{"id":94405,"date":"2026-03-17T09:58:06","date_gmt":"2026-03-17T08:58:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94405"},"modified":"2026-03-16T16:01:00","modified_gmt":"2026-03-16T15:01:00","slug":"guerra-alliran-escalation-o-disimpegno-lamministrazione-trump-al-bivio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94405","title":{"rendered":"Guerra all\u2019Iran: escalation o disimpegno? L\u2019Amministrazione Trump al bivio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P20260309DT-0366.jpg\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"851\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, il presidente <a href=\"https:\/\/www.axios.com\/2026\/03\/04\/trump-us-munitions-stockpile-iran-war\">Donald Trump<\/a> e il segretario alla Guerra <a href=\"https:\/\/www.war.gov\/News\/Transcripts\/Transcript\/Article\/4421037\/secretary-of-war-pete-hegseth-and-chairman-of-the-joint-chiefs-of-staff-gen-dan\/\">Pete Hegseth<\/a> hanno rilasciato dichiarazioni perfettamente convergenti nel delineare un \u201cruolino di marcia\u201d che secondo la loro ricostruzione stava portando gli Stati Uniti a realizzare costanti progressi verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall\u2019Operazione Epic Fury, scatenata contro l\u2019Iran il 28 febbraio precedente.<\/p>\n<p>Il 7 marzo, la portavoce della Casa Bianca Anne Kelly ha affermato sul punto che \u00ab<em>il presidente Trump e l\u2019amministrazione hanno chiaramente identificato gli <a href=\"https:\/\/www.straitstimes.com\/world\/middle-east\/one-week-into-iran-war-the-dangers-for-the-us-and-trump-multiply?ref=latest\">obiettivi<\/a> dell\u2019Operazione Epic Fury: distruzione dei missili balistici e della capacit\u00e0 industriale dell\u2019Iran, demolizione della sua marina, smantellamento della capacit\u00e0 iraniana di armare gli alleati regionale e di ottenere un\u2019arma nucleare. <\/em><em>Il regime iraniano \u00e8 completamente annientato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>A dispetto delle rassicurazioni fornite, la natura delle finalit\u00e0 perseguite dall\u2019amministrazione Trump risultava gi\u00e0 in quel frangente per\u00f2 tutt\u2019altro che chiara, come denunciato da ben quattro senatori democratici a margine di un\u00a0<strong><em>briefing<\/em><\/strong>\u00a0a porte chiuse focalizzato proprio sulla situazione in Iran.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195638 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/thumbs_b_c_6dceda9f29ee09d6309191f321ceba2b.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"487\" \/><\/p>\n<p>Per <a href=\"https:\/\/www.warren.senate.gov\/newsroom\/press-releases\/icymi-warren-calls-for-congress-to-block-reckless-war-in-iran-investigate-civilian-harm-demands-accountability-from-trump-administration\">Elizabeth\u00a0Warren<\/a><strong>,<\/strong>\u00a0\u00ab<em>la situazione \u00e8 peggiore rispetto a quanto si potesse pensare\u00bb.<\/em> Senza contare che \u00abDonald Trump sta trascinando gli americani in questa guerra illegale e incostituzionale senza alcun piano su come porvi fine. Non ha obiettivi dichiarati. Nessuna strategia chiara. Non c\u2019\u00e8 modo di spiegare che quando raggiungeremo determinati obiettivi, ce ne andremo\u00bb.<\/p>\n<p>Anche <a href=\"https:\/\/www.markey.senate.gov\/news\/press-releases\/senator-markey-votes-to-oppose-trumps-illegal-war-in-iran\">Ed Markey<\/a> ha lamentato l\u2019assenza totale di strategia volta a impedire che il conflitto degeneri in una catastrofe su scala ben pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p>Chris Murphy ha <a href=\"https:\/\/www.npr.org\/2026\/03\/12\/nx-s1-5744836\/sen-chris-murphy-d-conn-says-trumps-plans-for-the-war-in-iran-are-incoherent\">dichiarato<\/a> che <em>\u00abgli obiettivi della guerra non includono la distruzione del programma nucleare dell\u2019Iran. <\/em><em>Questo \u00e8 sorprendente, dal momento che Trump ha affermano ripetutamente che si tratta di un obiettivo chiave. Ma ovviamente sappiamo gi\u00e0 che gli attacchi aerei non possono eliminare il materiale nucleare iraniano\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>In secondo luogo, <em>\u00abci \u00e8 stato confermato che anche il cambio di regime non \u00e8 nella lista. Quindi, spenderanno centinaia di miliardi di dollari delle nostre tasse, faranno uccidere un sacco di americani, e un regime intransigente \u2013 probabilmente ancora pi\u00f9 intransigente e anti-americano \u2013 