{"id":94776,"date":"2026-04-09T10:30:24","date_gmt":"2026-04-09T08:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94776"},"modified":"2026-04-07T21:15:23","modified_gmt":"2026-04-07T19:15:23","slug":"non-vedono-la-tempesta-arrivare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94776","title":{"rendered":"Non vedono la tempesta arrivare"},"content":{"rendered":"<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: left\">\n<hr \/>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/corradi-1100x733-1.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/corradi-1100x733-1.jpg\" \/><\/div>\n<div class=\"cover-post\" style=\"text-align: left\"><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><strong>di LAFIONDA(Giovanni Tonlorenzi)<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: left\"><span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-calendar-alt\"><\/i>7 Apr , 2026<\/span>|<span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-user\"><\/i><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Giovanni Tonlorenzi\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/giovanni-tonlorenzi\/\" rel=\"author\">Giovanni Tonlorenzi<\/a><\/span><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"2026\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/archivio\/2026\/\">2026<\/a><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"Visioni\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/visioni\/\">Visioni<\/a><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: left\">\n<p>Nel mezzo di un contesto geopolitico drammatico, agli albori di una crisi economica epocale e sull\u2019orlo di un\u2019escalation militare in cui \u00e8 sempre meno escluso il ricorso alle armi nucleari, nell\u2019opposizione italiana al governo Meloni, centro-sinistra, campo largo o come altrimenti la si voglia chiamare, non si registra alcun dibattito degno di questo nome.<br \/>\nQuel poco che si intravede, fatto di dichiarazioni sparse e umori momentanei dei vari leader, non \u00e8 definibile altrimenti che lunare.<\/p>\n<p>Sia chiaro, nell\u2019anno di grazia 2026 il vuoto assoluto che si riscontra nel livello politico non \u00e8 che il riflesso di un vuoto pi\u00f9 profondo, di un\u2019apatia che attraversa la societ\u00e0 italiana e, pi\u00f9 in generale, quella europea da quasi quarant\u2019anni.<br \/>\nComunque questo dato non \u00e8 certo un\u2019assoluzione. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una differenza sostanziale tra l\u2019apatia di chi subisce gli eventi e l\u2019incapacit\u00e0 di chi dovrebbe interpretarli, leggerli, trasformarli in proposta politica. La prima \u00e8 comprensibile, la seconda \u00e8 una colpa, specie se si \u00e8 stati complici di un disastro.<\/p>\n<p>Il referendum del 22 e 23 marzo scorso ha sollevato nell\u2019opposizione un entusiasmo del tutto ingiustificato, alimentato dal desiderio di leggere nel consistente voto contro la riforma costituzionale voluta dalla destra una prova di consenso a suo favore, dimenticando che gran parte di quello stesso schieramento non \u00e8 meno responsabile dello sfascio che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre nel campo largo ci si divide su premiership, primarie e federatori, e circolano i nomi di Conte e Schlein, ma anche di Bersani, Rosy Bindi, la sindaca di Genova Salis, il cattolico Andrea Riccardi, l\u2019ex capo della polizia Franco Gabrielli, e di Giovanni Bachelet che ha guidato il fronte del No, nel mondo alcune questioni di una qualche importanza si accavallano con una velocit\u00e0 che non ammetterebbe distrazioni. Questioni che non riguardano un altrove lontano e astratto, ma bussano direttamente alle porte di questo paese.