{"id":94151,"date":"2026-03-03T08:30:21","date_gmt":"2026-03-03T07:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94151"},"modified":"2026-03-01T13:57:49","modified_gmt":"2026-03-01T12:57:49","slug":"il-laboratorio-del-caos-dalla-dottrina-monroe-allassedio-di-teheran-il-secolo-del-sangue-unipolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94151","title":{"rendered":"Il laboratorio del caos: dalla Dottrina Monroe all&#8217;assedio di Teheran, il secolo del sangue unipolare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Geraldina Colotti)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nuovamente i pasdaran delle cartucce d&#8217;inchiostro cercano di avallare l&#8217;idea che l&#8217;aggressione all&#8217;Iran possa portare meccanicamente a una uscita a sinistra della societ\u00e0. Come in Libia, in Iraq e in Siria si cerca di accreditare la tesi che un intervento nordamericano venga fatto per pi\u00f9 progresso e non pi\u00f9 distruzione. Questa narrazione, che vorrebbe l&#8217;aggressione imperialista come levatrice di democrazia, ignora deliberatamente i detriti fumanti di Tripoli, Baghdad e Damasco, dove la promessa di libert\u00e0 si \u00e8 tradotta in mercati di schiavi e stati falliti.<\/p>\n<p>L&#8217;attualit\u00e0 ci sbatte in faccia la cruda realt\u00e0 della guerra totale. Con l&#8217;avvio dell&#8217;operazione israeliana &#8220;Leone Ruggente&#8221; e il supporto massiccio della &#8220;Furia Epica&#8221; statunitense, l&#8217;aggressione all&#8217;Iran ha superato il punto di non ritorno. I bombardamenti su Teheran, Isfahan e Qom, uniti alla provocazione diretta contro l&#8217;ufficio dell&#8217;Ayatollah Khamenei (con relativa propaganda bellica per dichiararne la morte), non sono semplici operazioni militari, ma una dichiarazione di guerra aperta contro la sovranit\u00e0 dei popoli. Trump, annunciando la distruzione dell&#8217;industria missilistica e della marina iraniana, agisce come il braccio armato di un&#8217;egemonia che non tollera ostacoli.<\/p>\n<p>Per comprendere la ferocia di questo attacco, \u00e8 necessario decodificare i due progetti che oggi si fondono nel sangue di Teheran e Gaza: il &#8220;Grande Israele&#8221; e il &#8220;Grande Medio Oriente&#8221;. Il progetto del &#8220;Grande Israele&#8221; (Eretz Yisrael Hashlema) non \u00e8 solo una pretesa territoriale biblica, ma una strategia geopolitica di frammentazione.<\/p>\n<p>Le sue basi moderne risiedono nel Piano Yinon del 1982, che teorizzava esplicitamente la sopravvivenza di Israele attraverso la &#8220;balcanizzazione&#8221; del mondo arabo: la distruzione degli stati-nazione forti (come Iraq, Siria e Iran) per ridurli a un mosaico di entit\u00e0 deboli e in perenne lotta etnica o religiosa. Quello che vediamo oggi \u00e8 l\u2019applicazione terminale di questo piano: l\u2019annientamento della resistenza palestinese per l\u2019espansione definitiva oltre ogni confine legale.<\/p>\n<p>A questo si salda il progetto statunitense del &#8220;Grande Medio Oriente&#8221; (Greater Middle East Initiative). Lanciato dall&#8217;amministrazione Bush e oggi radicalizzato da Trump, questo piano mira a una ristrutturazione totale dell&#8217;area che va dal Maghreb ai confini con la Cina. L\u2019obiettivo non \u00e8 la democrazia, ma la &#8220;compatibilit\u00e0 neoliberista&#8221;: rovesciare ogni governo anti-imperialista che rifiuti il dominio del dollaro e il controllo statunitense sulle rotte energetiche. In questa visione, l&#8217;Iran rappresenta l&#8217;ultimo grande pilastro di resistenza sovrana che impedisce la chiusura del cerchio unipolare.<\/p>\n<p>La convergenza tra questi due disegni crea una tenaglia speculare alla Dottrina Monroe del 1823. Se quest&#8217;ultima considerava l&#8217;America Latina come il cortile di casa di Washington, il connubio Trump-Netanyahu proietta la stessa logica di sottomissione sull&#8217;Asia Occidentale. L&#8217;Iran, come il Venezuela, Cuba e Nicaragua, \u00e8 l&#8217;anomalia sistemica da eliminare perch\u00e9 rivendica il controllo sovrano sulle proprie risorse, vitale anche per la stabilit\u00e0 economica di potenze come la Cina.