{"id":94269,"date":"2026-03-09T09:30:13","date_gmt":"2026-03-09T08:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94269"},"modified":"2026-03-08T14:07:43","modified_gmt":"2026-03-08T13:07:43","slug":"lombrello-che-si-chiude-quando-piove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94269","title":{"rendered":"L'&#8221;ombrello&#8221; che si chiude quando piove"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Alex Marsaglia)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-header\">\n<h4 class=\"post-subtitle\">Il primo fondamentale insegnamento dall&#8217;aggressione all\u2019Iran<\/h4>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Ad una settimana dalla barbarica aggressione all\u2019Iran si possono fare alcune constatazioni di evidenza. Innanzitutto, siamo di fronte alla \u201clegge della giungla\u201d pi\u00f9 completa, come la chiamano i cinesi. Ormai, l\u2019imperialismo occidentale decadente non compie nemmeno pi\u00f9 lo sforzo di appiccicare due giustificazioni posticce alle proprie aggressioni pi\u00f9 brutali e vili. Infatti, ad una settimana di distanza nessuno negli Stati Uniti, in Europa, in Israele o in sede ONU \u00e8 stato in grado di fornire uno straccio di motivazione campata in aria per cui occorreva assalire un Paese sovrano, ammazzarne la Guida spirituale e Presidente legittimo se non perch\u00e9 cos\u00ec voleva l\u2019Impero. L\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica che \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 internazionale che a lungo \u00e8 stata invitata dalla Repubblica Islamica dell\u2019Iran a vigilare sui propri impianti ha riferito che non vi era assolutamente alcun rischio e che anzi solamente la diplomazia avrebbe garantito la non proliferazione nucleare (<a href=\"https:\/\/www.iaea.org\/newscenter\/statements\/iaea-director-generals-introductory-statement-to-the-special-session-of-the-board-of-governors\">https:\/\/www.iaea.org\/newscenter\/statements\/iaea-director-generals-introductory-statement-to-the-special-session-of-the-board-of-governors<\/a>). Al contrario, scatenare una guerra regionale con due delle pi\u00f9 grandi potenze atomiche che bombardano indiscriminatamente un Paese con installazioni nucleari determina gravissime violazioni del diritto internazionale nonch\u00e9 forti rischi radioattivi, come ha rimarcato in questi giorni non un diplomatico internazionale, ma un semplice direttore d\u2019azienda. Alexey Likhachev direttore generale di Rosatom ha infatti fatto notare un paio di giorni fa che essendoci centinaia dei suoi dipendenti negli impianti che la \u201cCoalizione Epstein\u201d ha deciso improvvisamente di bombardare, lui da tecnico, doveva evidenziare tutti i rischi per le persone e le violazioni del diritto del caso. Likhachev riportava anche come l\u2019azienda non fosse pi\u00f9 in contatto con i suoi dipendenti degli impianti di Fordow, Natanz e Teheran e quindi non vi fosse pi\u00f9 alcun modo di sapere le reali condizioni degli impianti e i rischi per la popolazione. Questo solo per evidenziare un aspetto, forse il pi\u00f9 pericoloso della guerra in atto, la cui unica motivazione biascicata \u00e8 stata \u201cla minaccia nucleare\u201d inesistente.<\/p>\n<p>Altre constatazioni che emergono da questa prima settimana di guerra \u00e8 che come evidenzia la mappa rilasciata da Al Jazeera basata su fonti di parte statunitense (Immagine 1) siamo davanti ad una reazione regionale dell\u2019Iran, che ha mantenuto le promesse difendendosi sin dalle prime ore. Gli obiettivi dei contrattacchi iraniani sono state le basi statunitensi che rientravano nella gittata dei loro missili in tutto il Golfo Persico: Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Arabia Saudita ecc.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Immagine%201.jpg\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"837\" \/><\/p>\n<p>Tutte basi che gli Stati Uniti hanno costruito, installato ed ampliato a partire dagli anni \u201990 quando decisero di appropriarsi dell\u2019Iraq e stabilire il dominio del petrodollaro. La retorica di quegli anni, presente ancora oggi quando si vorrebbe portare al\u00a0<em>regime change\u00a0<\/em>la Repubblica Islamica conducendola verso la monarchia, era quella dell\u2019\u201cesportazione di democrazia\u201d. Le basi servivano esplicitamente a costruire il famoso \u201combrello\u201d NATO di cui godiamo anche noi, cio\u00e8 a proiettare potenza sui Paesi da aggredire e che hanno garantito la Pax americana agli emiri negli anni in cui l\u2019Occidente ha