{"id":94105,"date":"2026-02-26T10:30:50","date_gmt":"2026-02-26T09:30:50","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94105"},"modified":"2026-02-24T21:13:30","modified_gmt":"2026-02-24T20:13:30","slug":"cosa-direbbe-platone-di-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94105","title":{"rendered":"Cosa direbbe Platone di Gaza?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di GAZZETTA FILOSOFICA(FRANCESCO PIETROBELLI)<\/strong><\/p>\n<div id=\"cc-m-12105323277\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: left\">\n<p><em>Il valore di Platone non sta semplicemente nell&#8217;aver saputo affrontare grandi tematiche sempiterne sull&#8217;essere umano e la realt\u00e0, ma nel consegnarci\u00a0<\/em><i>\u2013 grazie a questo suo lavoro\u00a0<\/i><i>\u2013 una cassetta degli strumenti fondamentale per comprendere grandi eventi del nostro presente, come la tragedia che il mondo palestinese tutt&#8217;ora vive.<\/i><\/p>\n<p><i>Per mostrare l&#8217;attualit\u00e0 del pensiero platonico, noi di Gazzetta filosofica abbiamo organizzato il corso di formazione\u00a0<strong>&#8220;cosa direbbe Platone?&#8221;<\/strong>: un modo per riscoprire alcuni<\/i>\u00a0<i>snodi concettuali centrali del\u00a0<\/i>corpus\u00a0<em>platonico e sviluppare un pensiero critico per affrontare le sfide odierne. Trovi tutte le info qui:\u00a0<strong><a title=\"1) Corso su Platone\" href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/corsi-di-formazione\/1-corso-su-platone\/\">corso su Platone<\/a><\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Ti aspettiamo!<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12105323377\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: left\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di\u00a0<a title=\"https:\/\/www.instagram.com\/pietrobellifrancesco\/\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/pietrobellifrancesco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francesco Pietrobelli<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12105323477\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: left\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-3\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12105323477\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/cdn-cgi\/image\/width=763%2Cheight=10000%2Cfit=contain%2Cformat=png%2C\/app\/cms\/storage\/image\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/if6478c445c9fe75b\/version\/1771693168\/image.png\" alt=\"\" data-src-width=\"1800\" data-src-height=\"1200\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/cdn-cgi\/image\/width=763%2Cheight=10000%2Cfit=contain%2Cformat=png%2C\/app\/cms\/storage\/image\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/if6478c445c9fe75b\/version\/1771693168\/image.png\" data-image-id=\"7809424177\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12105323977\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: left\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Chi \u00e8 il classico?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La grandezza di un classico non sta nel fatto che esso dica sempre la verit\u00e0; che le sue teorie si collochino incontrovertibilmente dal lato della giustizia e del bene, se mai tale lato esista.\u00a0<strong>Ci\u00f2 che rende un autore un classico del pensiero \u00e8 la sua capacit\u00e0, in epoche e civilt\u00e0 differenti, di spingere chi lo legge a ragionare, a sviluppare un proprio pensiero critico.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Continuiamo a leggere filosofi, poeti, politici\u00a0antichi non per un feticismo del passato, ma perch\u00e9 in essi scorgiamo l\u2019occasione di comprendere meglio i grandi temi del nostro presente. Li leggiamo non perch\u00e9 convinti che loro ci daranno le risposte definitive o che ogni rigo dei loro testi sia da condividere, ma perch\u00e9 sentiamo che, grazie alla lettura critica dei loro testi, siamo noi stessi che possiamo darci delle risposte (mai definitive) su quanto accade attorno a noi.\u00a0<strong>Pi\u00f9 leggiamo i classici, meglio capiamo il presente e noi stessi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo,\u00a0<strong>Platone \u00e8 un classico.