{"id":94317,"date":"2026-03-12T09:30:18","date_gmt":"2026-03-12T08:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94317"},"modified":"2026-03-12T13:23:14","modified_gmt":"2026-03-12T12:23:14","slug":"voi-fate-la-guerra-noi-la-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94317","title":{"rendered":"Voi fate la guerra, noi la rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Rosella Simone)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories13\/petroliera-hormuz.jpg.webp\" alt=\"petroliera hormuz.jpg\" width=\"300\" height=\"218\" \/><\/p>\n<p>La chiamavano \u201cdiplomazia coercitiva\u201d, i saltimbanchi della parola. Adesso iniziano capire che \u00e8 guerra e si arrampicano sui vetri. La realt\u00e0 si corrompe sotto le interpretazioni fantasiose dei commentatori affaticati a blandire chi vorrebbe proclamarsi il padrone del mondo: gli Stati uniti e i suoi soci feroci, Israele che vuole conquistare un suo piccolo impero in Mesopotamia e una Gran Bretagna un po\u2019 pi\u00f9 sfuggente, ma rapace e offesa per essere stata tenuta, questa volta, un po\u2019 da parte. Intanto i popoli muoiono sotto le bombe, o di fame, o di disperazione. Le ragioni sono composite, materiali e immateriali, e se vogliamo possiamo ridere maliziosi di un Trump egoista e malvagio, immobiliarista avido di potere che cerca di far dimenticare le sue relazioni pericolose con Epstein, o di un Bibi Netanyahu che fa la guerra per non finire sotto processo che domina lo sciocco Trump, ma a denti molto stretti. Ci sono questioni geopolitiche, di passaggio dal bipolarismo al multipolarismo o al monopolarismo, ma continuo a credere che la spiega attraverso cui interpretare tutto, almeno nel medio termine, sia, pur sempre, economica. Compatibile e coerente con una strategia duratura di dominio. Una sorte di Usa \u00fcber alles, contro la Cina, ma, a ben vedere, contro tutti. Il motto potrebbe essere \u201cdistruggere per ricostruire\u201d come va bene al Grande Fratello.<\/p>\n<p>Siamo a un cambio di mondo, il digitale, l\u2019IA cambier\u00e0 radicalmente il modo di produrre, il lavoro come lo abbiamo conosciuto \u00e8 destinato a scomparire o, quanto meno, a dislocarsi in modo molto differente da oggi (ne parleremo). C\u2019\u00e8 in ballo anche la transizione energetica, che dovrebbe completarsi nel 2050, ma intanto serve energia per potenziare le nuove tecnologie e arrivare per primi a completare il cambio del modello di sviluppo guidato dalla rivoluzione digitale e dalla IA. Se fosse questa la vera ragione sottostante a tutte le guerre degli ultimi trenta\/trentacinque anni?<\/p>\n<p>Chi per primo completer\u00e0 la trasformazione digitale sar\u00e0 padrone del mondo, ma, adesso, \u00e8 necessario potenziare la capacit\u00e0 delle nuove tecnologie, e le nuove tecnologie divorano energia.<\/p>\n<p>Per crescere ne vogliono tanta e la vogliono subito. L\u2019energia verde fa elegante il governo che la sbandiera ma \u00e8 insufficiente, l\u2019energia nucleare per ora ha costi d\u2019impianto troppo ingenti, tempi di costruzione lunghissimi e, prima, occorre chiarire, se e quando, si potr\u00e0 utilizzare a livello industriale la fusione che per ora non c\u2019\u00e8. L\u2019energia decisiva per arrivare al 2030, quando si stima che l\u2019energia nucleare inizier\u00e0 ad essere veramente competitiva, resta il gas, resta il petrolio. Dopo il 2030 si decider\u00e0 chi comander\u00e0 davvero, oggi bisogna rimpinzarsi di fonti energetiche, o, comunque impedire che