sar\u00e0 ancora al potere<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Quindi, \u00ab<em>quali sono gli obiettivi? Sembra che consistano, principalmente, nella distruzione di missili, navi e fabbriche di droni. Ma la domanda che ci ha lasciati perplessi: cosa succede quando cesseranno i bombardamenti e gli iraniani riavvieranno la produzione? Hanno accennato a pi\u00f9 bombardamenti. Cosa che significa, ovviamente, guerra senza fine<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Sullo Stretto di Hormuz, infine, \u00ab<em>non avevano alcun piano [\u2026]. L\u2019amministrazione Trump non sa come riaprirlo in sicurezza. Il che \u00e8 imperdonabile, perch\u00e9 questa parte del disastro era 100% prevedibile\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195613 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/250515-F-CJ792-2059R.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.aa.com.tr\/en\/americas\/us-may-be-putting-boots-on-the-ground-in-iran-senator-warns\/3849054\">Richard Blumenthal<\/a> ha invece affermato di essere \u00abpi\u00f9 spaventato che mai\u00bb dalla concreta prospettiva che gli Stati Uniti procedano con un\u2019invasione di terra dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Un\u2019opzione, quest\u2019ultima, che secondo NBC <a href=\"https:\/\/www.nbcnews.com\/politics\/white-house\/trump-privately-shown-serious-interest-us-ground-troops-iran-rcna262176\">sarebbe<\/a> stata presa seriamente in considerazione da Trump, che ha parallelamente <a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/news\/china\/military\/article\/3346575\/us-shifting-thaad-south-korea-mideast-what-does-mean-china\">disposto<\/a> il trasferimento di sistemi di difesa aerea Thaad e Patriot dalla Corea del Sud al teatro mediorientale per far fronte alle crescenti, innegabili \u2013 a dispetto delle \u201csparate\u201d <a href=\"https:\/\/truthsocial.com\/@realDonaldTrump\/posts\/116227904143399817\">dell\u2019inquilino<\/a> della Casa Bianca e del suo segretario alla Guerra \u2013 difficolt\u00e0 che le forze statunitensi e le monarchie sunnite del Golfo Persico stanno riscontrando nel contrastare gli attacchi iraniani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La rappresaglia iraniana<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Dal\u00a0 quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein alle basi di Umm Dahal in Qatar, Camp Arifjan in Kuwait, Muwaffaq Salti in Giordania, Prince Sultan in Arabia Saudita e al-Ruwais e al-Sader negli Emirati Arabi Uniti (per non parlare dei siti impiantati in territorio israeliano), i missili e droni iraniani hanno colpito soprattutto sulle infrastrutture di tracciamento missilistico (radar, parabole satellitari, ecc.) che coordinano i sistemi di difesa regionali, nell\u2019ambito di un piano d\u2019azione rivolto a \u201csmontare\u201d pezzo per pezzo il sistema regionale di comando e controllo statunitense.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195640\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Unveiling_ceremony_of_Khorramshahr-4_ballistic_missile_62.jpg\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"573\" \/><\/p>\n<p>Il \u00abNew York Times\u00bb ha <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/03\/03\/world\/middleeast\/iran-strikes-us-military-communication-infrastructure-in-mideast.html\">pubblicato<\/a> immagini satellitari che documentano in maniera inequivocabile la portata e il senso della ritorsione iraniana.<\/p>\n<p>In primo luogo, l\u2019Iran ha lanciato verso Israele e i siti statunitensi ondate di droni e missili pi\u00f9 \u201cdatati\u201d con l\u2019obiettivo di imporre alle controparti elevatissimi livelli di consumo dei preziosi e costosissimi intercettori.<\/p>\n<p>Per l\u2019altro, l\u2019alto comando iraniano ha centellinato provvisoriamente l\u2019impiego dei vettori pi\u00f9 moderni, limitandosi in un primo momento a orientarli sulle apparecchiature di rilevamento statunitensi.<\/p>\n<p>Solo a quel punto \u00e8 scattato il ricorso ai sistemi d\u2019arma pi\u00f9 performanti, come si evince dalle dichiarazioni <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/iran-says-it-has-not-yet-used-all-our-advanced-weapons-report\/\">formulate<\/a> il 3 marzo dal portavoce del Ministero della Difesa di Teheran Reza Talaei-Nik secondo cui \u00ababbiamo la capacit\u00e0 di resistere e di portare avanti operazioni sa difensive che offensive pi\u00f9 a lungo di quanto [il nemico] abbia pianificato. Non intendiamo schierare tutte le nostre armi e attrezzature avanzate nei primi giorni di conflitto\u00bb.