<\/p>\n<p>Sigonella, ovvero i confini della sovranit\u00e0 consentita<\/p>\n<p>Si accavallano in maniera tale che persino il ministro della Difesa Crosetto, membro autorevole di un governo iper-atlantista e in piena sintonia con l\u2019amministrazione Trump, si \u00e8 trovato costretto a rendere pubblica una nota misurata ma in sostanza inequivocabile: rispetto dei trattati, incrollabile alleanza con gli USA, ma indisponibilit\u00e0 all\u2019utilizzo delle basi militari come quella di Sigonella, per gli aerei militari statunitensi impegnati in operazioni di guerra contro l\u2019Iran\u00b9.<\/p>\n<p>Il governo ha presentato il gesto come puramente procedurale. L\u2019opposizione ha risposto con un \u201cserve di pi\u00f9\u201d, prontamente sopito, anche perch\u00e9 sapendo da che pulpito arrivava l\u2019invito, la cosa diventava addirittura grottesca.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 rimasto di questo episodio \u00e8 la solita, sostanziale convergenza tra governo e cosiddetta opposizione sulle grandi questioni della geopolitica, che ha chiarito una volta di pi\u00f9 il perimetro del pensiero politico e della sovranit\u00e0 consentita.<br \/>\nUna convergenza che non \u00e8 tattica n\u00e9 contingente, ma strutturale. Ed \u00e8 precisamente l\u00ec, in quella convergenza di fatto e che molte volte si \u00e8 esplicitata, che si misura la distanza minima tra chi governa e chi si dichiara opposizione.<\/p>\n<p>Il riferimento a Sigonella ha evocato naturalmente l\u2019altro caso, quello del 1985, quando Bettino Craxi riafferm\u00f2 con nettezza la sovranit\u00e0 italiana di fronte all\u2019amministrazione di Ronald Reagan. Un accostamento che, al di l\u00e0 del nome della base, non ha in comune con la situazione attuale assolutamente nulla, anzi dimostra la plastica evidenza dell\u2019abisso che separa l\u2019attuale classe politica italiana da quella di quegli anni, qualunque cosa se ne voglia pensare. Allora, con mille difetti, c\u2019era una classe dirigente capace di porre un limite al potente alleato, oggi ci si affretta a chiarire che quel limite \u00e8 solo procedurale, mancava la consultazione preventiva.<\/p>\n<p>Ma il caso Sigonella \u00e8 importante perch\u00e9, come un filo d\u2019Arianna, ci guida nella comprensione di quanto la guerra e la crisi energetica stiano gi\u00e0 entrando in casa nostra e quanto, invece, il dibattito nell\u2019opposizione sia, appunto, lunare.<\/p>\n<p>La coalizione Epstein e la guerra che non va come previsto<\/p>\n<p>Alla data del 24 febbraio 2022, l\u2019inizio dell\u2019operazione militare russa in Ucraina, se ne \u00e8 aggiunta un\u2019altra che \u00e8 destinata anch\u2019essa a lasciare il segno, ed \u00e8 il 28 febbraio 2026, quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l\u2019Iran.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato della ormai nota coalizione Epstein era la neutralizzazione dell\u2019inesistente programma nucleare militare iraniano, la decapitazione della sua leadership e il conseguente cambio di regime.<\/p>\n<p>Ma le cose non sono andate come previsto\u00b2.<\/p>\n<p>Nonostante settimane di bombardamenti intensivi, la capacit\u00e0 militare iraniana non risulta neutralizzata, e le infrastrutture strategiche, in particolare le basi missilistiche, per lo pi\u00f9 sotterranee e disperse sul vasto territorio della Repubblica islamica, continuano a garantire operativit\u00e0 e resilienza al paese.<\/p>\n<p>Teheran mantiene una pressione costante attraverso attacchi missilistici e con droni sulle strutture energetiche dei paesi del Golfo Persico e su Israele, aumentando progressivamente il livello tecnologico delle proprie offensive.