altri le usino, destabilizzando chi le possiede, e se non si pu\u00f2 farlo direttamente almeno facendoli massacrare l\u2019un l\u2019altro, amici o nemici non importa, arabi sunniti contro arabi sciiti, arabi e turchi contro i curdi, pakistani contro gli afgani, russi contro ucraini, europei allo sbando divisi e contrapposti, eccetera, eccetera. Poi si penser\u00e0 alla Cina, con la quale si pu\u00f2 condividere, temporaneamente, una tregua armata. Per ora, naturalmente. L\u2019importante \u00e8 controllare le risorse sino al salto esplosivo (in tutti i sensi) del nucleare, l\u2019energia del sole, poi si regoleranno i conti, forse. E definire un progetto per le eccedenze umane, che potrebbero non essere docili, nonostante i gadget materiali e ideologici da cui siamo inondati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La frontiera digitale e i suoi sviluppi<\/em><\/p>\n<p>Gli investimenti Usa sulla IA erano, nel 2025 gi\u00e0 10 volte maggiori di quelli europei; nel 2026, stanno esplodendo con una crescita stimata del 62%. Dietro tutto ci\u00f2, ci sono le migliaia di startup, che forse finiranno in una bolla e a cui le banche statunitensi chiedono un\u2019alta redditivit\u00e0 per finanziarle, che, intanto, per far fronte alla crescita hanno bisogno di energia e si costruiscono impianti energetici \u201cprima del contatore\u201d usando i gas naturali o il carbone che costano poco (oggi si usa soprattutto un mix di rete elettrica locale con tanta energia fossile, rinnovabili acquistate tramite accordi commerciali, e, sempre pi\u00f9 spesso, gas naturale dedicato per garantire continuit\u00e0).<\/p>\n<p>Poi ci sono le grandi artefici del digitale. Cinque o sei aziende private americane controllano i modelli pi\u00f9 avanzati: OpenAI, Google DeepMind, Anthropic, Meta, Microsoft (come finanziatore e distributore di OpenAI), in misura crescente xAI di Elon Musk. Sono tutte americane, tutte private, tutte concentrate in un raggio di pochi chilometri tra San Francisco e Seattle.<\/p>\n<p>In Cina ci sono: Baidu, Alibaba, Tencent e il nuovo arrivato DeepSeek, che operano dentro i vincoli del Partito Comunista, quindi il vero decisore \u00e8 il vertice politico cinese.<\/p>\n<p>Il resto del mondo \u2013 Europa inclusa \u2013 non ha oggi nessun modello frontier competitivo. Zero. A queste vanno aggiunte le aziende che analizzano Big Data per combinare difesa con IA, come Palantir, e sono una sorta di bisturi specializzato per analisi dati critiche per governi e sicurezza. Anche in questo ambito il dominio USA \u00e8 reale, ma Israele e Gran Bretagna sono i poli non- americani pi\u00f9 forti nel settore. C\u2019\u00e8 anche un attore spesso sottovalutato, pressocch\u00e9 \u201cinvisibile\u201d nel dibattito pubblico: Nvidia. Chiunque voglia addestrare modelli IA avanzati dipende dai suoi chip. Nvidia controlla circa il 90% del mercato dei chip per IA. Jensen Huang, il suo CEO nato a Taiwan residente in Usa e grande fornitore anche della Cina, \u00e8 probabilmente l\u2019uomo con pi\u00f9 potere strutturale nell\u2019ecosistema IA globale, pi\u00f9 di molti capi di stato. Chi controlla i chip controlla chi pu\u00f2 giocare la partita.<\/p>\n<p>I data center che alimentano questi colossi industriali dell\u2019IA stanno crescendo a ritmi straordinari e si stima che il consumo energetico globale dell\u2019IA raddoppi ogni pochi anni. Grandi aziende come Microsoft, Google e Amazon hanno gi\u00e0 rivisto al rialzo le proprie stime di fabbisogno elettrico.