{"id":94946,"date":"2026-04-16T11:52:00","date_gmt":"2026-04-16T09:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94946"},"modified":"2026-04-16T11:52:00","modified_gmt":"2026-04-16T09:52:00","slug":"la-sinistra-patriottica-per-uneuropa-di-cooperazione-tra-democrazie-nazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94946","title":{"rendered":"La sinistra patriottica per un\u2019Europa di cooperazione tra democrazie nazionali"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Stefano Fassina)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/analisidellopera_cover_realismo_socialista.png\" width=\"315\" height=\"189\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per motivare le ragioni storiche e culturali, finanche antropologiche della sinistra patriottica, partirei da una domanda: perch\u00e9 le destre nazionaliste si affermano ovunque in Occidente, al di l\u00e0 e al di qua dell\u2019Atlantico? Quali sono le date, gli eventi rilevanti per spiegare la loro affermazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano macroeconomico, il periodo di riferimento \u00e8 il 2007-2008, il tornante del collasso della finanza sub-prime negli USA. Cosa c\u2019\u00e8 sotto? L\u2019impoverimento del lavoro e delle classi medie. L\u2019indebitamento delle famiglie \u00e8 condizione necessaria per i consumi di cittadinanza, per fare la casse media o muoversi verso i consumi da classe media. Il reddito da lavoro \u00e8 insufficiente. Viene coniato l\u2019ossimoro\u00a0<em>working poor.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul piano politico, gli effetti si manifestano compiutamente nel 2016: a giugno, nel Regno Unito, nel referendum pro-Brexit; a novembre, nella vittoria di Donald Trump per la Casa Bianca. Nell\u2019editoriale de The Economist, il gioved\u00ec successivo allo sconvolgete risultato elettorale negli USA, \u00e8 scritto: \u201cHistory is back\u201d. Era propagandistico il mantra di moda dopo l\u2019abbattimento del Muro di Berlino: \u201cLa fine della storia e l\u2019ultimo uomo\u201d nel titolo del best seller di Francis Fukuyama. Invece, insieme ala Storia, anche la Politica \u00e8 tornata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sintesi, si manifesta l\u2019insostenibilit\u00e0 sociale, macroeconomica, ambientale, geopolitica e spirituale della regolazione neoliberista del capitalismo, in particolare nell\u2019Unione europea, sua versione estrema, alimentata dal mercato unico tra sistemi nazionali radicalmente disallineati in termini di condizioni del lavoro, tassazione, welfare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qual \u00e8 il segno prevalente, decisivo, del voto nel Regno Unito e negli USA? Domanda di protezione sociale e identitaria. Da quasi 20 anni, siamo in un \u201cmomento Polanyi\u201d: una fase analoga agli anni 20 del \u2018900, la fase illuminata dal Karl Polanyi nella quale il dominio del mercato, ossia la marginalizzazione della politica democraticamente legittimata, porta allo spiaggiamento economico e allo smarrimento identitario e diventa insopprimibile la domanda di protezione, appunto sociale e culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Brexit \u00e8 il tentativo di mettersi fuori dal mercato europeo percepito, correttamente, come leva di dumping sociale e fiscale. Trump \u00e8 l\u2019uomo dei dazi, termine evocativo, al di l\u00e0 della effettiva funzione economica, di protezione del lavoro e delle comunit\u00e0 dissanguate dalla furia del mercato globale senza controllo politico, in particolare dopo l\u2019ingresso della Cina nel WTO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Emerge una forte domanda di comunit\u00e0. Le domande di comunit\u00e0 sono, innanzitutto, domande di comunit\u00e0 nazionale, di appartenenza, di patria, la comunit\u00e0 politica di riferimento. Le domande di protezione sono rivolte allo Stato nazionale, garante e protettore della comunit\u00e0 nazionale, unica dimensione democratizzata e unica dotata di istituzioni di garanzia dei diritti sociali fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi sono i principali protagonisti sociali del ribaltamento del tavolo globalista ed euro-liberista? Lavoratrici