{"id":94908,"date":"2026-04-16T09:00:58","date_gmt":"2026-04-16T07:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94908"},"modified":"2026-04-14T23:43:48","modified_gmt":"2026-04-14T21:43:48","slug":"rischio-catastrofe-alimentare-globale-se-continua-la-crisi-nello-stretto-di-hormuz-lallarme-della-fao-che-teme-effetti-simili-al-post-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94908","title":{"rendered":"\u201cRischio catastrofe alimentare globale se continua la crisi nello stretto di Hormuz\u201d. L\u2019allarme della Fao che teme effetti simili al post Covid"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL FATTO QUOTIDIANO (Luisiana Gata)<\/strong><\/p>\n<header class=\"ifq-post__header\">\n<div class=\"ifq-post__excerpt\">Blocchi e prezzi in salita per fertilizzanti e pesticidi hanno gi\u00e0 compromesso i raccolti di molti Paesi poveri. Gli effetti delle distorsioni di un sistema che dipende dai mercati: l&#8217;ennesima emergenza che si trasforma in crisi mondiale<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"ifq-post__thumbnail\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-ifq-big size-ifq-big wp-post-image\" src=\"https:\/\/st.ilfattoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/14\/Maximo-Torero-fao-690x362.jpg\" alt=\"\u201cRischio catastrofe alimentare globale se continua la crisi nello stretto di Hormuz\u201d. L\u2019allarme della Fao che teme effetti simili al post Covid\" width=\"690\" height=\"362\" \/><\/div>\n<div class=\"ifq-post__content\" data-flx-handled=\"true\">\n<p>\u201cUna crisi prolungata nello\u00a0<strong>Stretto di Hormuz<\/strong>\u00a0potrebbe trasformarsi in una\u00a0<strong>catastrofe agroalimentare globale<\/strong>\u201d. L\u2019organizzazione delle\u00a0<strong>Nazioni Unite<\/strong>\u00a0per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura lancia l\u2019allarme. \u201cCi troviamo in una crisi di approvvigionamento, non vogliamo che si trasformi in una catastrofe\u201d ha dichiarato\u00a0<strong>David Laborde<\/strong>, direttore della divisione di economia agroalimentare della<strong>\u00a0Fao<\/strong>, in un podcast con\u00a0<strong>Maximo Torero<\/strong>, capo economista dell\u2019organizzazione. Hanno spiegato quanto sia urgente che le navi che trasportano prodotti agricoli essenziali inizino a passare attraverso lo Stretto il prima possibile per evitare un\u00a0<strong>pericoloso aumento dell\u2019inflazione<\/strong>\u00a0dei prezzi alimentari entro la fine dell\u2019anno. Gi\u00e0, perch\u00e9 oggi\u00a0<strong>tra il 20 e il 45% delle esportazioni di input agroalimentari essenziali<\/strong>\u00a0(che sono\u00a0<strong>fertilizzanti, pesticidi, carburanti e spray chimici<\/strong>) dipende proprio da quel passaggio. Non aiutano le\u00a0<strong>distorsioni del sistema agroalimentare<\/strong>, con comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 dipendenti dai mercati, Paesi sfruttati come\u00a0<strong>granai che servono alle esportazioni<\/strong>\u00a0e per maxi piantagioni che diventano mangime\u00a0<strong>negli allevamenti intensivi<\/strong>\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/04\/11\/conflitti-risorse-alimentari-docufilm-notizie\/8351444\/\">Leggi l\u2019approfondimento<\/a>), con enormi quantit\u00e0 di fertilizzante. Secondo la Fao, ora per\u00f2 il rischio \u00e8 quello di innescare una serie di effetti a catena simili a quelli successivi alla pandemia di Covid-19. L\u2019ennesima emergenza che pu\u00f2 trasformarsi in una\u00a0<strong>catastrofe per i Paesi pi\u00f9 poveri<\/strong>.