{"id":94716,"date":"2026-04-06T09:30:20","date_gmt":"2026-04-06T07:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94716"},"modified":"2026-04-05T19:44:16","modified_gmt":"2026-04-05T17:44:16","slug":"obiettivo-budapest-la-guerra-dellue-contro-orban-per-salvare-il-business-delle-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94716","title":{"rendered":"Obiettivo Budapest: la guerra dell&#8217;UE contro Orb\u00e1n per salvare il business delle armi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94733\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/350x200c50-2-300x171.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/350x200c50-2-300x171.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/350x200c50-2.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>Mentre il Ministero della difesa russo annuncia la completa liberazione della Repubblica popolare di Lugansk dall&#8217;occupazione ucraina e, per altro verso, Donald Trump si appresta a \u201ccelebrare\u201d il 77\u00b0 anniversario della NATO, avvertendo che sta valutando il ritiro USA dal blocco militare, Bruxelles \u00e8 impegnata a regolare i conti con la recalcitrante Budapest, che non ne vuol sapere di sottostare ai diktat europeisti.<\/p>\n<p>Il nodo del contendere \u00e8, ovviamente, l&#8217;Ucraina e il sostegno finanziario e militare che la UE pretende da tutti i 27 paesi membri a supporto della junta nazigolpista di Kiev. Budapest non ne vuol sapere; accusa Kiev di ingerenze in vista delle elezioni parlamentari ungheresi del 12 aprile e la ritiene responsabile volontaria del blocco dell&#8217;oleodotto \u201cDru\u017eba\u201d, attraverso il quale Ungheria e Slovacchia ricevevano petrolio russo fino al gennaio scorso.<\/p>\n<p>A quest&#8217;ultimo proposito, il Ministero degli esteri russo definisce \u201cnon casuale\u201d il fermo dell&#8217;oleodotto da parte ucraina proprio in vista delle elezioni ungheresi. Non \u00e8 certo una coincidenza, dice il direttore del terzo dipartimento del ministero, Oleg Tjapkin, che \u00abl&#8217;azione provocatoria con l&#8217;oleodotto sia stata organizzata proprio ora, nelle fasi finali della campagna elettorale\u00bb, con l&#8217;interruzione delle forniture di petrolio, che minaccia la sicurezza energetica ungherese, ne viola la sovranit\u00e0 e mira a \u00abprovocare una grave crisi socio-economica\u00bb.<\/p>\n<p>Per non ripetere notizie gi\u00e0 diffuse nelle settimane passate, basti qui ricordare come il \u201cbeniamino europeista\u201d Vladimir Zelenskij avesse profuso minacce gangsteristiche all&#8217;indirizzo di Orban quando questi, in risposta al blocco ucraino del \u201cDru\u017eba\u201d, aveva chiuso i rubinetti del gas diretto in Ucraina dai condotti dell&#8217;Europa meridionale che passano per l&#8217;Ungheria e basti ricordare anche come Orban abbia a pi\u00f9 riprese chiesto a Zelenskij di ritirare gli agenti ucraini dall&#8217;Ungheria prima delle elezioni parlamentari. Agenti che, stando a voci sempre pi\u00f9 insistenti, opererebbero in territorio ungherese in vista di una possibile \u201cmajdan\u201d che dovrebbe trasformare Budapest in comodo retroterra per il nazigolpisti di Kiev.<\/p>\n<p>Ma, a Bruxelles, sono preoccupati della continuazione dell&#8217;attuale corso politico ungherese, nel caso che il 12 aprile il partito Fidesz di Viktor Orban riesca a conservare la maggioranza sullo sfidante Tisza di Peter Magyar, considerato fedele europeista. I burocrati europei non accettano la vittoria elettorale di Orban, afferma il politologo Ivan Pjatibratov; l&#8217;Europa ha a lungo convissuto con l&#8217;idea che Viktor Orban avrebbe perso e che il problema si sarebbe risolto da solo. Ma ora che la sua vittoria sembra alquanto tangibile, Bruxelles \u00e8 alla ricerca urgente di qualche soluzione.