{"id":94475,"date":"2026-03-23T08:30:19","date_gmt":"2026-03-23T07:30:19","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94475"},"modified":"2026-03-22T19:25:43","modified_gmt":"2026-03-22T18:25:43","slug":"ucraina-estonia-svalbard-e-tutti-i-sabotatori-del-dialogo-con-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94475","title":{"rendered":"Ucraina, Estonia, Svalbard e tutti i sabotatori del dialogo con Mosca"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono passati molti mesi da quando Andrius-Merlino-Kubilius, commissario europeo alla \u201cdifesa\u201d, aveva divulgato per la prima volta la propria divinazione a proposito di una Russia che tra \u00abcinque anni, o forse anche prima\u00bb, statene certi, attaccher\u00e0 \u00abun paese europeo, o forse pi\u00f9 di uno\u00bb. Ed \u00e8 passato del tempo da quando il Segretario NATO Mark Rutte aveva addirittura oracolato la data, il 2030, entro cui l&#8217;Europa deve essere armata di tutto punto per la guerra con la Russia. Poi, complici il cosiddetto \u201cspirito di Anchorage\u201d, alcuni round di colloqui russo-americano-ucraini sul cessate il fuoco e, infine, soprattutto, l&#8217;aggressione yankee-sionista all&#8217;Iran, la profezia di un \u201cattacco russo all&#8217;Europa\u201d, una volta terminato il conflitto in Ucraina, era apparentemente scomparsa dai media di regime.<\/p>\n<p>Era dunque tempo di tornare a vaticinare scenari di perfide mire del Cremlino sull&#8217;indifesa e democratica Europa. Ecco allora di nuovo all&#8217;opera &#8220;spie e sabotatori russi&#8221;, sistemi di guerra elettronica russi che costringono \u00able navi ad abbandonare il GPS\u00bb e antenne paraboliche per spiare i cittadini europei, col Financial Times che scrive di Vienna quale \u00abcentro nevralgico dello spionaggio russo in Europa\u00bb. Antenne e vecchi merletti.<\/p>\n<p>E, sorpassando profeticamente il duo Kubilius-Rutte, che non si erano preoccupati di concretizzare l&#8217;obiettivo specifico dell&#8217;attacco russo, questa volta si \u00e8 andati diritti al sodo e si \u00e8 puntato il dito sul pi\u00f9 \u201cindifeso\u201d e, soprattutto, pi\u00f9 \u201cdemocratico\u201d dei paesi destinati a cadere nelle grinfie di Moskva. Un paese cos\u00ec democratico da lasciare democraticamente che gli eredi delle SS sfilino ogni anno per le vie delle principali citt\u00e0 e che, europeisticamente, si celebrino quali \u201ceroi\u201d gli ex Komplizen dei nazisti tedeschi. Un paese cos\u00ec \u201cdemocratico\u201d da ricadere, per ci\u00f2 stesso, nelle mire di Moskva, come del resto era accaduto per la \u201cdemocratica\u201d Ucraina uscita dal golpe nazimajdanista del 2014. Un paese tra i pi\u00f9 vessati degli stati baltici, \u201cmartirizzati\u201d prima dall&#8217;Unione Sovietica e oggi \u201cattenzionati\u201d dalle malevoli mire russe.<\/p>\n<p>\u00abPutin sta preparando un attacco all&#8217;Estonia?\u00bb, titolava il 15 marzo la tedesca Bild e l&#8217;articolista Julian R\u00f6pke suonava la campana a martello: \u00abInquietante campagna di propaganda contro il piccolo Stato membro della NATO, l&#8217;Estonia: da alcune settimane, i canali social russi promuovono l&#8217;idea di proclamare una &#8220;Repubblica Popolare di Narva&#8221;. Narva \u00e8 una citt\u00e0 di confine nell&#8217;Estonia orientale con circa 50.000 abitanti, il 90% dei quali parla russo\u00bb.<\/p>\n<p>Rincuorati da cotanto ardire nello smascherare le mire putiniane, tempo qualche giorno ed ecco i questurini torquemadisti de Linkiesta ripetere che \u00abLa disinformazione russa prepara il terreno sul confine della Nato\u00bb e, per ricordare agli smemorati, secondo la vulgata euroatlantista, gli eventi di dodici anni fa, aggiungevano che la \u00abscelta del nome non \u00e8 casuale. \u00abRepubblica popolare\u00bb \u00e8 un\u2019etichetta politicamente carica nello spazio post-sovietico. \u00c8 la stessa usata nel 2014 dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, proclamate nell\u2019est dell\u2019Ucraina poche settimane prima che forze russe e volontari armati da Mosca ne prendessero il controllo militare\u00bb.