<\/p>\n<p>L&#8217;imposizione della politica dei fatti compiuti e l&#8217;asimmetria del potere sono ormai dati di fatto che ricalcano fedelmente il modello applicato al Venezuela. Si tratta di una strategia di inganno globale: mentre in apparenza si fingeva di negoziare e si aprivano tavoli diplomatici, sottobanco le centrali imperialiste preparavano l&#8217;aggressione militare e il sequestro delle risorse sovrane. La diplomazia, in questo schema, non \u00e8 ricerca di pace, ma una manovra di distrazione tattica per disarmare l&#8217;avversario prima del colpo di grazia: agli antipodi della democrazia di pace del Venezuela che, da Bolivar al presente, ha una sola parola e la mantiene.<\/p>\n<p>Dopo i falliti tentativi di &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; istigate da CIA e Mossad nel gennaio scorso, l&#8217;imperialismo \u00e8 passato all&#8217;attacco diretto. Questa asimmetria si declina anche nel sequestro dei beni sovrani: il saccheggio di Citgo per il Venezuela e il congelamento delle riserve auree sono atti di pirateria politica che corrono paralleli alle \u201csanzioni\u201d, vere armi di distruzione di massa finanziaria che colpiscono i pi\u00f9 vulnerabili a Cuba come a Teheran.<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 inquietante rimane l&#8217;assenza di un&#8217;opposizione reale in Occidente. Le sinistre liberali sono diventate i reparti logistici della Nato, giustificando il massacro in nome di una democrazia che esporta solo caos. Siamo immersi in un sonnambulismo nucleare che ignora i rischi di una deflagrazione globale anche quando, come in Italia, siamo seduti su un magazzino di bombe nucleari per gli Usa.<\/p>\n<p>La risposta iraniana con l&#8217;operazione &#8220;Promesa Verdadera-4&#8221; e gli attacchi alle basi statunitensi ad Al Udeid e Ali Al Salem dimostrano che la resistenza \u00e8 l&#8217;unica lingua rimasta di fronte a chi ha stracciato la Carta delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Il genocidio a Gaza, con un bilancio reale che le proiezioni statistiche spingono verso le centinaia di migliaia di vittime, \u00e8 il laboratorio di questo nuovo ordine. Il sequestro politico del Venezuela e della figura di Nicolas Maduro e Cilia Flores ne \u00e8 il correlato latinoamericano: se non ti pieghi al modello estrattivista, vieni cancellato dalla mappa del diritto.<\/p>\n<p>Oggi, la lotta dell&#8217;Iran si salda con quella del popolo venezuelano e cubano. \u00c8 una battaglia per la sopravvivenza contro un sistema che pu\u00f2 sopravvivere solo attraverso la distruzione creativa. Difendere questi poli di resistenza significa impedire che la fase totale della Terza Guerra Mondiale cancelli ogni traccia di sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>Il fronte anti-imperialista \u00e8 l&#8217;unico argine rimasto a difesa della pace con giustizia sociale. Il popolo unito non sar\u00e0 mai vinto, e solo l&#8217;unit\u00e0 dei popoli sotto la bandiera del &#8220;\u00a1Abajo el imperialismo!&#8221; potr\u00e0 accelerare l&#8217;avvento di un mondo multipolare e sovrano.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-l_laboratorio_del_caos_dalla_dottrina_monroe_allassedio_di_teheran_il_secolo_del_sangue_unipolare\/45289_65575\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-l_laboratorio_del_caos_dalla_dottrina_monroe_allassedio_di_teheran_il_secolo_del_sangue_unipolare\/45289_65575\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Geraldina Colotti) &nbsp; Nuovamente i pasdaran delle cartucce d&#8217;inchiostro cercano di avallare l&#8217;idea che l&#8217;aggressione all&#8217;Iran possa portare meccanicamente a una uscita a sinistra della societ\u00e0. 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