<\/p>\n<p><em>\u00abL\u2019intensit\u00e0 di utilizzo degli intercettori che abbiamo visto negli ultimi due giorni non pu\u00f2 essere mantenuta per pi\u00f9 di un\u2019altra settimana, probabilmente un paio di giorni al massimo, e poi <\/em>[gli Stati arabi del Golfo Persico, NdA<em>] cominceranno a sentire il peso della carenza di munizioni\u00bb,<\/em> ha <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/gulf-states-in-race-against-time-to-repel-irans-counterattack-96c16802\">dichiarato<\/a> Fabian Hoffmann, esperto di missilistica presso l\u2019Universit\u00e0 di Oslo, al Wall Street Journal lo scorso 2 marzo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195647\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tasnim-1.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"599\" \/><\/p>\n<p>Le stesse monarchie sarebbero <a href=\"https:\/\/www.cbsnews.com\/news\/arab-states-running-low-interceptors-iranian-fired-missiles\/\">esercitando<\/a> forti pressioni sugli Stati Uniti per ottenere il prima possibile rifornimenti di intercettori, imbattendosi tuttavia, <a href=\"https:\/\/www.middleeasteye.net\/news\/us-stonewalling-requests-gulf-states-replenish-interceptors-sources-say\">sostiene<\/a> \u00abMiddle East Eye\u00bb sulla base delle rivelazioni di un funzionario statunitense, nell\u2019\u201costruzionismo\u201d dell\u2019amministrazione Trump. La fonte sostiene che gli Stati del Golfo Persico \u00absi troverebbero in difficolt\u00e0 se si aspettassero nuove forniture di intercettori. Qualunque sia la quantit\u00e0 di munizioni prodotta negli ultimi due mesi, in questi giorni abbiamo esaurito la produzione di diversi anni\u00bb.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un ulteriore degradazione delle riserve strategiche di intercettori per i sistemi Thaad e Patriot, gi\u00e0 significativamente intaccate dalle continue consegne all\u2019Ucraina, dalle fallimentari campagne militari in Yemen e dalla Guerra dei 12 Giorni combattuta nel giugno del 2025.<\/p>\n<p>Alcune <a href=\"https:\/\/militarywatchmagazine.com\/article\/us-plans-withdrawal-thaad-korea-mideast-iran\">valutazioni<\/a> stimano che, in quel breve lasso di tempo, gli Stati Uniti abbiano consumato il 25% delle riserve totali di missili Talon per il sistema THAAD (costo: 15,5 milioni di dollari l\u2019uno) e di una quota parimenti consistente delle scorte di intercettori Sim-3 (costo: 12,5 milioni di dollari l\u2019uno).<\/p>\n<p>Secondo il Center for Strategic and International Studies (Csis), a dicembre 2025 gli arsenali statunitensi <a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/depleting-missile-defense-interceptor-inventory\">contenevano<\/a> 534 intercettori Talon e 414 Sm-3.<\/p>\n<p>La situazione relativa ai Patriot sarebbe significativamente migliori, con Lockheed Martin che ha <a href=\"https:\/\/www.lockheedmartin.com\/en-us\/news\/features\/2026\/Lockheed-Martin-and-U-S-Government-Reach-Historic-Deal-to-Turbo-Charge-PAC-3-Missile-Segment-Enhancement-MSE-Production-for-U-S-and-Allies.html\">raggiunto<\/a> una produzione di 600 intercettori PAC-3 (costo: 3,8 milioni l\u2019uno) all\u2019anno, ma si tratta di intercettori molto meno performanti rispetto ai THAAD e agli Sm-3, bisognosi di tempi di produzioni molto pi\u00f9 lunghi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195648\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tasnim.jpg\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"599\" \/><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 possibile sostituire questo tipo di missili da un giorno all\u2019altro. Ci vogliono anni\u00bb, ha <a href=\"https:\/\/www.militarytimes.com\/news\/your-military\/2026\/03\/06\/race-of-attrition-us-militarys-finite-interceptor-stockpile-is-being-tested\/\">affermato<\/a> Kelly Grieco dello Stimson Center. A suo avviso, \u00ab<em>se gli Stati Uniti dovessero utilizzare gli intercettori durante l\u2019attuale guerra con l\u2019Iran allo stesso ritmo della Guerra dei 12 Giorni, consumerebbero met\u00e0 del loro intero arsenale di intercettori in quattro o cinque settimane<\/em>\u00bb, con conseguente trasferimento di sistemi di difesa aerea da altri teatri operativi in cui si verrebbero a creare pericolose lacune.