<\/p>\n<p>Chiaro, no? Se non lo fosse, ecco anche i liberal-cleptomani di Euronews ribadire \u00abLa &#8220;Repubblica Popolare di Narva&#8221; in Estonia: la Russia ci riprova come in Ucraina? Nella citt\u00e0 nell&#8217;est del Paese baltico si teme schema Donbass: una retorica secessionista tra la popolazione russofona, simile al 2014 in Ucraina. Tra guerra psicologica e minacce di sabotaggio, Mosca tenta di destabilizzare il confine orientale Nato usando la minoranza russa come pretesto\u00bb.<\/p>\n<p>Negli ultimissimi giorni, insomma, c&#8217;\u00e8 stata una corsa \u2013 e prevediamo che non potr\u00e0 che accelerarsi &#8211; \u00a0a diffondere vari scenari di un&#8217;imminente &#8220;invasione&#8221; russa dei paesi europei. Scendendo, appunto, nello specifico dell&#8217;oggetto delle nuove attenzioni russe, ecco dunque la \u201cprova provata\u201d, alla portata di click: un account col nome \u201cRepubblica popolare di Narva\u201d. Come dire: guardate, presto la malefica Mosca attaccher\u00e0 la povera e indifesa Estonia, ironizza Vladimir Kornilov su RIA Novosti: \u00ab\u00e8 come se attribuissimo la comparsa di un qualsiasi sito web, tipo &#8220;Fiandre Indipendenti&#8221; o &#8220;Bretoni Liberi&#8221; alle macchinazioni di Berlino\u00bb.<\/p>\n<p>Ma non basta, al seguito di Bild, Linkiesta e quant&#8217;altri, ecco che il danese Politiken lancia l&#8217;allarme su la Russia che intende istituire ancora un&#8217;altra &#8220;repubblica popolare&#8221;, questa volta nelle norvegesi Svalbard, forse inviando i soliti \u201comini verdi di Putin\u201d a proteggere qualche centinaio di russi che vi risiedono insieme a un altro paio di migliaia di abitanti. Hai visto mai!<\/p>\n<p>Ma la domanda che sorge spontanea e che Vladimir Kornilov specifica \u00e8: perch\u00e9 proprio ora questa \u201crinascita\u201d di vaticini allarmisti? Eccoci al dunque: proprio ora che stanno risuonando pi\u00f9 frequenti le richieste di normalizzazione delle relazioni tra Europa e Russia, concretizzate anche la settimana scorsa dal Primo ministro belga Bart de Wever, stante la crisi energetica conseguente la guerra in Medio Oriente. Ecco che le \u00e9lite europee si sono innervosite; si sono rese conto che il tema della &#8220;minaccia russa&#8221; aveva perso slancio e che era necessario reintrodurlo nell&#8217;agenda mediatica.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, pochi giorni fa, era stato il Comandante delle Forze NATO in Europa, Alexus Grinkevich, in un&#8217;audizione al Senato USA, a \u201crivelare\u201d che l&#8217;esercito russo, \u00abtemprato dalla battaglia\u00bb, potrebbe rappresentare un rischio per l&#8217;alleanza una volta terminato il conflitto in Ucraina: \u00abda una prospettiva puramente militare, quando 500.000 soldati russi, veterani di guerra, verranno ridispiegati in altre aree, dovremo monitorare attentamente la situazione, considerandola una potenziale minaccia militare, ed essere consapevoli dei rischi che potrebbe comportare per l&#8217;alleanza\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque, prima a entrare nel mirino di Moskva, la \u201cdemocraticissima\u201d Estonia. Cos\u00ec democratica e europeista che il suo Ministro degli interni, Igor Taro, ha dichiarato che Tallin si impegna per la sicurezza europea, introducendo il divieto di ingresso nell&#8217;area Schengen per i veterani russi che abbiano preso parte all&#8217;Operazione militare in Ucraina. Cos\u00ec democratica che ancora il signor Taro \u201ccertifica\u201d che la principale minaccia alla \u00absicurezza nella regione, la principale minaccia alla sicurezza in Europa, e forse anche nel mondo intero, \u00e8 la Russia e l&#8217;aggressione russa contro l&#8217;Ucraina e le ambizioni russe in generale\u00bb. State attenti, ha detto Taro: \u00abtutti i cittadini russi che hanno prestato servizio nelle Forze armate o in altri gruppi paramilitari rappresentano un&#8217;enorme minaccia per la sicurezza di tutta Europa\u00bb. Par di sentire la signora Pina Picierno lanciare l&#8217;allarme sulla \u201cminaccia russa\u201d portata in Italia dalla stella del Bol&#8217;\u0161oj Svetlana Zakharova.