{"id":94914,"date":"2026-04-15T10:50:58","date_gmt":"2026-04-15T08:50:58","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94914"},"modified":"2026-04-15T10:51:32","modified_gmt":"2026-04-15T08:51:32","slug":"doping-accademico-e-fabbriche-di-revisioni-pilotate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94914","title":{"rendered":"Doping accademico e fabbriche di revisioni pilotate"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ROARS (Tommaso Di Caprio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94915\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Review_mills-300x286.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Review_mills-300x286.png 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Review_mills-1024x975.png 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Review_mills-768x731.png 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Review_mills.png 1059w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong>Il \u201cpublish or perish\u201d \u00e8 ormai uno standard globale che spinge i ricercatori a pubblicare molto e a ottenere numerose citazioni. In Italia questa pressione \u00e8 rafforzata da indicatori bibliometrici legati all\u2019abilitazione scientifica nazionale. Ci\u00f2 incentiva pratiche discutibili come la frammentazione delle ricerche e l\u2019abuso di autocitazioni. Emergono inoltre fenomeni come le fabbriche di revisioni pilotate (\u201creview mills\u201d), reti di revisori che si favoriscono reciprocamente e usano le revisioni per gonfiare le proprie citazioni. Nonostante le denunce, le sanzioni sono rare e il contrasto resta affidato a piccoli gruppi di studiosi indipendenti.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cTutti dichiarano di volerlo combattere, ma si sa che chi ottiene risultati eccezionali spesso utilizza strategie al limite delle regole\u201d. Per Alberto Baccini, docente di Economia presso l\u2019Universit\u00e0 di Siena, il sistema delle citazioni fai da te \u00e8 ormai una consuetudine accettata nel mondo accademico. In Italia, \u201cesistono casi clamorosi denunciati da gruppi di studiosi che si occupano di investigare le frodi scientifiche.<em>\u00a0<\/em>Ormai queste pratiche ricordano, per analogia, il doping nello sport\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 diffuso in Italia il fenomeno del\u00a0<em>publish or perish<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cOggi il fenomeno non \u00e8 soltanto italiano, ma rappresenta uno standard globale della scienza. Ai ricercatori viene richiesto di pubblicare molto e di essere molto citati. Esiste quindi una pressione diffusa sia sulla quantit\u00e0 delle pubblicazioni sia sul numero di citazioni ricevute. In Italia questa pressione \u00e8 stata formalizzata con l\u2019introduzione dell\u2019abilitazione scientifica nazionale. Questo sistema \u00e8 relativamente recente. Per molti anni la carriera accademica non \u00e8 stata guidata da indicatori bibliometrici cos\u00ec rigidi\u201d.<\/p>\n<p><strong>I ricercatori come raggiungono queste soglie?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn un mondo ideale queste soglie verrebbero raggiunte semplicemente attraverso un buon lavoro scientifico: si produce ricerca di qualit\u00e0, gli altri studiosi la utilizzano e la citano. Nella pratica, per\u00f2, il sistema tende a incentivare comportamenti diversi. La ricerca viene spesso suddivisa nella cosiddetta \u201cminima unit\u00e0 pubblicabile\u201d. Invece di condensare risultati diversi in un unico articolo, si preferisce frammentarli in pi\u00f9 pubblicazioni. Se un risultato pu\u00f2 generare due articoli anzich\u00e9 uno, questo diventa pi\u00f9 conveniente perch\u00e9 aumenta il numero complessivo delle pubblicazioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>E per le citazioni?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer quanto riguarda le citazioni, le strategie possono essere ancora pi\u00f9 varie. La pi\u00f9 semplice \u00e8 l\u2019autocitazione: ogni volta che si scrive un articolo si citano i propri lavori, anche quando non sarebbero strettamente necessari. Non tutte le autocitazioni sono scorrette, ma \u00e8 possibile ampliare artificialmente il numero di riferimenti ai propri studi. Se invece di citare tre articoli realmente rilevanti se ne citano otto, quelle citazioni in pi\u00f9 contribuiscono comunque ad aumentare gli indicatori bibliometrici dell\u2019autore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le conseguenze per la ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQueste pratiche possono ricordare, per analogia, il doping nello sport. Tutti dichiarano di volerlo combattere, ma si sa che chi ottiene risultati eccezionali spesso utilizza strategie al limite delle regole. Nella scienza accade qualcosa di simile: alcune pratiche sono formalmente scorrette e, se vengono scoperte, possono essere denunciate pubblicamente\u201d.