{"id":95044,"date":"2026-04-22T10:30:41","date_gmt":"2026-04-22T08:30:41","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95044"},"modified":"2026-04-22T09:55:01","modified_gmt":"2026-04-22T07:55:01","slug":"tigre-di-carta-e-ora-di-uscire-dalla-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95044","title":{"rendered":"\u201cTigre di carta\u201d: \u00e8 ora di uscire dalla NATO"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Margherita Furlan)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/2022-08-grafite-jpg.webp\" width=\"303\" height=\"170\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cL\u2019Italia non era l\u00ec per noi, noi non saremo l\u00ec per loro\u201d. Presidente Donald J. Trump, gioved\u00ec 17 aprile 2026, in risposta alla ricostruzione del\u00a0<em>Guardian<\/em>\u00a0sul \u201cno\u201d italiano all\u2019uso della base di Sigonella<sup>1<\/sup>. Una frase che non va letta come un\u2019esplosione di stizza, ma come un tassello di una strategia che si sta delineando da mesi con crescente chiarezza: la liquidazione dell\u2019Alleanza Atlantica dall\u2019interno, con l\u2019abbandono progressivo dell\u2019Europa al proprio destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 qui il punto che i commentatori italiani continuano a non vedere, paralizzati da una lettura sentimentale della politica estera americana. Trump non sta minacciando di ritirare gli Stati Uniti dalla NATO per punire l\u2019Italia: sta cercando il pretesto pubblico per farlo a prescindere. E ogni \u201cno\u201d europeo, ogni distinguo di Leone XIV, ogni critica di Meloni, ogni chiusura di base da parte di S\u00e1nchez, ogni rimpatrio di oro della Banque de France diventa, nel suo registro, il materiale per costruire la narrazione del disimpegno: non sono io che vi abbandono, siete voi che non meritate di essere difesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il ricatto, a uno sguardo attento, \u00e8 rovesciato. Non \u00e8 Trump che tiene l\u2019Europa sotto scacco minacciando di andarsene; \u00e8 l\u2019Europa che si illude di avere un alleato che in realt\u00e0 sta preparando da tempo la valigia. E la tragedia politica, per un Paese come l\u2019Italia, \u00e8 che le sue classi dirigenti non stanno attrezzandosi a questa transizione, ma continuano a comportarsi come se la cornice atlantica del 1949 fosse un dato eterno della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La strategia Trump: dismissione selettiva, non ritiro totale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bisogna leggere con attenzione ci\u00f2 che il trumpismo, nelle sue varie incarnazioni ideologiche, sta scrivendo pubblicamente da anni. J. D. Vance, oggi vicepresidente, ha teorizzato in pi\u00f9 occasioni che l\u2019Europa debba \u201cprovvedere da s\u00e9\u201d alla propria difesa. Elbridge Colby, l\u2019ex sottosegretario alla Difesa considerato l\u2019architetto della dottrina del \u201cpivot asiatico\u201d, ha sostenuto esplicitamente che le risorse militari americane debbano essere concentrate nel Pacifico contro la Cina, e che la NATO sia un\u2019eredit\u00e0 novecentesca che sottrae capacit\u00e0 strategiche al vero teatro di competizione sistemica. Steve Bannon, dal suo War Room, ripete da anni che gli alleati europei sono \u201cfree rider\u201d che sfruttano l\u2019ombrello americano senza contribuire. Peter Thiel, finanziatore ideologico e materiale del trumpismo tecnologico, ha scritto pagine durissime sulla NATO come apparato burocratico post-storico da smantellare<sup>2<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non si tratta di opinioni marginali. Sono l\u2019ossatura intellettuale della seconda amministrazione Trump. La differenza rispetto al primo mandato \u00e8 che oggi la squadra che occupa il Pentagono, il Consiglio di Sicurezza Nazionale e il Dipartimento di Stato condivide in larga misura questa visione. Non pi\u00f9 Mattis, non pi\u00f9 Tillerson, non pi\u00f9 Kelly: oggi ci sono Hegseth alla Difesa, Rubio al Dipartimento di Stato e una rete di consiglieri che vedono l\u2019Europa come un peso strategico da cui liberarsi, non come un alleato da