{"id":94427,"date":"2026-03-18T10:00:52","date_gmt":"2026-03-18T09:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94427"},"modified":"2026-03-17T23:11:00","modified_gmt":"2026-03-17T22:11:00","slug":"la-solita-noiosa-canzonetta-sul-peso-del-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94427","title":{"rendered":"La solita noiosa canzonetta sul peso del Debito pubblico"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONIARE RIVOLTA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/debito-pubblico.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6676\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/debito-pubblico.png?w=934\" alt=\"\" width=\"934\" height=\"614\" data-attachment-id=\"6676\" data-permalink=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/03\/16\/la-solita-noiosa-canzonetta-sul-peso-del-debito-pubblico\/debito-pubblico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/debito-pubblico.png\" data-orig-size=\"934,614\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"DEBITO PUBBLICO\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/debito-pubblico.png?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/debito-pubblico.png?w=700\" \/><\/a><\/figure>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ci risiamo. Neanche il Festival di Sanremo \u00e8 riuscito a far dimenticare il solito\u00a0<em>leitmotiv<\/em>\u00a0sull\u2019insostenibilit\u00e0 del debito pubblico italiano ai due principali organi della carta stampata nazionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 di pochi giorni fa un articolo de\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/rubriche\/outlook\/2026\/02\/18\/news\/debito_pubblico_un_pesa_da_52mila_euro_per_ogni_cittadino_cosa_serve_per_renderlo_sostenibile-425165932\/\">La Repubblica\u00a0<\/a>che, prendendo spunto dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/bollettino-economico\/2026-1\/index.html\">bollettino economico<\/a>\u00a0di inizio anno della Banca d\u2019Italia, sottolinea come sulla testa di ogni cittadino italiano graverebbero circa\u00a0<strong>52.500 euro di debito pubblico<\/strong>. In perfetta sincronia, la dose viene addirittura rincarata dal\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/opinioni\/26_marzo_05\/il-mondo-nuota-nei-debiti-che-rischi-per-le-generazioni-che-verranno-f08d6073-b33f-4e43-afca-01983a9d2xlk.shtml\">Corriere della Sera<\/a>, che parla di un peso intollerabile sulle spalle delle generazioni future a livello globale, dal momento che il debito pubblico mondiale avrebbe superato i\u00a0<strong>centomila miliardi di dollari<\/strong>, come evidenziato dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.iif.com\/LinkClick.aspx?fileticket=tEhC0oymVlM%3D&amp;portalid&amp;_cldee=N8ZPGpI7WDrCCk_n-FMWOxzwWmNL-iAxwxFa9uKMHWSmwPzE4yR3So7p5mivaYJn&amp;recipientid=contact-670839935f28ec1180f8000d3a0ee828-b219187742fa48ae9e6af3d345d68dca&amp;utm_source=ClickDimensions&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Press%20Emails&amp;esid=775ea209-5a12-f111-8406-0022482de504\">Institute of International Finance<\/a>\u00a0\u2013 organismo che lo stesso quotidiano descrive come un\u2019emanazione delle grandi banche. D\u2019altronde, il peso del debito \u00e8 proprio il cavallo di Troia che l\u2019Europa ha utilizzato per imporre decenni di austerit\u00e0 e tagli alla spesa sociale, dalla sanit\u00e0 all\u2019istruzione, dai trasporti alle pensioni, sotto le vesti di\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2024\/01\/18\/nuovo-patto-di-stabilita-puo-piovere-per-sempre\/\">vecchi e nuovi Patti di Stabilit\u00e0<\/a>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come detto, lo spauracchio del debito pubblico che graverebbe sulle generazioni presenti e future non \u00e8 certo una novit\u00e0 per i media italiani. \u00c8 un tormentone ricorrente, quasi quanto le discussioni sulla qualit\u00e0 dei fiori sul palco dell\u2019Ariston. Proprio per questo \u00e8 necessario, ancora una volta, chiarire alcuni punti fondamentali e ridimensionare la retorica catastrofista sul debito pubblico, cos\u00ec da lasciare spazio a problemi ben pi\u00f9 urgenti, anche per le generazioni future.