<\/p>\n<p>La leadership politica e militare iraniana, di cui fu predisposta una cospicua decentralizzazione, ha continuato a funzionare nonostante i raid sui centri di governo, e la governance della Repubblica islamica prosegue secondo il proprio quadro costituzionale\u00b2.<\/p>\n<p>La situazione in cui si \u00e8 impantanata la coalizione Epstein si sta incancrenendo al punto che tra molti analisti comincia a circolare l\u2019ipotesi che Israele, in caso di sconfitta, potrebbe mettere in atto la cosiddetta \u201cOpzione Sansone\u201d e cio\u00e8 il ricorso alle armi nucleari\u00b3.<\/p>\n<p>Una prospettiva che non appartiene alla fantascienza geopolitica, ma al calcolo strategico di chi si potrebbe trovare presto con le spalle al muro.<\/p>\n<p>Sul fronte della superiorit\u00e0 aerea, poi, la realt\u00e0 operativa \u00e8 ben pi\u00f9 complicata di quanto la narrazione ufficiale voglia dare ad intendere.<br \/>\nDiversi episodi, velivoli abbattuti, emergenze in volo, difficolt\u00e0 nelle missioni di recupero dei piloti, indicano un contesto sempre pi\u00f9 ostile per gli Stati Uniti e per il piccolo ma potente e aggressivo alleato\u2074.<\/p>\n<p>Come osserva con consueta lucidit\u00e0 Simplicius the Thinker \u2013 nome de plume di uno dei pi\u00f9 seguiti analisti geopolitici e militari a livello globale \u2013 la riduzione delle capacit\u00e0 di attacco a distanza obbliga statunitensi e israeliani a missioni sempre pi\u00f9 rischiose, con un\u2019esposizione crescente e un tasso di perdite in aumento.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, le ripetute minacce di intervento terrestre, non solo a parole, ma accompagnate dall\u2019invio nell\u2019area di consistenti reparti militari \u2013 rischiano di trascinare l\u2019intero quadrante, ed oltre, verso esiti ancora pi\u00f9 gravi e distruttivi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, tre generali sono stati rimossi dai vertici del Pentagono nel pieno della conduzione del conflitto, segnale questo inequivocabile di forti divergenze tra le alte sfere militari e la Casa Bianca sulla gestione dell\u2019operazione Epic Fury\u2075.<\/p>\n<p>Che la situazione presenti chiari elementi di caos, e dunque di enorme pericolosit\u00e0, lo dimostra anche la linea comunicativa di Trump, sempre pi\u00f9 aggressiva e sempre pi\u00f9 contraddittoria, con elementi di imbarazzante grossolanit\u00e0. Il presidente ha dichiarato pubblicamente che Mohammed bin Salman deve \u201cbaciargli il culo\u201d, una frase che, al di l\u00e0 del registro, misura plasticamente il livello raggiunto da questa amministrazione\u2076.<\/p>\n<p>Di fronte a tutto questo, l\u2019opposizione italiana tace, o commenta a margine, con vuote frasi di circostanza, spesso con la stessa superficialit\u00e0 con cui commenterebbe un risultato elettorale locale. Non una proposta, tantomeno una visione, non un pensiero che sia all\u2019altezza della posta in gioco.<\/p>\n<p>Kallas e gli altri: il pensiero unico europeo di fronte alla guerra<\/p>\n<p>Quattro anni fa, con l\u2019inizio l\u2019operazione speciale militare della Federazione Russa in Ucraina, finalizzata a porre uno stop all\u2019espansione della NATO verso est, si \u00e8 messo in moto un processo destinato a cambiare, probabilmente in maniera definitiva, le linee storiche che sembravano fatali dalla fine della Guerra Fredda. Eppure l\u2019attuale leadership europea, totalmente agita da volont\u00e0 d\u2019oltreoceano, non ha nemmeno tentato di difendere gli interessi dei popoli europei.<\/p>\n<p>Si \u00e8 chiusa in una ostinata propaganda spesso imbarazzante, incapace di elaborare un punto di vista autonomo ancorato alla realt\u00e0 dei fatti, e rifugiandosi nella ripetizione di un unico mantra: lotta senza quartiere contro il pericolo russo in procinto di espansionismo su grande scala.