{"id":94568,"date":"2026-03-27T10:30:07","date_gmt":"2026-03-27T09:30:07","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94568"},"modified":"2026-03-26T20:40:07","modified_gmt":"2026-03-26T19:40:07","slug":"guerra-alliran-israele-e-usa-mettono-a-rischio-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94568","title":{"rendered":"Guerra all\u2019Iran: Israele e Usa mettono a rischio il Mondo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LIBERO PENSARE (Alberto Bradanini)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94570\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2-90-730x438-1-660x330-2635554696-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2-90-730x438-1-660x330-2635554696-300x150.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/2-90-730x438-1-660x330-2635554696.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Federico Dal Cortivo per l\u2019Adige di Verona ha intervistato Alberto Bradanini ex Ambasciatore italiano a Teheran e Pechino. Attualmente \u00e8 presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ambasciatore, lei \u00e8 stato in Iran e conosce bene la realt\u00e0 politica, sociale ed economica di questa nazione che possiamo definire senza ombra di dubbio uno \u201cStato civilt\u00e0\u201d. Come sta reagendo il popolo iraniano a questa aggressione e quali sono a suo avviso i cardini principali su cui poggia l\u2019Iran che in Occidente viene sempre definito frettolosamente \u201cregime o stato canaglia\u201d?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fino al 1935 il nome ufficiale dell\u2019Iran era Persia, espressione di una civilt\u00e0 millenaria, che ha attraversato indenne le turbolenze della storia, sempre risorgendo dalle proprie ceneri. La Persia non si far\u00e0 abbattere dall\u2019impero atlantico in declino, asservito all\u2019espansionismo bellicista di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il popolo iraniano \u2013 che non v\u2019\u00e8 dubbio aspira a una diversa architettura istituzionale e di libert\u00e0 individuali \u2013 combatter\u00e0 tuttavia fino allo spasimo contro l\u2019inaudita aggressione Usa-sionista, che viola il diritto internazionale, l\u2019etica politica e i valori umani. Ciascun paese ha diritto di vivere a suo modo e di trovare, nella propria storia pregressa, la strada per il benessere del proprio popolo, sul piano etico, sociale e religioso. I pretesi padroni del mondo (la classe corporativa atlantica che siede in cima alla piramide di Wall Street e domina politica, media, apparati militari-industriali e tecnologie) con questa ennesima guerra imperialistica si sono avventurati in un territorio sconosciuto, e ne pagheranno un prezzo elevato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019amministrazione Trump non \u00e8 diversa, in termini di imperialismo attivo, dalle precedenti. Tuttavia, le rivelazioni (i documenti Epstein ne sono l\u2019incontestabile evidenza) del livello di corruzione raggiunto dalla classe al potere a Washington distrugge ogni residua lusinga di un impero putrefatto, fondato sul culto del denaro e privo di etica umana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, i principali stati canaglia del pianeta sono Stati Uniti e Israele, non sempre in questo ordine. Basta consultare la lunga lista di conflitti, colpi di stato e violenze di ogni genere di cui i primi si son resi responsabili dal dopoguerra a oggi (Lindsey O\u2019Rourke, Covert Regime Change, Cornell University Press, 2018); e quanto al secondo i massacri indicibili che lo Stato Ebraico ha commesso dal 1948 in avanti, e continua a commettere a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e ora in Iran (insieme ai suoi compagni di merende statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Le ragioni della guerra all\u2019Iran<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La bomba non \u00e8 mai stata la vera ragione di questa guerra, basti ricordare che l\u2019Ayatollah Ali Khamenei aveva sempre vietato la sua costruzione, ma purtroppo fa parte della odierna narrazione del mainstream. Lei che cause principali individua in questa ostilit\u00e0 \u2013 odio da parte dell\u2019alleanza Usa Israele, quelle che poi avrebbero portato all\u2019attacco del 28 febbraio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le ragioni che secondo Trump e il segretario di stato Marco Rubio giustificherebbero l\u2019inaudita aggressione a uno stato sovrano sono state, in ordine: a) il programma militare nucleare (di cui l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019Energia Atomica non ha mai trovato prova, e in ogni caso non spetta agli Usa giudicare, ma alle Nazioni Unite); b) la tutela dei manifestanti iraniani in lotta per la libert\u00e0 (problema interno e non delle candide anime dell\u2019Amministrazione Trump, che hanno ucciso impunemente 165 bambine a Minab e si sono assopite davanti all\u2019annoso genocidio a Gaza); c) la minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti (patetico, i due Paesi distano tra loro 10.000 km) e, infine, d) il programma missilistico iraniano (vale a dire la richiesta di capitolazione, che i due negoziatori sionisti J. Kuchner e S. Witkoff, potevano immaginare potesse essere accolta da Teheran).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In realt\u00e0, l\u2019obiettivo di Israele \u00e8 la polverizzazione dell\u2019Iran, il solo paese della regione, sovrano e indipendente, che sostiene la causa palestinese, e che resiste all\u2019espansionismo dello Stato ebraico. Quanto agli Stati Uniti, questi hanno davanti l\u2019eterna agenda imperialista, frammentare un paese le cui riserve congiunte di gas e petrolio sono le prime al mondo, per saccheggiarle, sottarle a Cina e Russia, al servizio della teoria del caos, vendere armi a chiunque, difendere il petrodollaro e sognare di poter dominare il mondo, per sempre\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Ambasciatore Bradanini la CNN e i principali media Usa hanno battuto la notizia delle dimissione di Joseph Kent da capo del \u201cNational Counterterrorism Center\u201d con una lettera inviata al presidente Trump nella quale \u201csi dice contrario all\u2019intervento Usa nella guerra contro l\u2019Iran e punta il dito contro la potente lobby sionista statunitense che avrebbe di fatto pilotato l\u2019intervento degli Stati Uniti in una guerra voluta da Israele, guerra contraria agli interessi del popolo americano e alle promesse elettorali di Donald Trump\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Quale \u00e8 il suo commento visto che Kent non \u00e8 uno qualsiasi, ma un veterano di guerra e un uomo di vertice dell\u2019amministrazione in un settore estremamente delicato, un fedele del presidente e anche di Tulsi Gabbard direttrice dell\u2019Intelligence Nazionale messa guarda caso da parte proprio per aver sollevato dubbi su questa guerra?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di tutta evidenza, alcuni tra i maggiordomi che alimentano il narcisismo dell\u2019attuale inquilino DELLA Casa Bianca mantengono ancora qualche briciolo di coscienza e dignit\u00e0. Tali dimissioni, tardive e benvenute, non faranno tuttavia alcuna differenza. Restano per\u00f2 un esempio che impensierisce la plutocrazia militarizzata che domina l\u2019amministrazione Trump, che calpesta insieme diritto internazionale, costituzione Usa e Carta delle Nazioni Unite, pilastro imprescindibile quest\u2019ultima della convivenza pacifica e della prosperit\u00e0 dei paesi e popoli del pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Israele, il suo progetto che definiremo messianico di creare la grande Israele dal Nilo all\u2019Eufrate, rischia di coinvolgere il mondo in una nuova guerra totale tenuto conto che nella regione vi sono altri attori che pur non apparendo direttamente si muovono dietro le quinte. Come giudica questo progetto e quali rischi corre lo stato ebraico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un progetto malato, inattuabile e pericoloso per la pace in Medioriente e nel mondo intero. Lo Stato Ebraico, poco pi\u00f9 di 7 milioni di abitanti, circondato da 560 milioni di mussulmani, arabi e non arabi, oltre agli appartenenti ad altre etnie e religioni, dovrebbe abbracciare il percorso