<\/strong>\u00a0I suoi dialoghi non solo risultano opere magistrali da un punto di vista narrativo, nel modo in cui il filosofo greco fa parlare i personaggi, racconta miti e ci rende visivamente, con metafore pregne di significato, concetti altrimenti di difficile comprensione.\u00a0<strong>Nelle sue opere, noi, in qualit\u00e0 di lettori, siamo continuamente portati a riflettere su quello che stiamo vivendo, su cosa accade nel mondo circostante.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Com\u2019\u00e8 possibile che un autore vissuto pi\u00f9 di due millenni\u00a0ci aiuti ad\u00a0affrontare i problemi del nostro presente? Perch\u00e9 esso, come appunto ogni grande classico, ha affrontato in modo significativo i grandi temi dell\u2019essere umano, quali l\u2019amore, la gloria, la conoscenza, il coraggio, la politica, l\u2019etica, l\u2019amicizia, le relazioni, la comunit\u00e0, lo straniero, ecc.\u00a0Argomenti che riguardano ogni epoca e societ\u00e0 e ritornano sempre in ogni vicenda umana. Affrontarli significa andare oltre gli accadimenti empirici e transeunti:\u00a0<strong>toccando il profondo del cuore dell\u2019umano, si riesce a spingere chi legge (o ascolta) a riflettere su quei temi, dunque sugli avvenimenti presenti che\u00a0li accolgono.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli avvenimenti del nostro presente su cui ragionare sono molti ed \u00e8 difficile dare delle scale di precedenza. Per quanto alcuni, per significativit\u00e0, spiccano in modo tragico.<\/p>\n<p>E allora chiediamoci:\u00a0<strong>cosa direbbe Platone del genocidio a Gaza?<\/strong><\/p>\n<p><strong>La risposta non \u00e8 ovvia. E qui sta la grandezza di Platone, di un classico.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dietro i fatti, l\u2019ideologia<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi legge quest\u2019articolo, con ogni probabilit\u00e0, avr\u00e0 gi\u00e0 visionato articoli, libri, post, video e telegiornali che per pi\u00f9 di due anni hanno narrato gli accadimenti di Gaza. Inizialmente, specie nel campo occidentale, ci si \u00e8 concentrati sulle atrocit\u00e0 del 7 ottobre, condannate come espressioni di un atto terroristico non giustificabile da parte di Hamas (o, pi\u00f9 in generale, delle forze di resistenza palestinesi). Non si pu\u00f2 uccidere civili e commettere atrocit\u00e0 per protestare contro la propria situazione di sottomissione, hanno riportato alcuni opinionisti. Peggio ancora, \u201cquesto \u00e8 il modo di agire di quelle bestie fondamentaliste\u201d, hanno pensato e detto altri. Ma su questo ci torneremo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ragionare sul significato e inquadrare eticamente quanto accaduto il 7 ottobre \u00e8 una questione non da poco (sul tema, consigliamo\u00a0<em>Il 7 ottobre tra verit\u00e0 e propaganda<\/em>\u00a0di Roberto Iannuzzi). Non \u00e8 questo l\u2019obiettivo dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci concentriamo invece su quanto affermato da Enzo Traverso in\u00a0<em>Gaza davanti alla storia<\/em>. Lo storico italiano e professore alla Cornell University di Ithaca ha evidenziato che, dopo il 7 ottobre, sembra che stia accadendo una\u00a0<strong>\u00abNorimberga al contrario, dove\u00a0non\u00a0vengono processati i crimini commessi dai nazisti, ma le atrocit\u00e0 (incontestabili) commesse dagli Alleati\u00bb<\/strong>. A fronte di decenni di colonizzazione sionista di terre palestinesi, contraria a ogni legge internazionale o principio etico; dopo continui soprusi, violenze fisiche e psicologiche, furti di terre e ricchezze del popolo palestinese da parte del governo e dell\u2019esercito di Israele; dopo aver visto ripetutamente negata l\u2019idea di uno Stato di Palestina e aver visto ridursi sempre pi\u00f9 i territori sotto il proprio controllo:\u00a0<strong>come si pu\u00f2 condannare fermamente gli eccessi delle vittime e al contempo comprendere bonariamente la violenza sistemica dell\u2019oppressore?