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto, come mostra la stessa ricerca citata dal Corriere, il debito pubblico\u00a0<strong>non \u00e8 affatto un fenomeno esclusivamente italiano<\/strong>, ma una realt\u00e0 diffusa a livello globale. Fin dalla nascita degli Stati moderni, i governi hanno finanziato servizi pubblici e infrastrutture ricorrendo al debito, perch\u00e9 le sole entrate fiscali non erano sufficienti a coprire il fabbisogno di spesa. Se questo \u00e8 vero, allora dobbiamo concludere che\u00a0<strong>non esiste paese nella storia che non abbia \u201cscaricato\u201d debito sulle generazioni future<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8, inoltre, un aspetto sistematicamente ignorato nella narrazione dominante:\u00a0<strong>la spesa pubblica \u00e8 prima di tutto reddito per qualcuno<\/strong>. Facciamo un esempio con un ospedale. I fondi spesi dallo Stato per costruirlo diventano lo stipendio dell\u2019operaio che lo costruisce, il compenso dell\u2019ingegnere che lo progetta e, successivamente, il salario degli infermieri che vi lavoreranno. Queste persone, a loro volta, spenderanno quel reddito nell\u2019economia: faranno la spesa, pagheranno l\u2019affitto, acquisteranno beni e servizi. La spesa pubblica continua cos\u00ec a circolare nel sistema economico, generando\u00a0<strong>ulteriori redditi per lavoratori e imprese<\/strong>\u00a0e nuove entrate fiscali per lo Stato. Quando questi effetti moltiplicativi sono significativi, la crescita dell\u2019economia pu\u00f2 far aumentare il PIL pi\u00f9 di quanto aumenti il debito. In tal caso, anche se il debito cresce in valore assoluto,\u00a0<strong>il rapporto debito\/PIL pu\u00f2 ridursi<\/strong>, perch\u00e9 cresce il denominatore.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se poi volessimo davvero seguire la logica demenziale secondo cui ogni nuovo nato verrebbe al mondo con una quota di debito pubblico sulle spalle, dovremmo allora dire anche che nasce\u00a0<strong>con una quota molto pi\u00f9 grande di ricchezza privata familiare<\/strong>. Applicando la retorica dei fautori dello spauracchio del debito, ogni cittadino italiano possiederebbe indirettamente, infatti, anche una quota del patrimonio del paese: un pezzetto del Colosseo o di Pompei, una quota dell\u2019ENEL, di ENI, di Ferrovie dello Stato e di ogni partecipata pubblica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La narrazione del debito pubblico come fardello che graverebbe su ogni cittadino presente e futuro \u00e8 quindi soprattutto\u00a0<strong>uno straordinario strumento di distrazione di massa<\/strong>. Serve a spostare l\u2019attenzione dai veri problemi economici e sociali che affliggono questo paese.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo questa narrazione, il debito dimostrerebbe che le generazioni passate hanno vissuto al di sopra dei propri mezzi e che oggi non resterebbe altro da fare se non accettare la logica dell\u2019austerit\u00e0: tagliare sanit\u00e0, istruzione, trasporti, cultura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo racconto non solo alimenta un pericoloso conflitto tra generazioni. Serve anche a legittimare un ordine economico caratterizzato da\u00a0<strong>disuguaglianze crescenti nella distribuzione del reddito e della ricchezza<\/strong>\u00a0e dal progressivo smantellamento dei servizi pubblici universali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero peso che grava oggi sulle spalle dei cittadini non \u00e8 il debito pubblico. \u00c8 la difficolt\u00e0 di trovare\u00a0<strong>un lavoro dignitoso<\/strong>,\u00a0<strong>una casa accessibile<\/strong>,\u00a0<strong>una sanit\u00e0 pubblica funzionante<\/strong>,\u00a0<strong>una scuola sicura per le nuove generazioni<\/strong>. Con la canzonetta del peso del debito pubblico intanto si prosegue da anni in un solco di austerit\u00e0 e tagli alla spesa pubblica, peggiorando la qualit\u00e0 della vita dei lavoratori, come\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/01\/02\/finanziaria-2026-la-banalita-dellausterita\/\">l\u2019ultima manovra del governo Meloni<\/a>\u00a0ci ricorda e come vedremo quando usciranno i numeri della prossima manovra.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/03\/16\/la-solita-noiosa-canzonetta-sul-peso-del-debito-pubblico\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2026\/03\/16\/la-solita-noiosa-canzonetta-sul-peso-del-debito-pubblico\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA (Redazione) E ci risiamo. 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