{"id":94954,"date":"2026-04-17T10:00:09","date_gmt":"2026-04-17T08:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94954"},"modified":"2026-04-16T13:32:02","modified_gmt":"2026-04-16T11:32:02","slug":"eduardo-galeano-undici-anni-dopo-la-sua-voce-contro-la-dottrina-monroe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=94954","title":{"rendered":"Eduardo Galeano, undici anni dopo: la sua voce contro la dottrina Monroe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Verde)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-media post-featured-image\" style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-94955\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/720x410c50-300x200.webp\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/720x410c50-300x200.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/720x410c50.webp 600w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/div>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Sono passati undici anni. Undici lunghi anni da quando Eduardo Galeano lasci\u00f2 fisicamente questa terra a Montevideo, il 13 aprile 2015, piegato da un cancro ai polmoni che non era riuscito a fermare la sua lingua e la sua prolifica penna. Lui, che aveva passato la vita a dire che la morte non \u00e8 un addio ma un passaggio, che uno si muore molte volte e poi rinasce, forse in quel momento stava gi\u00e0 rinascendo da qualche parte. Forse in un bambino che per strada, a L\u2019Avana o a Caracas o a El Alto, chiede perch\u00e9 i poveri non hanno niente e i ricchi hanno tutto. In tutti quelli che ancora si emozionano guardando una partita di \u2018futbol\u2019.<\/p>\n<p>Ma undici anni dopo, bisogna dirlo chiaro: il mondo di cui Galeano scriveva versa in gravi problemi. \u00c8 peggiorato. \u00c8 diventato pi\u00f9 cinico, pi\u00f9 spudorato. E quello che lui definiva \u201cil sistema\u201d &#8211; quel meccanismo dove i politici parlano ma non dicono, i giudici condannano le vittime, i soldati fanno la guerra ai loro stessi connazionali e la gente \u00e8 al servizio delle cose &#8211; quel sistema oggi ha trovato nuovi interpreti, nuove bandiere, nuove dottrine. Ancora pi\u00f9 ingiuste, violente, aggressive e classiste.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 vecchia e la pi\u00f9 feroce \u00e8 tornata in scena. Si chiama dottrina Monroe, ma basterebbe chiamarla con il suo vero nome: \u201cl\u2019America agli americani\u201d, e gli \u201camericani\u201d sono solo quelli del Nord, quelli che hanno le portaerei e le basi militari e si arrogano diritto di dire agli altri, cio\u00e8 al resto del mondo, come vivere, cosa mangiare, chi votare. L\u2019amministrazione Trump l\u2019ha tirata fuori come si tira fuori una scure arrugginita. E l\u2019ha affilata. Resa un\u2019arma ancora pi\u00f9 letale.<\/p>\n<p>Guardate il Venezuela. Hanno cercato di strangolarlo con sanzioni che sono solo un\u2019altra parola per dire fame. Hanno preso il presidente bolivariano Nicol\u00e1s Maduro &#8211; lo hanno sequestrato, non c\u2019\u00e8 altro termine &#8211; come se fosse un ostaggio, non un presidente. Lo hanno portato via, esibito, processato in un tribunale farsa che non rappresenta nessuno se non la volont\u00e0 di chi comanda. E mentre lo facevano, parlavano di libert\u00e0. Galeano avrebbe sorriso, quel sorriso amaro che conosceva bene: \u201cLa carit\u00e0 \u00e8 umiliante\u201d, diceva. Ma la giustizia dei potenti \u00e8 ancora peggio: \u00e8 una farsa insanguinata.<\/p>\n<p>Guardate Cuba. L\u2019isola che da sessant\u2019anni resiste stoicamente nel mezzo di un uragano. Hanno inasprito il blocco &#8211; che significa assedio \u2013 l\u2019hanno reso asfissiante, totale. Hanno imposto un blocco energetico per far mancare la luce, l\u2019acqua, i medicinali. Poi hanno minacciato l\u2019invasione. Aperta. Senza vergogna. E mentre lo facevano, parlavano di democrazia e diritti umani. La stessa parola che hanno usato per giustificare lo sterminio degli indios, la schiavit\u00f9 degli africani, le dittature degli anni Settanta. La storia cambia secondo la voce che la racconta, scriveva Galeano. Ma qui la voce \u00e8 sempre la stessa: quella di chi ha le armi e impone la propria verit\u00e0. Quella del criminale imperialismo a stelle e strisce.<\/p>\n<p>E allora, a undici anni dalla sua morte, perch\u00e9 continuiamo a leggere Eduardo Galeano? Perch\u00e9 ci serve. Perch\u00e9 quando tutto sembra perduto, quando il silenzio sembra l\u2019unica scelta ragionevole, lui ci ricorda che il silenzio non \u00e8 mai vuoto. Che a volte la miglior maniera di comunicare \u00e8 tacere, s\u00ec, ma un tacere carico di significato, un tacere che ascolta, che non si arrende. Ci ricorda che l\u2019utopia non serve per essere raggiunta, ma per camminare. Due passi avanti, il sole si sposta, e tu continui. Serve per continuare ad avanzare.