{"id":94011,"date":"2026-02-19T10:48:40","date_gmt":"2026-02-19T09:48:40","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94011"},"modified":"2026-02-18T17:53:25","modified_gmt":"2026-02-18T16:53:25","slug":"le-vie-impraticabili-e-pericolose-del-federalismo-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94011","title":{"rendered":"Le vie impraticabili e pericolose del federalismo europeo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Enrico Grazzini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IMG_3232.webp\" width=\"314\" height=\"177\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo articolo intendo dimostrare che non esistono in Europa le condizioni sociali, culturali, economiche, politiche e istituzionali per riuscire a realizzare una federazione democratica simile a quella degli Stati Uniti d\u2019America. Il federalismo europeo, che ha nobili origini, \u00e8 diventato un\u2019ideologia anti-storica tesa a legittimare e rafforzare il centralismo autoritario e bellicista di Bruxelles. Esistono quattro o cinque buone ragioni per le quali la prospettiva federalista europea \u2013 secondo la quale i governi europei e l\u2019Unione Europea dovrebbero avere come obiettivo finale la formazione di uno Stato federale democratico che comprenda i 27 paesi dell\u2019UE \u2013 \u00e8 irrealizzabile. Ognuna di queste basterebbe da sola a spiegare perch\u00e9 \u00e8 assai improbabile realizzare una federazione in Europa: prese tutte insieme spiegano perch\u00e9 \u00e8 impossibile. Anticipiamo che le opzioni alternative alla prospettiva di federazione europea possono essere solamente due: la frammentazione dell\u2019UE, e dunque il ritorno puro e semplice agli Stati sovrani; o una Confederazione europea, sul modello di quella che, per esempio, perorava il presidente francese Charles De Gaulle. Queste due ultime opzioni non sono mutualmente esclusive, anzi: la base per un\u2019eventuale realizzazione di una Confederazione europea \u00e8 senz\u2019altro il recupero della sovranit\u00e0 democratica degli Stati europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti europeisti oggi reclamano che l\u2019Europa esca dalla grave crisi in cui \u00e8 precipitata grazie a una maggiore centralizzazione federalista, e che cos\u00ec diventi pi\u00f9 unita e potente con un governo e una difesa forti, in grado di rispondere con vigore all\u2019aggressivit\u00e0 della Russia di Vladimir Putin, all\u2019imperialismo dell\u2019America di Trump e all\u2019espansionismo commerciale della Cina di Xi Jinping. Per esempio Mario Draghi, denunciando ripetutamente l\u2019impotenza e l\u2019ormai evidente fallimento di questa UE,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/content-series\/inflection-points\/mario-draghi-yet-again-has-issued-a-wake-up-call-to-europe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">avverte che<\/a>\u00a0\u201cun\u2019Europa incapace di difendere i propri interessi rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata\u201d di fronte all\u2019aggressivit\u00e0 delle superpotenze mondiali.[1] Perci\u00f2 l\u2019ex governatore della Banca Centrale Europea auspica un \u201cfederalismo pragmatico\u201d, costruito eventualmente passo per passo anche grazie alla formazione di \u201ccooperazioni rafforzate\u201d e di \u201cunioni volontarie\u201d. Draghi vorrebbe che l\u2019UE si trasformasse in uno Stato federale centralizzato e in una potenza geopolitica: ma in realt\u00e0 le cooperazioni rafforzate che propone propendono pi\u00f9 verso forme confederali che federali. Inoltre recentemente il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha confessato con franchezza la sua\u00a0<a href=\"https:\/\/www.faz.net\/aktuell\/politik\/inland\/merz-im-interview-wir-wollen-die-staerkste-konventionelle-armee-in-europa-aufbauen-110737192.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ferma opposizione al federalismo<\/a>. \u201cNon ho mai creduto in questa idea. Ero tra coloro che hanno eliminato l\u2019espressione \u201cStati Uniti d\u2019Europa\u201d dal programma del partito CDU. Era un\u2019idea troppo centralista. Con 27 Stati membri, l\u2019integrazione ha raggiunto i suoi limiti. Tutto dipende sempre di pi\u00f9 dalla cooperazione tra governi\u201d.