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2, dopo il 7 ottobre, concepire come valida la risposta sproporzionata del governo israeliano alle violenze di Hamas, etichettando come legittima difesa l&#8217;utilizzare, nel solo primo mese di conflitto, l\u2019equivalente di quasi due bombe atomiche quali\u00a0<em>Little Boy<\/em>\u00a0(la bomba atomica sganciata su Hiroshima nel 1945) sulla striscia di Gaza? Senza\u00a0parlare\u00a0di tutti i dati degli anni successivi, fra morti, feriti, carestia, distruzione di ospedali, violenze gratuite e non rientrabili nel concetto di \u201clegittima difesa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nonostante le molte voci autorevoli abbiano etichettato i fatti che sono accaduti come genocidio (fra le tante, la stessa Commissione Onu sui territori occupati e Israele),\u00a0<strong>com\u2019\u00e8 possibile che sia accaduto tutto ci\u00f2?<\/strong>\u00a0Che stia accadendo tutt\u2019ora, a fronte di\u00a0un piano di pace per Gaza che dimostra tutto a parte quello che a parole vuole essere, cio\u00e8 un piano che realmente appacifichi popolazioni e culture diverse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per capire perch\u00e9 accade un fatto, bisogna vedere ci\u00f2 che sta dietro di esso. L\u2019ideologia o, pi\u00f9 in generale, la filosofia che alberga nell\u2019animo di quegli esseri umani che hanno compiuto atrocit\u00e0. A questo punto, leggere Platone \u00e8 fondamentale per riflettere e comprendere, nel profondo, i fatti.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12105324077\" class=\"j-module n j-imageSubtitle \" style=\"text-align: left\">\n<figure class=\"cc-imagewrapper cc-m-image-align-1 cc-m-width-maxed\"><img decoding=\"async\" id=\"cc-m-imagesubtitle-image-12105324077\" class=\"\" src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/cdn-cgi\/image\/width=910%2Cheight=10000%2Cfit=contain%2Cformat=png%2C\/app\/cms\/storage\/image\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ica734fd281af5c6e\/version\/1771693401\/image.png\" alt=\"\" data-src-width=\"1800\" data-src-height=\"1200\" data-src=\"https:\/\/image.jimcdn.com\/cdn-cgi\/image\/width=910%2Cheight=10000%2Cfit=contain%2Cformat=png%2C\/app\/cms\/storage\/image\/path\/se92683c1190d29b1\/image\/ica734fd281af5c6e\/version\/1771693401\/image.png\" data-image-id=\"7809424577\" \/><\/figure>\n<div class=\"cc-clear\"><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12105324177\" class=\"j-module n j-text \" style=\"text-align: left\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il greco e il barbaro<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi non ha almeno una volta sentito le parole del ministro della difesa israeliano Yoav Gallant a due giorni dall\u2019attacco di Hamas? Colui che aveva annunciato\u00a0<strong>\u00abun assedio totale sulla striscia di Gaza. Non ci sar\u00e0 elettricit\u00e0, n\u00e9 cibo, n\u00e9 carburante, tutto sar\u00e0 chiuso\u00bb<\/strong>, aggiungendo che\u00a0<strong>\u00abstiamo combattendo animali in forma umana e agiremo di conseguenza\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come lui, altri ministri, politici, militari, opinionisti e comuni cittadini sionisti hanno espresso, tramite comunicati ufficiali, canali mediatici o i semplici social, l\u2019idea che il nemico fosse un animale.\u00a0<strong>Un mostro, che in quanto tale non \u00e8 umano. A cui, dunque, non possono applicarsi i principi etici che si applicano a chi \u00e8 simile.<\/strong>\u00a0Noi siamo la civilt\u00e0, gli altri sono i barbari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Platone affermava nel\u00a0<em>Critone<\/em>\u00a0che\u00a0<strong>\u00abneppure se si subisce ingiustizia si deve rendere ingiustizia, come, invece, crede la gente, perch\u00e9 per nessuna ragione si deve commettere ingiustizia\u00bb<\/strong>. La giustizia, o in generale i principi e i valori in cui crediamo, sono qualcosa di universale:\u00a0nel caso se\u00a0ne affermi la validit\u00e0 per s\u00e9, la si deve affermare anche per chi \u00e8 simile. Solo ci\u00f2 che \u00e8 diverso da s\u00e9 pu\u00f2 non essere associato a tali principi.\u00a0<strong>Il problema sta nel capire dov&#8217;\u00e8 il limite nel concetto di \u201caltro\u201d.<\/strong>\u00a0Stiamo concependo come simile a noi (e dunque degno di rispetto) ogni essere umano in quanto tale e come \u201caltro\u201d un qualsiasi essere che dell\u2019umanit\u00e0 non faccia parte?