<\/p>\n<p>A sottolineare e rendere ancora pi\u00f9 evidente questo asservimento, un asservimento che \u00e8 addirittura metapolitico, che precede e condiziona qualsiasi scelta politica concreta \u2013 sono intervenute la macelleria genocida perpetrata ai danni del popolo palestinese dallo Stato di Israele con il sostegno dell\u2019amministrazione del democratico Joe Biden, la guerra dei dodici giorni contro l\u2019Iran del giugno 2025, e la vicenda venezuelana di inizio 2026.<\/p>\n<p>Con la guerra scatenata contro la Repubblica islamica, la nullit\u00e0 dell\u2019establishment europeo si \u00e8 confermata definitivamente lampante. Al di l\u00e0 del non riuscire a svolgere alcun ruolo di mediazione reale, la leadership europea \u00e8 addirittura arrivata a invitare, sostanzialmente, l\u2019Iran a non difendersi\u2077. Il culmine lo ha raggiunto Kaja Kallas, che nel suo quotidiano delirio anti russo non ha trovato di meglio da dichiarare che \u201cla Russia sta aiutando l\u2019Iran con informazioni di intelligence per uccidere americani, e ora fornisce anche droni perch\u00e9 possa attaccare i paesi vicini e le basi militari statunitensi\u201d\u2078.<\/p>\n<p>Una dichiarazione che dice tutto sulla qualit\u00e0 del pensiero strategico europeo, ossessionato dalla Russia al punto da perdere di vista qualsiasi lettura autonoma della realt\u00e0.<\/p>\n<p>E la classe dirigente italiana che fa? Assente, silente, e l\u2019opposizione discute di federatori mentre il continente brucia.<\/p>\n<p>Lo Stretto di Hormuz e il crollo dell\u2019ordine unipolare<\/p>\n<p>La situazione attuale racconta in modo incontrovertibile che l\u2019unipolarismo occidentale a guida statunitense \u00e8 sempre meno tollerato. La posizione iraniana, rigida nel non aprire ad alcun compromesso finch\u00e9 non saranno raggiunti gli obiettivi strategici di lungo periodo, a cominciare dalla propria sicurezza nell\u2019area mediorientale, fa evidentemente il paio con le posizioni portate avanti dalla Federazione Russa fin dal 2007. Posizioni queste che non sono pi\u00f9 liquidabili con la propaganda, come l\u2019establishment occidentale ha tentato di fare per quasi vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Oggi emerge che la vera forza iraniana non \u00e8 solo militare, ma soprattutto geografica, economica e monetaria.<\/p>\n<p>Lo Stretto di Hormuz \u2014 principale nodo marittimo per il commercio energetico globale \u2014 \u00e8 diventato il teatro dello smottamento del vecchio ordine geopolitico ed economico. Da quello stretto transita circa il 20% del petrolio mondiale, il 22% del gas naturale liquefatto globale, e una quota rilevante di fertilizzanti, prodotti chimici ed elio\u2079. La sua inagibilit\u00e0 produrrebbe una crisi di approvvigionamento energetico su scala planetaria di proporzioni del tutto inedite, con prezzi del petrolio che potrebbero raggiungere i duecento dollari al barile in brevissimo tempo. Questo significa pesanti rincari per riscaldamento, trasporti, produzione industriale, filiere alimentari, significa la vita quotidiana di decine di milioni di italiani ed europei.<\/p>\n<p>Come segnala efficacemente Pepe Escobar, c\u2019\u00e8 una dimensione ulteriore evidente ma le cui conseguenze non sono ancora del tutto analizzate: la strategia iraniana, imponendo pagamenti in yuan per il transito delle merci attraverso Hormuz, incide sulla centralit\u00e0 del dollaro come valuta di riferimento globale, il che determina che al conflitto militare si aggiunge sempre pi\u00f9 sensibilmente un conflitto sistemico\u00b9\u2070.<\/p>\n<p>Con il sostegno di Russia e Cina, il conflitto regionale si colloca irrimediabilmente in uno scontro di dimensione globale, con tutte le conseguenze del caso.