<\/p>\n<p>Loro resteranno a galla e saranno i padroni del mondo e Trump \u00e8 il loro uomo, il burattino guidato da burattinai visionari con progetti megagalattici come nei peggiori romanzi di fantascienza. Loro hanno bisogno di energia, subito e a basso costo per essere pronte ai grandi investimenti del futuro prossimo, individuato, come gi\u00e0 detto, dopo il 2030.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 a queste aziende serve Trump? L\u2019accelerazione \u00e8 fondamentale, ma, come abbiamo detto implementare l\u2019IA vuol dire energia, tanta energia, e, finch\u00e9 non ne inventeranno una a buon mercato qui o nello spazio, hanno bisogno di energia fossile, vale a dire sempre il vecchio buon PETROLIO, quello che negli anni settanta serviva per le industrie automobilistiche e che adesso serve per sviluppare l\u2019IA. Senza dimenticare i grandi azionisti delle armi e del petrolio, e di tutto, ovviamente statunitensi: Big Three, Black Rock, Vanguard, State Street. Pasolini lo sapeva.<\/p>\n<p>Trump fa questo lavoro sporco per loro, in cambio gli daranno le noccioline della ricostruzione di Gaza e, chiss\u00e0, dopo l\u2019ennesima guerra anche un premio Nobel per la pace! Sono personalit\u00e0 spregiudicate, affascinate dalla potenza sprigionata dalle nuove tecnologie, che portano lontano, nell\u2019immaginazione, nello spazio, nell\u2019inconscio e persino oltre la morte.<\/p>\n<p>Ma andiamo per ordine. Il progetto dell\u2019IA nasce nell\u2019ambito di agenzie governative statunitensi nel 1956 e prosegue, tra alti e bassi, sino agli anni ottanta quando le aziende iniziano ad investire nei cosiddetti \u201csistemi esperti\u201d, ma decollano veramente alla fine degli anni Novanta con l\u2019avvento del\u00a0<em>Deep Blue<\/em>\u00a0e, poco dopo, dei\u00a0<em>Big data<\/em>\u00a0per poi esplodere nel 2012, l\u2019anno di svolta con i successi del\u00a0<em>Deep Learning<\/em>\u00a0e poi sempre pi\u00f9 rapidamente.<\/p>\n<p>\u201cMi sono fatta persuasa\u201d che le guerre Usa punteggino questo itinerario, all\u2019inizio soprattutto per testare le scoperte e potenziare gli eserciti, ma subito dopo per accantonare le riserve di energia necessarie per una domanda di energia in crescita esponenziale e stoppare sul nascere potenziali concorrenti. Insomma un progetto deliberato, perseguito da tutti i presidenti succedutesi alla Casa bianca. Non ci credete? Forse sarebbe meglio seguire con pi\u00f9 attenzione gli scienziati che studiano i quanti invece di Sanremo o sniffare cocaina o sfondarsi nella depressione.<\/p>\n<p>Proviamo a mettere in fila le ultime guerre iniziate dagli Usa, Naturalmente non c\u2019\u00e8 niente di originale, ma confrontiamo le date.<\/p>\n<p>IRAQ<\/p>\n<p>1991 Guerra del Golfo, operazione\u00a0<em>Desert Storm,\u00a0<\/em>presidente Usa George H.W. Bush<\/p>\n<p>1998 Operazione\u00a0<em>Desert Fox,\u00a0<\/em>bombardamento su siti militari iracheni, presidente Usa Bill Clinton<\/p>\n<p>2003 invasione dell\u2019Iraq, con la falsa accusa di possedere armi di distruzioni di massa, e anche per \u201cliberare il popolo iracheno dalla dittatura di Saddam Husseim (impiccato il 30 dicembre del 2006 all\u2019alba a Camp Justice (?), Bagdad) e del suo sostegno al terrorismo. Abbiamo visto come \u00e8 finito quel paese, una preda per tutti. Presidente Usa George W. Bush.