continuato a sottrarre il petrolio alle popolazioni locali, ingrassando se stesso e gli emirati. Se non fosse bastato l\u2019incidente di un missile iraniano abbattuto in Turchia, a farci capire che questo ombrello dopo averci lanciato come dei kamikaze contro la Russia ci sta per trascinare persino nell\u2019ultimo conflitto contro l\u2019Iran, basterebbe guardare con occhio critico la sorte che sta toccando alle varie monarchie del Golfo. Questi Stati la cui forza militare \u00e8 tanto esigua da aver esaurito la contraerea dopo una settimana, basavano interamente la propria sicurezza interna sulla presenza americana. Peccato che questa sia una presenza di sfruttamento che non ha mai mirato nemmeno lontanamente a sobbarcarsi gli oneri pubblici di difesa dei palazzoni di vetro del business costruito in questi anni di boom economico, fatto sostanzialmente sulla pelle degli operai migrati dall\u2019Asia.<\/p>\n<p>L\u2019Iran ha ribadito pi\u00f9 volte di focalizzarsi unicamente su obiettivi militari e sinora non ha colpito obiettivi civili (come si pu\u00f2 vedere dal numero di morti della mappa), al contrario degli Stati Uniti che hanno gi\u00e0 bombardato scuole, edifici pubblici e luoghi di ritrovo. Non \u00e8 affatto detto che questo conflitto andr\u00e0 avanti con i \u201cguanti bianchi\u201d come quello della Russia, perch\u00e9 come ho ricordato la Repubblica Islamica sin da subito ha recepito la minaccia esistenziale e ha agito di conseguenza entrando in una modalit\u00e0 di guerra aperta, regionale e senza pi\u00f9 margini di trattative. La sorte che spetter\u00e0 dunque alle popolazioni delle monarchie del golfo non \u00e8 delle migliori e questo capita innanzitutto quando si fa un cieco affidamento sull\u2019\u201combrello\u201d protettivo americano, che in quella zona ha come unico vero riferimento colonialista Israele. Gli Stati Uniti agiscono con la loro forza di proiezione militare di concerto unicamente con la forza militare israeliana, per garantire l\u2019espansione della colonia e senza alcun interesse per le popolazioni musulmane e arabe che vengono unicamente sfruttate. Sarebbe bene ne prendessero coscienza tutte le popolazioni arabe e musulmane che hanno subito lunghissimi anni di invasione colonialista. E in parte lo stanno facendo: gli aerei abbattuti in Kuwait pare siano stati abbattuti in strani incidenti dall\u2019esercito locale e l\u2019Iraq sta insorgendo a fianco dell\u2019Iran (si vedano le manifestazioni oceaniche in molte citt\u00e0).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Fuga%20da%20Dubai.jpg\" alt=\"\" width=\"670\" height=\"672\" \/><\/p>\n<p>Ma anche noi dovremmo ricordarci cosa avviene ad un Paese \u201cportaerei\u201d. Quando concediamo le basi di Aviano, Ederle e Sigonella per rifornire i bombardieri americani in volo o quando mettiamo a disposizione i sistemi di sorveglianza del Muos di Niscemi di fatto la nostra posizione non \u00e8 diversa da quella di una monarchia del golfo che fornisce le sue basi agli americani per alzare i cacciabombardieri diretti in guerra. L\u2019unica differenza \u00e8 la gittata che ci pone ai limiti della portata dei missili iraniani, non di certo il nesso di causalit\u00e0. E l\u2019ombrello americano della NATO, che con il suo Segretario Generale Mark Rutte stava per invocare l\u2019art.5 per quanto accaduto in Turchia, non \u00e8 esattamente incline ad aprirsi per la difesa europea ultimamente. \u00c8 bene ricordarlo ai tanti cantori della guerra che affollano le colonne dei nostri giornali mainstream: quando le cose si mettono veramente male e le basi americane saltano per aria, le portaerei come la Lincoln vengono attaccate e gli aerei non hanno pi\u00f9 il dominio incontrastato dei cieli, accade semplicemente che gli americani scappino. E da Saigon, a Beirut, sino a Kabul non \u00e8 una cosa che non abbiamo mai visto fare ai nostri paladini della democrazia negli ultimi anni.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-lombrello_che_si_chiude_quando_piove\/45289_65703\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-lombrello_che_si_chiude_quando_piove\/45289_65703\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Alex Marsaglia) &nbsp; Il primo fondamentale insegnamento dall&#8217;aggressione all\u2019Iran &nbsp; Ad una settimana dalla barbarica aggressione all\u2019Iran si possono fare alcune constatazioni di evidenza. Innanzitutto, siamo di fronte alla \u201clegge della giungla\u201d pi\u00f9 completa, come la chiamano i cinesi. 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