<\/p>\n<p>Dunque, la UE sta valutando misure straordinarie per impedire all&#8217;Ungheria, come scrive Politico, di destabilizzare l&#8217;Unione. A detta della testata americana, le discussioni sull&#8217;adozione di provvedimenti contro l&#8217;Ungheria sono legate, per l&#8217;appunto, alla possibile riconferma del Primo ministro Viktor Orb\u00e1n e, tra le misure prese in considerazione ci sarebbero modifiche alle procedure di voto a Bruxelles, con restrizioni al diritto di voto e l&#8217;estensione del ricorso alla maggioranza qualificata su alcune questioni considerate \u201csensibili\u201d. Si ipotizza anche l\u2019uso di formati \u201cflessibili\u201d, con l&#8217;intervento solo di determinati gruppi di paesi e non di tutti i 27 membri; in alternativa, proprio a proposito di \u201cricatti\u201d, europeisticamente citati dal signor Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, si ciancia di sospensione dei finanziamenti e del diritto di voto o altre sanzioni per le violazioni dei cosiddetti \u201cprincipi\u201d e \u201cvalori\u201d UE, compreso il cosiddetto \u201cstato di diritto\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Politico, la vittoria di Fidesz alle elezioni parlamentari potrebbe portare all&#8217;espulsione del paese dall&#8217;Unione Europea, anche se un tale scenario viene ritenuto improbabile, anche considerato che nessun paese \u00e8 mai stato finora espulso dall&#8217;Unione. Unione che, d&#8217;altra parte, sta elaborando scenari per impedire a Orb\u00e1n e potenzialmente ad altri leader di stati membri di paralizzare il lavoro della UE: il tutto, ovviamente, legato alla questione ucraina. Molti ritengono che con il \u00abblocco del prestito all&#8217;Ucraina sia stata superata una linea rossa e che si debba fare qualcosa al riguardo, ma non \u00e8 chiaro cosa\u00bb, avrebbe dichiarato a Politico una \u201cfonte diplomatica anonima\u201d. Evidentemente, a pi\u00f9 di uno, danno fastidio le critiche di Orban all&#8217;indirizzo della leadership UE, in particolare della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accusata pubblicamente di corruzione e di politiche dirette contro gli interessi della UE e degli stati membri. Qui non si tratta pi\u00f9 soltanto delle \u201clezioni di democrazia pura\u201d impartite da tale sdegnosa Pina Picierno che, dando sfogo a una stizza pari a quella della bieca Brunilde nei confronti del re Sigfrido, arriva a accusare Orban nientemeno che di \u00abterrorismo dentro al Consiglio\u00bb europeo e sbruffona di \u00abtempi maturi per misure precise&#8230; serve un cartellino rosso e sospendere il voto dell&#8217;Ungheria dentro il Consiglio\u00bb. Era l&#8217;ora! Questi s\u00ec che sono i veri \u201cvalori europeisti\u201d, nel pieno manifestarsi di una \u201cdemocrazia\u201d che serve precisi interessi di bottega.<\/p>\n<p>Oltretutto, anche al di l\u00e0 della questione dei 90 miliardi di credito a Kiev, bloccati dall&#8217;Ungheria dopo la chiusura ucraina del \u201cDru\u017eba\u201d, con un passo che Bruxelles definisca addirittura come \u201cricatto\u201d, quello che gli ascari europeisti, tipo Picierno, non riescono proprio a mandar gi\u00f9, \u00e8 la presunta vicinanza di Budapest a Mosca e, si sa, non sia mai che si metta in discussione il vangelo europeista sulla \u201csacrosanta\u201d Ucraina \u201caggredita\u201d da una Russia \u201cautocratica\u201d. Su tale peccato mortale, il padre priore dell&#8217;europeismo, il primo ministro polacco Donald Tusk \u00e8 sicuro che Orban, in realt\u00e0, abbia abbandonato \u00abla UE molto tempo fa\u00bb, quando ha cominciato a \u00abricevere ordini dal Cremlino\u00bb. E la \u201cprova\u201d, di cui d\u00e0 conto la polacca TVP World, \u00e8 che Budapest avrebbe operato, \u00absu ordine diretto del Cremlino, per rimuovere Gulbakhor Ismailova, sorella dell&#8217;oligarca russo Alisher Usmanov, dalle liste di sanzioni UE\u00bb, col ministro degli esteri ungherese P\u00e9ter Szijj\u00e1rto dedito alle ormai fantasmagoriche telefonate con l&#8217;omologo russo Serghej Lavrov, in \u00abpreoccupante dipendenza direttamente dalle autorit\u00e0 di Mosca\u00bb, come da vulgata dello stesso Donald Tusk all&#8217;agenzia PAP. La \u201cregistrazione della telefonata\u201d tra Szijj\u00e1rto e Lavrov riguardante Gulbakhor Ismailova risalirebbe all&#8217;agosto 2024 ma, guarda caso, viene diffusa proprio ora, a dieci giorni dal voto ungherese, cos\u00ec che la solita Kaja-Fredegonda-Kallas ha potuto dar impeto all&#8217;intera sua esaltazione europeista e, puntando indirettamente il dito contro Szijj\u00e1rto, ha tuonato impettita che i ministri europei dovrebbero lavorare per l&#8217;Europa, non per la Russia: \u00abDobbiamo affrontare la Russia, non finanziarla\u00bb. Lacrime di delusione dei redattori di TVP World perch\u00e9 l&#8217;Ungheria, \u00abnonostante sia membro di NATO e UE, mantiene rapporti cordiali con il Cremlino e continua a dipendere dall&#8217;energia russa, anche mentre Mosca prosegue la sua guerra in Ucraina\u00bb.