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<\/p>\n<p>2001 operazione\u00a0<em>Enduring Freedom<\/em>, come risposta agli attacchi alle Torre gemelle dell\u201911 settembre contro i talebani e Al-Qaeda. Presidente Usa George W. Bush. Una guerra che dur\u00f2 sino al 2021, con il ritiro ordinato da Joe Biden, ad agosto. Troppo difficile e costoso aprire i pozzi.<\/p>\n<p>LIBIA<\/p>\n<p>2011 operazione\u00a0<em>Odyssey Dawan,<\/em>\u00a0intervento Nato (Italia di Berlusconi compresa) con forte partecipazione Usa, presidente Barack Obama. Anche la Nato voleva liberare la Libia dal terrorismo e dal dittatore, il colonnello Muammar al Qaddafi, Gheddafi, catturato, picchiato e ucciso con un colpo alla nuca. La guerra civile scoppiata poi non \u00e8 ancora finita.<\/p>\n<p>IRAN<\/p>\n<p>Sino a ieri, 28 febbraio 2026, non era stata condotta una guerra aperta contro l\u2019Iran, ma si registravano significativi episodi come l\u2019operazione\u00a0<em>Praying Mantis\u00a0<\/em>con attacchi navali Usa contro navi e piattaforme petrolifere iraniane nel Golfo Persico, durante la guerra Iran-Iraq, peraltro istigata dagli Usa. Presidente Usa Ronald Reagan.<\/p>\n<p>2020 assassinio del generale Qasem Soleimani con un drone (tecnologia israeliana), sanzioni e attacchi indiretti tramite proxi. Presidente Usa Donald Trump.<\/p>\n<p>VENEZUELA<\/p>\n<p>3 gennaio 2026 raid Usa su Caracas. Nicol\u00e0s Maduro, presidente eletto del Venezuela, e la moglie Cilia Flores sono catturati, condotti in catene negli Usa e incriminati. Presidente Usa Donald Trump.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, senza dimenticare le pretese sulla Groenlandia e il Canada del solito Donald, le bombe su Belgrado di Bush padre e la guerra in Ucraina del \u201cpovero Jeo\u201d.<\/p>\n<p>Tutto noto, saputo e risaputo, ma messo in fila fa un bell\u2019effetto a proposito della \u201cpi\u00f9 grande democrazia del mondo\u201d e delle sue ragioni: si tratta, con evidenza, sempre e solo di petrolio, petrolio, petrolio.<\/p>\n<p>Insomma, dall\u2019uccisione di Gheddafi e la balcanizzazione della Libia, dall\u2019annientamento di Saddam e la fine ingloriosa dell\u2019Iraq, al povero Maduro che ballava sulla seconda o terza riserva di petrolio del mondo, alla Groenlandia e adesso all\u2019Iran, senza dimenticare la strage di palestinesi (israeliana ma ampiamente avallata dagli Usa e dalla Gran Bretagna) che tra le loro infinite sfighe si sono trovati a sedere proprio sopra uno dei pi\u00f9 grandi giacimenti di gas dell\u2019area del Mediterraneo, si tratta sempre di riserve di petrolio. Per non parlare della guerra Russia Ucraina dove a morire sono russi e ucraini per far grande gli Usa e impedire all\u2019Europa ogni possibile competizioni nel settore dell\u2019IA, impegnarla a sopravvivere e a comprare il pessimo gas Usa che ha fatto salire i costi dell\u2019industria europea alle stelle e l\u2019ha resa assolutamente non competitiva sul piano industriale, serva tra le serve. Come si merita d\u2019altronde, incapace com\u2019\u00e8 di avere una strategia unitaria, tronfia di una democrazia costruita su una sequenza ininterrotta di 2000 anni di guerre fratricide.