della pacificazione. Solo cos\u00ec si potrebbe immaginare, oggi certo con tanta buona volont\u00e0, di giungere un giorno alla pace, consentendo convivenza e componimento delle differenze storiche, religiose e culturali tra Islam e giudaismo. Il primo passo, su questa strada, sarebbe beninteso il riconoscimento dello Stato di Palestina. Il messianismo sionista di Israele ha scelto invece la violenza e la sopraffazione, convertendosi in uno stato apartheid, il pi\u00f9 odiato del pianeta terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Oltre ai diretti interessati, in questa guerra sono coinvolte anche le cosiddette petromonarchie del Golfo che a quanto pare stanno soffrendo molto lo stato di guerra nella regione. Quali sono le principali ripercussioni sia in termini economici, sia politici che si stanno abbattendo su questi emirati e monarchie, la pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019Arabia Saudita, le quali debbono tutta la loro prosperit\u00e0 al petrolio e al gas? Il blocco dello stretto di Hormuz decretato dall\u2019Iran potrebbe sancirne il tramonto in un prossimo futuro?\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le monarchie del Golfo sono paesi fragili e artificiali, una derivata del collasso dell\u2019impero britannico dopo quello ottomano, governati da famiglie ereditiere pi\u00f9 che da stabili strutture statuali. Si tratta di Paesi, inoltre, dove gli stranieri costituiscono una componente essenziale del loro funzionamento: in Arabia Saudita, ad esempio, i cittadini sono 21 milioni, gli stranieri 13 milioni; negli Emirati i cittadini 1,1 milioni, gli stranieri 8,8 milioni; nel Qatar 300.000 i cittadini e 2,3 milioni gli stranieri, e via dicendo per Kuwait, Oman e Bahrein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Codeste monarchie, asservite al petrodollaro e agli interessi degli Stati Uniti, scoprono ora che le basi americane invece di garantire protezione sono la ragione della loro vulnerabilit\u00e0. Nella guerra con l\u2019Iran non farebbero alcuna differenza: la distruzione delle loro infrastrutture petrolifere\/gasifere e di desalinizzazione \u2013 cui l\u2019Iran, messo alle strette ha gi\u00e0 fatto sapere di voler procedere \u2013 metterebbe in ginocchio le loro economie, e fors\u2019anche la sopravvivenza delle rispettive collettivit\u00e0 sociali. Se ci\u00f2 avvenisse anche i danni per l\u2019economia mondiale, oltre che per quella americana, sarebbero ingenti. Si tratta dell\u2019arma economica nucleare che Teheran lascia per ora sullo sfondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Che partita sta giocando la Cina (una nave spia la Liaowang 1 staziona davanti alle acque territoriali dell\u2019Iran \u2013 I suoi radar hanno un raggio di 6000 km di distanza per rilevare aerei -missili \u2013 basi di lancio \u2013 navi), tenuto conto degli stretti rapporti che ha con la Repubblica Islamica dell\u2019Iran sia in ambito politico \u2013 militare, che economico, ambedue fanno parte dei Brics. Una sconfitta dell\u2019Iran che conseguenza potrebbe avere su Pechino?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Davanti a tali sconvolgimenti, i paesi Brics (componente araba e India) danno l\u2019impressione di accusare il colpo. Diversi paesi dell\u2019area sono soggiogati o minacciati da Usa e Israele. Se la Turchia resta un osso duro, gli Emirati Arabi Uniti si contrappongono all\u2019Iran, entrambi Brics, e Arabia Saudita e altri sembrano aver preso le distanze, ormai da tale prospettiva. I Brics, d\u2019altra parte, non sono un\u2019alleanza militare o politica, ma operano in base all\u2019unanimit\u00e0 e a interessi comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto alla Cina, essa \u00e8 danneggiata dai prezzi del petrolio in ascesa (importa dal Golfo il 50% del suo fabbisogno, il 15% dall\u2019Iran). Pechino, tuttavia, compensa con mix energetico (carbone nazionale, gas russo e rinnovabili di cui \u00e8 leader mondiale) e dispone di 4\/5 mesi di riserve strategiche. Inoltre, se la guerra continua \u2013 reputa \u2013 a pagarne il prezzo sarebbe soprattutto le economie occidentali. Le