{"id":9410,"date":"2013-09-01T06:42:39","date_gmt":"2013-09-01T06:42:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9410"},"modified":"2013-09-01T06:42:39","modified_gmt":"2013-09-01T06:42:39","slug":"un-gesto-eclatante-lauro-de-bosis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9410","title":{"rendered":"Un gesto eclatante: Lauro de Bosis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n\t<em><span class=\"userContent\">&quot;Il disfattismo degli italiani &egrave; la vera base del regime fascista. Comunica agli altri la tua fede e il tuo fervore. Siamo in pieno Risorgimento&quot; (Lauro de Bosis, autore di un gesto eclatante nel 1931).<\/span><\/em>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tChiedere ad altri di compiere un &ldquo;gesto eclatante&rdquo; &egrave; certamente ingenuo. Il vero gesto eclatante comporta sempre un sacrificio: della propria vita o di quella altrui e quindi della propria libert&agrave; personale. Mentre il falso gesto eclatante sacrifica l&#39;immagine di chi lo compie. Infatti, o il gesto eclatante implica realmente un sacrificio per chi lo compie o c&rsquo;&egrave; il grosso rischio che si risolva in una pagliacciata, quando il gesto eclatante assomigli a qualcosa tipo i digiuni di Pannella. Se poi l&rsquo;obiettivo &egrave; semplicemente quello di attirare l&rsquo;attenzione su un problema, un tema o una tesi, allora il gesto eclatante pu&ograve; essere concretamente inutile, se c&rsquo;&egrave; modo di attirare l&rsquo;attenzione diversamente, e, in assenza di vero sacrificio, corre sempre il rischio di rivelarsi una pagliacciata.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tTuttavia, &egrave; grave anche condannare la categoria del gesto eclatante in s&eacute;. Quasi che i gesti eclatanti, anche quando siano spontanei, non chiesti ad altri ma messi in atto con decisione e sacrificio di se stessi, non abbiano, o almeno non possano avere, un alto valore morale e, talvolta, quando siano seguiti da altri gesti eclatanti, una grande efficacia pratica.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tUna lettura notturna del libro di Piero Calamandrei, <em>Uomini e citt&agrave; della resistenza<\/em>, introduzione di A. Galante Garrone, Torino, 1955, mi ha rammentato un episodio del quale avevo avuto notizia molti anni fa e che era completamente scomparso dalla mia mente. Un gesto eclatante, compiuto il 3 ottobre 1931: un&rsquo;azione suicida compiuta da un italiano di nome Lauro De Bosis sotto (e contro) il fascismo.\n<\/p>\n<p>\n\t<!--more-->\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tVolevo scrivere un articolo ma sulla rete c&rsquo;&egrave; abbondante materiale. Mi limito, pertanto, a suggerire la lettura delle splendide pagine di Calamandrei e a linkare un video di Ermanno Olmi.\n<\/p>\n<p>\n\tPrima per&ograve; riporto alcune frasi che Lauro De Bosis, scrisse in &ldquo;<em>Storia della mia morte<\/em>&rdquo;, una sorta di resoconto anticipato della sua impresa, scritto la notte precedente: &ldquo;<em>Dopo tutto si tratta di dare un piccolo esempio di spirito civico e di attirare l&rsquo;attenzione dei miei concittadini sulla irregolarit&agrave; della loro situazione. <strong>Sono convinto che il fascismo non croller&agrave; se non vi saranno una ventina di giovani che sacrificheranno la loro vita per purificare lo spirito degli italiani<\/strong>. Mentre che ai giorni del Risorgimento, vi furono migliaia di giovani pronti a donare la loro vita, oggi ve ne sono ben pochi. Perch&eacute;? Non &egrave; che il loro coraggio o la loro fede sieno minori di quelli dei loro padri. E&rsquo; che nessuno prende sul serio il fascismo. Tutti, a cominciare dai suoi capi, ne prevedono la prossima fine e sembra loro sproporzionato dare la vita per porre termine a ci&ograve; che croller&agrave; da s&eacute;. E&rsquo; un errore. <\/em>Bisogna morire<em>. Io spero che dopo di me molti altri mi seguiranno e riusciranno a scuotere l&rsquo;opinione pubblica<\/em>&rdquo;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tAnnota Calamandrei: &ldquo;<em>Si Lauro, le tue speranze non erano illusorie: le tue previsioni non erano sbagliate. Altri hanno capito, altri ti hanno seguito; ci sono voluti altri dieci anni dalla tua morte, ma poi &egrave; venuta la Resistenza e di giovani pronti a sacrificare la loro vita &ldquo;per purificare lo spirito degli italiani&rdquo;, se ne sono trovati, non come invocavi tu, una ventina, ma centinaia e migliaia&hellip;<\/em>&rdquo;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\tQueste, invece, sono alcune frasi tratte dal volantino che Lauro De Bosis lanci&ograve; (ne lanci&ograve; quattrocentomila copie) sulla citt&agrave; di Roma: &ldquo;<em>Chiunque tu sia, tu certo imprechi contro il fascismo e ne senti tutta la servile vergogna. Ma anche tu sei responsabile colla tua inerzia. Non cercarti una illusoria giustificazione col dirti che non c&rsquo;&egrave; nulla da fare. Non &egrave; vero. Tutti gli uomini di coraggio e di onore lavorano in silenzio per preparare l&rsquo;Italia libera&hellip; Abbi fede nell&rsquo;Italia e nella libert&agrave;. <strong>Il disfattismo degli italiani &egrave; la vera base del regime fascista<\/strong>.<strong> Comunica agli altri la tua fede e il tuo fervore. Siamo in pieno Risorgimento<\/strong>. I nuovi oppressori sono pi&ugrave; corruttori e pi&ugrave; selvaggi di quelli antichi, ma cadranno egualmente&hellip;<\/em>&rdquo;.\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n\thttpv:\/\/youtu.be\/bo9H0AFz6xQ<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&quot;Il disfattismo degli italiani &egrave; la vera base del regime fascista. Comunica agli altri la tua fede e il tuo fervore. Siamo in pieno Risorgimento&quot; (Lauro de Bosis, autore di un gesto eclatante nel 1931). &nbsp; Chiedere ad altri di compiere un &ldquo;gesto eclatante&rdquo; &egrave; certamente ingenuo. 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