preservare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia \u00e8 una dismissione selettiva, non un ritiro totale. Trump non chiuder\u00e0 domani Sigonella, Aviano o Ramstein, perch\u00e9 queste basi servono gli interessi americani nella proiezione mediterranea e medio orientale. Ma ridurr\u00e0 progressivamente il contributo americano alla difesa collettiva europea, scaricher\u00e0 sugli alleati i costi del riarmo convenzionale, user\u00e0 la NATO come strumento di estrazione economica chiedendo il cinque per cento del PIL. E quando l\u2019Europa non sar\u00e0 in grado di pagare, user\u00e0 quel fallimento come giustificazione per un disimpegno selettivo dalle aree di minore interesse strategico americano. Gli Stati Uniti si terranno le basi utili a loro, scaricheranno sugli europei il costo di tutto il resto, e in caso di crisi (apparentemente) reale l\u2019ombrello dell\u2019articolo 5 si aprir\u00e0 solo se conveniente a Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La frase \u201cnoi non saremo l\u00ec per loro\u201d, va letta in questo quadro. \u00c8 un avvertimento, non un addio. \u00c8 la costruzione pubblica del diritto americano a scegliere caso per caso quando la protezione vale e quando no. \u00c8 l\u2019articolo 5 ridotto a discrezionalit\u00e0 presidenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il certificato di morte: \u201cLa NATO stia fuori da Hormuz\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 17 aprile 2026, nel pomeriggio italiano, il quadro si \u00e8 aggravato in modo quasi caricaturale. Donald Trump ha pubblicato su Truth Social un messaggio che, letto con attenzione, costituisce il certificato di morte dell\u2019Alleanza Atlantica pronunciato dal suo stesso presunto padrone. Testualmente: \u201cOra che la situazione nello Stretto di Hormuz si \u00e8 risolta, ho ricevuto una telefonata dalla NATO in cui gli alleati mi chiedevano se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di starne fuori, a meno che non vogliano semplicemente riempire le loro navi di petrolio. Sono stati inutili nel momento del bisogno: una tigre di carta\u201d<sup>3<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente degli Stati Uniti, che \u00e8 il Paese capofila della NATO, che paga la quota maggiore del bilancio NATO, che ospita il comando supremo dell\u2019Alleanza, che detiene il nocciolo della deterrenza nucleare occidentale, ha pubblicamente definito la NATO \u201cinutile\u201d e \u201ctigre di carta\u201d. In un post ufficiale sul suo social privato, nel bel mezzo di un vertice a Parigi in cui i quattro principali Paesi europei stavano discutendo proprio il coinvolgimento navale NATO nello Stretto. Questo, tradotto in linguaggio diplomatico convenzionale, \u00e8 l\u2019equivalente di uno strappo unilaterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La tempistica rende il gesto ancora pi\u00f9 significativo. Meloni, dall\u2019Eliseo, aveva appena annunciato la disponibilit\u00e0 italiana a inviare unit\u00e0 navali nello Stretto di Hormuz, subordinandola a due condizioni: l\u2019autorizzazione del Parlamento, secondo quanto previsto dalla Costituzione, e la cessazione delle ostilit\u00e0<sup>4<\/sup>. Secondo indiscrezioni raccolte tra Roma e Parigi, le imbarcazioni che il governo italiano starebbe valutando di mettere a disposizione sarebbero due cacciamine della Marina Militare, Gaeta e Rimini, attualmente in addestramento in aree non lontane. Il Regno Unito, pur disponibile alla missione di sminamento, aveva gi\u00e0 rifiutato, attraverso Keir Starmer, di partecipare al blocco navale statunitense<sup>5<\/sup>. Macron ha ospitato il vertice parlando di \u201cmessaggio di speranza e unit\u00e0\u201d. Merz, per la Germania, ha confermato la postura europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A questa offerta coordinata, che nasceva proprio dalla richiesta americana di qualche giorno prima di dragamine alleati, Trump ha risposto con un insulto pubblico. \u201cSono stati inutili nel momento del bisogno\u201d. Si badi: il momento del bisogno \u00e8 stato creato da Trump stesso, che ha attaccato l\u2019Iran il 28 febbraio provocando la chiusura