<\/p>\n<p>Anche l\u2019attuale formato dei BRICS ne risentir\u00e0 in modo sostanziale, visto che alla prova dei fatti si rivela ben poco strategicamente coeso e quindi inadeguato come attore in una situazione cos\u00ec complicata. Ma al suo posto si va delineando un asse pi\u00f9 ristretto ma decisamente pi\u00f9 coerente, fondato sull\u2019integrazione tra Russia, Iran e Cina.<\/p>\n<p>Questo triangolo strategico unisce risorse energetiche, capacit\u00e0 industriali e controllo dei principali corridoi logistici eurasiatici, configurandosi come il nucleo operativo di un possibile ordine multipolare. E l\u2019Iran non \u00e8 un attore periferico, in quanto controlla uno dei principali snodi energetici del pianeta e rappresenta il crocevia geografico tra Asia e Medio Oriente, collegamento essenziale tra i sistemi economici e infrastrutturali russo e cinese\u00b9\u2070.<\/p>\n<p>Qualcuno nell\u2019opposizione italiana ha ritenuto opportuno aprire un dibattito su tutto questo? Ha proposto una posizione, una lettura, una prospettiva che non fosse quella dell\u2019atlantismo come riflesso condizionato? La risposta, come sappiamo, \u00e8 no. E questo elemento non \u00e8 solo una lacuna, suona quasi come condanna politica.<\/p>\n<p>Anche Kagan lo ammette. L\u2019opposizione italiana no. Trent\u2019anni di Washington Consensus non si cancellano con le primarie<\/p>\n<p>Il livello di consapevolezza della situazione internazionale da parte della classe dirigente italiana sembra essere impermeabile a tutto.<\/p>\n<p>In nessuno dei poli della geografia politica italiana si riesce a scorgere uno straccio di volont\u00e0 di uscire da quel perimetro che \u00e8 storicamente consentito dai signori ai vassalli.<\/p>\n<p>Impermeabile anche alle domande di cambiamento provenienti dalle persone in carne e ossa, sempre pi\u00f9 strette in una crisi che diventer\u00e0 ingestibile. Il voto No al referendum contiene molto probabilmente anche, e soprattutto, questo elemento. L\u00e0 fuori qualcosa forse si sta muovendo, qualcosa di profondo, ancora embrionale e difficilmente descrivibile, ma la politica ufficiale non se ne accorge o, peggio, finge di non accorgersene.<\/p>\n<p>Il vecchio mondo sta crollando rapidamente e lo riconosce persino Robert Kagan, un neoconservatore, intellettuale organico dell\u2019interventismo americano, sostenitore storico della NATO e di Israele, tutt\u2019altro che un pensatore critico dell\u2019ordine liberale.<br \/>\nSu The Atlantic ha scritto che la guerra con l\u2019Iran ha esposto e aggravato le divisioni tra gli Stati Uniti e i propri alleati, ha rafforzato le potenze che lui chiama \u2013 e qui si intende la sua natura \u2013 revisioniste cio\u00e8 Russia e Cina, ed ha accelerato il caos politico ed economico globale, lasciando gli USA in una posizione di isolamento che non si vedeva dagli anni Trenta del XX secolo\u00b9\u00b9.<\/p>\n<p>Il fatto che sia Kagan a scriverlo non \u00e8 un dettaglio, ma la misura di quanto la realt\u00e0 abbia superato anche i suoi pi\u00f9 convinti e aggressivi architetti.<\/p>\n<p>Negli States persino falchi neoconservatori si interrogano se Israele possa ancora considerarsi un alleato affidabile, cercando forse di mettersi al riparo da quella che potrebbe svilupparsi come una sconfitta epocale.<\/p>\n<p>Ma qui, coloro che dovrebbero convocare, chiss\u00e0, una sorta di Stati Generali non sanno nemmeno suonare nell\u2019orchestra del Titanic che sta colando a picco, e perch\u00e9 si rendono conto che affrontare certi temi, seriamente, significherebbe la dissoluzione istantanea di troppe carriere politiche fini a s\u00e9 stesse.