<\/p>\n<h2>Insicurezza alimentare per almeno 45 milioni di persone in pi\u00f9<\/h2>\n<p>Dichiarazioni molto pesanti, che seguono quelle rese nei giorni scorsi, in conferenza stampa, dalla direttrice generale del\u00a0<strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>. \u201cL\u2019impatto della guerra in Medio Oriente ha generato insicurezza alimentare per altri 45 milioni di persone o pi\u00f9 a causa delle interruzioni nei trasporti\u201d ha spiegato\u00a0<strong>Kristalina Georgieva<\/strong>. Il risultato \u00e8 che oggi nel mondo soffrono la fame oltre 360 milioni di persone, con il problema che potrebbe peggiorare nel tempo a causa degli elevati prezzi dei fertilizzanti. \u201cIl tempo stringe. L\u2019ultima cosa che vogliamo \u00e8 una<strong>\u00a0riduzione dei raccolti<\/strong>, un\u00a0<strong>aumento dei prezzi delle materie prime<\/strong>\u00a0e un\u2019<strong>inflazione alimentare<\/strong>\u00a0per il prossimo anno\u201d ha dichiarato\u00a0<strong>Torero<\/strong>, sottolineando che ci\u00f2 costringerebbe probabilmente i Paesi ad adottare politiche per ridurre i prezzi alimentari interni, innescando un aumento dei tassi di interesse e, di conseguenza, un potenziale rallentamento della crescita economica a livello globale. L\u2019ultimo\u00a0<strong>indice dei prezzi alimentari della Fao<\/strong>, relativo al mese di marzo, si \u00e8 mostrato relativamente stabile grazie all\u2019ampia disponibilit\u00e0 della maggior parte dei prodotti alimentari, in particolare dei cereali. Tuttavia, la pressione \u00e8 in aumento ad aprile e si intensificher\u00e0 a maggio, prevede la Fao. In relazione alla questione dello\u00a0<strong>stretto di Hormuz<\/strong>\u00a0\u00e8 intervenuto anche il\u00a0<strong>segretario generale dell\u2019Onu, Antonio Guteress<\/strong>. \u201cTutte le parti coinvolte in questo conflitto devono rispettare la libert\u00e0 di navigazione. L\u2019interruzione delle forniture di fertilizzanti e beni correlati aggrava ulteriormente l\u2019insicurezza alimentare per milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo\u201d ha detto. La\u00a0<strong>Commissione europea<\/strong>\u00a0sta consultando, nel frattempo, gli Stati membri per raccogliere i loro pareri su\u00a0<strong>un quadro mirato e temporaneo<\/strong>\u00a0per affrontare gli effetti della crisi su alcuni dei settori pi\u00f9 esposti dell\u2019economia, come\u00a0<strong>agricoltura, pesca, trasporto su strada e marittimo<\/strong> a corto raggio all\u2019interno dell\u2019Ue.<\/p>\n<h2>Il nodo dei fertilizzanti<\/h2>\n<p>Priorit\u00e0 assoluta, dunque, \u00e8 proprio quella dei fertilizzanti. Con le\u00a0<strong>fabbriche chiuse e l\u2019aumento vertiginoso dei prezzi del gas<\/strong>\u00a0che fa crescere i costi di produzione in tutto il mondo, i\u00a0<strong>prezzi dei fertilizzanti sono aumentati<\/strong>\u00a0in generale ed \u00e8 improbabile che scendano facilmente. Secondo\u00a0<strong>Argus Media<\/strong>, il prezzo dell\u2019<strong>urea<\/strong>\u00a0proveniente dal Medio Oriente \u00e8\u00a0<strong>aumentato del 70%<\/strong>\u00a0nel giro di poche settimane.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/03\/10\/guerra-medio-oriente-agroalimentare-fertilizzanti-crisi-notizie\/8318302\/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=fatto-for-future&amp;utm_term=2026-03-11\">Come raccontato da ilfattoquotidiano.it<\/a>, si tratta del\u00a0<strong>concime chimico pi\u00f9 diffuso al mondo<\/strong>, con il 46% di azoto, necessario per favorire la crescita delle foglie verdi, cos\u00ec come di ammoniaca e fosfati. In molte aree del mondo \u00e8 l\u2019urea a garantire\u00a0<strong>raccolti abbondanti di grano e cereali<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>Paesi del Golfo<\/strong>\u00a0sono grandi esportatori di fertilizzanti azotati come l\u2019urea. Da qui, specie da\u00a0<strong>Qatar e Iran arriva il 45% della produzione mondiale di urea<\/strong>\u00a0derivata dal gas naturale. Ad oggi, circa un terzo del commercio di urea \u00e8 fermo. Hanno sospeso o ridotto la produzione gli impianti negli\u00a0<strong>Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, Iran, Giordania e Qatar<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"ifq-post__content\" data-flx-handled=\"true\">\n<h2>Le previsioni sull\u2019aumento dei prezzi<\/h2>\n<p>\u201cA differenza del petrolio,<strong>\u00a0il settore dei fertilizzanti non dispone di riserve strategiche<\/strong>\u00a0coordinate a livello internazionale, il che rende pi\u00f9 difficile gestire le interruzioni delle forniture\u201d spiega la Fao. E molti contratti precedenti alla guerra, che