\u00a0<strong>Culture e mentalit\u00e0 differenti si possono sussumere sotto la stessa giustizia in cui crediamo?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leggendo la\u00a0<em>Repubblica<\/em>, in particolare il libro V. sembrerebbe che per Platone il concetto di limite su chi \u00e8 \u201caltro\u201d sia ben pi\u00f9 stringente. Alludendo ai conflitti fratricidi fra\u00a0<em>poleis<\/em>\u00a0greche del suo tempo, egli ribadisce come fra greci non debba esserci violenza, ma giustizia. Sottomettere un altro greco equivale a negare quei valori insiti nello stesso esser greco, come la libert\u00e0. Se mai sorgesse una discordia fra\u00a0<em>poleis<\/em>, essa non dovrebbe trasformarsi in una guerra dove il vincitore metta a ferro e fuoco il vinto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un ragionamento pi\u00f9 che condivisibile, rispetto invece a quanto afferma successivamente Platone, per cui\u00a0<strong>\u00abcon i barbari va tenuto il comportamento che ora i Greci usano tra di loro\u00bb<\/strong>, cio\u00e8 lo scontro violento e distruttivo, che tende ad annientare il nemico. Lo scontrarsi dei greci coi barbari \u2013 coloro che sono di un\u2019altra stirpe e cultura \u2013 \u00e8 diverso dallo scontrarsi dei greci fra di loro:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00ab Pertanto, quando i greci combattono contro i barbari e i barbari contro i Greci, diremo che si fanno guerra e sono nemici per natura, e a questa inimicizia va dato il nome di guerra [<em>polemos<\/em>]; ma quando una cosa del genere avviene tra i Greci, cio\u00e8 tra uomini amici per natura, diremo che in tale circostanza la Grecia \u00e8 ammalata e agitata da lotte intestine, e a questa inimicizia va dato il nome di discordia [<em>stasis<\/em>]. \u00bb<\/strong>\u00a0(Platone,\u00a0<em>Repubblica<\/em>, libro V)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per Platone, dunque, sembra che debba esserci unit\u00e0 e giustizia nel popolo greco, ma si possa giustificare l\u2019annientamento di comunit\u00e0 barbare in caso di guerra con loro.<\/strong>\u00a0Una posizione sviluppata alla luce dell&#8217;idea aprioristica per cui la civilt\u00e0 e cultura greca \u00e8 superiore a quella degli altri popoli barbari, che si collocano a livelli di civilizzazione inferiori. In tale ottica, non \u00e8 possibile agire con questi come se si fosse fra pari \u2013 fra persone che comprendono i propri valori e con le quali si pu\u00f2 instaurare un dialogo razionale; \u00e8 possibile, invece, giustificare anche l&#8217;uso della violenza, dello scontro armato, per affermare la propria civilt\u00e0 di contro a chi culturalmente \u00e8 un passo indietro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Comprendere di preciso il pensiero di Platone nei confronti del mondo non greco \u00e8 complesso<\/strong>: se in alcuni passi di certe opere, come il\u00a0<em>Menesseno<\/em>, sembra confermarsi l\u2019idea di una presunta superiorit\u00e0 greca sugli altri popoli, in altri testi (come il\u00a0<em>Teeteto<\/em>\u00a0o il\u00a0<em>Simposio<\/em>) si palesa la prospettiva che la virt\u00f9 non abbia stirpe e uomini virtuosi possano esserci anche fra civilt\u00e0 barbare. In generale, non si pu\u00f2 negare per\u00f2 la tendenza in Platone a mettere la cultura greca su un piedistallo, rendendo difficile un dialogo fruttuoso con le civilt\u00e0 altre, ma favorendo invece una logica di scontro, di sottomissione dell\u2019altro in quanto non abbastanza civile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Se ritengo il popolo altrui incapace di comprendere la mia razionalit\u00e0 ed etica, finir\u00f2 per ricorrere all\u2019uso delle armi per difendermi dal \u201cmostro\u201d che non comprende la mia civilt\u00e0. Agendo cos\u00ec contro a quegli stessi principi di giustizia, dialogo, rispetto dell\u2019altro che in Platone sono sviscerati con maestria.