<\/p>\n<p><strong>Parliamo del fenomeno delle review mills<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSi tratta di reti di revisori che si scambiano valutazioni favorevoli o utilizzano il processo di revisione per rafforzare le proprie citazioni. \u00c8 emerso solo di recente. Per molto tempo \u00e8 stato difficile studiare queste dinamiche perch\u00e9 i processi di\u00a0<em>peer review\u00a0<\/em>erano completamente riservati. Analizzando lo stile di queste revisioni \u00e8 diventato possibile individuare pattern sospetti e ricostruire eventuali reti di revisione coordinate\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 diffuso in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn Italia questo problema appare particolarmente accentuato. Esistono casi clamorosi denunciati da gruppi di studiosi che si occupano di investigare le frodi scientifiche. Spesso questi casi circolano nella letteratura internazionale e in piattaforme specializzate, ma quando arrivano nel dibattito finiscono per ricevere poca attenzione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come individuate le revisioni sospette?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer chi cerca di individuare articoli sospetti non esistono criteri semplici o universali. Non ci sono pattern facilmente riconoscibili. Alcuni ricercatori hanno sviluppato strumenti per individuare possibili anomalie, ad esempio cercando nei testi scientifici frasi insolite generate da traduzioni automatiche o da strumenti di riformulazione. In altri casi si analizzano pattern linguistici o bibliometrici per segnalare articoli potenzialmente problematici, che poi devono essere esaminati uno per uno\u201d.<\/p>\n<p><strong>In che modo si interviene quando emergono delle revisioni sospette?<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 raro aspettarsi delle sanzioni reali. Nella maggior parte dei casi l\u2019unica conseguenza \u00e8 l\u2019esposizione pubblica del comportamento. La diffusione di questi comportamenti sta diventando cos\u00ec ampia che \u00e8 difficile contrastarla. Molte delle indagini sulle frodi scientifiche sono portate avanti da piccoli gruppi di ricercatori e analisti che lavorano spesso in modo indipendente. Queste persone dedicano molto tempo a individuare comportamenti sospetti e a documentarli pubblicamente, ma incontrano spesso grandi difficolt\u00e0 nel portare questi casi all\u2019attenzione del pubblico pi\u00f9 ampio\u201d.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/doping-accademico-e-fabbriche-di-revisioni-pilotate\/\">https:\/\/www.roars.it\/doping-accademico-e-fabbriche-di-revisioni-pilotate\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intervista \u00e8 apparsa originariamente su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lumsanews.it\/baccini-il-sistema-delle-citazioni-scientifiche-ormai-e-simile-al-doping\/\">Lumsanews<\/a>\u00a0il 27 marzo 2026.<\/p>\n<p>Qui sotto l&#8217;intervista originale<\/p>\n<div class=\"penci-single-wrapper\">\n<div class=\"penci-single-block inview\">\n<div class=\"container container-single penci_sidebar penci-enable-lightbox\">\n<div id=\"main\" class=\"penci-main-sticky-sidebar\">\n<div class=\"theiaStickySidebar\">\n<article id=\"post-221365\" class=\"post type-post status-publish\">\n<div class=\"header-standard header-classic single-header\">\n<h4 class=\"post-title single-post-title entry-title\" data-wahfont=\"18\">Il fenomeno \u00e8 simile al doping<br \/>\nla scienza sembra rassegnata<br \/>\nIn gioco c&#8217;\u00e8 la ricerca<\/h4>\n<h4 data-wahfont=\"18\">&#8220;Il sistema \u00e8 ormai una consuetudine&#8221;<\/h4>\n<\/div>\n<div class=\"post-image\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv.png\" data-rel=\"penci-gallery-image-content\" data-wahfont=\"16\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-penci-full-thumb size-penci-full-thumb penci-lazy wp-post-image pc-singlep-img lazyloaded pcloaded\" title=\"Gemini_Generated_Image_23bvyv23bvyv23bv\" src=\"https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv-1170x480.png\" sizes=\"(max-width: 767px) 585px, 1170px\" srcset=\"https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv-585x240.png 585w,https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv-1170x480.png\" alt=\"Universit\u00e0 Baccini\" width=\"1170\" height=\"480\" data-sizes=\"(max-width: 767px) 585px, 1170px\" data-srcset=\"https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv-585x240.png 585w,https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv-1170x480.png\" data-src=\"https:\/\/www.lumsanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/gemini-generated-image-23bvyv23bvyv23bv-1170x480.png\" data-ll-status=\"loaded\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"post-thumbnail-caption\" data-wahfont=\"13\"><em>Alberto Baccini<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"post-entry blockquote-style-1 \">\n<div id=\"penci-post-entry-inner\" class=\"inner-post-entry entry-content\">\n<p data-wahfont=\"18\">\u201cTutti dichiarano di volerlo combattere, ma si sa che chi ottiene risultati eccezionali spesso utilizza strategie al limite delle regole\u201d. Per Alberto Baccini, docente di Economia presso l\u2019Universit\u00e0 di Siena, il sistema delle citazioni fai da te \u00e8 ormai una consuetudine accettata nel mondo accademico. In Italia, \u201cesistono casi clamorosi denunciati da gruppi di studiosi che si occupano di investigare le frodi scientifiche\u201d. \u2013 spiega l\u2019esperto in un\u2019intervista a\u00a0<em>Lumsanews \u2013<\/em>\u00a0Ormai queste pratiche ricordano, per analogia, il doping nello sport\u201d.