[2] Il problema \u00e8 che anche il sistema intergovernativo dell\u2019UE, basato sulla diarchia franco-tedesca, si sta sfaldando. L\u2019UE si sta disgregando a favore dei nazionalismi pi\u00f9 beceri. Del resto Francia e Germania non rinunceranno mai alla loro sovranit\u00e0 nazionale. La Francia vuole conservare la sovranit\u00e0 esclusiva sulle sue bombe atomiche; ma anche la Germania si sta riarmando e diventer\u00e0 presto la terza potenza militare mondiale dopo USA e Cina. Insieme Francia, Germania e Gran Bretagna stanno tentando di costituire il nocciolo di una difesa europea in funzione antirussa e anche anti-Trump. Ma questa alleanza armata sostenuta e promossa dall\u2019UE non ha ovviamente nulla a che vedere con il sogno federalista e democratico (ma anche velleitario) di Altiero Spinelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia occorre andare pi\u00f9 in profondit\u00e0 per chiarire le cause strutturali per le quali \u00e8 impossibile costruire gli Stati Uniti d\u2019Europa, nonostante i pii desideri di Draghi e della presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen. In realt\u00e0, in nome del nobile federalismo, i politici europeisti vogliono centralizzare ancora pi\u00f9 potere autoritario a favore di Bruxelles. Per comprendere perch\u00e9 l\u2019Europa non sar\u00e0 mai federale bisogna innanzitutto spiegare la differenza fondamentale che esiste tra una Federazione e una Confederazione e le profonde diversit\u00e0 storiche che caratterizzano da una parte gli Stati Uniti d\u2019America e dall\u2019altra l\u2019Europa. Occorre infine capire come l\u2019UE sia attualmente un ibrido confuso e disfunzionale tra queste due forme istituzionali: quella intergovernativa (confederale) e quella sovranazionale (federale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Federazione e Confederazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una federazione democratica \u00e8 una forma molto forte e solidale di unione tra i popoli.[3] Lo Stato federale democratico \u00e8 caratterizzato dalla ripartizione precisa dei poteri tra il governo centrale e gli Stati membri della federazione. I popoli sono rappresentati direttamente a tutti i livelli di governo. I cittadini pagano imposte sia statali che federali, eleggono i loro rappresentanti sia a livello statale che federale e hanno diritti e doveri definiti sia dalle leggi statali che da quelle federali. La Costituzione federale definisce i poteri del governo centrale e degli Stati membri stabilendo le loro specifiche e autonome competenze e responsabilit\u00e0. Gli Stati della federazione sono completamente indipendenti nelle loro sfere rispettive di competenza cos\u00ec come le autorit\u00e0 federali lo sono nell\u2019ambito dei loro poteri costituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo Stato federale ha un governo centrale democraticamente eletto che gestisce la moneta, la politica macroeconomica e fiscale, la politica estera e la difesa. Il potere legislativo \u00e8 caratterizzato da un particolare tipo di bicameralismo. In generale un ramo del parlamento federale rappresenta il popolo della federazione in misura proporzionale al numero degli elettori, mentre l\u2019altro \u00e8 composto in maniera paritaria dai rappresentanti eletti negli Stati federati. Le leggi federali devono essere approvate sia dalla maggioranza dei rappresentanti del popolo della federazione che dalla maggioranza degli Stati membri. Grazie al sistema federale \u00e8 possibile coniugare la massima democrazia a livello locale con la concentrazione della forza e del potere a livello centrale, concentrazione utile per regolare pacificamente sia i rapporti interstatali che le relazioni con gli altri Stati sovrani. In una federazione gli organi centrali e quelli dei singoli Stati sono democraticamente eletti dai cittadini, e