<\/strong>\u00a0Ecco la grandezza del classico: possiamo non condividere tutto ci\u00f2 che egli esprime, ma esso ci porta a riflettere con forza su certi temi e, dunque, su quanto accade nel nostro presente. E se ogni tanto sembra affermare cose contraddittorie, ci\u00f2 non toglie la grandezza di altri passi che vanno oltre quelle contraddizioni; che spingono noi dicendoci: \u201cquello che vorrebbe Platone \u00e8 che voi andiate oltre Platone stesso. Egli non avrebbe voluto pappagalli che ripetono le sue teorie, ma filosofi che grazie a lui affinano un pensiero critico\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo articolo non possiamo analizzare con profondit\u00e0 il senso per cui Platone \u00e8 un classico e il modo in cui ha affrontato grandi temi. Come non possiamo sviluppare appieno (ci vorrebbero ben pi\u00f9 pagine) il confronto fra il pensiero platonico e il genocidio in Palestina. Per chi volesse approfondire Platone non in un\u2019ottica erudita e autoreferenziale, ma vedendone il potenziale per comprendere l\u2019attualit\u00e0 (senza per questo perdere uno studio rigoroso del filosofo greco), consigliamo di iscrivervi al nostro corso di formazione online\u00a0<strong><em><a title=\"1) Corso su Platone\" href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/corsi-di-formazione\/1-corso-su-platone\/\">Che direbbe Platone?<\/a><\/em><\/strong>, che partir\u00e0\u00a0il 19 marzo. Per tutte le informazioni e le modalit\u00e0 di partecipazione, vi rinviamo alla\u00a0<a title=\"1) Corso su Platone\" href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/corsi-di-formazione\/1-corso-su-platone\/\">pagina dedicata<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo, sviluppiamo alcune riflessioni conclusive sul tema dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>Se la virt\u00f9 e la cultura, come alcuni passi platonici lasciano intendere, sono qualcosa che pu\u00f2 idealmente caratterizzare ogni civilt\u00e0, barbara o greca, allora il rapporto fra greci e barbari \u2013 a dispetto di quanto afferma Socrate nel V libro della Repubblica \u2013 deve essere basato sul dialogo, sul confronto che porta alla risoluzione dialettica e pacifica dei conflitti. Come si cerca di evitare il conflitto all\u2019interno dei greci, anche fra greci e barbari si dovr\u00e0 ricercare la stessa cosa, essendo entrambi capaci di raziocinio ed elevazione culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quando, per\u00f2, una civilt\u00e0 si pone come intrinsecamente superiore culturalmente alle altre, quanto riuscir\u00e0 a mettersi in discussione e ascoltare le ragioni altrui? Quanto sar\u00e0 disposta a \u201cmescolare\u201d le proprie riflessioni con quelle barbare? Non rischier\u00e0 di imporre all\u2019altro il proprio pensiero, facendo violenza giustificata come \u201cmissione civilizzatrice\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma soprattutto: come si pu\u00f2 pensare di rendere l\u2019altro pi\u00f9 virtuoso, quando nei suoi confronti si usi violenza per imporre il proprio credo? Anzich\u00e9 civilizzare, non si facilita proprio l\u2019opposto, cio\u00e8 la degenerazione dei popoli? Come ben fa ragionare Socrate nel I libro della\u00a0<em>Repubblica<\/em>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00abE degli uomini, amico mio, non diremo che se sono maltrattati diventano peggiori in relazione alla virt\u00f9 umana?\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abSenz\u2019altro\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abMa la giustizia non \u00e8 una virt\u00f9 umana?\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abAnche questo \u00e8 innegabile\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00abAllora, caro amico, \u00e8 giocoforza che gli uomini maltrattati diventino pi\u00f9 ingiusti\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo non deumanizzando l\u2019altro, colui che \u00e8 \u201cbarbaro\u201d in quanto proviene da una cultura diversa, possiamo riconoscerlo come essere umano e constatare che, nonostante le differenze, \u00e8 possibile dialogare con lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 permette non solo di evitare conflitti inutili con altre comunit\u00e0 o Stati etichettati come \u201cbarbari\u201d pericolosi, ma favorisce anche la creazione di forme di statualit\u00e0 in cui culture differenti possano intrecciarsi: senza negarsi a vicenda, ma trovando un equilibrio nel dialogo. Qualcosa che in terra palestinese sarebbe, ora, pi\u00f9 che mai necessario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una necessit\u00e0 non