corporazioni accumuleranno fortune immense, ma i consumatori ne risentiranno pesantemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Russia \u00e8 l\u2019altra potenza nucleare vicina a Teheran anch\u2019essa dei Brics, Mosca sembra stia fornendo preziose informazioni di intelligence e satellitari alle forze armate iraniane, come vede il ruolo russo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non dovrebbe sorprendere che la Russia stia quasi certamente aiutando l\u2019Iran con dispositivi militari, intelligence satellitare e altro (restituendo il favore che gli Usa fanno da almeno quattro anni in Ucraina contro Mosca). La Russia trae benefici dall\u2019aumento dei prezzi del petrolio e ha interesse che armi e investimenti Usa sia dirottati dall\u2019Ucraina al Medioriente. In principio, nonostante l\u2019amicizia con Teheran, non avrebbe interesse a mettere fine alla guerra troppo in fretta. La fornitura di droni, tecnologie avanzate e sistemi di difesa aerea S 400 servirebbero allo scopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Le cancellerie europee sono solo l\u2019ombra di un lontano grande passato quando l\u2019Europa giocava un ruolo protagonista. Silenzio totale sui crimini di guerra compiuti da Israele e Stati Uniti, come l\u2019omicidio di Khamenei e degli altri vertici dello stato iraniano, a cui si aggiungono i bombardamenti indiscriminati sulla popolazione. Cancellerie al tempo stesso riluttanti ad aderire all\u2019invito pressante di Trump per schierare le loro flotte per tentare di riaprire Hormuz. L\u2019Italia che ha sempre avuto una linea preferenziale con l\u2019Iran in passato sembra che si stia giocando male anche questa carta come gi\u00e0 fatto in precedenza con la Russia. Lei che ne pensa di tutto questo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si parla di Europa occorre definirne l\u2019identit\u00e0. L\u2019Ue costituisce il principale veicolo di estrazione di lavoro e benessere dai paesi gregari e sprovveduti come l\u2019Italia, a favore delle oligarchie finanziarie del Nord Europa, a loro volta asservite alle corporazioni di Wall Street e della City di Londra. Se non si riuscir\u00e0 a costruire una diversa prospettiva, con una nuova dirigenza \u2013 quella che controlla politica, giornalisti e accademia, tutti al servizio di interessi oltrefrontiera \u2013 l\u2019Italia \u00e8 destinata al declino economico, sociale e anche demografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Occupata da truppe Usa da 83 anni, l\u2019Italia \u00e8 oggi in grado di emettere solo qualche vagito, prima di inchinarsi miseramente al sovrano atlantico. Occorre invero liberarsi dal duplice livello di asservimento: quello politico-militare dagli Usa e quello finanziario-monetario dalla Ue, uscendo sia dalla Ue che dalla Nato. Dopo aver recuperato la perduta sovranit\u00e0, l\u2019Italia diverrebbe la Regina del Mediterraneo, luogo di incontro tra popoli, continenti e civilt\u00e0. E finiremmo di far guerre per interessi altrui: dirette (Iraq, due, Libia, Somalia, Afghanistan, Serbia \u2026 e ora chiss\u00e0 Iran) o indirette (Ucraina).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di un sogno, beninteso, ma \u2013 come noto \u2013 gli esseri umani vivono pi\u00f9 di sogni che di realt\u00e0. E dunque, con gli occhi ai nostri figli e nipoti, diamoci da fare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>25 Marzo 2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Fonte: https:\/\/www.ariannaeditrice.it\/articoli\/guerra-all-iran-israele-e-usa-mettono-a-rischio-il-mondo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.liberopensare.com\/guerra-alliran-israele-e-usa-mettono-a-rischio-il-mondo\/\">https:\/\/www.liberopensare.com\/guerra-alliran-israele-e-usa-mettono-a-rischio-il-mondo\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIBERO PENSARE (Alberto Bradanini) Federico Dal Cortivo per l\u2019Adige di Verona ha intervistato Alberto Bradanini ex Ambasciatore italiano a Teheran e Pechino. Attualmente \u00e8 presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. 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