{"id":94236,"date":"2026-03-06T08:49:34","date_gmt":"2026-03-06T07:49:34","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94236"},"modified":"2026-03-05T08:51:50","modified_gmt":"2026-03-05T07:51:50","slug":"tafazzi-deuropa-in-marcia-verso-il-baratro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94236","title":{"rendered":"Tafazzi d\u2019Europa in marcia verso il baratro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/20260213_trip-sg-msc_0008_16x9.webp\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella guerra in Medio Oriente i Tafazzi d\u2019Europa marciano quasi tutti uniti al fianco dei \u201cpaesi aggrediti\u201d, cio\u00e8 ovviamente al fianco di Stati Uniti e Israele e delle nazioni arabe del Golfo che ospitano basi statunitensi e che vengono bersagliate dai missili e dai droni iraniani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-195253 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/thumbs_b_c_9038f693ac528c0e06f651fc046eea33-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Il governo di ultra sinistra spagnolo, rivelatosi ancora una volta l\u2019unico vero \u201csovranista\u201d europeo, ha condannato l\u2019aggressione all\u2019Iran e gi\u00e0 si era distinto nel rifiutare la spese del 5 per cento del PIL per la Difesa imposta dal presidente \u201calleato\u201d Donald Trump,<\/p>\n<p>Non a caso ieri Trump ha annunciato lo stop agli scambi commerciali con la Spagna, il cui \u201cterribile\u201d governo di Pedro Sanchez ha rifiutato di consentire agli aerei statunitensi di utilizzare le sue basi per attaccare l\u2019Iran e si \u00e8 opposto all\u2019aumento dei fondi per la difesa nell\u2019ambito della NATO.<\/p>\n<p>\u201c<em>La Spagna si \u00e8 comportata in modo terribile<\/em>\u00a0\u2013 ha dichiarato Trump ai giornalisti nello Studio Ovale \u2013\u00a0<em>Ho detto a Bessent di interrompere il commercio con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Quasi tutti gli altri governi d\u2019Europa hanno, con minore o maggiore enfasi, schierato le proprie bandierine a fianco degli israelo-americani o delle monarchie sunnite del Golfo che sostengono direttamente o indirettamente l\u2019aggressione a Teheran e che chiedono aiuti per difendersi da missili balistici e droni.<\/p>\n<p><strong>E tutto questo nonostante l\u2019unica certezza al momento \u00e8 che il conflitto colpir\u00e0 ancora una volta duramente l\u2019Europa e i suoi interessi strategici ed economici.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>Non solo perch\u00e9 non vi sono negli Stati Uniti n\u00e9 in Israele prospettive n\u00e9 piani per gestire politicamente questa crisi una volta terminati i bombardamenti, come confermano le dichiarazioni divergenti tra gli stesi pesi massimi dell\u2019Amministrazione Trump sui motivi dell\u2019attacco.<\/p>\n<p>Tra le motivazioni addotte anche l\u2019imminenza di un attacco iraniano alle basi americane, minaccia per\u00f2 smentita da intelligence statunitense e Pentagono che hanno confermato che non c\u2019erano elementi che facessero prevedere un attacco iraniano n\u00e9 a Israele n\u00e9 alle basi degli USA in Medio Oriente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195266 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/image35-002.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"724\" \/><\/p>\n<p>Come nel 2003, quando l\u2019Amministrazione Bush motiv\u00f2 l\u2019invasione dell\u2019Iraq con le armi di distruzione di massa in mano al regime di Saddam Hussein risultate inesistenti, oggi Donald Trump sostiene contro ogni rapporto internazionale che l\u2019Iran era sul punto di attaccare gli Stati Uniti e di costruire armi nucleari.<\/p>\n<p>Curiosamente, lo stesso Trump aveva dichiarato nel giugno 2025, dopo i raids dei bombardieri B-2 sui siti atomici iraniani, che il programma nucleare di Teheran era stato cancellato.