e lavoratori subordinati al mercato, dipendenti e autonomi, piccole imprese, vittime dei movimenti senza filtri di capitali, merci, servizi e persone. \u00c8 il popolo. Sono le periferie. Le periferie sociali, i lavoratori precarizzati, impoveriti, impauriti avvertono l\u2019insopportabile suprematismo etico della sinistra ufficiale: la \u2018sentono\u2019 distante moralmente e culturalmente, non soltanto socialmente e territorialmente, estranea, finanche colpevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le loro domande di protezione si dirigono, inevitabilmente verso gli outsiders: da un lato, i movimenti definiti \u201cpopulisti\u201d dall\u2019establishment e dai media mainstream (Podemos in Spagna, M5S in Italia, La France Insoumise in Francia, BSW in Germania) e, dall\u2019altro, alle variegate destre nazionaliste e tradizionaliste, da ultimo, negli USA anche tecno-teo-populiste (la Lega Nord in Italia trasformata da Matteo Salvini in Lega nazionale; Rassemblement National in Francia; AfD in Germania, MAGA e i \u2018<em>broligarch<\/em>\u2019 a partire da Peter Thiel in USA).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un \u201cmomento Polanyi\u201d, per ricostruire \u201cconnessione sentimentale\u201d (Antonio Gramsci) con le fasce di popolo pi\u00f9 in difficolt\u00e0 \u00e8 necessario riscoprire il senso relazionale-identificativo, protettivo, solidaristico e cooperativo dei termini \u201cPatria\u201d e \u201cNazione\u201d. Patria e Nazione, come pure famiglia e Dio, non sono categorie intellettuali, morali e politiche delle destre. Le destre le hanno prese in ostaggio con la complicit\u00e0 implicita delle sinistre liberal-progressiste cosmopolite, precipitate nell\u2019individualismo proprietario e, senza cultura del limite, cadute nel nichilismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il tentativo di Habermas di spostare il patriottismo sul piano della razionalit\u00e0 comunicativa non funziona. Il \u2018suo\u2019 patriottismo costituzionale \u00e8 intrinsecamente elitario, soprattutto quando intende varcare i confini nazionali. La prassi comunicativa, esaltata da Habermas, non genera appartenenza sociale, non \u00e8 una prassi di popolo. L\u2019integrazione comunitaria, condizione necessaria per una democrazia sociale, non \u00e8 possibile attraverso le procedure del discorso razionale e dell\u2019agire comunicativo. Non si costruisce popolo attraverso l\u2019agire comunicativo, tanto pi\u00f9 popolo europeo. L\u2019Unione europea pu\u00f2 avere una natura democratica e di popolo soltanto se \u00e8 incontro tra comunit\u00e0 nazionali che si riconoscono reciprocamente nelle loro specificit\u00e0. Qui, Wolfgang Streeck ha indicazioni interessanti, da approfondire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nazione, Patria, Sovranit\u00e0 sono concetti ambivalenti. Semplifico, spero senza fare caricature. Da un lato, troviamo l\u2019interpretazione risorgimentale e costituzionale, quindi il\u00a0<em>Nation building<\/em>\u00a0come condizione necessaria per la conquista delle libert\u00e0 e dei diritti. La Costituzione italiana, scritta con il sangue dei partigiani impegnati nella Resistenza e nella guerra al nazi-fascismo, ne conferma la necessit\u00e0 e il senso progressivo, emancipativo, solidale di Nazione, Patria e Sovranit\u00e0. L\u2019art 67: \u201cOgni membro del Parlamento rappresenta la Nazione\u2026\u201d. Nella dimensione nazionale non vi sono individui, non vi sono soltanto persone, famiglie o classi, vi \u00e8 la Nazione. L\u2019art 52: \u201cLa difesa della Patria \u00e8 sacro dovere di ogni cittadino\u201d, l\u2019unico articolo della Carta dove un dovere \u00e8 agganciato alla dimensione teologico-politica del \u2018sacro\u2019. Infine, l\u2019art 1: \u201cLa sovranit\u00e0 appartiene al popolo\u201d, anche qui \u00e8 chiara la dimensione relazionale pre-politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul versante opposto all\u2019interpretazione risorgimentale e costituzionale, c\u2019\u00e8 l\u2019interpretazione dei regimi autoritari, estrema nel Fascismo e nel Nazismo. Dove nazione \u00e8 razza,\u00a0<em>ius sanguinis<\/em>, supremazia, dominio, identit\u00e0 