{"id":94535,"date":"2026-03-25T13:09:57","date_gmt":"2026-03-25T12:09:57","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94535"},"modified":"2026-03-25T13:11:31","modified_gmt":"2026-03-25T12:11:31","slug":"il-grande-freddo-sul-bando-al-petrolio-russo-bruxelles-mette-la-retromarcia-e-riscopre-loleodotto-druzhba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94535","title":{"rendered":"Il grande freddo sul bando al petrolio russo: Bruxelles mette la retromarcia (e riscopre l\u2019oleodotto Druzhba)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94537\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Olina-tanker.jpg-1-300x199.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Olina-tanker.jpg-1-300x199.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Olina-tanker.jpg-1-1024x678.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Olina-tanker.jpg-1-768x509.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Olina-tanker.jpg-1.webp 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019Europa frena sul petrolio russo: la Commissione rimuove il bando dall\u2019agenda di primavera. Tra veti incrociati e la necessit\u00e0 di riparare l\u2019oleodotto Druzhba, la sovranit\u00e0 energetica pu\u00f2 attendere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019era una volta il \u201cGreen Deal\u201d e c\u2019era, soprattutto, la ferma volont\u00e0 di chiudere i rubinetti energetici di Mosca. Oggi, per\u00f2, tra i corridoi della Commissione Europea spira un\u2019aria diversa, decisamente pi\u00f9 pragmatica e meno incline ai proclami di rottura definitiva. Il bando totale alle importazioni di petrolio russo, atteso con enfasi quasi messianica per la met\u00e0 di aprile, \u00e8 ufficialmente scivolato fuori dall\u2019agenda dell\u2019Esecutivo UE, come riportato da Euractiv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nonostante le rassicurazioni di facciata della portavoce Anna-Kaisa Itkonen \u2013 la quale ribadisce l\u2019impegno di Bruxelles pur ammettendo di non avere pi\u00f9 una data certa \u2013 il messaggio politico \u00e8 chiaro: la priorit\u00e0 di colpire l\u2019energia del Cremlino \u00e8 stata declassata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Un rinvio che sa di stallo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019agenda provvisoria della Commissione ora corre fino a fine maggio senza traccia della proposta legislativa per il bando del petrolio russo. Se ne riparler\u00e0, forse, a giugno. Ma cosa \u00e8 cambiato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema, come spesso accade nell\u2019Unione, \u00e8 il divario tra la teoria dei regolamenti e la pratica della realpolitik economica. Mentre il gas russo dovrebbe sparire dai radar entro il 2027 (secondo la legge gi\u00e0 adottata), il petrolio si sta rivelando un nodo molto pi\u00f9 difficile da sciogliere, specialmente per le economie dell\u2019Europa centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>I numeri della discordia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione attuale vede un\u2019Europa frammentata tra chi ha gi\u00e0 diversificato e chi, per ragioni geografiche e infrastrutturali, non pu\u00f2 o non vuole farlo. I paesi dell\u2019Est si trovano in una situazione complessa, fra quelli che si oppongono durissimamente al bando del petrolio di Mosca a quelli che possonmo trattare, ad alcuni che hanno delle soluzioni alternative. Ecco la situazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Stato Membro Posizione attuale Note tecniche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ungheria Opposizione netta Dipendenza strutturale dall\u2019oleodotto Druzhba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Slovacchia Opposizione netta Utilizza il diritto di veto sulle sanzioni commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bulgaria Astensione Posizione attendista sulla diversificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il paradosso del Druzhba: dall\u2019embargo alla riparazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La vera ironia della vicenda risiede nel destino dell\u2019oleodotto Druzhba (che in russo significa \u201cAmicizia\u201d). Dopo tre anni di tagli progressivi e retorica sull\u2019indipendenza energetica, il bando non \u00e8 pi\u00f9 in cima alla lista delle priorit\u00e0. Anzi, si \u00e8 passati dalle minacce di chiusura alle discussioni sulla sua riparazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Druzhba, che attraversa l\u2019Ucraina per servire l\u2019Europa centrale, \u00e8 diventato il baricentro di uno scontro diplomatico che vede Budapest e Bratislava contrapposte a Bruxelles e Kiev. Le due capitali hanno persino bloccato un prestito di emergenza all\u2019Ucraina, condizionandolo alla ripresa regolare del transito del greggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Perch\u00e9 il bando vacilla?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da un punto di vista economico, la Commissione si scontra con la realt\u00e0 dei costi di transizione. Imporre un bando per via legislativa (a maggioranza qualificata) anzich\u00e9 tramite sanzioni (che richiedono l\u2019unanimit\u00e0) era il trucco procedurale pensato per aggirare i veti di Orb\u00e1n. Tuttavia:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify\">Mancanza di piani alternativi: Solo 4 Stati su 27 hanno presentato piani concreti di diversificazione entro la scadenza del 1\u00b0 marzo.<\/li>\n<li>Sicurezza degli approvvigionamenti: Senza infrastrutture alternative pronte, un taglio forzato rischierebbe di generare shock dal lato dell\u2019offerta, alimentando l\u2019inflazione in un momento di fragilit\u00e0 economica per l\u2019Eurozona. Soprattutto ora con il petrolio mediorientale in forse a causa della chiusura dello stretto di Hormuz.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione, la \u201cscelta strategica\u201d di non importare energia russa resta un dogma verbale, ma la realt\u00e0 dei fatti ci dice che l\u2019Europa non \u00e8 ancora pronta a staccare la spina. Il petrolio di Mosca, per ora, continua a scorrere, e le scartoffie di Bruxelles possono aspettare l\u2019estate. O forse, pi\u00f9 probabilmente, il prossimo autunno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/il-grande-freddo-sul-bando-al-petrolio-russo-bruxelles-mette-la-retromarcia-e-riscopre-loleodotto-druzhba\/#goog_rewarded\">https:\/\/scenarieconomici.it\/il-grande-freddo-sul-bando-al-petrolio-russo-bruxelles-mette-la-retromarcia-e-riscopre-loleodotto-druzhba\/#goog_rewarded<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARI ECONOMICI (Fabio Lugano) L\u2019Europa frena sul petrolio russo: la Commissione rimuove il bando dall\u2019agenda di primavera. Tra veti incrociati e la necessit\u00e0 di riparare l\u2019oleodotto Druzhba, la sovranit\u00e0 energetica pu\u00f2 attendere. C\u2019era una volta il \u201cGreen Deal\u201d e c\u2019era, soprattutto, la ferma volont\u00e0 di chiudere i rubinetti energetici di Mosca. 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