<\/p>\n<p>Dunque, la \u201cdemocraticissima\u201d Estonia, per debellare quella \u00abenorme minaccia per la sicurezza di tutta Europa\u00bb rappresentata dalla Russia, decide anche la chiusura delle scuole russe nel paese. \u00c8 ancora il signor Taro a proclamare che l&#8217;Estonia ha avuto sinora \u00abun sistema educativo parallelo in lingua russa, il che era assurdo\u00bb. E allora, per creare valori condivisi tra i giovani, c&#8217;\u00e8 bisogno di \u00abun sistema educativo comune. Per ragioni politiche, prima non era possibile, ma ora ci siamo riusciti. E ora l&#8217;insegnamento \u00e8 in estone e, come vediamo, i giovani condividono pi\u00f9 valori con tutti&#8230; non ci sono pi\u00f9 scuole di lingua russa in Estonia. Tutte le scuole comunali e statali devono essere in estone\u00bb.<br \/>\nUn altro modo per dire \u201cchissenefrega della popolazione russofona, di quel 25% di cittadini estoni che ha radici russe\u201d. Chiaro, no? La Russia \u00e8 un \u201cpaese aggressore\u201d; non \u00e8 un \u201cpaese democratico\u201d e, per integrarsi nella societ\u00e0 estone, un russo deve rispettare i valori democratici, condividere la posizione russofoba delle autorit\u00e0 ed essere comprensivo nei confronti di tutti i divieti: parola di Igor Taro.<\/p>\n<p>I \u201cvalori\u201d della Estonia \u201cdemocratica\u201d sono quelli di \u00abdemocrazia, libert\u00e0 e rifiuto delle politiche aggressive della Russia nei confronti dell&#8217;Ucraina e di tutti i suoi vicini. Se condividi questi valori, allora fai parte della societ\u00e0 estone\u00bb; altrimenti sei fuori: non c&#8217;\u00e8 via di mezzo. E, per difendere tale societ\u00e0 dagli \u00a0&#8220;attacchi ibridi&#8221; di Moskva, il solerte Ministro degli interni sconsiglia di \u00abrecarsi in Russia. Questa \u00e8 una forte raccomandazione del governo estone. I nostri confini sono ancora in parte aperti, ma non completamente. Quindi come stiamo affrontando la minaccia?&#8230; Abbiamo smesso di rilasciare visti turistici ai cittadini russi; se un cittadino russo arriva, ad esempio, con un visto turistico da un paese dell&#8217;Europa occidentale, gli viene negato l&#8217;ingresso e siamo costretti a rimandarlo indietro perch\u00e9 la guerra continua\u00bb.<\/p>\n<p>Intanto, \u201cgli omini verdi di Putin\u201d stanno per arrivare a Narva; si vedono proprio bene, sono gi\u00e0 in questa stanza mentre noi stiamo ascoltando le profezie di Bild, Euronews e del ministro Taro. Attenti dunque a quanti inavvedutamente chiedono di normalizzare le relazioni con la Russia: senza volerlo, potrebbero fare il gioco di Moskva come con il Donbass nel 2014, \u00abpoche settimane prima che forze russe e volontari armati da Mosca ne prendessero il controllo militare\u00bb. Parola de Linkiesta.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-ucraina_estonia_svalbard_e_tutti_i_sabotatori_del_dialogo_con_mosca\/45289_65947\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-ucraina_estonia_svalbard_e_tutti_i_sabotatori_del_dialogo_con_mosca\/45289_65947\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) &nbsp; Sono passati molti mesi da quando Andrius-Merlino-Kubilius, commissario europeo alla \u201cdifesa\u201d, aveva divulgato per la prima volta la propria divinazione a proposito di una Russia che tra \u00abcinque anni, o forse anche prima\u00bb, statene certi, attaccher\u00e0 \u00abun paese europeo, o forse pi\u00f9 di uno\u00bb. 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