statica, esclusivista, confessionale, organicista, corporativista, repressiva del conflitto sociale, ma conflittuale verso l\u2019altro (lo straniero, il dissenso interno, il credente in altra religione), prima anti-semita, ora islamofobica e strumentalmente ultra-sionista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ciascuna interpretazione ha un versante interno e un versante esterno, coerenti ed inestricabili: l\u2019interpretazione costituzionale \u00e8 caratterizzata dal nesso stretto libert\u00e0-uguaglianza all\u2019interno e cooperazione all\u2019esterno; all\u2019opposto, l\u2019interpretazione autoritaria, lega restrizione delle libert\u00e0 e gerarchia sociale all\u2019interno e aggressivit\u00e0 all\u2019esterno. Nel caso delle medie potenze, come gli Stati europei, esalta il nemico alle porte, la Russia \u201cminaccia esistenziale\u201d insistono a ripetere le risoluzioni del Parlamento europeo e i comunicati conclusivi dei vertici dei Capi di Stato e di Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Segnalo che l\u2019ambivalenza appena abbozzata non \u00e8 condivisa da filoni culturali e politici significativi. In questa fase storica, in larghissima parte della sinistra ufficiale, sia della sinistra cosiddetta \u201criformista\u201d, sia di quella \u201cradicale\u201d o \u201cantagonista\u201d, i concetti di Patria e Nazione, finanche sovranit\u00e0, non sono considerati ambivalenti, ma univoci: possono soltanto avere il senso inteso e praticato dalle destre. Insomma, sono interpretati come inevitabilmente regressivi. Da qui, la tendenza a considerare, nel migliore dei casi, subalterno alla destra nazionalista chi, da sinistra, li assume nella loro valenza costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella storia europea, Patria, come pure Nazione, nascono e si affermano come concetti emancipativi, solidaristici, cooperativi. In Italia, le principali culture politiche ne son segnate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Scrive Giuseppe Mazzini, repubblicano (\u201cDei doveri dell\u2019uomo\u201d, 1860): \u201cSenza patria, voi non avete nome, n\u00e9 segno, n\u00e9 voto, n\u00e9 diritti, n\u00e9 battesimo di fratelli fra i popoli. Siete i bastardi dell\u2019umanit\u00e0. \u2026 non vi illudete a compiere, se prima non conquistate una patria, la vostra emancipazione da una ingiusta condizione sociale; dove non \u00e8 patria, non \u00e8 Patto comune, al quale possiate richiamarvi: regna solo l\u2019egoismo degli interessi, e chi ha predominio lo serve, dacch\u00e9 non v\u2019\u00e8 tutela comune a propria tutela\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Benedetto Croce, filosofo illustre, liberale, dopo aver dolorosamente attraversato la buia stagione fascista e nazista, afferma: \u201c[L\u2019amore della patria] fu non tanto pervertito quanto piuttosto soppiantato dal cosiddetto nazionalismo, che accusava i suoi avversari, non gi\u00e0 di essere \u2018antipatriottici\u2019, ma, come si diceva, antinazionalisti; e tuttavia una certa confusione rimase tra i due diversi concetti e i due diversi sentimenti, cosicch\u00e9 la ripugnanza sempre crescente contro il nazionalismo si \u00e8 tirata dietro una sorta di esitazione di ritrosia a parlare di \u2018patria\u2019 e di \u2018amor di patria\u2019. Ma se ne deve riparlare, e l\u2019amor di patria deve tornare in onore appunto contro il cinico e stolido nazionalismo, perch\u00e9 esso non \u00e8 affine al nazionalismo, ma \u00e8 il suo contrario\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per il versante socialista e comunista, richiamo un articolo di Palmiro Togliatti del luglio-agosto 1945 su Rinascita: \u201cAssai spesso, i nemici dei lavoratori tentano di contestare il patriottismo dei comunisti e dei socialisti, invocando il loro internazionalismo e presentandolo come una manifestazione di cosmopolitismo, di indifferenza e di disprezzo per la patria. Anche questa \u00e8 una calunnia. \u2026 \u00c8 ridicolo pensare che la classe operaia possa staccarsi, scindersi dalla nazione. La classe operaia moderna \u00e8 il nerbo delle nazioni, non solo per il suo numero, ma per la sua funzione economica e