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Professor Baccini, quanto \u00e8 diffuso in Italia il fenomeno del\u00a0<\/strong><strong><em>publish or perish?<\/em><\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Oggi il fenomeno non \u00e8 soltanto italiano, ma rappresenta uno standard globale della scienza. Ai ricercatori viene richiesto di pubblicare molto e di essere molto citati. Esiste quindi una pressione diffusa sia sulla quantit\u00e0 delle pubblicazioni sia sul numero di citazioni ricevute. In Italia questa pressione \u00e8 stata formalizzata con l\u2019introduzione dell\u2019abilitazione scientifica nazionale. Questo sistema \u00e8 relativamente recente. Per molti anni la carriera accademica non \u00e8 stata guidata da indicatori bibliometrici cos\u00ec rigidi.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Spieghi meglio questo aspetto<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Per accedere ai concorsi universitari \u00e8 necessario superare determinati parametri quantitativi legati alla produzione scientifica. In Italia il cambiamento \u00e8 avvenuto progressivamente tra la met\u00e0 degli anni Duemila e il 2010, con una forte accelerazione dopo la riforma universitaria del 2010. Con l\u2019introduzione dell\u2019abilitazione scientifica nazionale sono stati formalizzati gli indicatori quantitativi basati su pubblicazioni e citazioni, segnando un passaggio decisivo nella trasformazione del sistema di valutazione della ricerca.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Come funziona il sistema?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">In pratica, per diventare professore associato occorre prima ottenere l\u2019abilitazione e, per conseguirla, bisogna raggiungere soglie stabilite dall\u2019Agenzia nazionale di valutazione dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca. Il sistema distingue tra settori bibliometrici e non bibliometrici. Nei settori bibliometrici, cio\u00e8 soprattutto nelle cosiddette scienze dure, i criteri principali sono il numero di pubblicazioni prodotte in un certo arco temporale, il numero di citazioni ricevute e H index. Se non si superano queste soglie, di fatto non si pu\u00f2 nemmeno partecipare alla competizione accademica.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>I ricercatori come raggiungono queste soglie?<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">In un mondo ideale queste soglie verrebbero raggiunte semplicemente attraverso un buon lavoro scientifico: si produce ricerca di qualit\u00e0, gli altri studiosi la utilizzano e la citano. Nella pratica, per\u00f2, il sistema tende a incentivare comportamenti diversi. La ricerca viene spesso suddivisa nella cosiddetta \u201cminima unit\u00e0 pubblicabile\u201d. Invece di condensare risultati diversi in un unico articolo, si preferisce frammentarli in pi\u00f9 pubblicazioni. Se un risultato pu\u00f2 generare due articoli anzich\u00e9 uno, questo diventa pi\u00f9 conveniente perch\u00e9 aumenta il numero complessivo delle pubblicazioni.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>E per le citazioni?<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Per quanto riguarda le citazioni, le strategie possono essere ancora pi\u00f9 varie. La pi\u00f9 semplice \u00e8 l\u2019autocitazione: ogni volta che si scrive un articolo si citano i propri lavori, anche quando non sarebbero strettamente necessari. Non tutte le autocitazioni sono scorrette, ma \u00e8 possibile ampliare artificialmente il numero di riferimenti ai propri studi. Se invece di citare tre articoli realmente rilevanti se ne citano otto, quelle citazioni in pi\u00f9 contribuiscono comunque ad aumentare gli indicatori bibliometrici dell\u2019autore.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Quanto incide il numero di ricercatori nei paper?<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Un\u2019altra dinamica riguarda i gruppi di ricerca. Oggi gli articoli vengono scritti raramente da soli: si lavora in gruppi e i membri dei gruppi tendono a citarsi reciprocamente. Un ricercatore cita il lavoro del collega con cui ha collaborato e quel collega far\u00e0 lo stesso quando pubblicher\u00e0 con altri coautori. Nel tempo si crea cos\u00ec una rete di citazioni reciproche che alimenta gli indicatori bibliometrici.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Quali sono le conseguenze per la ricerca?<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Queste pratiche possono ricordare, per analogia, il doping nello sport. Tutti dichiarano di volerlo combattere, ma si sa che chi ottiene risultati eccezionali spesso utilizza strategie al limite delle regole. Nella scienza accade qualcosa di simile: alcune pratiche sono formalmente scorrette e, se vengono scoperte, possono essere denunciate pubblicamente.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>In che modo si interviene quando emergono delle revisioni sospette?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">\u00c8 raro aspettarsi delle sanzioni reali. Nella maggior parte dei casi l\u2019unica conseguenza \u00e8 l\u2019esposizione pubblica del comportamento. La diffusione di questi comportamenti sta diventando cos\u00ec ampia che \u00e8 difficile contrastarla. Convincere le istituzioni ad intervenire non \u00e8 semplice. Quando un caso diventa pubblico, a volte si verificano reazioni, ma spesso le eventuali misure vengono adottate in modo poco trasparente e senza una reale comunicazione all\u2019esterno.