{"id":94095,"date":"2026-02-25T08:30:09","date_gmt":"2026-02-25T07:30:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94095"},"modified":"2026-02-24T14:37:28","modified_gmt":"2026-02-24T13:37:28","slug":"in-terra-incognita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94095","title":{"rendered":"In terra incognita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GIUSEPPE MASALA CHILI (Pino Cabras)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94096\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260224_143351_385-243x300.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260224_143351_385-243x300.jpg 243w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260224_143351_385-830x1024.jpg 830w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260224_143351_385-768x947.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_20260224_143351_385.jpg 1038w\" sizes=\"(max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">COS\u00cc SCRIVEVO QUATTRO ANNI FA&#8230;<br \/>\nIN TERRA INCOGNITA.<br \/>\nL\u2019azione militare in Ucraina disegna uno scenario che suscita inevitabile preoccupazione per il futuro della stabilit\u00e0 e della sicurezza in Europa. Oggi entriamo in una terra incognita piena di insidie e sviluppi inattesi che impongono a chi governa una estrema dose di precauzione.<br \/>\nLa reazione della Russia ai tanti anni della crisi ucraina, tuttavia, non era inattesa. Il conflitto, seppure a bassa intensit\u00e0, era infatti gi\u00e0 presente in Ucraina a partire dal 2014. La postura della Nato nei confronti della Federazione Russa, tra una rivoluzione colorata e l\u2019altra nelle repubbliche ex sovietiche, \u00e8 stata percepita da Mosca come aggressiva e minacciosa della sua sicurezza pi\u00f9 profonda. Mentre tutto ci\u00f2 accadeva, le nostre classi dirigenti, italiane ed europee, si sono dimostrate totalmente irresponsabili e inadeguate nell\u2019ignorare un focolaio di guerra pronto a divampare al primo vento di crisi.<br \/>\nColoro che oggi denunciano la violazione del diritto internazionale sono gli stessi che in questi ultimi trent\u2019anni non hanno mosso un dito per le tante guerre scatenate dal cosiddetto \u201cOccidente\u201d nella ex-Jugoslavia, in Iraq, in Afghanistan, in Siria, in Libia, solo per citarne alcuni. E, coerentemente, sono gli stessi che oggi utilizzano parole di guerra per invocare reazioni durissime.<br \/>\nDi fronte al drammatico salto in un\u2019epoca diversa impresso da Putin con un azzardo dai costi umani e politici imprevedibilmente ampi, \u00e8 impossibile non fare i conti con gli errori commessi dalle classi dirigenti occidentali in Ucraina. Lo sintetizza bene Simone Santini: \u00abChi, in questi anni, ha lavorato per una Ucraina neutrale, ha lavorato per la pace. Chi, in questi anni, ha lavorato per rafforzare in seno all&#8217;Ucraina le forze ultranazionaliste e russofobe, ha lavorato per la guerra.\u00bb<br \/>\nNel momento in cui suonano le trombe della guerra, nessuna autocritica all\u2019orizzonte. Ma sarebbe proprio il momento di avviarla prima di commettere errori peggiori e pi\u00f9 disastrosi.<br \/>\nOggi pi\u00f9 che mai, ci\u00f2 che serve sono gli strumenti della diplomazia, del dialogo e della comprensione delle reciproche posizioni. Strumenti che, come riferito ieri al Parlamento, il nostro ministro degli esteri Luigi Di Maio ha deciso di non utilizzare, abdicando formalmente a quello che dovrebbe essere il suo ruolo e la sua unica funzione. Ci\u00f2 di cui non abbiamo bisogno \u00e8 un governo che si tappi le orecchie e insegua le parole di guerra che soffiano travolgendo ogni mediazione.<br \/>\n\u00c8 innanzitutto un principio di realismo politico considerare le cause delle guerre. Ma prima occorre dissipare la nebbia della propaganda. Non dobbiamo farci arruolare nel clima cupo e conformistico della trance agonistica bellica, nemmeno quando sembra che sia impossibile dissentire dal rumore di fondo dominante.<br \/>\nLa via della pace \u00e8 stretta. Di certo non passa per le sanzioni, per ulteriori escalation, per soluzioni militari impossibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/t.me\/giuseppemasala\/78040\">https:\/\/t.me\/giuseppemasala\/78040<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUSEPPE MASALA CHILI (Pino Cabras) COS\u00cc SCRIVEVO QUATTRO ANNI FA&#8230; IN TERRA INCOGNITA. 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