{"id":94698,"date":"2026-04-03T09:30:54","date_gmt":"2026-04-03T07:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94698"},"modified":"2026-04-02T23:23:46","modified_gmt":"2026-04-02T21:23:46","slug":"sovranita-a-geometria-variabile-il-patriottismo-selettivo-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94698","title":{"rendered":"Sovranit\u00e0 a geometria variabile: il patriottismo selettivo degli italiani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SCENARI ECONOMICI (Antonio Maria Rinaldi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94700\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/europa-italia-patriottismo-1536x857.jpg-300x167.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/europa-italia-patriottismo-1536x857.jpg-300x167.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/europa-italia-patriottismo-1536x857.jpg-1024x571.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/europa-italia-patriottismo-1536x857.jpg-768x429.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/europa-italia-patriottismo-1536x857.jpg.webp 1536w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>L\u2019Italia si riscopre nazione sovrana bloccando gli USA a Sigonella e piangendo per la Nazionale esclusa dai Mondiali. Ma intanto, sui vincoli economici imposti dall\u2019Europa, domina il silenzio. L\u2019analisi di un patriottismo a intermittenza che maschera il reale declino del Paese.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente stonato \u2013 e, a tratti, persino ipocrita \u2013 nel clima che stiamo vivendo in queste ore. Due fatti, apparentemente lontani tra loro, hanno scosso l\u2019opinione pubblica italiana: da un lato, la decisione del ministro della Difesa Crosetto di negare l\u2019utilizzo della base di Sigonella agli Stati Uniti, rivendicando gli accordi del 1954 e riaffermando un principio di sovranit\u00e0 nazionale; dall\u2019altro, l\u2019ennesima, umiliante esclusione dell\u2019Italia dai Mondiali di calcio, la terza consecutiva. Due episodi diversi, certo. Ma uniti da un filo rosso: l\u2019orgoglio nazionale. O meglio, la sua rappresentazione intermittente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si tratta di dire \u201cno\u201d agli Stati Uniti \u2013 potenza alleata, ma comunque percepita come esterna \u2013 improvvisamente l\u2019Italia riscopre s\u00e9 stessa. Il Parlamento si compatta, l\u2019opinione pubblica applaude, il dibattito si accende di dignit\u00e0 e autonomia. Finalmente, si dice, un gesto di sovranit\u00e0. Poi arriva il calcio, e con esso il trauma collettivo: una nazione che non riesce pi\u00f9 nemmeno a qualificarsi per il torneo pi\u00f9 importante del mondo. E l\u00ec esplode il rammarico, la frustrazione, la ferita identitaria. Non \u00e8 solo sport: \u00e8 la percezione di un declino, di una perdita di peso, di una marginalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fin qui, tutto comprensibile. Il problema nasce quando si allarga lo sguardo. Perch\u00e9 lo stesso popolo che si indigna per Sigonella e si deprime per la Nazionale, mostra una totale indifferenza \u2013 quando non un entusiasmo acritico \u2013 verso una ben pi\u00f9 profonda e sistematica cessione di sovranit\u00e0: quella nei confronti delle istituzioni europee. Ed \u00e8 qui che la contraddizione diventa insostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni giorno, da anni, l\u2019Italia subisce vincoli, direttive, imposizioni che incidono direttamente su bilancio pubblico, politica economica, sistema produttivo, mercato del lavoro. Decisioni che non vengono prese a Roma, ma altrove. Decisioni che spesso si rivelano dannose, o comunque lontane dagli interessi nazionali. Eppure, tutto questo avviene nel silenzio pi\u00f9 totale. Anzi: con il consenso. Dov\u2019\u00e8, in questi casi, l\u2019orgoglio nazionale? Dov\u2019\u00e8 la fermezza dimostrata con Sigonella? Dov\u2019\u00e8 la stessa emotivit\u00e0 che si scatena per una partita di calcio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La risposta \u00e8 scomoda, ma evidente: esiste un patriottismo a geometria variabile. Una sovranit\u00e0 \u201ca consumo\u201d, che si attiva solo quando \u00e8 facile, quando non costa nulla, quando non mette in discussione gli equilibri reali del potere. Dire no agli Stati Uniti su una base militare \u00e8 un gesto simbolico, forte ma circoscritto. Mettere in discussione l\u2019architettura europea, invece, richiede coraggio politico, visione strategica, capacit\u00e0 di andare controcorrente. E soprattutto implica il rischio di rompere un consenso costruito negli anni su narrazioni rassicuranti. Cos\u00ec si preferisce il primo gesto al secondo. Si celebra l\u2019episodio, si ignora il sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Questa schizofrenia collettiva rivela un problema culturale profondo: l\u2019incapacit\u00e0 di riconoscere dove si esercita realmente il potere. Gli italiani percepiscono ancora la sovranit\u00e0 in termini novecenteschi, legata ai rapporti bilaterali, ai simboli, agli atti visibili. Non vedono \u2013 o non vogliono vedere \u2013 che oggi il vero controllo si esercita attraverso regole, vincoli, parametri, procedure. \u00c8 una sovranit\u00e0 meno appariscente, ma molto pi\u00f9 pervasiva. Ed \u00e8 proprio per questo che passa inosservata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, il Paese arretra. Non solo nel calcio, ma nell\u2019economia, nella competitivit\u00e0, nel peso internazionale. E continua a raccontarsi una storia rassicurante: quella di una nazione ancora padrona del proprio destino. La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra. L\u2019Italia reagisce quando \u00e8 emotivamente coinvolta, ma abdica quando dovrebbe ragionare. Si indigna per ci\u00f2 che vede, ma accetta ci\u00f2 che conta davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E allora la domanda resta l\u00ec, inevitabile: cosa scatta nella mente degli italiani? Perch\u00e9 questa cecit\u00e0 selettiva? Forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile difendere un simbolo che affrontare una realt\u00e0. Pi\u00f9 semplice esultare per un \u201cno\u201d episodico che mettere in discussione un intero sistema. Pi\u00f9 comodo indignarsi per una sconfitta sportiva che interrogarsi sulle cause profonde del declino. Ma finch\u00e9 questa contraddizione non verr\u00e0 sciolta, ogni slancio di orgoglio nazionale rester\u00e0 incompleto. E, soprattutto, inefficace. Perch\u00e9 una sovranit\u00e0 che si esercita solo a giorni alterni, in fondo, non \u00e8 sovranit\u00e0. \u00c8 solo una sua illusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/scenarieconomici.it\/sovranita-a-geometria-variabile-il-patriottismo-selettivo-degli-italiani\/\">https:\/\/scenarieconomici.it\/sovranita-a-geometria-variabile-il-patriottismo-selettivo-degli-italiani\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SCENARI ECONOMICI (Antonio Maria Rinaldi) L\u2019Italia si riscopre nazione sovrana bloccando gli USA a Sigonella e piangendo per la Nazionale esclusa dai Mondiali. Ma intanto, sui vincoli economici imposti dall\u2019Europa, domina il silenzio. L\u2019analisi di un patriottismo a intermittenza che maschera il reale declino del Paese. C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente stonato \u2013 e, a tratti, persino ipocrita \u2013 nel clima che stiamo vivendo in queste ore. 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