<\/p>\n<p>Qualora la guerra con l\u2019Iran finisse invece per prolungarsi per diversi mesi e il tasso di utilizzo degli intercettori da parte degli Stati Uniti si attestasse a livelli paragonabili a quelli toccati durante la guerra dei 12 Giorni, \u00ab<em>gli Stati Uniti potrebbero ipoteticamente esaurire l\u2019intero arsenale di intercettori\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Anche le scorte di missili da crociera Tomahawk sono state pesantemente intaccate, creando una carenza critica con cui la marina militare statunitense \u00absar\u00e0 chiamata a convivere per diversi anni a venire\u00bb, ha <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/14713f6f-a1a6-4477-bd10-d3780fbc8ab5\">dichiarato<\/a> al Financial Times una fonte interna all\u2019amministrazione Trump.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Trump ha consumato \u201canni\u201d di munizioni critiche dall\u2019inizio della guerra con l\u2019Iran, hanno detto tre persone a conoscenza della questione, alimentando le preoccupazioni per l\u2019aumento dei costi del conflitto e per la capacit\u00e0 degli Stati Uniti di rifornire le proprie scorte. Il rapido esaurimento delle armi include missili Tomahawk avanzati a lungo raggio, hanno detto alcune persone.<\/p>\n<p>Sul punto, Antony Blinken, segretario di Stato sotto l\u2019amministrazione Biden, ha <a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2026-03-04\/former-secretary-of-state-blinken-on-keys-to-ending-the-war-in-iran\">espresso<\/a> valutazioni molto preoccupate. A suo avviso, <em>\u00abTrump potrebbe teoricamente dichiarare vittoria domani e affermare che il regime ha subito gravi danni, che le forze missilistiche, il programma nucleare e la marina sono stati gravemente colpiti, e poi interrompere le operazioni. Ma che senso avrebbe tutto questo? <\/em><\/p>\n<p><em>Gran parte delle infrastrutture e dei sistemi d\u2019armi distrutti possono essere ripristinati. E senza cambiare il sistema di gestione del regime stesso, cosa che al momento non sembra accadere, si corre un rischio enorme\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195649 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Unveiling_ceremony_of_Khorramshahr-4_ballistic_missile_01.jpg\" alt=\"\" width=\"1050\" height=\"700\" \/><\/p>\n<p>Blinken ha quindi aggiunto che: \u00ab<em>gli iraniani ci hanno costretto a utilizzare gi\u00e0 adesso molti intercettori per la difesa o addirittura missili offensivi per distruggere i loro lanciatori. Non conosco le cifre esatte, ma queste risorse non sono infinite. I tempi di produzione sono molto lunghi. E, naturalmente, in molti casi, utilizziamo sistemi d\u2019arma molto costosi per abbattere droni del valore di 20.000 dollari. Si tratta \u00e8 una pessima formula economica se la situazione si protrae a lungo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un altro aspetto, fondamentale, a preoccupare Blinken: \u00ab<em>potremmo intaccare il nostro arsenale a tal punto da rendere necessario molto tempo per ricostituirlo. E questo ci collocherebbe in una posizione di svantaggio rispetto, ad esempio, alla Cina o alla Russia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Lo <em>scoop<\/em> del Washington Post<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le preoccupazioni espresse dal fronte democratico risultano avvalorate dal contenuto di un rapporto classificato redatto dal National Intelligence Council e consegnato al presidente Trump una settimana prima che Stati Uniti e Israele scatenassero l\u2019attacco congiunto contro l\u2019Iran. Ne ha <a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/national-security\/2026\/03\/07\/iran-intelligence-report-unlikely-oust-regime\/\">scritto<\/a> il Washington Post basandosi sulle confidenze rese da tre alti funzionari statunitensi, secondo cui il documento tratteggiava due scenari che si sarebbero potuti concretizzare in seguito a una campagna militare mirata contro gli esponenti verticistici dell\u2019apparato istituzionale iraniano.