politica. L\u2019avvenire della nazione riposa innanzi tutto sulle spalle delle classi operaie. \u2026 Il cosmopolitismo \u00e8 una ideologia del tutto estranea alla classe operaia. Esso \u00e8 invece l\u2019ideologia caratteristica degli uomini della banca internazionale, dei cartelli e dei trusts internazionali, dei grandi speculatori di borsa e dei fabbricanti di armi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A confermare il patriottismo della sinistra, si potrebbero ricordare le pagine dolorose delle lettere di decine di ragazzi condannati a morte durante la Resistenza al fascismo. Si potrebbe richiamare la denominazione delle unit\u00e0 di partigiani nate su iniziativa delle sinistre durante la Resistenza: GAP, \u201cGruppi di Azione Patriottica\u201d. Infine, si potrebbe sottolineare che, ancora oggi, la rivista ufficiale dell\u2019Associazione Nazionale Partigiani d\u2019Italia (ANPI) \u00e8 \u201cPatria indipendente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9, da qualche decennio, per larghissima parte dell\u2019area progressista e, in particolare, per la sinistra, sia la sinistra di governo e, ancor di pi\u00f9 la sinistra radicale o antagonista, Nazione, Patria e Sovranit\u00e0 sono diventate brutte parole della destra? Perch\u00e9 chi le richiama nel loro significato democratico e progressivo, viene etichettato dalle sinistre ufficiali come \u201crossobruno\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La svolta regressiva si avvia con il \u201868, un movimento di liberazione straordinariamente positivo, plurale, complesso, finanche contraddittorio. Un movimento che, soprattutto a partire dagli anni \u201870, in alcune sue componenti interpret\u00f2 i confini, le frontiere, la Patria, la Nazione, la Sovranit\u00e0, lo Stato come divieti, prigioni per l\u2019individuo, come fattore di gerarchizzazione e sopraffazione tra gli uomini e le donne, barriere all\u2019universalit\u00e0 dei diritti e delle libert\u00e0, come strumenti di differenziazione dell\u2019umanit\u00e0 dettati dal Capitale per fermare la carica travolgente delle \u201cmoltitudini\u201d, per riprendere il lessico di uno dei maggiori intellettuali autori di tale linea, recentemente scomparso, Toni Negri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Poi, dopo l\u2019abbattimento del Muro, nell\u201989, il dispiegamento dell\u2019ideologia e del dominio neo-liberista ha completato l\u2019opera di demonizzazione dell\u2019appartenenza nazionale, del valore positivo della Patria, della funzione democratica essenziale della Sovranit\u00e0. Erano ostacoli al dispiegamento del mercato centrato sull\u2019individuo consumatore, schiavo del consumismo, ma raccontato come unico sovrano. L\u2019egemonia neo-liberista arriva come \u2018rivoluzione passiva\u2019 (ancora una categoria gramsciana) su tutte le sinistre, riformiste, radicali, antagoniste, attraverso la celebrazione del valore della libert\u00e0 di movimento assoluto di capitali, merci, servizi e persone: un valore intrinsecamente progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel \u201cvecchio continente\u201d, la demonizzazione diventa europeismo fideistico, teologia politica sostituiva dell\u2019orizzonte socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, proprio le sinistre cosmopolite, global e alter-global, entrano sistematicamente in contraddizione con le loro stesse posizioni ideologiche quando sbattono con la realt\u00e0 politica. Ad esempio, sull\u2019endemico conflitto israelo-palestinese, sostengono, giustamente, la prospettiva \u201cdue popoli, due Stati\u201d. In particolare, esprimono, giustamente, solidariet\u00e0 e sostegno al popolo palestinese nella richiesta di permanere sulla propria terra. Li supportano, giustamente, nella rivendicazione di un proprio Stato, definito inevitabilmente da confini e frontiere, tratti divisivi e, in quanto tali, essenziali per riconoscere e coltivare la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La contraddizione diventa ancora pi\u00f9 stridente quando il concetto di patria viene riferito in termini positivi alla dimensione europea, come pure quando si ribalta, nella dimensione continentale, il concetto di