<\/p>\n<p>Benjamin Netanyahu sostiene da oltre 20 anni che l\u2019Iran \u00e8 sul punto di dotarsi di armi atomiche ma non ha mai aperto a ispezioni internazionali l\u2019arsenale nucleare israeliano, che Tel Aviv non ha mai ammesso di possedere ma che conterebbe circa 150 testate con missili balistici a lungo raggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195259 size-large\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/523dd7f65c1beb0bd31ea104490f5f3c-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>L\u2019Europa \u00e8 ancora una volta vittima designata (e suicida) dell\u2019iniziativa militare di nazioni, Stati Uniti e Israele, che si ostina a voler considerare alleate, nonostante nessun europeo sia stato avvisato dagli Sati Uniti dell\u2019imminente attacco all\u2019Iran.<\/p>\n<p>I militari italiani che in Iraq e Kuwait rischiano, oggi come nella guerra dei 12 giorni del giugno 2025, di venire coinvolti nella risposta missilistica iraniana. Ma sono stati schierati in Medio Oriente per aiutare il governo di Baghdad a combattere lo Stato Islamico, non per fare da bersagli nella guerra di USA e Israele contro l\u2019Iran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>A Cipro l\u2019Europa in prima linea<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I \u201cTafazzi d\u2019Europa\u201d non solo non sono stati informati dei piani d\u2019attacco da Tel Aviv e Washington ma sostengono apertamente, per scelta consapevole o sudditanza, una guerra che infligger\u00e0 il KO alla nostra economia (in due giorni \u2013 spiegavano ieri diversi analisti contattati dall\u2019agenzia AdnKronos \u2013 le Borse europee hanno \u201cbruciato oltre 870 miliardi di euro di capitalizzazione\u201d), che ci ridicolizza sul piano politico internazionale e che lambisce gi\u00e0 il territorio europeo.<\/p>\n<p>Con una oggettiva e consapevole freddezza che sembra mancare ai \u201cTafazzi d\u2019Europa\u201d, il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha affermato ieri di non vedere nessun cambio di regime all\u2019orizzonte in Iran, come auspicato da molti iraniani, ma piuttosto prospetta una crisi globale.<\/p>\n<p><em>\u201cUna parte del popolo iraniano auspica un cambiamento del regime e degli equilibri di potere come risultato di questa guerra, ma per il momento non si vede alcun passo in questo senso. Al contrario il coinvolgimento di altri Paesi arabi ha portato il conflitto a espandersi, Israele ha colto l\u2019occasione per attaccare anche il Libano e la chiusura dello stretto di Hormuz finir\u00e0 con l\u2019avere serie conseguenze a livello globale\u201d<\/em>, ha dichiarato Fidan.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195254\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/nam_maps_m17-01.jpg\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"691\" \/><\/p>\n<p>Mentre il governo turco non ha permesso agli Stati Uniti di usare la base di Incirlik per attaccare l\u2019Iran, la decisione britannica di non partecipare inizialmente ai raids sull\u2019Iran ma di consentire agli USA di impiegare le loro basi a Cipro ha portato la guerra a lambire l\u2019Europa.<\/p>\n<p>I missili e i droni iraniani lanciati contro le due basi britanniche di Akrotiri e Dekhelya a Cipro, giuridicamente territorio britannico, espongono di fatto uno stato membro della UE (di cui ora Nicosia ha la presidenza semestrale) a un conflitto che rischia di infiammare l\u2019intero Medio Oriente e il Mediterraneo Orientale.<\/p>\n<p>Londra ha inviato nelle sue basi cipriote sistemi di difesa aerea, anti-drone e il cacciatorpediniere HMS Dragon (nella foto sotto) dopo che un drone Shahed ha colpito la base della RAF di Akrotiri danneggiando la pista.