<\/p>\n<p>In entrambi gli sviluppi ipotizzati dagli specialisti in forza al National Intelligence Council, <em>\u00abl\u2019establishment clericale e militare iraniano avrebbe risposto all\u2019assassinio della Guida Suprema Ali Khamenei applicando una serie di protocolli volti a preservare la continuit\u00e0 del potere. La prospettiva che la frammentata opposizione iraniana assuma il controllo del Paese \u00e8 qualificata all\u2019interno del documento come \u201cimprobabile\u201d\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019analisi del National Intelligence Council, lo stesso che nel marzo 2025 (tre mesi prima dello scatenamento della Guerra dei 12 Giorni da parte di Israele e della contestuale Operazione Midnight Hammer statunitense) aveva <a href=\"https:\/\/www.dni.gov\/files\/ODNI\/documents\/assessments\/ATA-2025-Unclassified-Report.pdf\">confermato<\/a> la refrattariet\u00e0 dell\u2019Iran a dotarsi dell\u2019arma nucleare, risulta pienamente avvalorata dalla nomina a Guida Suprema di Mojtaba Hosseini Khamenei, figlio di Ali Khamenei e figura decisamente <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/europe\/trump-rejects-settling-iran-war-raises-prospect-killing-all-its-potential-2026-03-08\/\">sgradita<\/a> al presidente Trump perch\u00e9 reputata assolutamente disfunzionale agli interessi statunitensi.<\/p>\n<p><strong>Ma soprattutto, la fuga di notizie di cui ha beneficiato il \u00abWashington Post\u00bb palesa una volont\u00e0 interna all\u2019ufficio diretto da Tulsi Gabbard di smarcarsi dalle deliberazioni della Casa Bianca, che di fronte alla conclamata indisponibilit\u00e0 della classe dirigente iraniana a piegarsi alle richieste statunitensi si trova costretta a rilanciare per non perdere la faccia.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>La \u201cDottrina Tump\u201d e la prospettiva dell\u2019<em>escalation<\/em><\/u><\/strong><\/p>\n<p>Quella venutasi a configurare in Iran \u00e8 una situazione che evidenzia tutti i (colossali) limiti della cosiddetta \u201cDottrina Trump\u201d. Lo scorso giugno, durante una festa del Partito Repubblicano tenutasi in Ohio, il vicepresidente Jd Vance ne <a href=\"https:\/\/www.politico.com\/news\/2025\/06\/24\/vance-iran-trump-doctrine-ohio-dinner-00422304\">tratteggi\u00f2<\/a> i contorni, articolandola in tre capisaldi fondamentali: definire l\u2019interesse statunitense; esercitare una forte pressione diplomatica per perseguirlo; ricorrere all\u2019opzione militare una volta appurata l\u2019inefficacia dell\u2019azione diplomatica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195650 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P20260309DT-0385.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>Secondo Vance, la \u201cDottrina Trump\u201d era stata plasticamente applicata proprio nei confronti dell\u2019Iran, durante la Guerra dei 12 Giorni: gli Stati Uniti intendevano impedire alla Repubblica Islamica di dotarsi dell\u2019arma nucleare, e hanno coerentemente avviato una aggressiva campagna diplomatica nei confronti di Teheran, fallita la quale sono passati alle maniere forti avvalendosi, per citare Vance, di \u00ab<em>una potenza militare schiacciante per risolvere il problema e ritirarsi prima di essere risucchiati in un conflitto prolungato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abComprendo assolutamente \u2013 ha dichiarato il vicepresidente \u2013 la frustrazione dei cittadini statunitensi che sono esausti dopo 25 anni di coinvolgimenti stranieri in Medio Oriente. Capisco la preoccupazione, ma la differenza \u00e8 che in passato eravamo in balia di presidenti inetti, mentre ora abbiamo un presidente che sa davvero come raggiungere gli obiettivi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Uno scontro con l\u2019Iran non si trasformer\u00e0 in un conflitto lungo ed estenuante\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019impossibilit\u00e0 di conseguire una \u201cvittoria rapida\u201d apre inesorabilmente il varco all\u2019escalation, come <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TfhlCW_hnbM\">sottolineato<\/a> dallo storico e specialista di questioni strategiche Pierre Razoux dinnanzi alla Commissione Affari Esteri del Senato francese.<\/p>\n<p>A suo avviso, un\u2019implosione in tempi brevi dell\u2019apparato istituzionale iraniano \u00e8 da escludere, cos\u00ec come una pubblica ammissione di fallimento da parte dell\u2019amministrazione Trump prodromica al ritiro degli Stati Uniti dal conflitto e al sostanziale \u201cabbandono\u201d di Israele. \u00abPosso immaginarlo nel medio termine, ma non nel breve termine\u00bb, ha dichiarato Razoux. Anche una ripresa dei negoziati \u00e8 altamente improbabile, come testimoniato dalle dichiarazioni <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/araghchi-iran-not-asking-for-ceasefire-or-negotiations-with-us\/\">rilasciate<\/a> sul punto dal ministro degli Esteri iraniano Araghchi che ha rilevato come l\u2019attitudine degli Stati Uniti ad attaccare la controparte