quindi le decisioni parlamentari vengono prese, come in tutte le democrazie, in base al voto della maggioranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno Stato federale, come gli USA e il Canada, la Svizzera e la Germania, presuppone una societ\u00e0 civile coesa e relativamente omogenea sul piano culturale; infatti solo una societ\u00e0 composta da soggetti culturalmente affini (o comunque non troppo dissimili) e con una memoria e una storia ampiamente condivisa pu\u00f2 accettare un sistema di tassazione comune e, soprattutto, la redistribuzione delle risorse tra i diversi Stati a favore, in particolare, di quelli pi\u00f9 economicamente fragili. Grazie al pagamento delle imposte federali le autorit\u00e0 centrali possono investire ampie risorse per il progresso comune; inoltre possono promuovere la convergenza delle economie dei singoli Stati e, durante le crisi, attivare fondi automatici di perequazione a favore degli Stati pi\u00f9 colpiti in modo da riequilibrare e stabilizzare la loro economia. La democrazia federale si basa dunque essenzialmente sulla tassazione comune e sul sistema automatico o semiautomatico di redistribuzione delle risorse fiscali a favore degli Stati pi\u00f9 fragili, per esempio mediante il fondo federale per i sussidi di disoccupazione. Questo sistema di solidariet\u00e0 fiscale presuppone una forte coesione sociale: la popolazione altrimenti si rivolterebbe contro il meccanismo centralizzato di raccolta e distribuzione delle risorse fiscali federali. Solo una societ\u00e0 composta da soggetti relativamente omogenei sul piano culturale e linguistico pu\u00f2 accettare di pagare in maniera solidale le imposte e i debiti federali. Inoltre lo Stato federale presuppone delle economie integrate e con simili livelli di sviluppo, cosicch\u00e9 le decisioni federali in materia di politica macroeconomica avvantaggino in generale tutti gli Stati membri, senza penalizzare sistematicamente alcuni Stati rispetto ad altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una Confederazione si basa su principi completamente diversi da quelli federativi. Le Confederazioni si costituiscono quando gli Stati hanno interesse a collaborare tra di loro su alcune materie ma vogliono mantenere integro il loro potere decisionale perch\u00e9 hanno strategie e interessi differenti. In una Confederazione gli Stati democratici mantengono la loro piena sovranit\u00e0 e indipendenza ma decidono, su base volontaria, di mettere in comune alcune regole e delle risorse economiche per raggiungere obiettivi comuni potenzialmente vantaggiosi per i partecipanti \u2013 per esempio per quanto riguarda il commercio, le infrastrutture interstatali, la ricerca, la difesa o la transizione verde. Nei casi pi\u00f9 avanzati gli Stati confederali possono decidere di coordinare le loro politiche industriali, monetarie e fiscali, e perfino la politica estera e le politiche di sicurezza e di difesa. Le decisioni dipendono dalle intese tra i governi. I cittadini non sono direttamente rappresentati nelle istituzioni confederali e dunque non sono soggetti ad alcuna imposta confederale. Essendo nominati dai governi, gli organi confederali non sono, e non possono essere, democratici. La solidariet\u00e0 non \u00e8 per nulla assicurata in caso di shock asimmetrico, quando, per esempio, una crisi finanziaria colpisce alcuni Stati ma non altri, o comunque non con la stessa intensit\u00e0. In una Confederazione in linea di principio si vota all\u2019unanimit\u00e0: in tale modo ogni paese mantiene integralmente la sua sovranit\u00e0 democratica su materie che ritiene essenziali per il benessere e la vita del suo popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Copiare il modello federalista degli Stati Uniti d\u2019America \u00e8 una sciocchezza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il federalismo europeo \u00e8 nato sulla scorta dell\u2019entusiasmo per il modello federale americano, ammirato (almeno fino all\u2019arrivo della presidenza Trump!) per essere contemporaneamente ricco, democratico