<\/p>\n<p>La Francia, sempre in cerca di protagonismo militare nella speranza di rimpiazzare gli Stati Uniti come \u201cprotettore\u201d dell\u2019Europa, ha reso noto che potenzier\u00e0 il suo arsenale nucleare, ha mobilitato le sue basi aerea e navale negli Emirati Arabi Uniti per contrastare droni e missili iraniani e ha inviato a Cipro sistemi antimissile e antidrone, nonch\u00e9 una fregata da difesa aerea per potenziare le capacit\u00e0 di difesa aerea dell\u2019isola.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195255 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Dragon-Background-1500x1090-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1500\" height=\"1090\" \/><\/p>\n<p>Anche la Grecia ha colto l\u2019occasione dei missili e dei droni lanciati da Iran e dal Libano (probabilmente dalle milizie Hezbollah) contro le basi britanniche a Cipro per schierare proprie forze nell\u2019isola, a pochi chilometri dai territori controllati dalla Turchia.<\/p>\n<p>Una batteria greca Patriot \u00e8 stata trasferita sull\u2019isola di Karpathos per rafforzare la difesa antiaerea nella regione alla luce delle tensioni in Medio Oriente mentre il Consiglio di difesa nazionale, guidato dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis, ha deciso l\u2019invio a Cipro delle fregate Kimon e Psar\u00e0 e di quattro caccia F-16 Viper.<\/p>\n<p>I velivoli da combattimento Typhoon della Royal Air Force decollati dalla base cipriota di Akrotiry hanno abbattuto ieri droni iraniani in Giordania. Lo ha riferito il ministero di Londra sottolineando che i Typhoon hanno avuto il supporto di un aereo cisterna Voyager. Il ministero ha comunicato che un\u2019unit\u00e0 britannica anti-droni ha anche \u201cneutralizzato\u201d i droni nello spazio aereo iracheno.<\/p>\n<p>Anche i britannici quindi sono quindi gi\u00e0 coinvolti direttamente nel conflitto, a dispetto delle dichiarazioni del premier Keir Starmer delle sue titubanze che hanno indotto \u201cl\u2019alleato\u201d Trump a prenderlo pesantemente per i fondelli.<\/p>\n<p><em>\u201cCi sono voluti tre o quattro giorni per capire dove possiamo atterrare\u201d,<\/em> ha detto commentando la posizione di Starmer nel suo incontro con il cancelliere tedesco Frederik Merz. <em>\u201cNon abbiamo certo a che fare con Winston Churchill<\/em>\u201c, ha ironizzato il presidente americano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195256\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/170524-1.jpg\" alt=\"\" width=\"861\" height=\"503\" \/><\/p>\n<p>Il 2 marzo Trump, in un\u2019intervista al Telegraph, si era detto \u201c<em>molto deluso<\/em>\u201d da Starmer per l\u2019iniziale rifiuto di fargli usare la base aerea Diego Garcia alle isole Chagos per sferrare attacchi contro l\u2019Iran. Trump ha dichiarato che questo iniziale rifiuto alle forze USA \u00e8 diverso da qualsiasi cosa fosse \u201c<em>mai successa prima fra i nostri Paesi<\/em>\u201d e che Starmer <em>\u201cha impiegato troppo tempo\u201d<\/em> per cambiare idea. Il Regno Unito aveva negato agli Stati Uniti il permesso di condurre attacchi da basi come Diego Garcia e Fairford (Inghilterra), citando il diritto internazionale, ma domenica sera il premier Starmer ha ceduto e ha dichiarato che avrebbe consentito agli Stati Uniti l\u2019accesso a Diego Garcia per <em>\u201cscopi difensivi specifici e limitati\u201d.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019impiego dei Typhoon contro droni iraniani sembra oggi indicare il completo rovesciamento della posizione di Londra.<\/p>\n<p>Circa i rischi del coinvolgimento europeo nel conflitto, ieri il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha avvertito che qualunque intervento in Medio Oriente, seppure difensivo, verr\u00e0 considerato \u201c<em>un atto di guerra e di complicit\u00e0 con gli aggressori\u201d.