a trattive in corso stia ormai trasformandosi in una prassi operativa consolidata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195651 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/651052653_932017052920261_2957451695854555419_n.jpg\" alt=\"\" width=\"1057\" height=\"690\" \/><\/p>\n<p>Per lo storico francese, la riattivazione dei negoziati \u00e8 possibile \u00absolo se gli Stati Uniti fanno il primo passo e offrono una concessione significativa agli iraniani\u00bb. Difficile aspettarselo, a pochi mesi di distanza da elezioni di medio termine che si preannunciano molto problematiche e con diversi soldati statunitensi caduti sul campo di battaglia nell\u2019ambito di un conflitto a cui la stragrande maggioranza dell\u2019opinione pubblica interna <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/world\/us\/just-one-four-americans-support-us-strikes-iran-reutersipsos-poll-finds-2026-03-01\/\">guarda<\/a> con grande ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo Razoux, \u00e8 molto probabile che la situazione si evolva in un impantanamento degli Stati Uniti, previa escalation del conflitto che l\u2019amministrazione Trump \u00e8 indotta a ricercare per \u201csalvare la faccia\u201d.<\/p>\n<p>Quando una campagna militare che si riteneva di poter condurre con successo entro precisi vincoli temporali non produce gli effetti sperati, i decisori politici subiscono forti pressioni a dimostrare la propria risolutezza, e quindi a rilanciare. Incaricano cos\u00ec i vertici delle forze armate di elaborare nuovi piani d\u2019azione finalizzati al conseguimento di obiettivi sempre pi\u00f9 ambiziosi, trasformando un\u2019operazione limitata nello spazio e nel tempo in uno sforzo prolungato e geograficamente molto pi\u00f9 esteso.<\/p>\n<p>Lo schema si \u00e8 declinato precisamente durante la Guerra del Vietnam, quando, di fronte alla conclamata incapacit\u00e0 di sopraffare i combattenti facenti capo al Vietminh, le amministrazioni Johnson e Nixon ampliarono gradualmente il raggio dei bombardamenti sul nord del Paese e sui suoi vicini.<\/p>\n<p>L\u2019Operazione Rolling Thunder, protrattasi dal marzo 1965 al novembre 1968, vide le forze aeree statunitensi scaricare sul Vietnam del Nord circa 900.000 tonnellate di bombe.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195614 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/251125-N-IP140-1172P.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Nel momento in cui divenne evidente che la distruzione sistematica di reti logistiche, porti, impianti petroliferi, difese aeree, ecc. non stava provocando il collasso della resistenza vietnamita, i decisori statunitensi espansero il perimetro delle aree da sottoporre a bombardamento ricomprendendovi Laos e Cambogia. Nell\u2019ambito delle Operazioni <em>Barrel Roll<\/em><em>,\u00a0Steel Tiger e Freedom Deal, gli Stati Uniti riversarono su questi due piccoli Paesi un ammontare di bombe superiore a quello impiegato durante l\u2019intera Seconda Guerra Mondiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni tornata di escalation puntava a incrementare la pressione sulle autorit\u00e0 di Hanoi fino a indurle alla capitolazione, senza tuttavia culminare con l\u2019atteso crollo politico del nemico. <\/em><\/p>\n<p><em>Al contrario, <\/em>l\u2019insurrezione guidata da <em>H\u1ed3 Ch\u00ed Minh<\/em> e V\u00f5\u00a0<em>Nguy\u00ean Gi\u00e1p<\/em> riusc\u00ec a conseguire, a un prezzo elevatissimo in termini di vite umane e distruzioni materiali, l\u2019obiettivo di isolare il nemico dai suoi alleati, spaccarlo sul fronte interno e dissolverne infine la disponibilit\u00e0 a continuare a combattere.<\/p>\n<p>Come <a href=\"https:\/\/newleftreview.org\/issues\/i48\/articles\/goran-therborn-from-petrograd-to-saigon\">annotava<\/a> nel 1968 il sociologo G\u00f6ran Therborn, <em>\u00abcombattendo con successo e ben diretta, l\u2019armata dei guerriglieri riesce ad ero\u00addere e infine a disintegrare la posizione sociale, politica e militare del meno agile nemico convenzionale che \u2013 prima di essere defini\u00adtivamente sconfitto \u2013 scaglia contro la popolazione tutta la sua furia tecnologica<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mutatis mutandis<\/em>, in Iran sembra affermarsi una dinamica paragonabile, con l\u2019<em>escalation<\/em> militare statunitense che va sempre pi\u00f9 configurandosi come un surrogato politico della strategia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195612\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/260302-N-D0477-1413M.jpg\" alt=\"\" width=\"870\" height=\"580\" \/><\/p>\n<p>La guerra \u00e8 giunta a contemplare attacchi alle navi che incrociano nel Golfo Persico, raid contro infrastrutture petrolifere, l\u2019interruzione del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e, forse, perfino il <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/livecoverage\/us-israel-iran-war-news-2026\/card\/pentagon-sends-marine-expeditionary-unit-to-middle-east-WeoODg0XIIe31W3np2aI\">tentativo<\/a> di occupazione della cruciale isola di Kharg.