di Hormuz<sup>6<\/sup>. I dragamine alleati sono stati richiesti da lui, pubblicamente, sostenendo che \u201cil Regno Unito e un paio di altri Paesi\u201d li avrebbero inviati. Secondo fonti citate da\u00a0<em>CNN<\/em>, la US Navy aveva gravi carenze in fatto di cacciamine nel Golfo Persico, avendo rimpatriato per la prevista radiazione i quattro Avenger dislocati in Bahrein<sup>7<\/sup>. Ne aveva bisogno. Li ha chiesti. Quando la crisi sembrava risolversi con un accordo diretto tra Washington e Teheran, secondo\u00a0<em>Axios<\/em>\u00a0attraverso un piano di tre pagine, poi smentito dai fatti, Trump ha buttato via gli alleati con la stessa prontezza con cui li aveva chiamati a raccolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco la sostanza della dottrina trumpiana in forma chimicamente pura: gli alleati servono quando servono, altrimenti sono un disturbo. Si chiamano quando c\u2019\u00e8 un lavoro sporco da svolgere, si insultano quando il lavoro non \u00e8 pi\u00f9 necessario. Il criterio non \u00e8 la solidariet\u00e0 atlantica, la cornice giuridica del Trattato di Washington, il vincolo istituzionale di settantasette anni: il criterio \u00e8 la convenienza immediata del presidente. L\u2019articolo 5 sulla difesa collettiva diventa, in questa logica, un accessorio decorativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sostanzialmente Trump ha gi\u00e0 archiviato la NATO. Non l\u2019ha sciolta formalmente, non ha notificato recessione, non ha chiuso alcuna base. Ha fatto qualcosa di pi\u00f9 efficace: l\u2019ha svuotata pubblicamente di significato politico, riducendola a strumento di comodo. Quando il presidente del Paese leader di un\u2019alleanza militare dice agli alleati di \u201cstarne fuori\u201d perch\u00e9 sono \u201cinutili\u201d e \u201ctigri di carta\u201d, quel presidente sta comunicando al mondo intero che l\u2019alleanza non funziona come dispositivo di sicurezza collettiva. Sta dicendo ai potenziali avversari di Mosca, di Pechino, di Teheran che l\u2019articolo 5 \u00e8 un foglio di carta appeso al suo umore. Sta dicendo agli alleati che la loro partecipazione \u00e8 tollerata solo se accessoria e muta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per l\u2019Italia \u00e8 il paradosso della sudditanza volontaria: pi\u00f9 ci si piega, pi\u00f9 si viene umiliati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per chi volesse ancora fingere che la NATO esista come patto reciproco di sicurezza, la frase del 17 aprile \u00e8 la pietra tombale. Non ci sar\u00e0 un annuncio ufficiale, non ci sar\u00e0 una firma su un documento di scioglimento. Ci sar\u00e0 il progressivo svuotamento operativo dell\u2019Alleanza, trasformata in cornice residuale in cui gli europei continuano a pagare quote crescenti per una protezione che il presidente americano qualifica pubblicamente come inutile quando gli conviene. Sta agli europei decidere, adesso, se accettare di restare dentro una finzione o se attrezzarsi per una transizione controllata verso uno o pi\u00f9 sistemi di sicurezza alternativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019Europa ostaggio di una garanzia che sta scomparendo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il paradosso strategico \u00e8 quello che gli europei fingono di non vedere. Per settantasette anni la classe dirigente europea, e quella italiana in particolare, ha costruito la propria politica estera attorno all\u2019assunto che la protezione americana fosse un dato incrollabile. Nessun investimento strutturale nella difesa continentale autonoma, nessuna costruzione di un esercito europeo realmente integrato, nessun sistema di deterrenza nucleare condiviso, nessuna capacit\u00e0 industriale-militare paragonabile a quella americana. Tutto delegato a Washington, che oggi comunica, nei modi erratici ma coerenti del trumpismo, che la delega \u00e8 revocata. E l\u2019Europa si trova letteralmente spoglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Germania scopre di non avere pi\u00f9 un esercito degno del nome. L\u2019Italia scopre di possedere una flotta ridotta, un\u2019aeronautica sottodimensionata, un comparto industriale della difesa frammentato. La Francia \u00e8 l\u2019unico Paese continentale che ha mantenuto una capacit\u00e0 nucleare autonoma e una forza di proiezione credibile, ragione per cui Macron da mesi parla di \u201csovranit\u00e0 strategica europea\u201d con un\u2019insistenza che a Roma suscita solo sbadigli. La Polonia sta cercando pericolosamente di colmare il vuoto con un riarmo accelerato contro la Russia di Putin. La Spagna di S\u00e1nchez ha scelto la via del distacco politico. Il Regno Unito, fuori dall\u2019Unione Europea, gioca una partita propria tra Washington e Bruxelles.