<\/em> Gli europei, afferma Baghaei, hanno adottato \u201c<em>approcci contraddittori\u201d e \u201cdovrebbero abbandonarli, poich\u00e9 le conseguenze potrebbero presto arrivare all\u2019interno dei loro confini\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-194995 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/20260213_trip-sg-msc_0007_16x9-2.webp\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" \/><\/p>\n<p>Questa guerra, secondo il segretario generale della NATO, Mark\u00a0Rutte \u00e8 \u201c<em>chiaramente una campagna guidata dagli Stati Uniti e da Israele, ma molti alleati stanno fornendo un sostegno fondamentale, pur senza far parte delle operazioni: percepisco un ampio sostegno in Europa<\/em>.<em> Ho parlato al telefono con molti leader durante il weekend e anche all\u2019inizio di questa settimana e ho chiaramente sentito che l\u2019eliminazione delle capacit\u00e0 nucleari iraniane, di quelle missilistiche balistiche cos\u00ec come la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della NATO\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Rutte, cos\u00ec filo-americano da aver chiamato Trump \u201cDaddy\u201d, ha precisato che l\u2019Alleanza non \u00e8 parte del conflitto pur restando pronta a \u201cproteggere\u201d tutti i suoi membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Incubo energetico <\/u><\/strong><\/p>\n<p>Bench\u00e9 ancora una volta USA e Israele sembrino avere tutto l\u2019interesse a destabilizzare aree che sul piano energetico e geopolitico sono nel \u201ccortile di casa\u201d degli europei e che avremmo tutto l\u2019interesse a mantenere stabili, la postura dei \u201cTafazzi d\u2019Europa\u201d resta irremovibile: una marcia compatta verso il baratro energetico ed economico.<\/p>\n<p>Dopo aver rinunciato all\u2019energia in quantit\u00e0 infinita e a prezzi convenienti offerta dalla Russia, oggi l\u2019Europa paga per prima il prezzo della guerra in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz e della ripresa degli attacchi delle milizie Houthi contro i mercantili in transito mel Mar Rosso da e per il Mediterraneo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195257 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2db4deefe142724e0b164e511554500d.jpg\" alt=\"\" width=\"1120\" height=\"1120\" \/><\/p>\n<p>Una sorta di \u201ctempesta perfetta\u201d che rientra certamente negli interessi di Washington, che vedr\u00e0 cos\u00ec aumentare l\u2019export del petrolio e gas a prezzi consistenti, il cui rialzo assicura agli Stati Uniti di continuare le estrazioni con la tecnica della frantumazione delle rocce (fracking) non pi\u00f9 conveniente se le quotazioni scendono sotto i 62 dollari al barile,<\/p>\n<p>Domenica Trump ha affermato che l\u2019effetto dell\u2019attacco all\u2019Iran\u00a0sul prezzo del petrolio potrebbe essere meno forte rispetto a quanto pensano gli analisti ipotizzando un forte aumento \u201c<em>se le cose vanno male. Vedremo cosa succede\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le quotazioni del greggio continuano da giorni a salire: il Brent ha aperto oggi sui mercati asiatici in rialzo a 83,43 dollari al barile (+2,56%) mentre il WTI sale di 1,73 dollari a 76,27 dollari al barile: ricordiamo che il petrolio era gi\u00e0 aumentato di oltre il 20% dall\u2019inizio dell\u2019anno, in parte in previsione di un attacco contro Teheran.