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La guerra serve<\/em><\/p>\n<p>La guerra serve anche a ridurre le eccedenze di mano d\u2019opera che, inevitabilmente, saranno il risvolto di una IA applicata. Con Paesi impoveriti ridotti a combattersi tra di loro per contendersi le briciole rimaste e per controllare la popolazione che avr\u00e0 come quasi esclusivo sbocco \u201clavorativo\u201d il soldato o il terrorista. All\u2019Europa non rester\u00e0 che agonizzare, senza tecnologia adeguata, costretta a uccidersi da sola logorandosi in guerre per procura, e soffocare le proprie aziende per i costi enormi di una energia inadatta importata via mare, con i dazi che salgono alle stelle per le guerre in corso e lo stretto di Hormuz chiuso chiss\u00e0 sino a quando. Comunque e sempre ubbidiente, anche se Macron fa l\u2019offeso per essere stato tenuto fuori dalla torta e Starmer per non essere stato onorato come i suoi servigi gli avrebbero meritato. Una Europa che sar\u00e0 assaltata da quell\u2019umanit\u00e0 derelitta e costretta alla fuga dai paesi ex in via di sviluppo, ridotti a bande armate in lotta mortale l\u2019una contro l\u2019altra. Si salver\u00e0 la Gran Bretagna che ha saggiamente pensato di staccarsi in tempo dall\u2019EU traballante per fare lo scudiero della sua ex colonia come esperta in confini, visto che li ha tracciati col righello un secolo fa, a fare da incursore e spia. E Israele braccio armato degli Usa, i\u00a0<em>booth on the ground<\/em>, quelli disposti a fare il lavoro sporco e a calpestare il suolo altrui, spietati e intrisi di sangue come tutti i vassalli che vogliono fare potenti se stessi e felice il re. Hanno un progetto, costruire la Grande Israele, piccolo impero medio-orientale, sterminando i popoli che occupano le terre che vogliono e sorvegliare i pozzi di petrolio per l\u2019imperatore. In cambio avranno anche loro accesso alle fonti di energia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La fine del lavoro e le eccedenze umane<\/em><\/p>\n<p>La transizione digitale \u00e8 gi\u00e0 in corso, ma la data cruciale dovrebbe essere il 2030, e bisogna fare in fretta a risolvere qualche problemuccio che esploder\u00e0 tra una manciatina di anni quando si completer\u00e0 la massiccia automazione dei lavori ripetitivi e semi-qualificati (back office, call center, contabilit\u00e0 di base, logistica). Subito dopo l\u2019IA generativa spazzoler\u00e0 via il lavoro cognitivo qualificato (analisi dati, scrittura, codice, diagnosi mediche di base, consulenza standardizzata) e, entro una decina di anni, dovrebbe compiersi l\u2019automazione di una ampia quota significativa di professioni oggi considerate \u201csicure\u201d, come attivit\u00e0 bancarie, logistica, eccetera. Quanti posti di lavori salteranno? Non lo so. Milioni e milioni, certamente.<\/p>\n<p>La transizione energetica\u00a0<em>dovrebbe<\/em>\u00a0seguire la stessa scansione, dal 2030 le emissioni globali dovrebbe scendere (niente pi\u00f9 macchine a benzina e diesel) e nel 2050 quasi tutta l\u2019elettricit\u00e0 globale dovr\u00e0 essere pulita.<\/p>\n<p>La simultaneit\u00e0 delle due transizioni produrr\u00e0 una ecatombe di posti di lavoro, circa un miliardo di persone che dovranno riqualificarsi entro il 2030! I nostri figli e nipoti, intendo le generazioni che hanno 50 anni e 30 e forse anche quelli di 20, hanno studiato cose che non servono a niente, robaccia per dinosauri che non faranno loro trovare neanche uno straccio di lavoro decente, neanche la badante se miglioreranno i robot-infermieri. Neanche gli snobbissimi che si sono formati alla Bocconi avranno molte speranze. Il problema per\u00f2 non \u00e8 tanto il numero totale ma la distribuzione geografica e professionale: chi perde lavoro nelle miniere di carbone in Polonia o in West Virginia non \u00e8 necessariamente in grado di lavorare nell\u2019eolico offshore. Il rischio di desertificazione economica locale \u00e8 reale e gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p>E allora cosa fare di tutta questa massa di giovani e giovanissimi senza lavoro, senza stipendio e senza identit\u00e0? Mandarli in guerra per la patria, per un qualche dio, per i soldi. Un modo per tenerli occupati e contenere le eccedenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Semmai morir\u00f2 per una idea<\/em><\/p>\n<p>Ci tocca dunque fare mente locale e capire come proteggere le nostre vite da una crisi strutturale del capitale che sta mettendo in discussione tutte le regole che le nazioni uscite da due guerre mondiale si erano date per scongiurare una terza guerra che invece \u00e8 qui e distrugge tutto, a cominciare dal diritto internazionale, delle economie e dalla vita dei popoli. Come ci possiamo difendere dalla prepotenza di questa inedito Asse Washington-Tel Aviv (con codazzino a Londra) che detiene il sapere di tecnologie che cambiano la natura stessa della sovranit\u00e0 e che muovono da una struttura costituzionale che fa capo al peggior nazionalismo espresso degli Stati-nazione: colonialismo, etnocentrismo, autoritarismo. Che usa i media quasi esclusivamente come propaganda, anche grazie all\u2019IA generativa che ha reso la produzione di disinformazione di massa quasi gratuita e praticamente indistinguibile dalla realt\u00e0. Deepfake, video di leader politici, articoli falsi generati automaticamente in milioni di copie, bot che simulano opinioni pubbliche inesistenti: questi strumenti stanno gi\u00e0 erodendo la capacit\u00e0 dei cittadini di distinguere il vero dal falso, presupposto fondamentale della democrazia.<\/p>\n<p>Che fare dunque, visto che arrenderci all\u2019apocalisse \u00e8 poco utile e scarsamente divertente?<\/p>\n<p>Cosa facciamo noi donne di Occidente? Ci siamo fatte hackerare dal patriarcato e dal capitale, ci siamo fatte complici della nostra stessa oppressione e cooptare dal potere. Abbiamo abdicato alla nostra forza, alla nostra sorellanza. Ricordo che, alla prima Guerra del Golfo, ci eravamo sollevate in tante. A Milano ci eravamo trovate al Cicip-Ciciap per nominarci \u201cLibere di Stato\u201d, esponendo\u00a0il nostro corpo apolide, libere di non appartenere. Volevamo praticare cammini non convenzionali, esplorare la qualit\u00e0 della relazione con tutte le differenze, per lottare insieme e onorare la vita. Poi ci siamo fatte rubare il tempo dal capitale e rapire dalla modernit\u00e0 che ci ha disperso come onde nel mare. Adesso sappiamo, o cambiamo il mondo o continueremo, di guerra in guerra, a mandare le nostre figlie e i nostri figli a morire, bruciati da questa vita insensata che ci impongono di vivere. Diciamo basta e proviamo a spostare lo sguardo, a costruire dal basso una societ\u00e0 che non abbia bisogno di nemici.<\/p>\n<p>Star\u00f2 sempre dalla parte delle donne che sciolgono i loro capelli per libert\u00e0, con quelle che li intrecciano per praticare la sorellanza, con quelle che salgono alla montagna per difendere la vita.<\/p>\n<p>Donna, Vita, Libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/32517-rosella-simone-voi-fate-la-guerra-noi-la-rivoluzione.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/crisi-mondiale\/32517-rosella-simone-voi-fate-la-guerra-noi-la-rivoluzione.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Rosella Simone) La chiamavano \u201cdiplomazia coercitiva\u201d, i saltimbanchi della parola. Adesso iniziano capire che \u00e8 guerra e si arrampicano sui vetri. 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