solo per i palestinesi, vessati da decenni di immani violenze. Una necessit\u00e0 anche per il popolo israeliano. A volte \u00e8 facile proiettare i vizi, le mostruosit\u00e0, le contraddizioni su chi \u00e8 altro e chiedere il suo annientamento come soluzione a ogni problema. Per certi aspetti, lo faceva Platone, che viveva in un periodo di guerre greche fratricide: chiedeva la compattezza del popolo greco contro i barbari, elogiandone le virt\u00f9. Ma pi\u00f9 che virt\u00f9, la storia delle\u00a0<em>poleis<\/em>\u00a0greche mostrava che i presunti vizi barbari erano assai diffusi nelle comunit\u00e0 greche, incapaci di vivere secondo ideali di giustizia che garantissero\u00a0un&#8217;armonia e il\u00a0rispetto dell\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, ci troviamo di fronte a uno Stato, Israele, il cui unico elemento che sembra tenere tutti uniti, come dice Ilan Papp\u00e9, \u00e8\u00a0<strong>\u00abla continua subordinazione dei palestinesi\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>La fine di Israele<\/em>). Uno Stato chiamato a cinque elezioni in tre anni, travolto da manifestazioni oceaniche ricorrenti prima e dopo il 7 ottobre contro il governo e le sue scelte politiche, sull\u2019orlo di una guerra civile fra le componenti pi\u00f9 laiche e quelle pi\u00f9 teocratiche della popolazione. Un contesto tenuto assieme solo dalla paura del palestinese che sembrerebbe pronto ad annichilire lo Stato di Israele. Quel palestinese a cui vengono attribuite le peggiori intenzioni, idee e tendenze.\u00a0<strong>Senza rendersi conto che, forse, si stanno proiettando quelle contraddizioni che prima di tutto contraddistinguono il proprio popolo, lacerato da conflitti che paiono insanabili. Conflitti che, se non affrontati, causeranno quanto Platone vide accadere ai greci:<\/strong>\u00a0<strong>\u00abnoi fummo vinti dalla nostra discordia, non certo dagli altri\u00bb<\/strong>\u00a0(<em>Menesseno<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa direbbe, allora, Platone del genocidio a Gaza?<\/strong><\/p>\n<p>Se fosse ancora vivo, con ogni probabilit\u00e0 si rimetterebbe in questione. Ci ricorderebbe i principi di giustizia su cui riflette nelle sue opere e proverebbe, assieme a noi,\u00a0a\u00a0chiedersi se davvero il problema sia il barbaro o se, invece, il problema sia dentro di noi.\u00a0<strong>Dentro l\u2019ideologia che muove i nostri passi.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-12105324677\" class=\"j-module n j-hgrid \">\n<div class=\"cc-m-hgrid-column\">\n<div id=\"cc-matrix-3434147977\">\n<div id=\"cc-m-12105324777\" class=\"j-module n j-text \">\n<p style=\"text-align: left\">\n<p style=\"text-align: left\">xx\u00a0febbraio 2026<\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2026-nuovo-inizio\/febbraio-2026\/cosa-direbbe-platone-di-gaza\/\">https:\/\/www.gazzettafilosofica.net\/2026-nuovo-inizio\/febbraio-2026\/cosa-direbbe-platone-di-gaza\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GAZZETTA FILOSOFICA(FRANCESCO PIETROBELLI) Il valore di Platone non sta semplicemente nell&#8217;aver saputo affrontare grandi tematiche sempiterne sull&#8217;essere umano e la realt\u00e0, ma nel consegnarci\u00a0\u2013 grazie a questo suo lavoro\u00a0\u2013 una cassetta degli strumenti fondamentale per comprendere grandi eventi del nostro presente, come la tragedia che il mondo palestinese tutt&#8217;ora vive. Per mostrare l&#8217;attualit\u00e0 del pensiero platonico, noi di Gazzetta filosofica abbiamo organizzato il corso di formazione\u00a0&#8220;cosa direbbe Platone?&#8221;: un modo per riscoprire alcuni\u00a0snodi concettuali&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":90004,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0521.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-otP","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94105"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94105"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94105\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94106,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94105\/revisions\/94106"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/90004"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}