<\/p>\n<p>Sebbene l\u2019Opec+ abbia concordato di aumentare la propria produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, secondo gli analisti il petrolio aggiuntivo avr\u00e0 uno scarso impatto sul mercato se dovessero continuare le interruzioni delle forniture dovute all\u2019escalation del conflitto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195258 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/6a63ad4bd48b1776f0085a74ead5d864.jpg\" alt=\"\" width=\"1120\" height=\"1120\" \/><\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio, il 20 per cento dei prodotti petroliferi e il 20 per cento del gas mondiale, si \u00e8 fermata in seguito alla guerra, con decine di petroliere bloccate attorno all\u2019accesso allo stretto mentre le compagnie assicurative hanno avvertito che i premi aumenteranno bruscamente per qualsiasi nave che desideri transitare nello Stretto.<\/p>\n<p>Si impenna anche il prezzo del gas dopo l\u2019annuncio della sospensione della produzione di GNL del Qatar che potrebbe influire su circa il 15% delle importazioni in Europa, riducendo l\u2019offerta globale e intensificando la concorrenza per fonti alternative.<\/p>\n<p>Questa mattina la quotazione era salita del 12% a 60 euro per megawattora, il livello pi\u00f9 alto dal 2023, dopo un\u2019impennata di quasi il 35% di ieri, aumentando le preoccupazioni per potenziali interruzioni delle forniture di GNL all\u2019Europa in cui lo stoccaggio di\u00a0gas\u00a0\u00e8 basso, attestandosi al 31%, al di sotto del 40% registrato nello stesso periodo dell\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Secondo Assium, l\u2019associazione italiana degli Utility manager, che ha stimato il possibile impatto del conflitto sulla spesa energetica, milioni di italiani rischiano di subire a breve un aumento delle bollette del gas e della luce.<\/p>\n<p>\u201cPrevediamo di nuovo una elevata volatilit\u00e0 dei prezzi dell\u2019energia fino a quando le tensioni non saranno rientrate\u201d ha detto Aurelio Regina, delegato del presidente di Confindustria per l\u2019Energia, in audizione in Commissione Attivit\u00e0 Produttive della Camera.<\/p>\n<p>Secondo gli analisti di Goldman Sachs, una chiusura prolungata di Hormuz causerebbe un aumento di ben il 130% del prezzo del gas per gli europei.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195260 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/thumbs_b_c_f5b0aef88bc4f25a22e7f3814c528027.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"486\" \/><\/p>\n<p>Il conflitto in\u00a0<strong>I<\/strong>ran\u00a0peser\u00e0 per 166 euro nelle tasche degli italiani: 121 euro per la bolletta del gas e 45 euro per quella dell\u2019energia elettrica. A tanto ammontano gli aumenti previsti dagli analisti di Facile.it che aggiornano cos\u00ec le previsioni per il 2026. Il calcolo, effettuato considerando le stime di PUN e PSV per i prossimi 12 mesi, porta il conto complessivo a 2.593 euro nell\u2019anno, pari al 7% in pi\u00f9 rispetto ai 2.427 euro previsti per il 2026 prima che scoppiasse il conflitto.<\/p>\n<p><em>\u201cSe i prezzi del petrolio rimangono intorno agli 80 dollari al barile per un breve periodo di tempo, l\u2019impatto sull\u2019attivit\u00e0 globale e sull\u2019inflazione dovrebbe rimanere limitato e gestibile\u201d,<\/em><\/p>\n<p>recita un\u2019analisi di Micha\u00ebl Lok, group cio and co-ceo asset management di Ubp sull\u2019acuirsi della crisi in Medio Oriente.<\/p>\n<p>\u201cMa <em>se il petrolio raggiunge i 100 dollari al barile, l\u2019impatto sull\u2019attivit\u00e0 dovrebbe diventare pi\u00f9 negativo, con un potenziale calo di quasi 0,5 punti percentuali della crescita globale e un possibile aumento di circa 2 punti percentuali dell\u2019inflazione<\/em>\u201c. dopo l\u2019attacco di Usa e <em>\u201cSe si verificasse uno scenario di grave interruzione dell\u2019approvvigionamento petrolifero e di chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz<\/em> \u2013 aggiunge \u2013 <em>i prezzi del petrolio potrebbero raggiungere i 120 dollari al barile, il che potrebbe danneggiare gravemente la crescita attuale e potenzialmente spingere l\u2019attivit\u00e0 economica verso la recessione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, valuta