<\/p>\n<p>Il Partito Democratico, come quasi tutto ci\u00f2 che popola la geografia politica italiana, ha formato la propria identit\u00e0, il proprio ceto dirigente, la propria rete di relazioni dentro il Washington Consensus, il Fiscal Compact, la privatizzazione forsennata dei servizi pubblici, la conseguente continua cessione di sovranit\u00e0 alla burocrazia irresponsabile dell\u2019Unione Europea e al postulato atlantista. Tuttavia, per onest\u00e0 bisogna ammettere che non \u00e8 solo il PD il problema, ma \u00e8 la stragrande maggioranza del mondo politico, culturale, intellettuale e dell\u2019informazione nella sua quasi totalit\u00e0, per un motivo o per l\u2019altro, che ha portato il cervello all\u2019ammasso.<\/p>\n<p>Eppure il PD rimane l\u2019equivoco che fa da tappo a quella grande mobilitazione che sarebbe necessaria e che prima o poi avverr\u00e0 autonomamente.<\/p>\n<p>E per dirlo con chiarezza, non siamo davanti soltanto a scelte sbagliate, fautrici di politiche sempre pi\u00f9 impopolari, ma ad un problema strutturale. Come quando si sente dire, ad esempio, che Renzi fu un incidente di percorso per il Partito Democratico, senza capire che Renzi era il figlio legittimo del PD e sua discendenza naturale. Non \u00e8 nemmeno questione di mancanza o di cattiva volont\u00e0, \u00e8 questione di quello che si \u00e8 diventati, e di cosa si \u00e8 scelto di essere nel corso di trent\u2019anni.<\/p>\n<p>Chi non avr\u00e0 il coraggio di uscire da quel perimetro sar\u00e0 spazzato via, con tutta probabilit\u00e0, dall\u2019impetuosit\u00e0 degli eventi.<\/p>\n<p>No Kings: il marchio americano che i progressisti hanno comprato, senza leggere l\u2019etichetta<\/p>\n<p>La cartina di tornasole pi\u00f9 recente di questa cecit\u00e0 strutturale \u00e8 stata la manifestazione \u201cNo Kings\u201d del 29 marzo. In Italia come in Europa se ne \u00e8 fatto un uso entusiastico e del tutto acritico, esattamente l\u2019uso che ci si aspetterebbe da chi non sa leggere i movimenti sociali che non ha prodotto e non capisce quelli prodotti altrove.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 No Kings \u00e8, nella sostanza, uno strumento dei Democratici americani, il cui obiettivo non \u00e8 altro che lo status quo ante, quello dei Biden, di Kamala Harris, delle famiglie Clinton e Obama, delle politiche neocon gi\u00e0 viste all\u2019opera.<\/p>\n<p>Un movimento che pone come ideale il repubblicanesimo americano del XVIII secolo,senza fare menzione del fatto che da quel momento quei padri fondatori costruirono una nazione sul genocidio dei nativi, sullo schiavismo, su un calvinismo che ha fatto dell\u2019arricchimento individuale uno dei perni dello sviluppo, dando progressivamente vita al mito del destino manifesto.<\/p>\n<p>No Kings \u00e8 contro le politiche di Trump che mettono a repentaglio quell\u2019America che c\u2019era prima, appunto quella di Biden, primo sostenitore concreto del genocidio palestinese.<\/p>\n<p>Quell\u2019America non \u00e8 poi cos\u00ec diversa da quella di Trump. E chi in Europa ha sfilato sotto quel marchio senza porsi una sola di queste domande ha dimostrato esattamente il livello di analisi politica di cui \u00e8 capace.<\/p>\n<p>Il meccanismo \u00e8 stato quello di un franchising acritico, si \u00e8 preso un marchio, lo si \u00e8 un po\u2019 adattato, senza chiedersi nulla sul contesto locale, sugli obiettivi reali, sulle forze che lo animano, sugli interessi, grandi, che lo finanziano.<\/p>\n<p>Contro chi si stava manifestando, la piazza esattamente? Per quale alternativa? Con quale orizzonte? Scrive tale Tom Joad in un articolo su Substack: \u201ccos\u00ec la piazza protesta dentro le coordinate del mondo che contesta, con gli strumenti di quel mondo, nel linguaggio di quel mondo, e il risultato pi\u00f9 ottimistico \u00e8 una versione leggermente pi\u00f9 umana del medesimo ordine, ci\u00f2 che la retorica progressista chiama \u2018un mondo pi\u00f9 giusto\u2019, intendendo esattamente lo stesso mondo governato dalle medesime strutture con un personale politico pi\u00f9 gradevole e una distribuzione della ricchezza lievemente meno oscena\u201d\u00b9\u00b2.