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo scenario, l\u2019Italia \u00e8 nella posizione peggiore: ha ceduto la propria sovranit\u00e0 militare a un\u2019alleanza che si sta dissolvendo, non ha una capacit\u00e0 di difesa autonoma credibile, non fa (ancora) parte del nucleo franco-tedesco che sta cercando di costruire l\u2019alternativa europea, e ospita pi\u00f9 di centoventi basi americane e NATO<sup>8<\/sup>\u00a0che domani potrebbero essere usate per operazioni nelle quali il governo italiano non avr\u00e0 voce in capitolo. Il \u201cno\u201d di Sigonella \u00e8 stato un atto tecnico perch\u00e9 l\u2019Italia, politicamente, non \u00e8 in grado di fare molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il doppio pericolo: restare e uscire male<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 qui che la questione dell\u2019uscita dalla NATO diventa complessa, e non basta invocarla con entusiasmo sovranista per renderla una strada praticabile. Perch\u00e9 oggi si aprono due scenari, entrambi rischiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Primo scenario: l\u2019Italia resta nella NATO mentre Trump la svuota dall\u2019interno. In questo caso, paghiamo il contributo crescente richiesto, ospitiamo le basi, partecipiamo per procura alle guerre americane, ma non riceviamo pi\u00f9, nei fatti, la garanzia di protezione. Siamo dentro un\u2019alleanza che nel momento della verit\u00e0 non ci difender\u00e0 se non nella misura in cui farlo conviene a Washington. \u00c8 la peggiore delle condizioni: tutti i costi, nessuna garanzia. \u00c8 esattamente ci\u00f2 che Trump ha certificato il 17 aprile con la frase su Hormuz: gli alleati sono inutili, stiano fuori, a meno che non vogliano semplicemente caricare petrolio sulle loro navi. Cio\u00e8: venite a prendervi il vostro petrolio ma non chiedete di partecipare alle decisioni strategiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo scenario: l\u2019Italia esce dalla NATO senza aver prima costruito un\u2019alternativa credibile. In questo caso, ci troviamo improvvisamente esposti in una fase di riassetto geopolitico drammatico, senza un ombrello di sicurezza sostitutivo, senza una capacit\u00e0 di difesa autonoma, senza un sistema di alleanze alternativo. Diventeremmo il ventre molle del Mediterraneo, facilmente esposti a pressioni da ogni direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come si esce da questo dilemma? Non con uno slogan, ma con una strategia di transizione pluriennale che l\u2019Italia dovrebbe cominciare a costruire oggi, con la stessa urgenza con cui la Francia sta rimpatriando l\u2019oro e costruendo capacit\u00e0 di proiezione autonoma. I pilastri di questa strategia sarebbero cinque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Primo: rimpatrio immediato dell\u2019oro sovrano dalla Federal Reserve di New York, seguendo il modello francese<sup>9<\/sup>. Questa \u00e8 la mossa pi\u00f9 semplice e meno controversa, perch\u00e9 non richiede rinegoziazione di trattati ma solo una decisione della Banca d\u2019Italia concordata con il governo. Centocinquanta miliardi di euro al prezzo attuale sarebbero riportati sotto sovranit\u00e0 nazionale<sup>10<\/sup>, in un contesto geopolitico in cui la detenzione di oro in territorio estero diventa crescentemente rischiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo: costruzione di un sistema di difesa realmente autonomo. L\u2019Italia ha una carta industriale di prim\u2019ordine che non sta giocando fino in fondo: il Michelangelo Dome di Leonardo<sup>11<\/sup>, che