e anche liberal\/liberista. Anche la sinistra europea \u00e8 rimasta abbagliata dal modello statunitense: ma tentare di copiarlo \u00e8 stata \u2013 nel migliore dei casi \u2013 una colossale ingenuit\u00e0. \u00c8 assurdo avere come riferimento quanto accadde in Nord America oltre duecento anni fa. L\u2019Europa ha una storia ben diversa da quella degli USA, ben pi\u00f9 antica, articolata e consolidata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando gli Stati americani hanno deciso di federarsi, alla fine del 1700, i coloni erano poco pi\u00f9 di tre milioni. Partivano da una sorta di tabula rasa; allora, per esempio, non esisteva neppure un sistema fiscale. Dopo avere vinto la guerra di Indipendenza contro l\u2019impero britannico, gli Stati coloniali avevano tutto l\u2019interesse a unirsi in una federazione pur mantenendo la loro autonomia. La storia europea \u00e8 ben pi\u00f9 antica e diversificata, ma i federalisti europeisti vogliono ignorarla e tentano di \u201comogeneizzarla\u201d per forza. Ma la storia conta, e conta sempre: ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in passato vincola le opzioni future. Mano a mano che si avanza nella storia alcune opzioni si aprono ma altre si chiudono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I due pi\u00f9 importanti tentativi di realizzare gli Stati Uniti d\u2019Europa \u2013 quello relativo alla formazione di un esercito europeo, bocciato dal parlamento francese nel 1954; e quello per l\u2019approvazione di una Costituzione europea, bocciato dai referendum francesi e olandesi nel 2005 \u2013 sono falliti. Il problema \u00e8 che i popoli resistono all\u2019idea di cedere le loro democrazie nazionali a organi sovranazionali su cui non hanno alcun controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Unione Europea \u00e8 intergovernativa ma vorrebbe essere federale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019Unione Europea i due sistemi, quello federale e l\u2019altro confederale, sono confusi. Il sistema UE \u00e8 ibrido: complessivamente \u00e8 di tipo confederale ma la moneta unica per 21 paesi diversi \u00e8 tipica di una federazione. La BCE, che ha il monopolio dell\u2019emissione dell\u2019euro, \u00e8 un organo sovranazionale, quindi di tipo federale. La politica fiscale \u00e8 invece lasciata nelle mani dei singoli Stati; questi finanziano con una quota dell\u20191% del loro PIL il bilancio di Bruxelles: tale sistema di finanziamento dell\u2019UE \u00e8 evidentemente confederale. Non esiste infatti una tassa pagata dai cittadini europei per finanziare l\u2019UE. Non esiste dunque un sistema effettivo di solidariet\u00e0 e di redistribuzione fiscale tra i paesi dell\u2019UE. I fondi comuni europei per la cosiddetta \u201cconvergenza territoriale\u201d sono estremamente limitati, pari allo 0,3% circa del PIL europeo. Per contro, le entrate fiscali federali americane sono pari al 17% circa del PIL degli USA. Ci si deve dunque porre la domanda sul perch\u00e9 non esista un fondo fiscale comune europeo utile per finanziare lo sviluppo europeo, per contrastare gli shock asimmetrici, per dare consistenza alla moneta unica europea, per potere emettere debito comune, e per fare effettivamente convergere le economie dei paesi europei. Il fondo fiscale federale \u00e8 la base indispensabile per realizzare la Federazione europea, ma non \u00e8 previsto dal Trattato di Maastricht e non \u00e8 voluto dalla maggioranza dei paesi UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 che i paesi europei pi\u00f9 ricchi non vogliono correre il rischio di dovere finanziare con le imposte dei loro cittadini gli altri paesi pi\u00f9 arretrati sul piano economico. Solo per fare un esempio: il governo tedesco (giustamente) non vuole rischiare di cofinanziare tramite fondi fiscali europei il debito pubblico italiano e il deficit strutturale del Sud Italia. Infatti lo Stato tedesco e i suoi contribuenti non sono per nulla responsabili delle decisioni prese dai passati governi italiani sulle spese pubbliche in