<\/p>\n<p>\u00c8, in fondo, la stessa logica che governa tutta l\u2019opposizione italiana, rimanere dentro le coordinate del sistema che certo non si vuole cambiare ma sperare che sia meno violento ed aggressivo, sperando che cambino gli attori senza che cambi la commedia.<\/p>\n<p>Quando arriver\u00e0 lo shock, non ci salveremo con le primarie<\/p>\n<p>Come annota con amara lucidit\u00e0 Ugo Boghetta su La Fionda\u00b9\u00b3, analizzando i dati del referendum, risulta chiaro che il campo largo non pu\u00f2 affermare di essere in ripresa; i voti referendari non sono sommabili a posizioni unioniste, riarmiste e liberiste. Forse cambieranno gli attori senza che cambi la commedia ma rimangono milioni di cittadini orfani di proposte convincenti, milioni di persone che hanno votato No senza che nessuno sia capace di dare un orientamento a quella domanda di cambiamento in qualcosa di politicamente credibile, sia per politiche che per interpreti.<\/p>\n<p>Esisterebbe, teoricamente, la possibilit\u00e0 di costruire qualcosa di diverso, una posizione antiliberista che combini l\u2019attuazione piena della Costituzione con lo sgancio progressivo dell\u2019Italia dagli organismi internazionali che ne comprimono la sovranit\u00e0, cogliendo le opportunit\u00e0 che la contingenza storica offre per avvicinarsi a obiettivi concreti di neutralit\u00e0 e indipendenza reale.<\/p>\n<p>Potrebbe non essere solo utopia, ma la \u00e8 la condizione necessaria per perseguire un interesse nazionale popolare e rilanciare qualcosa che assomigli alla democrazia.<\/p>\n<p>Ma richiede coraggio intellettuale e politico che oggi, nell\u2019opposizione italiana, non si vede all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Purtroppo, la storia insegna che le grandi inversioni di rotta nelle opinioni pubbliche non avvengono per sola persuasione, ma assai spesso per uno shock. Non ce lo auguriamo, ovviamente anche perch\u00e9 non si sa mai che piega possono prendere quelle inversioni di rotta. Ma sarebbe disonesto ignorarlo e sarebbe sbagliato non tenere conto che, quando quello shock arriver\u00e0, chi avr\u00e0 scelto di trastullarsi con federatori, primarie e altre cosette, non avr\u00e0 nessuna credibilit\u00e0 per essere ascoltato.<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/politica\/2026\/03\/31\/news\/italia_nega_base_sigonella_usa_crosetto-15566208\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.lastampa.it\/politica\/2026\/03\/31\/news\/italia_nega_base_sigonella_usa_crosetto-15566208\/<\/a><\/li>\n<li>Crooke, A., Iran\u2019s Audacious Strategic Moves, Unz Review, 27 marzo 2026,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unz.com\/acrooke\/irans-audacious-strategic-moves-declared-missile-dominance-over-the-occupied-territories-a-warning-of-nuclear-deterrence\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.unz.com\/acrooke\/irans-audacious-strategic-moves-declared-missile-dominance-over-the-occupied-territories-a-warning-of-nuclear-deterrence\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/opinions\/2026\/3\/22\/why-the-world-should-worry-about-israels-nuclear-doctrine\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.aljazeera.com\/opinions\/2026\/3\/22\/why-the-world-should-worry-about-israels-nuclear-doctrine<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/jacobin.com\/2026\/03\/israel-iran-war-nuclear-weapons\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/jacobin.com\/2026\/03\/israel-iran-war-nuclear-weapons<\/a><\/li>\n<li>Simplicius,\u00a0<a