pu\u00f2 essere inserito in una cornice politica di sovranit\u00e0 strategica. Presentato a novembre 2025 dall\u2019amministratore delegato uscente, Roberto Cingolani, e illustrato in dettaglio nel marzo 2026, \u00e8 un sistema di difesa aerea integrato capace di intercettare simultaneamente minacce eterogenee: missili balistici e ipersonici oltre Mach 5 con gittate superiori ai 2.000 chilometri, sciami di droni a basso costo, attacchi cyber, minacce navali e subacquee. Il cuore del sistema non sono le armi, ma un software multi-dominio basato su intelligenza artificiale e supercalcolo, progettato con architettura aperta: ogni Paese pu\u00f2 collegare al Dome i propri radar, droni e batterie missilistiche senza cambiare arsenale. L\u2019intelligenza artificiale sceglie in tempo reale l\u2019effettore pi\u00f9 economico per neutralizzare ciascuna minaccia, evitando lo spreco di missili da milioni di euro contro droni da poche migliaia. \u00c8, a oggi, la proposta industriale pi\u00f9 avanzata, concorrente diretta dell\u2019Iron Dome israeliano, dei Patriot americani e della European Sky Shield Initiative tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terzo: rinegoziazione degli accordi bilaterali sulle basi americane in territorio italiano, con riduzione progressiva del numero di strutture, trasferimento sotto controllo italiano di quelle strategicamente essenziali, e diritto di veto esplicito su ogni operazione offensiva lanciata dal suolo italiano. Non si tratta necessariamente di chiudere tutto domani, ma di rimettere sotto sovranit\u00e0 italiana ci\u00f2 che oggi \u00e8 sostanzialmente fuori dal controllo di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quarto: normalizzazione dei rapporti economici e diplomatici con le potenze non allineate, a partire da una politica mediterranea autonoma che riconosca l\u2019Iran, la Russia e la Cina come interlocutori economici e politici legittimi, non come nemici ideologici per procura. L\u2019Italia non ha un interesse nazionale nel conflitto con Teheran, Mosca o Pechino; ha un interesse opposto, quello di mantenere canali commerciali e diplomatici aperti in un\u2019epoca di frammentazione globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quinto: attivazione della procedura di denuncia del Trattato dell\u2019Atlantico del Nord secondo l\u2019articolo tredici, che prevede la cessazione della partecipazione un anno dopo la notifica al governo degli Stati Uniti<sup>12<\/sup>, da preparare come atto politico finale di una transizione pluriennale, non come gesto impulsivo di rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La vera posta in gioco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La domanda non \u00e8 pi\u00f9 se la NATO sopravviver\u00e0, ma come sopravviver\u00e0 e a che prezzo per chi ne far\u00e0 ancora parte. Dopo il 17 aprile 2026, dopo l\u2019insulto pubblico del presidente americano agli alleati che stavano rispondendo a una sua stessa richiesta, la questione non \u00e8 pi\u00f9 accademica. Trump sta offrendo all\u2019Europa, in modo rozzo e insultante, una verit\u00e0 che da decenni si fingeva di ignorare: gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 disposti a pagare il costo della difesa europea in una fase in cui il vero teatro strategico si sposta verso il Pacifico e in cui il sistema-dollaro \u00e8 sotto pressione da parte dell\u2019asse BRICS. La minaccia \u201cnoi non saremo l\u00ec per loro\u201d, seguita dall\u2019invettiva \u201cla NATO \u00e8 una tigre di carta\u201d, \u00e8 una premessa argomentativa, non una sanzione temporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La classe dirigente italiana si trova davanti a una scelta di portata storica. Pu\u00f2 continuare a comportarsi come se il 1949 non fosse mai finito<sup>13<\/sup>, pagando dazi crescenti a un\u2019alleanza che si sta svuotando di senso, partecipando per obbligo a guerre altrui, subendo le umiliazioni quotidiane di un presidente americano che insulta la premier e il Papa nello stesso giorno<sup>14<\/sup>\u00a0e definisce tigri di carta quegli stessi alleati a cui un giorno prima chiedeva di mandare