deficit, sul debito pubblico italiano e sull\u2019arretratezza del Mezzogiorno: quindi (giustamente) non intendono sobbarcarsi costi che non competono loro. Non a caso il governo tedesco ha sempre ribadito \u201cNo al fiscal transfer\u201d e rifiuta ogni tipo di trasferimento fiscale di carattere strutturale. Anche fare debiti comuni per nuovi investimenti pluriennali comuni comporta un grado di fiducia che gli Stati europei, in generale, non hanno tra loro. Solo in casi eccezionali, per esempio in occasione dell\u2019epidemia Covid e per la difesa dell\u2019Ucraina, sono stati accesi debiti comuni (o quasi comuni). La realt\u00e0 \u00e8 che questa UE \u2013 anche se idealmente pretende di dare luogo addirittura agli Stati Uniti d\u2019Europa \u2013 \u00e8 priva di strumenti di solidariet\u00e0 e cooperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Perch\u00e9 l\u2019UE non \u00e8 democratica e non lo sar\u00e0 mai<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano istituzionale la UE \u00e8 un sistema intergovernativo: infatti decidono tutto i governi, in particolare quelli tedesco e francese, anche se con una verniciata sottile di democrazia. Il Parlamento Europeo \u00e8 l\u2019unico organismo UE che viene eletto dai cittadini dei paesi dell\u2019UE, ma solo su base nazionale \u2013 e quindi ovviamente non pu\u00f2 essere rappresentativo della popolazione europea. Inoltre ha poteri ristretti: non ha poteri di iniziativa legislativa e pu\u00f2 approvare, modificare o rifiutare le leggi proposte dalla Commissione e approvate dal Consiglio Europeo, ma solo su alcune limitate materie. Le elezioni del Parlamento Europeo sono dunque una sorta di specchietto delle allodole per creare l\u2019illusione che nella UE ci sia democrazia: non \u00e8 un caso che siano assai poco partecipate. I cittadini europei sanno di contare poco o nulla nella UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 noto che chi decide veramente le politiche europee \u00e8 il Consiglio Europeo composto dai capi di Stato e di governo. Anche la Commissione UE \u00e8 nominata dai singoli governi: \u00e8 un organo esecutivo ma, in barba alla divisione dei poteri prevista da Montesquieu, ha anche poteri legislativi e giudiziari. La Banca Centrale Europea \u00e8 indipendente sia dalla UE che dai governi nazionali e quindi \u00e8 un\u2019autocrazia fuori da ogni controllo democratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla base di questa Europa non c\u2019\u00e8 dunque il Manifesto socialista di Ventotene con la sua utopia democratica e federalista, ma il Trattato di Maastricht. Questo \u00e8 un patto iperliberista firmato dai governi (per l\u2019Italia da Giulio Andreotti) che promuove la piena libert\u00e0 dei mercati e della finanza, la competizione come valore assoluto, e che condanna a priori l\u2019intervento pubblico nell\u2019economia. Sulla base dei Trattati intergovernativi la UE detta legge in tutti i paesi dell\u2019Unione. La primazia del diritto dell\u2019UE \u00e8 infatti un principio giuridico che stabilisce la prevalenza automatica delle leggi dell\u2019Unione rispetto a quelle degli Stati membri dell\u2019UE. Pertanto, paradossalmente, il diritto della non democratica Unione europea ha un\u2019applicabilit\u00e0 diretta e immediata in tutti i paesi dell\u2019UE, e prevale perfino sulle Costituzioni dei paesi UE. Anche la Corte di Giustizia Europea, che garantisce che il diritto dell\u2019UE venga interpretato e applicato allo stesso modo in ogni paese europeo, \u00e8 nominata dai governi. Paradossalmente la UE non democratica detta leggi valide automaticamente per tutti i paesi democratici membri dell\u2019UE, e per i 450 milioni di cittadini europei. In questo contesto invocare lo Stato federale per dare ancora pi\u00f9 potere a Bruxelles \u00e8 non solo velleitario ma profondamente antidemocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Perch\u00e9 l\u2019UE depotenzia le democrazie nazionali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le politiche dell\u2019UE costituiscono