<\/p>\n<p>L\u2019impatto sui listini azionari di tutto il mondo, sul mercato dell\u2019energia, sui prezzi delle assicurazioni marittime, sulla domanda dei titoli di Stato statunitensi si \u00e8 rivelato pesantissimo.<\/p>\n<p>I governi di tutto il Medio Oriente stanno seriamente interrogandosi sulla sostenibilit\u00e0 e l\u2019affidabilit\u00e0 dell\u2019architettura di sicurezza sorretta dalla rete regionale di basi militari statunitensi, e avviando \u00abuna revisione interna per determinare se le clausole di forza maggiore possano essere invocate nei contratti in corso, rivedendo al contempo gli impegni di investimento all\u2019estero al fine di alleviare parte della prevista tensione economica derivante dalla guerra in corso\u00bb.<\/p>\n<p>Lo ha <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/ab7d597d-5e72-4cbf-8d3b-53815695d68f\">rivelato<\/a> al Financial Times un funzionario mediorientale di alto livello, secondo cui la presa di posizione dei Paesi del Golfo Persico deriverebbe dettata dalle \u00ab<em>tensioni di bilancio che questi Stati stanno affrontando a causa della riduzione delle entrate<\/em>\u00bb provocata dal clima bellico.<\/p>\n<p>Sotto la coltre delle preoccupazioni relative al riequilibrio dei conti pubblici espresse dai Paesi del Golfo Persico sta con ogni probabilit\u00e0 maturando un progetto di sganciamento regionale dal sistema del petrodollaro, che per decenni ha impegnato gli Stati arabi produttori di petrolio arabi a commercializzare il proprio petrolio esclusivamente in dollari da riciclare sotto forma di investimenti nell\u2019economia statunitense (azioni, obbligazioni, beni immobiliari, ecc.), come contropartita per l\u2019appoggio politico e la protezione militare Usa.<\/p>\n<p>Protezione che gli Stati Uniti sembrano sempre meno capaci o disposti a garantire, come testimoniato dalle due spedizioni in Yemen contro gli Houthi risoltesi in un nulla di fatto ancor prima che dalla situazione modellata dall\u2019Operazione Epic Fury.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195529\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1404121016200832935805804.jpg\" alt=\"\" width=\"873\" height=\"608\" \/><\/p>\n<p>In siffatto contesto caratterizzato da crescenti avversit\u00e0, l\u2019amministrazione Trump \u00e8 strutturalmente indotta a elevare il tenore dell\u2019offensiva convenzionale, intensificare la guerra economica, cercare di coinvolgere nuovi partner nelle operazioni belliche cos\u00ec da schiacciare il governo nemico.<\/p>\n<p>I precedenti storici insegnano tuttavia che le societ\u00e0 come quella iraniana, spiccatamente incline al sacrificio per ragioni religiose e forte \u2013 come <a href=\"https:\/\/krisis.info\/it\/2025\/09\/aree\/medio_oriente\/iran\/todd-perche-liran-non-puo-avere-armi-nucleari-e-israele-si\/\">scrive<\/a> Emmanuel Todd \u2013 di \u00ab<em>una tradizione e una storia di costruzione statale che risalgono a 2.500 anni fa<\/em>\u00bb, tendono a compattarsi di fronte alle pressioni esterne.<\/p>\n<p>Lo conferma un rapporto dell\u2019intelligence statunitense il cui contenuto \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/media-telecom\/us-intelligence-says-iran-government-is-not-risk-collapse-say-sources-2026-03-11\/\">giunto<\/a> per vie traverse a Reuters, secondo cui\u00a0 \u00abla <em>leadership<\/em> iraniana \u00e8 ancora in gran parte intatta e non rischia di crollare a breve termine dopo quasi due settimane di bombardamenti incessanti da parte di Stati Uniti e Israele [\u2026]. Una pluralit\u00e0 di rapporti di intelligence fornisce analisi coerenti secondo cui il regime non \u00e8 in pericolo di collasso e mantiene il controllo del Paese\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Conclusioni<\/u><\/strong><\/p>\n<p>I bombardamenti possono indebolire il nemico, disgregarne il dispositivo militare e rendergli la vita difficile in una miriade di modi, ma non conducono necessariamente all\u2019auspicato cambio di regime, che si verifica soltanto quando il controllo del territorio passa di mano. Un\u2019invasione di terra sembra assolutamente impraticabile per questioni di opportunit\u00e0 politica e realizzabilit\u00e0 militare.