<\/p>\n<p>Lui ha scritto pagine che oggi sembrano cronaca. Quando diceva che \u201clos nadies cuestan menos que la bala que los mata\u201d, stava descrivendo le periferie di Buenos Aires, le favelas di Rio, i campi profughi di tutto il mondo. Quando diceva che \u201clos funcionarios no funcionan\u201d, stava anticipando la politica spettacolo del XXI secolo, quella dove l\u2019indignazione \u00e8 merce e la promessa \u00e8 fumo. Quando parlava del futbol come di una religione pagana, dove i tifosi sono moltitudine e abbracciano gli sconosciuti, ci stava insegnando che la gioia collettiva \u00e8 l\u2019unica vera ricchezza. E quando parlava della natura ci stava avvertendo, trent\u2019anni fa, che questo modello di civilt\u00e0 (l\u2019incivilt\u00e0 capitalistica basata sul profitto) avrebbe bruciato e devastato il mondo.<\/p>\n<p>Ma Galeano non era un profeta cupo. Era uno che amava ridere. Amava le storie assurde, le contraddizioni, gli amori impossibili. Raccontava che da bambino, a scuola, alz\u00f2 la mano per chiedere alla maestra: \u201cSe Balboa fu il primo uomo a vedere i due oceani, gli indios erano ciechi?\u201d. Lo cacciarono. Ma quella domanda non l\u2019hanno mai potuta cancellare dalla storia. Perch\u00e9 \u00e8 la domanda che rompe la narrazione ufficiale. \u00c8 la domanda che restituisce dignit\u00e0 a chi \u00e8 stato chiamato \u201cbarbaro\u201d, \u201cselvaggio\u201d, \u201cignorante\u201d.<\/p>\n<p>Oggi, mentre il continente americano trema di nuovo sotto il peso della dottrina Monroe, mentre le navi da guerra si avvicinano alle coste e i comunicati ufficiali parlano di \u201cordine\u201d e \u201cdiritto internazionale\u201d, noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica: non abbiate paura. O meglio, pur se avete paura, camminate lo stesso. Perch\u00e9 camminare vale la pena, anche se si cade. Galeano \u00e8 caduto molte volte. \u00c8 stato esiliato, imprigionato, censurato. I suoi libri sono stati bruciati dalle dittature di Uruguay, Argentina e Cile. Eppure ha continuato. Ha scritto \u2018Memoria del fuoco\u2019 mentre andava da un paese all\u2019altro, con una valigia di cartone. Ha scritto \u2018Il libro degli abbracci\u2019 per dire che siamo fatti di gesti, non di discorsi.<\/p>\n<p>Undici anni senza di lui. Ma non \u00e8 vero. Lui \u00e8 qui, in ogni ragazzo che in America Latina spegne la televisione e apre un libro. In tutti quelli che affrontano il blocco a Cuba con forza e dignit\u00e0 incredibili. In ogni indigeno che continua a parlare la sua lingua, quella lingua che i conquistadores volevano cancellare. Galeano non \u00e8 morto. \u00c8 diventato orizzonte. E l\u2019orizzonte, si sa, serve solo a una cosa: a farti camminare.<\/p>\n<p>Quindi bisogna continuare a cammnare. In ogni circostanza. Senza aspettare che la buona sorte piova dal cielo, perch\u00e9 la buona sorte non piove mai. Camminiamo con la rabbia e con la tenerezza, come insegnava lui. Perch\u00e9 la storia non \u00e8 finita. Si pu\u00f2 ancora raccontare con un\u2019altra voce. La voce di chi non \u00e8 mai stato ascoltato. Di chi viene silenziato o denigrato dall\u2019imperialismo mediatico. La voce di Galeano, che \u00e8 anche la nostra ed \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai. In America Latina cos\u00ec come in Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\">\n<p dir=\"ltr\" lang=\"es\">\u00bfPara qu\u00e9 sirve la utop\u00eda?<\/p>\n<p>Te lo cuenta Eduardo Galeano en palabras de Fernando Biri.<\/p>\n<p>El d\u00eda que la utop\u00eda no nos gu\u00ede estaremos muertos. <a href=\"https:\/\/t.co\/7moY1ywyxe\">pic.twitter.com\/7moY1ywyxe<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Pasaba por aqu\u00ed (@Pasabap19669444) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Pasabap19669444\/status\/1802082515894538656?ref_src=twsrc%5Etfw\">June 15, 2024<\/a><\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<blockquote><p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-eduardo_galeano_undici_anni_dopo_la_sua_voce_contro_la_dottrina_monroe\/52961_66326\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-eduardo_galeano_undici_anni_dopo_la_sua_voce_contro_la_dottrina_monroe\/52961_66326\/<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Fabrizio Verde) Sono passati undici anni. 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