un \u201cvincolo esterno\u201d appellandosi al quale i governi nazionali possono giustificare le pi\u00f9 rovinose e controproducenti politiche di austerit\u00e0 e di riarmo. Le politiche di escalation bellicista, di taglio alle spese sociali, di aumento delle imposte, di compressione dello stato sociale, di privatizzazione dei beni comuni, difficilmente passerebbero se nei singoli paesi fossero soggette al dibattito e al confronto\/scontro democratico tra le parti interessate: ma i soggetti sociali, i Parlamenti e i governi nazionali sono espropriati del loro potere decisionale perch\u00e9 le decisioni vengono prese a Bruxelles, a Francoforte, valgono per tutta l\u2019Europa e perci\u00f2 non si pu\u00f2 disubbidire. L\u2019UE \u00e8 sicuramente pi\u00f9 influenzata dalle lobby affaristiche e politiche di Bruxelles che dai popoli d\u2019Europa. La mancanza di democrazia dell\u2019UE ha provocato per reazione uguale e contraria i nazionalismi fascistoidi che avanzano in tutta Europa: \u00e8 difficile che questa UE potr\u00e0 continuare a esistere se Alternative f\u00fcr Deutschland (AfD) vincer\u00e0 in Germania e il Rassemblement National vincer\u00e0 in Francia. Quando poi l\u2019UE passer\u00e0 da 27 a 35 membri e comprender\u00e0 anche l\u2019Ucraina e i Paesi balcanici \u2013 come vuole la NATO e come Ursula von der Leyen propone \u2013 i contrasti esploderanno in maniera insostenibile. Le spinte verso la disintegrazione europea diventeranno ancora pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>\u00c8 possibile una Confederazione democratica di Stati sovrani?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece di abbracciare false ideologie federaliste, le forze progressiste dovrebbero prendere atto che questa UE liberista \u00e8 irriformabile, almeno finch\u00e9 non verr\u00e0 sciolto il Trattato di Maastricht con le sue clausole iperliberiste. Se Maastricht non verr\u00e0 gettato alle ortiche l\u2019Unione Europea \u00e8 destinata a disgregarsi a favore dei nazionalismi pi\u00f9 estremi e pericolosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli europeisti federalisti come Draghi e Ursula von der Leyen vorrebbero costruire uno Stato centrale sovranazionale indipendente e autonomo sopra gli Stati nazionali, sopra le democrazie nazionali. L\u2019europeismo, proprio come il liberismo, vorrebbe cancellare il potere sovrano degli Stati nazionali europei: ma la storia dimostra che solo questi possono promuovere la democrazia e la solidariet\u00e0 fiscale. In Europa non esiste, e non esister\u00e0 mai, la democrazia al di fuori degli Stati nazionali. I 27 paesi dell\u2019UE hanno storie, culture, lingue, istituzioni, economie troppo diverse e interessi troppo divergenti per potere formare una vera comunit\u00e0 europea. La Polonia ha interessi diversi dal Portogallo e dalla Francia. Non \u00e8 un caso che non esista un\u2019opinione pubblica europea e che non siano attivi dei veri partiti europei, e neppure dei veri sindacati europei. Solo gli Stati nazionali possono fondarsi su basi sociali e culturali abbastanza omogenee tali da potere esercitare e promuovere (anche se non \u00e8 scontato) la partecipazione e la democrazia, e cos\u00ec da potere distribuire le entrate fiscali a favore delle classi e dei territori pi\u00f9 svantaggiati. Solo gli Stati nazionali possono regolamentare la produzione di ricchezza e controllare la fuga di capitali. Una volta usciti dai confini nazionali i capitali sono liberi di speculare ovunque perch\u00e9 le norme extraterritoriali li favoriscono. La sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 dunque un prerequisito essenziale per la democrazia e l\u2019equit\u00e0. Infatti possono esistere Stati sovrani non democratici, come per esempio la Turchia: ma non possono esistere Stati democratici senza sovranit\u00e0, senza effettivo e autonomo potere decisionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per tentare di realizzare un\u2019Europa pi\u00f9 cooperativa, pi\u00f9 giusta e pi\u00f9 forte \u00e8 allora preferibile