dell\u2019attivit\u00e0 sportiva si sottolinea la parabola di MilanoSport, di cui ricordiamo la diminuzione degli impianti in gestione (-30% negli ultimi dieci anni, oggi limitato ad 8 impianti aperti), l\u2019aumento considerevole dei prezzi degli abbonamenti per l\u2019accesso libero alle piscine dal settembre 2025 e la continua apertura di palestre\/centri benessere privati. Il resto degli impianti sportivi milanesi \u00e8 connotato da infiltrazioni della ndrangheta (in particolare in ambito Padel, ci sono diverse inchieste giudiziarie, alcune delle quali arrivate a sentenza) e difficolt\u00e0 di gestione che spesso hanno comportato debiti e chiusure. Si moltiplicano\u00a0 palestre stile Virgin, con l\u2019attivit\u00e0 sportiva che diventa fitness e con lo spirito di aggregazione che si tramuta in benessere individuale (a caro costo e bassi stipendi per chi vi lavora).<br \/>\nAltrettanto facilmente riassumibile \u00e8 il lascito relativo ad impianti sportivi dedicati allo sport professionistico e quindi al pubblico e agli appassionati: non ci saranno nuovi impianti dedicati allo sport. Il PalaItalia sar\u00e0 un impianto privato che ha potuto godere di agevolazioni fiscali perch\u00e9 considerato opera di interesse pubblico, proprio perch\u00e9 ospiter\u00e0 per 15 giorni i giochi olimpici. Quello sar\u00e0 per\u00f2, per quel che si pu\u00f2 comprendere al momento, l\u2019ultimo evento sportivo che ospiter\u00e0, poich\u00e9 la struttura non \u00e8 dotata di attestazione di idoneit\u00e0 per competizioni di un certo livello e per la pratica sportiva. Le Olimpiadi vi si stanzieranno solo tramite una deroga prefettizia. Si limiter\u00e0 quindi, come \u00e8 facilmente presumibile, ad ospitare eventi musicali (in linea con l\u2019attivit\u00e0 usuale della propriet\u00e0: CTS Eventim). Non male per un\u2019opera i cui extracosti al momento ammontano a 67 milioni di euro, 21 dei quali coperti dal governo repubblicano, con buona pace dei contribuenti e sommo gaudio della propriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quale Milano quindi vivremo dopo le Olimpiadi?<br \/>\nChi riuscir\u00e0 a rimanere in citt\u00e0 \u2013 prospettiva non semplice, come confermato dal dato residenti dal 2010 al 2019, per cui alle 533 mila nuove residenze si sono affiancate le 357 mila dipartite \u2013 trover\u00e0 verosimilmente nuovi grandi quartieri dominati dal lusso dei nuovi palazzi dirigenziali (vedr\u00e0 ultimato Symbiosis, il centro dirigenziale realizzato da Covivio ad ovest di Corvetto) e le nuove abitazioni di lusso, dai costi superiori molto spesso oramai ai 10 mila euro\/mq. \u00c8 questo il caso, finito agli onori della cronaca giudiziaria, del BoscoNavigli. Si compone cos\u00ec la realt\u00e0 di una citt\u00e0 dove la polarizzazione tra ricchi e poveri, sostenuta anche dalla flat tax sui redditi di fonte estera, diverr\u00e0 sempre pi\u00f9 radicale. Dove i bassi costi degli oneri di urbanizzazione e l\u2019alta domanda di immobili ad alto costo, dovuta anche alle possibilit\u00e0 di sfruttare questi per scopi turistici, permetteranno di costruire a discapito delle pi\u00f9 comuni regole di convivenza e di qualsiasi normativa urbanistica, purtroppo scarsamente difendibili tramite il percorso giudiziario poich\u00e9 tossiche pi\u00f9 da un punto di vista politico che normativo. Continuer\u00e0 il festival degli eventi e la migrazione in citt\u00e0 dei grandi gruppi multinazionali, a lucrare sul territorio e ad estrarre dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 quindi speranza per la Milano post 2026?<br \/>\nIn realt\u00e0 una serie di elementi ci fanno pensare a un periodo post olimpico meno tranquillo e pacifico di come alcuni lo immaginano, lo sperano, o lo vogliono pi\u00f9 concretamente imporre, attraverso politiche securitarie che mirano ad alzare il livello della sorveglianza anche attraverso nuove assunzioni di forze dell\u2019ordine (a scapito dei servizi sociali), nuovi strumenti legislativi (le pi\u00f9 di 60 nuove fattispecie penali oltre che il \u201cminnitiano\u201d Daspo urbano), nuove campagne mediatiche pro decoro e nuove tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Innanzitutto la disuguaglianza e la spinta all\u2019arricchimento di una fascia ristretta della popolazione agisce negativamente sui consumi e se, seppure a livello locale, questo pu\u00f2 essere sopperito dal continuo aumento dei turisti e dalla sostituzione dei milanesi con milanesi maggiormente benestanti, c\u2019\u00e8 un limite materiale all\u2019espansione e le tendenze alla crescita del turismo mondiale sono oggetto di fluttuazioni. Per esempio, va valutato il problema della competizione fra luoghi e di quanto questa, non regolata, possa produrre fenomeni auto-distruttivi difficili da contenere. Oltre al fatto che la schiera degli sconfitti dalla competizione urbana non necessariamente trover\u00e0 accettabile il verdetto. L\u2019eccesso di consumo di suolo rende inoltre irragionevoli le politiche urbane (ed espone maggiormente l\u2019ambiente urbano alle intemperie ed agli eventi estremi) e l\u2019assenza di servizi a contorno delle nuove edificazioni pu\u00f2 comportare crisi e disagi a livello di quartiere non sempre governabili e non sempre colmabili dall\u2019intervento pubblico, devoto agli equilibri di bilancio per cui limitatamente attivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La nuova citt\u00e0 per ricchi, dove i ricchi prelevano molto pi\u00f9 di quel che forniscono, continua a necessitare di manodopera impossibilitata a dormire in zona e l\u2019automazione ad oggi offre soluzioni poco convincenti, in particolar modo se pensiamo ai servizi manuali di base, su cui il sottobosco delle cooperative garantisce un esercito di lavoratori pagato ben meno del reddito sostenibile per garantirsi un affitto.<br \/>\nLa pace sociale non \u00e8 necessariamente l\u2019unico orizzonte percorribile della nuova Milano: arriver\u00e0 il giorno in cui i Navigli diverranno, da attrazione per studenti e turisti, il porto di una nuova grande era della pirateria?<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/gliasinirivista.org\/milano-le-olimpiadi-e-la-speculazione\/\">https:\/\/gliasinirivista.org\/milano-le-olimpiadi-e-la-speculazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI ASINI (OffTopicLab) Illustrazione di Alessandro Tota Il 24 giugno 2019 il congresso del CIO, a Losanna, assegna le Olimpiadi Invernali 2026 al tandem Milano-Cortina, preferito alla timida proposta di Stoccolma, dopo un iter che verr\u00e0 ricordato anche per l\u2019alto numero di candidature evaporate nel corso del procedimento di assegnazione. 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