sovranit\u00e0. Insomma, il significato negativo nel significante \u00e8 questione di scala. Patria: per l\u2019Ue si pu\u00f2 dire; per la propria nazione, no. Sovranit\u00e0 europea \u00e8 progressivo, sovranit\u00e0 nazionale regressivo, come se, oltre i confini dell\u2019Ue non ci fosse comunque l\u2019altro, trasformato in nemico dalla dimensione nazionale. Si \u00e8 arrivati finanche a introdurre la categoria di \u201cnazionalismo europeo\u201d (Fabbrini, Il Sole 24 ore, 13\/03\/26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, \u00e8 decisivo per chi \u00e8 impegnato nella sfida per la centralit\u00e0 della persona, per la dignit\u00e0 del lavoro, per la giustizia sociale, per la conversione ecologica, per la pace, riappropriarsi dei concetti di Nazione, Patria e Sovranit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 insopprimibile la domanda di legami sociali, di riferimenti solidi, identitari, di storia, di limite. Il confine, dato di realt\u00e0 magistralmente colto da Franco Cassano in \u201cPensiero meridiano\u201d, \u00e8 condizione di identit\u00e0: senza confini non c\u2019\u00e8 identit\u00e0, non ci pu\u00f2 essere sovranit\u00e0, quindi libert\u00e0 della persona. Il confine, come la frontiera, non deve essere muro. Certo divide. La divisione pu\u00f2 essere distinzione, non separazione e tanto meno leva di sopraffazione. In quanto linea di divisione, pu\u00f2 essere anche linea di incontro, non deve essere soltanto linea di scontro. Certo, il confine e le identit\u00e0 rischiano di diventare negazione dell\u2019altro, ossia la visione regressiva dei concetti nazione, patria e sovranit\u00e0. Ma il rischio \u00e8 ineliminabile. Va affrontato con piena consapevolezza dei pericoli. Ma va affrontato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019irrinunciabilit\u00e0 alla declinazione costituzionale di Nazione, Patria e Sovranit\u00e0 implica, inevitabilmente, la rideclinazione delle relazioni tra gli Stati dell\u2019Ue. L\u2019integrazione europea non va avanti, non pu\u00f2 andare avanti, al di l\u00e0 dei nostri desiderata, con operazioni dall\u2019alto, in riferimento ad un inesistente popolo europeo. Il popolo ha irrinunciabili radici nazionali e l\u2019integrazione pu\u00f2 procedere soltanto come incontro di popoli e comunit\u00e0 nazionali, non come loro superamento. Scrive in \u201cSommersi e salvati\u201d Primo Levi, ebreo, partigiano, sopravvissuto ad Auschwitz (pag. 145): \u201cEppure non mi sento di negare che uno spirito di ogni popolo esiste (altrimenti non sarebbe un popolo), una Deutschtum, una italianit\u00e0, una hispanidad: sono somme di tradizioni, abitudini, storia, lingua, cultura. Chi non sente in s\u00e9 questo spirito, che \u00e8 nazionale nel miglior senso della parola, non solo non appartiene per intero al suo popolo, ma neppure \u00e8 inserito nella civilt\u00e0 umana\u201d. Solo se ogni popolo del continente avr\u00e0 consapevolezza della propria storia, della propria cultura, della propria identit\u00e0, soltanto se ogni specifica storia, cultura, identit\u00e0 sar\u00e0 conosciuta da ogni altro popolo del continente, si potranno riconoscere i tratti comuni. Soltanto cos\u00ec si potranno definire e condividere le necessarie politiche pubbliche europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma, gli Stati Uniti d\u2019Europa sono una pericolosa astrazione tecnocratica. Insistere sull\u2019eliminazione del principio di unanimit\u00e0 nel Consiglio dei Capi di Stato e di governo Ue, in assenza di una vera costituzione europea legittimata dal consenso popolare, implica svuotare ulteriormente le democrazie nazionali e compiere un atto di \u201csovversivismo dall\u2019alto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima o poi, riusciremo a discutere, senza scomuniche preventive di sovranismo, di qual \u00e8 l\u2019Europa possibile e non soltanto dell\u2019Europa necessaria sognata dalle \u00e9lite illuminate? Non \u00e8 ancora chiaro che l\u2019affidamento al pilota automatico per la rotta funzionalista porta a sbattere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La produzione necessaria di beni comuni e di regolazioni europee non passa, non pu\u00f2 