il progetto confederale proposto a suo tempo dall\u2019ex presidente francese Charles De Gaulle. La Confederazione di Stati sovrani tutela infatti pienamente le democrazie nazionali: e democrazia e partecipazione popolare costituiscono il presupposto essenziale, oggi completamente mancante, per realizzare un\u2019efficace cooperazione europea. La proposta pi\u00f9 avanzata e valida per uscire dalla crisi europea \u00e8 quella di realizzare un\u2019Europa confederale delle democrazie sovrane a partire dai quattro maggiori paesi europei: Italia, Francia, Germania, Spagna. Grazie al sistema confederale le democrazie nazionali verrebbero salvaguardate e i paesi europei, pur mantenendo la loro autonomia, potrebbero cooperare con mandato democratico per avere maggiore forza nel campo delle relazioni internazionali. L\u2019Europa confederale dovrebbe per\u00f2 essere aperta solo a paesi omogenei tra loro e disposti a mettere in comune una parte cospicua delle loro risorse per politiche comuni; e dovrebbe escludere fin dall\u2019inizio i paradisi fiscali europei (come il Lussemburgo, l\u2019Irlanda, l\u2019Olanda, Malta e Cipro). Una confederazione europea dovrebbe innanzitutto attuare politiche keynesiane espansive per la piena occupazione, abolire l\u2019austerit\u00e0 fiscale e accordarsi per realizzare una moneta non unica \u2013 una sorta di abito uguale per 21 paesi diversi che non va bene per nessuno \u2013 ma una valuta comune come era il Bancor, la moneta promossa da John Maynard Keynes alla Conferenza di Bretton Woods (che per\u00f2 dette invece la supremazia al dollaro). Il Bancor era una moneta comune che favoriva il commercio internazionale e l\u2019equilibrio tra le economie degli Stati, e quindi la pace, ma non aboliva le monete nazionali. Una moneta comune europea simile al Bancor \u00e8 indispensabile per affrontare il dominio del dollaro.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/18\/le-vie-impraticabili-e-pericolose-del-federalismo-europeo\/#_ftnref1\">[1]<\/a>Atlantic Council\u00a0 By Frederick Kempe, \u201cMario Draghi\u2014yet again\u2014has issued a wake-up call to Europe\u201d, February 4, 202<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/18\/le-vie-impraticabili-e-pericolose-del-federalismo-europeo\/#_ftnref2\">[2]<\/a>Intervista di Friedrich Merz alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, \u201cWir wollen die st\u00e4rkste konventionelle Armee in Europa aufbauen\u201d, 17 Ottobre 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a id=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/18\/le-vie-impraticabili-e-pericolose-del-federalismo-europeo\/#_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Enrico Grazzini, \u201cIl mito degli Stati Uniti d\u2019Europa e l\u2019utopia impossibile e autoritaria del federalismo europeo\u201d.\u00a0Il Ponte, numero 2\/2025<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/18\/le-vie-impraticabili-e-pericolose-del-federalismo-europeo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/02\/18\/le-vie-impraticabili-e-pericolose-del-federalismo-europeo\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Enrico Grazzini) In questo articolo intendo dimostrare che non esistono in Europa le condizioni sociali, culturali, economiche, politiche e istituzionali per riuscire a realizzare una federazione democratica simile a quella degli Stati Uniti d\u2019America. Il federalismo europeo, che ha nobili origini, \u00e8 diventato un\u2019ideologia anti-storica tesa a legittimare e rafforzare il centralismo autoritario e bellicista di Bruxelles. Esistono quattro o cinque buone ragioni per le quali la prospettiva federalista europea \u2013 secondo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-osj","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94011"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94011"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94013,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94011\/revisions\/94013"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}