href=\"https:\/\/simplicius76.substack.com\/p\/disaster-operation-stone-age-begins\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/simplicius76.substack.com\/p\/disaster-operation-stone-age-begins<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2026\/04\/02\/politics\/hegseth-removes-randy-george-army-chief-of-staff\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/edition.cnn.com\/2026\/04\/02\/politics\/hegseth-removes-randy-george-army-chief-of-staff<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/thewire.in\/world\/trump-claims-saudi-crown-prince-kissing-my-ass\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/thewire.in\/world\/trump-claims-saudi-crown-prince-kissing-my-ass<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2026\/mar\/24\/ursula-von-der-leyen-iran-us-hormuz-crisis-australia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2026\/mar\/24\/ursula-von-der-leyen-iran-us-hormuz-crisis-australia<\/a>;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/eus-costa-urges-iranian-president-to-ensure-freedom-of-navigation-in-strait-of-hormuz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.timesofisrael.com\/liveblog_entry\/eus-costa-urges-iranian-president-to-ensure-freedom-of-navigation-in-strait-of-hormuz\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/ejpress.org\/kallas-russia-is-providing-intelligence-support-to-iran-in-the-middle-east-war-to-kill-americans\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/ejpress.org\/kallas-russia-is-providing-intelligence-support-to-iran-in-the-middle-east-war-to-kill-americans\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.iea.org\/about\/oil-security-and-emergency-response\/strait-of-hormuz\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.iea.org\/about\/oil-security-and-emergency-response\/strait-of-hormuz<\/a><\/li>\n<li>Escobar, P.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unz.com\/pescobar\/the-china-pakistan-gcc-riddle\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.unz.com\/pescobar\/the-china-pakistan-gcc-riddle\/<\/a><\/li>\n<li>Kagan, R.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theatlantic.com\/international\/2026\/03\/trump-us-power-iran\/686567\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.theatlantic.com\/international\/2026\/03\/trump-us-power-iran\/686567\/<\/a><\/li>\n<li>Joad, T.,\u00a0<a href=\"https:\/\/revolvepl.substack.com\/p\/la-piazza-incorporata\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/revolvepl.substack.com\/p\/la-piazza-incorporata<\/a><\/li>\n<li>Boghetta, U.,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/04\/post-referendum-quo-vadis\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/04\/post-referendum-quo-vadis\/<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/07\/non-vedono-la-tempesta-arrivare\/\" data-a2a-title=\"Non vedono la tempesta arrivare\"><a class=\"a2a_button_facebook\" title=\"Facebook\" 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albori di una crisi economica epocale e sull\u2019orlo di un\u2019escalation militare in cui \u00e8 sempre meno escluso il ricorso alle armi nucleari, nell\u2019opposizione italiana al governo Meloni, centro-sinistra, campo largo o come altrimenti la si voglia chiamare, non si registra alcun dibattito degno di questo nome. Quel poco che si intravede, fatto di dichiarazioni sparse e umori momentanei dei&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oEE","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94776"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94776"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94776\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94777,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94776\/revisions\/94777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}