cacciamine. Oppure pu\u00f2 cominciare a preparare la transizione verso una postura strategica autonoma, non pi\u00f9 subordinata a Washington, capace di difendere gli interessi nazionali nel Mediterraneo senza delegarli a potenze extra continentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La transizione sar\u00e0 lunga, difficile, costosa. Richieder\u00e0 decisioni impopolari, investimenti strutturali, una classe dirigente che oggi non esiste e che forse dovr\u00e0 formarsi nell\u2019urgenza. Ma l\u2019alternativa \u00e8 peggiore: restare dentro una cornice che non ci protegge pi\u00f9, pagando il prezzo di un\u2019alleanza che Washington sta dismettendo dall\u2019interno, senza avere nemmeno il vantaggio di costruire in tempo l\u2019alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump, a suo modo, ci sta facendo un favore. Ci sta dicendo a chiare lettere ci\u00f2 che i suoi predecessori dicevano con maggiore eleganza diplomatica: non contate pi\u00f9 su di noi come prima. La differenza \u00e8 che adesso non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alibi per fingere di non aver capito. Sta alla classe dirigente europea, e a quella italiana in primo luogo, decidere se trasformare questa consapevolezza in un piano strategico di lungo periodo o continuare a rispondere agli insulti con la postura offesa di chi non ha capito che il gioco \u00e8 gi\u00e0 cambiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La NATO del 1949 \u00e8 morta la notte del 12 aprile 2026, quando il presidente degli Stati Uniti ha insultato il Papa cittadino americano. \u00c8 stata sepolta il 17 aprile 2026, quando lo stesso presidente ha definito \u201ctigre di carta\u201d gli alleati che rispondevano alla sua richiesta di aiuto a Hormuz. Quello che resta \u00e8 una cornice burocratica che sopravvive per inerzia, e che sar\u00e0 smantellata dall\u2019interno nei prossimi mesi o anni. La domanda, per l\u2019Italia, non \u00e8 pi\u00f9 se uscirne, ma come uscirne con la minore perdita possibile di sovranit\u00e0, sicurezza e capacit\u00e0 strategica. E la risposta, per ora, nessuno a Roma la sta cercando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>1.\u00a0<\/strong>Angela Giuffrida,\u00a0<em>\u201cItaly denies US military planes access to Sicily airbase amid Iran war\u201d<\/em>,\u00a0<em>The Guardian<\/em>, 31 marzo 2026; dichiarazione di Donald J. Trump su Truth Social, 17 aprile 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>2.\u00a0<\/strong>Per J. D. Vance, cfr. discorso alla Munich Security Conference, febbraio 2025, e intervista a\u00a0<em>The American Conservative<\/em>, 2024. Per Elbridge Colby, cfr.\u00a0<em>The Strategy of Denial: American Defense in an Age of Great Power Conflict<\/em>, Yale University Press, 2021, e testimonianze al Senate Armed Services Committee, 2025. Per Steve Bannon, cfr. episodi del\u00a0<em>War Room<\/em>\u00a0sul \u201cnational divorce\u201d da NATO, 2024-2025. Per Peter Thiel, cfr. lezione alla Oxford Union del novembre 2024 e le conferenze di Roma a Palazzo Orsini Taverna, gennaio 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>3.\u00a0<\/strong>Donald J. Trump, post su Truth Social, 17 aprile 2026. Ripreso da ANSA,\u00a0<em>\u201cI volenterosi pronti per lo Stretto di Hormuz. Trump: la Nato stia fuori\u201d<\/em>, 17 aprile 2026;\u00a0<em>Il Fatto Quotidiano<\/em>, \u201cHormuz: Meloni, navi italiane con autorizzazione parlamentare\u201d, 17 aprile 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>4.\u00a0<\/strong>Giorgia Meloni, dichiarazione al vertice dell\u2019Eliseo, 17 aprile 2026. Cfr.\u00a0<em>Quotidiano Nazionale<\/em>, \u201cMeloni offre le navi italiane: Ma serve il voto del Parlamento\u201d, 18 aprile 2026;\u00a0<em>Il Fatto Quotidiano<\/em>, 17 aprile 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>5.\u00a0<\/strong><em>Daily Telegraph<\/em>, \u201cUK refuses to join Trump\u2019s Hormuz blockade\u201d, aprile 2026; cfr.\u00a0<em>Today.it<\/em>, \u201cPerch\u00e9 Trump ha bisogno delle navi cacciamine italiane\u201d, 13 aprile 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>6.