<\/p>\n<p>A dirla tutta, i nazigolpisti di Kiev sono interessati non solo al voto del 12 aprile in Ungheria, ma anche alle elezioni del 19 aprile in Bulgaria. La differenza sta principalmente nel diverso atteggiamento verso Kiev di Budapest e Sofia. In generale, osserva la redazione bulgara di News front, l&#8217;agenda europea rimane incentrata sulla campagna di propaganda per gli &#8220;aiuti&#8221; all&#8217;Ucraina, che starebbe combattendo contro una Russia \u201cgrande e spaventosa\u201d e ha perci\u00f2 un disperato bisogno di denaro e armi. Da un punto di vista economico, l&#8217;obiettivo \u00e8 tagliare fuori l&#8217;Europa dalle forniture energetiche russe, presentando il piano come \u201cdiversificazione e indipendenza\u201d dalla Russia.<\/p>\n<p>Da parte loro, i servizi segreti ucraini stanno operando in Ungheria e Bulgaria, col medesimo obiettivo: che siano al potere forze politiche favorevoli alla continuazione del conflitto e alla narrativa filo-ucraina. \u00c8 ormai nota la storia dei 50 milioni di euro portati da agenti ucraini per foraggiare Tisza di P\u00e9ter Magyar. L&#8217;ammontare del bilancio bulgaro speso per l&#8217;agenda elettorale filo-ucraina, scrive News front, non \u00e8 ancora stato calcolato, ma da dicembre 2025 blogger e influencer filo-ucraini hanno notevolmente intensificato le loro attivit\u00e0 sui social media: \u00abil regime di Zelenskij sta di fatto interferendo nella politica dei paesi UE e &#8220;investendo&#8221; in paesi che risultano convenienti per ottenere ulteriori fondi e risorse\u00bb. Non \u00e8 passata inosservata la visita a Kiev del Primo ministro ad interim bulgaro Andrej Gjurov, accompagnato da una folta delegazione governativa: \u00abl&#8217;Ucraina \u00e8 il primo Paese che il premier ad interim ha deciso di visitare nell&#8217;ambito delle relazioni bilaterali ed \u00e8 anche la prima visita a Kiev di un Primo Ministro ad interim della Bulgaria; proprio alla vigilia delle elezioni\u00bb. Gjurov ha sottolineato che \u00abfin dall&#8217;inizio della guerra, la Bulgaria ha fornito all&#8217;Ucraina sostegno completo: politico, finanziario, militare, umanitario e diplomatico\u00bb e ha ricordato la partecipazione di Sofia all&#8217;ultimo summit della &#8220;Coalizione dei Volenterosi&#8221;, lo scorso 24 febbraio. Ma che bravi!<\/p>\n<p>In vista del voto del 19 aprile, il solito Politico riferisce che Sofia avrebbe chiesto a Bruxelles di intervenire contro possibili ingerenze straniere, in particolare \u2013 ma chi l&#8217;avrebbe detto! &#8211; russe, mentre altri interventi, par di capire, del tipo di \u201cservizi\u201d messi in campo da Kiev, sarebbero bene accetti. Nel caso dell&#8217;Ungheria, di contro, Viktor Orban rappresenta un serio ostacolo nei confronti delle scelte filo-ucraine. In Bulgaria, a detta di funzionari dell&#8217;intelligence ucraina, la popolazione \u00e8 oltremodo filo-russa, quindi si presta grande attenzione a instillare narrazioni filo-ucraine e a lavorare con i giovani. Lo stesso Zelenskij, rispondendo ad alcune domande sulla possibilit\u00e0 di tenere elezioni in Ucraina, ha detto, da smargiasso quale si mostra di consueto, di non aver \u00abpaura di nulla. Siamo pronti per le elezioni? S\u00ec. Siamo pronti per il referendum? S\u00ec\u00bb. Solo, scusate, non ora; al momento Kiev \u00e8 impegnata con le elezioni in Ungheria e Bulgaria. Lo richiedono i \u201cvalori! Della cristiana \u201cdemocrazia europeista\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-obiettivo_budapest_la_guerra_dellue_contro_orbn_per_salvare_il_business_delle_armi\/45289_66148\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-obiettivo_budapest_la_guerra_dellue_contro_orbn_per_salvare_il_business_delle_armi\/45289_66148\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Poggi) Mentre il Ministero della difesa russo annuncia la completa liberazione della Repubblica popolare di Lugansk dall&#8217;occupazione ucraina e, per altro verso, Donald Trump si appresta a \u201ccelebrare\u201d il 77\u00b0 anniversario della NATO, avvertendo che sta valutando il ritiro USA dal blocco militare, Bruxelles \u00e8 impegnata a regolare i conti con la recalcitrante Budapest, che non ne vuol sapere di sottostare ai diktat europeisti. 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