<\/p>\n<p>L\u2019Iran non necessita di sconfiggere militarmente gli Stati Uniti. Deve anzitutto sopravvivere come struttura statale nella sua attuale configurazione istituzionale, salvaguardando le capacit\u00e0 fondamentali interne e imponendo al contempo costi militari, politici, economici e sociali sempre insostenibilit\u00e0 per la controparte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195652 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/P20260309DT-0439.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>Il contendente pi\u00f9 debole \u00e8 chiamato a sopportare punizioni anche estreme pi\u00f9 a lungo di quanto quello pi\u00f9 forte sia in grado di preservare il sostegno politico alla guerra.<\/p>\n<p>Se il fragile equilibrio su cui si regge la capacit\u00e0 della parte pi\u00f9 forte di continuare a combattere si rompe prima e\/o pi\u00f9 fragorosamente del previsto, la parte pi\u00f9 debole pu\u00f2 addirittura puntare a obiettivi pi\u00f9 ambiziosi. Nella fattispecie, a rimuovere \u2013 con il <a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/03\/la-scommessa-di-mosca-su-un-golfo-persico-senza-americani\/\">sostegno<\/a> attivo della Russia \u2013 la presenza militare statunitense dal teatro mediorientale.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Trump si trova quindi davanti a un bivio.\u00a0Pu\u00f2 inasprire ulteriormente l\u2019<em>escalation<\/em>, con il rischio di intrappolare gli Stati Uniti in una delle tante \u201cguerre infinite\u201d responsabili del pesante deterioramento della potenza del Paese.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 battere, magari previa proclamazione che gran parte degli obiettivi sono stati raggiunti (proposta che secondo il \u00abWall Street Journal\u00bb alcuni consiglieri di alto livello <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/world\/middle-east\/trump-advisers-urge-him-to-find-iran-exit-ramp-fearing-political-backlash-562fef1e\">avrebbero<\/a> sottoposto a Trump), la via del disimpegno, la cui percorribilit\u00e0 richiede tuttavia una vera e propria smobilitazione dall\u2019area.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-195519\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/HDPApZIaEAAgco2.jpg\" alt=\"\" width=\"863\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>Mohsen Rezai, generale e politico iraniano con trascorsi ai vertici dei Pasdaran, lo ha <a href=\"https:\/\/www.kurdistan24.net\/en\/story\/900595\/senior-iranian-official-says-tehran-will-end-war-only-if-us-pays-full-compensation-and-withdraws-from-persian-gulf\">spiegato<\/a> in termini inequivocabili: <em>\u00aba fine della guerra \u00e8 nelle nostre mani. Considereremo di porre fine alla guerra solo quando riceveremo un risarcimento completo per tutti i nostri danni dagli Stati Uniti e otterremo una garanzia al 100% per il futuro, che non \u00e8 possibile senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo Persico. Pertanto, la seconda condizione \u00e8 il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo Persico\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Le implicazioni di carattere politico, economico e geostrategico sono facilmente immaginabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Foto: Tasnin, IRNA, FARS, US Department of War, Anadolu e Casa Bianca<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/03\/guerra-alliran-escalation-o-disimpegno-lamministrazione-trump-al-bivio\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/03\/guerra-alliran-escalation-o-disimpegno-lamministrazione-trump-al-bivio\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giacomo Gabellini) \u00a0 &nbsp; Nei giorni scorsi, il presidente Donald Trump e il segretario alla Guerra Pete Hegseth hanno rilasciato dichiarazioni perfettamente convergenti nel delineare un \u201cruolino di marcia\u201d che secondo la loro ricostruzione stava portando gli Stati Uniti a realizzare costanti progressi verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall\u2019Operazione Epic Fury, scatenata contro l\u2019Iran il 28 febbraio precedente. 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