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Anche in Italia?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">In Italia questo problema appare particolarmente accentuato. Esistono casi clamorosi denunciati da gruppi di studiosi che si occupano di investigare le frodi scientifiche. Spesso questi casi circolano nella letteratura internazionale e in piattaforme specializzate, ma quando arrivano nel dibattito finiscono per ricevere poca attenzione.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Parliamo del fenomeno delle review mills<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Si tratta di reti di revisori che si scambiano valutazioni favorevoli o utilizzano il processo di revisione per rafforzare le proprie citazioni. \u00c8 emerso solo di recente. Per molto tempo \u00e8 stato difficile studiare queste dinamiche perch\u00e9 i processi di\u00a0<em>peer review<\/em>\u00a0erano completamente riservati. Alcune riviste hanno iniziato a sperimentare forme di\u00a0<em>open review<\/em>, rendendo pubblici i rapporti dei revisori dopo la pubblicazione degli articoli. Analizzando lo stile di queste revisioni \u00e8 diventato possibile individuare pattern sospetti e ricostruire eventuali reti di revisione coordinate.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Faccia qualche esempio<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Esistono anche casi in cui i revisori suggeriscono sistematicamente di citare i propri lavori nei rapporti di revisione. In alcune situazioni sono stati individuati report quasi identici tra loro, nei quali il revisore invita sempre ad aggiungere riferimenti a una serie di articoli di cui \u00e8 autore. Questo tipo di comportamento pu\u00f2 contribuire a far crescere artificialmente il numero di citazioni ricevute.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Anche in Italia funziona cos\u00ec?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">In Italia il sistema non prevede un ritorno economico diretto per questo tipo di pratiche. I revisori non vengono pagati per le revisioni e non ricevono compensi per il numero di citazioni o di articoli pubblicati. Il vantaggio \u00e8 soprattutto di tipo accademico: migliorare gli indicatori bibliometrici aumenta le probabilit\u00e0 di avanzamento nella carriera universitaria. In altri paesi esistono casi in cui i ricercatori vengono premiati economicamente per le pubblicazioni o per le citazioni ricevute, ma in Italia questo accade solo in maniera marginale e attraverso iniziative locali di singoli dipartimenti. Il principale incentivo resta la progressione di carriera.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>Quanto \u00e8 difficile individuare revisioni sospette?<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Per chi cerca di individuare articoli sospetti non esistono criteri semplici o universali. Non ci sono pattern facilmente riconoscibili. Alcuni ricercatori hanno sviluppato strumenti per individuare possibili anomalie, ad esempio cercando nei testi scientifici frasi insolite generate da traduzioni automatiche o da strumenti di riformulazione. In altri casi si analizzano pattern linguistici o bibliometrici per segnalare articoli potenzialmente problematici, che poi devono essere esaminati uno per uno.<\/p>\n<p data-wahfont=\"18\"><strong>In che modo si sta muovendo la comunit\u00e0 scientifica per contrastare il fenomeno ?<\/strong><\/p>\n<p data-wahfont=\"18\">Molte delle indagini sulle frodi scientifiche sono portate avanti da piccoli gruppi di ricercatori e analisti che lavorano spesso in modo indipendente. Queste persone dedicano molto tempo a individuare comportamenti sospetti e a documentarli pubblicamente, ma incontrano spesso grandi difficolt\u00e0 nel portare questi casi all\u2019attenzione del pubblico pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ROARS (Tommaso Di Caprio) Il \u201cpublish or perish\u201d \u00e8 ormai uno standard globale che spinge i ricercatori a pubblicare molto e a ottenere numerose citazioni. In Italia questa pressione \u00e8 rafforzata da indicatori bibliometrici legati all\u2019abilitazione scientifica nazionale. Ci\u00f2 incentiva pratiche discutibili come la frammentazione delle ricerche e l\u2019abuso di autocitazioni. Emergono inoltre fenomeni come le fabbriche di revisioni pilotate (\u201creview mills\u201d), reti di revisori che si favoriscono reciprocamente e usano le revisioni per&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":103,"featured_media":84685,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/ROARS.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oGS","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94914"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/103"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94914"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94918,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94914\/revisions\/94918"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/84685"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}