passare, dalla cancellazione delle appartenenze nazionali in riferimento ad un\u2019astratta, impossibile, a-storica, \u201cNazione europea\u201d, \u201cPatria europea\u201d, \u201cSovranit\u00e0 europea\u201d e ad un altrettanto astratto, impossibile, a-storico \u201cpopolo europeo\u201d. Invece, pu\u00f2 realizzarsi attraverso sentieri alternativi alla strada federalista percorribile soltanto sul piano tecnocratico e autoritario. Pu\u00f2 passare per la cooperazione tra Nazioni, Patrie, Sovranit\u00e0, popoli. Insomma, come indicato anche nel Rapporto dei 12 esperti franco-tedeschi del settembre 2023, incaricati di redigere un progetto per la riforma istituzionale dell\u2019Ue, l\u2019integrazione, anche nel suo ambito pi\u00f9 ristretto, la \u201cvecchia Europa\u201d, pu\u00f2 essere inter-governativa, non federale. Pi\u00f9 che a riprodurre il funzionamento dello Stato nazionale a scala europea, dovremmo impegnarci ad individuare forme istituzionali originali in grado di coniugare democrazia nazionale e policy sovranazionali. \u00c8 il percorso di ricerca per la\u00a0<em>demoicracy\u00a0<\/em>\u00a0europea, portato avanti da studiosi di grande autorevolezza. Kalypso Nicola\u00efdis, professoressa di Relazioni internazionali all\u2019Universit\u00e0 di Oxford, consulente di vari governi europei e delle principali istituzioni comunitarie, definisce cos\u00ec la\u00a0<em>demoicracy<\/em>: \u201c\u00e8 un\u2019unione di demos, intesi come Stati e cittadini, i quali governano insieme ma non come un solo demos. Essa rappresenta una terza via rispetto a due alternative, entrambe le quali fanno coincidere la democrazia con un solo demos: in quanto demoicracy in fieri, l\u2019Unione Europea non \u00e8 n\u00e9 un\u2019Unione di Stati democratici come vorrebbero i \u201csovranisti\u201d, n\u00e9 un\u2019Unione in via di divenire uno Stato democratico, come vorrebbero i \u201cfederalisti\u201d. L\u2019Unione Europea intesa come demoicracy dovrebbe rimanere un processo orientato alla composizione delle tensioni derivanti dal perseguimento di una reciproca apertura tra popoli diversi. [\u2026] In quanto demoicracy, l\u2019Unione Europea richiede ai suoi popoli non soltanto di aprirsi l\u2019uno verso l\u2019altro, ma di riconoscere reciprocamente i rispettivi assetti politico-istituzionali e tutto ci\u00f2 che li costituisce: i rispettivi passati, i loro patti sociali, i loro sistemi politici, le loro tradizioni culturali, le loro pratiche democratiche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insistere sui principi di libert\u00e0, eguaglianza e fraternit\u00e0 \u00e8 sterile senza valorizzarne il presupposto sentimentale e materiale evocato dalle parole della Costituzione: Nazione, Patria, Sovranit\u00e0, popolo.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/15\/la-sinistra-patriottica-per-uneuropa-di-cooperazione-tra-democrazie-nazionali\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/15\/la-sinistra-patriottica-per-uneuropa-di-cooperazione-tra-democrazie-nazionali\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Stefano Fassina) Per motivare le ragioni storiche e culturali, finanche antropologiche della sinistra patriottica, partirei da una domanda: perch\u00e9 le destre nazionaliste si affermano ovunque in Occidente, al di l\u00e0 e al di qua dell\u2019Atlantico? Quali sono le date, gli eventi rilevanti per spiegare la loro affermazione? Sul piano macroeconomico, il periodo di riferimento \u00e8 il 2007-2008, il tornante del collasso della finanza sub-prime negli USA. Cosa c\u2019\u00e8 sotto? L\u2019impoverimento del lavoro&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oHo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94946"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94946"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94946\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94947,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94946\/revisions\/94947"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94946"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94946"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94946"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}