che \u201c<em>l\u2019aumento dei costi si potr\u00e0 riflettere sulle bollette, \u00e8 inevitabile. Circa un quinto del petrolio e del gas mondiale transita dallo Stretto di Hormuz. Un rallentamento o una chiusura ha effetti immediati sui volumi e soprattutto sui prezzi. Il Brent \u00e8 tornato intorno agli 80 dollari al barile; se dovesse salire a 90-100 dollari, come ipotizzano alcuni analisti, avremmo un impatto economico rilevante con un\u2019ulteriore spinta inflattiva\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195261 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/thumbs_b_c_16288629161afc763dc7564532b2127b.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"486\" \/><\/p>\n<p>Dal Fabbro spiega all\u2019agenzia di stampa GEA che l\u2019Europa <em>\u201c\u00e8 particolarmente esposta. La guerra russo-ucraina ci ha mostrato la vulnerabilit\u00e0 europea quando abbiamo sostituito il gas russo con il GNL in gran parte americano. Oggi il rischio \u00e8 doppio: Hormuz \u00e8 la porta energetica, Suez quella logistica. Se la paralisi di Hormuz si sommasse alle tensioni nel Mar Rosso, la catena energetica e commerciale mediterranea entrerebbe in una crisi seria. Inoltre, la volatilit\u00e0 dei prezzi del gas, come abbiamo visto recentemente con l\u2019impianto di Raf-La-Fan in Qatar, \u00e8 un moltiplicatore della crisi, influenzando non solo i costi, ma anche le aspettative macroeconomiche globali\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Per Gianclaudio Torlizzi, Fondatore T-Commodity e Consigliere del Ministro della Difesa, \u201c<em>se lo stop dei flussi di gas e petrolio che transitano attraverso Hormuz perdurasse, \u2013 il petrolio e il gas naturale potrebbero puntare rispettivamente a 90 dollari al barile e 50 euro MWh<\/em>\u201c. Per l\u2019analista poi \u201c<em>la campagna israelo-statunitense va letta all\u2019interno della guerra fredda 2.0 tra Washington e Pechino. Obiettivo: strozzare i canali di approvvigionamento energetico cinese e rilanciare il predominio sulle terre rare. A oggi Mosca potrebbe diventare l\u2019unico fornitore di greggio a sconto per Pechino\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Cina, India e altre nazioni asiatiche potenzieranno presumibilmente le importazioni di energia russa, anche a rischio di sfidare dazi e sanzioni di Washington. Una strada che invece l\u2019Europa si \u00e8 preclusa da sola in parte per cecit\u00e0 dei suoi leader e in parte per aver seguito i diktat degli \u201calleati\u201d statunitensi.<\/p>\n<p>Immagini: Anadolu, Luca Gabella, Casa Bianca, TASS, RAF, Royal Navy e Forze Armate di Cipro<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/03\/tafazzi-deuropa-in-marcia-verso-il-baratro\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/03\/tafazzi-deuropa-in-marcia-verso-il-baratro\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; &nbsp; Nella guerra in Medio Oriente i Tafazzi d\u2019Europa marciano quasi tutti uniti al fianco dei \u201cpaesi aggrediti\u201d, cio\u00e8 ovviamente al fianco di Stati Uniti e Israele e delle nazioni arabe del Golfo che ospitano basi statunitensi e che vengono bersagliate dai missili e dai droni iraniani. Il governo di ultra sinistra spagnolo, rivelatosi ancora una volta l\u2019unico vero \u201csovranista\u201d europeo, ha condannato l\u2019aggressione all\u2019Iran e gi\u00e0 si era&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ovW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94236"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94236"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94236\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94237,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94236\/revisions\/94237"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}