regolavano i prezzi, sono stati sospesi poich\u00e9 i produttori hanno invocato la \u201cforza maggiore\u201d. La\u00a0<strong>Fao<\/strong>\u00a0prevede che i prezzi globali dei fertilizzanti possano\u00a0<strong>aumentare in media del 15-20% nella prima met\u00e0 del 2026<\/strong>. \u201cUna loro diminuzione significativa richiederebbe probabilmente da 4 a 8 settimane dopo la riapertura, man mano che la produzione aumenta e le spedizioni vengono riprogrammate\u201d afferma Torero, ritenendo \u201cimprobabile che i prezzi tornino ai livelli di febbraio 2026 prima del terzo trimestre del 2026, se non addirittura entro la fine dell\u2019anno\u201d. La verit\u00e0 \u00e8 che se anche con il traffico marittimo nel Golfo in lenta ripresa,\u00a0<strong>il ritorno a una produzione alimentare normale sar\u00e0 comunque lungo e complesso<\/strong>, proprio dato l\u2019impatto della guerra sulle forniture di fertilizzanti.<\/p>\n<h2>Una scelta difficile e i raccolti non pi\u00f9 recuperabili<\/h2>\n<p>\u201cSe lo Stretto di Hormuz si riaprisse immediatamente, cio\u00e8 non solo un cessate il fuoco ma anche la ripresa del movimento delle navi, l\u2019impatto sarebbe significativamente positivo ma incompleto e disomogeneo\u201d ha sottolineato\u00a0<strong>Torero<\/strong>. Gli agricoltori, quindi, dovranno decidere se\u00a0<strong>modificare le colture<\/strong>\u00a0per adattarsi alla disponibilit\u00e0 di fertilizzanti o se\u00a0<strong>piantare meno e destinare pi\u00f9 terreni e risorse ai biocarburanti<\/strong>\u00a0(trend gi\u00e0 in atto in molti Paesi del mondo, ndr) a fronte dei prezzi del petrolio pi\u00f9 elevati, riducendo per\u00f2 l\u2019offerta globale di prodotti alimentari. Ma\u00a0<strong>c\u2019\u00e8 differenza tra i Paesi<\/strong>. L\u2019emisfero nord \u00e8 gi\u00e0 nella stagione delle coltivazioni, il che significa che quei raccolti non potranno essere recuperati. Come spiega Torero,\u00a0<strong>\u201c\u00e8 troppo tardi\u201d in India, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka, Sudan, Kenya, Somalia, Turchia e Giordania<\/strong>, tutti Paesi fortemente dipendenti dai fertilizzanti del Golfo. Tutti Paesi con problemi di insicurezza alimentare. Potrebbero ancora essere salvi i secondi raccolti in\u00a0<strong>Asia, se i fertilizzanti arriveranno entro 4-6 settimane<\/strong>. Se la situazione di stallo nello Stretto di Hormuz non si risolver\u00e0 rapidamente, per la Fao si dovr\u00e0 agire, ad esempio, chiedendo alle\u00a0<strong>istituzioni multilaterali di fornire finanziamenti<\/strong>\u00a0ai paesi che rischiano di perdere l\u2019accesso ai fertilizzanti di base, dato che le semine sono gi\u00e0 iniziate. Secondo Torero, potrebbero essere utilizzati i meccanismi di compensazione della bilancia dei pagamenti del\u00a0<strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>\u2018Finestra per gli shock alimentari\u2019<\/strong>, in modo da consentire ai paesi che necessitano di fertilizzanti oggi di ottenerli rapidamente, senza innescare una competizione distorta sui sussidi. La Fao ha quindi elaborato una priorit\u00e0 per i paesi basata sul calendario delle colture, in base a quando e in quali quantit\u00e0 necessitano di fertilizzanti. In queste ore prendono posizione proprio il\u00a0<strong>Fondo monetario internazionale, l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019Energia e la Banca mondiale<\/strong>: \u201cL\u2019impatto della guerra \u00e8 sostanziale, globale e fortemente asimmetrico, colpendo in modo sproporzionato i paesi importatori di energia, in particolare quelli a basso reddito\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/04\/14\/stretto-hormuz-crisi-alimentare-fertilizzanti-notizie\/8355303\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2026\/04\/14\/stretto-hormuz-crisi-alimentare-fertilizzanti-notizie\/8355303\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL FATTO QUOTIDIANO (Luisiana Gata) Blocchi e prezzi in salita per fertilizzanti e pesticidi hanno gi\u00e0 compromesso i raccolti di molti Paesi poveri. 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