\u00a0<\/strong>L\u2019attacco americano all\u2019Iran ha avuto inizio il 28 febbraio 2026. Per i dati sulle vittime, cfr. Human Rights Activists News Agency (HRANA): al 6 aprile 2026 il conflitto aveva causato almeno 3.597 morti, di cui 1.665 civili e 248 bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>7.\u00a0<\/strong>Brad Lendon,\u00a0<em>\u201cHow the US Navy could blockade Iran\u2019s ports and sweep mines from the Strait of Hormuz\u201d<\/em>, CNN, 13 aprile 2026. Cfr. anche Riley Ceder,\u00a0<em>\u201cThe US Navy decommissioned Middle East minesweepers last year. Here\u2019s what they did\u201d<\/em>,\u00a0<em>Navy Times<\/em>, 12 marzo 2026; Sam LaGrone,\u00a0<em>\u201cTwo U.S. Warships Sail Through Strait of Hormuz to Establish New Route for Merchant Ships\u201d<\/em>,\u00a0<em>USNI News<\/em>, 11 aprile 2026. Le quattro unit\u00e0 Avenger-class (USS Devastator, USS Dextrous, USS Gladiator, USS Sentry), di stanza in Bahrein, sono state radiate nel settembre 2025 e trasportate a Philadelphia per la demolizione nel gennaio 2026, a due mesi dall\u2019avvio delle operazioni di minamento dello Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>8.\u00a0<\/strong>Stima che comprende basi, installazioni, depositi logistici, stazioni radar e infrastrutture di supporto statunitensi e NATO presenti sul territorio italiano. Le principali: Sigonella (Naval Air Station), Aviano (USAF 31st Fighter Wing), Vicenza (Caserma Ederle, SETAF-AF), Camp Darby (Livorno-Pisa), Napoli (comando NATO JFC Naples), Ghedi (deposito B61), MUOS di Niscemi, insieme a numerose strutture minori. Cfr. Manlio Dinucci, \u201cLa mappa delle basi USA in Italia\u201d,\u00a0<em>il manifesto<\/em>; Rete Italiana Pace e Disarmo, rapporti annuali sulle basi militari straniere in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>9.\u00a0<\/strong>Banque de France, comunicato ufficiale, aprile 2026: 129 tonnellate di oro non-standard cedute e riacquistate in lingotti conformi agli standard LBMA depositati a Parigi, attraverso 26 transazioni tra luglio 2025 e gennaio 2026, con una plusvalenza contabile di 12,8 miliardi di euro. Cfr. Frank Giustra,\u00a0<em>\u201cHow gold became national security infrastructure\u201d<\/em>, MINING.COM, aprile 2026;\u00a0<em>South China Morning Post<\/em>, \u201cAs France pulls gold from the US, how can China develop into the next global gold hub?\u201d, aprile 2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>10.\u00a0<\/strong>Banca d\u2019Italia,\u00a0<em>\u201cLe riserve ufficiali dell\u2019oro\u201d<\/em>, dati al 31 dicembre 2025: 2.452 tonnellate totali, di cui 1.061 tonnellate (43,29%) depositate presso la Federal Reserve Bank di New York. Per il calcolo del valore: prezzo LBMA Gold Price PM al 17 aprile 2026 (circa 5.000 USD\/oncia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>11.\u00a0<\/strong>Leonardo S.p.A.,\u00a0<em>\u201cMichelangelo Dome \u2013 Multi-Domain Air Defence System\u201d<\/em>, presentazione ufficiale, novembre 2025 e illustrazione tecnica di dettaglio del 28 marzo 2026. Cfr. dichiarazioni dell\u2019AD Roberto Cingolani a\u00a0<em>Quotidiano Nazionale<\/em>,\u00a0<em>MilanoFinanza<\/em>,\u00a0<em>LumsaNews<\/em>;\u00a0<em>Panorama<\/em>, \u201cMichelangelo Dome, lo scudo italiano che abbatte missili a costi ridotti (sfidando Israele e Usa)\u201d, aprile 2026;\u00a0<em>Italia Informa<\/em>, \u201cMichelangelo dome, lo scudo italiano di difesa integrata\u201d, novembre 2025. Il sistema \u00e8 stato presentato al ministro della Difesa Guido Crosetto e al Capo di Stato Maggiore Luciano Portolano presso il quartier generale Leonardo di via Tiburtina a Roma. La dicitura ufficiale del produttore presenta il Dome come compatibile con gli standard NATO; l\u2019analisi qui proposta argomenta che la sua natura di architettura aperta e la piena propriet\u00e0 industriale italiana ne fanno, sul piano tecnologico, un asset potenzialmente fungibile in qualunque cornice politica futura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>12.\u00a0<\/strong>Trattato del Nord Atlantico, firmato a Washington il 4 aprile 1949, articolo 13: \u201cTrascorsi vent\u2019anni di validit\u00e0 del Trattato, ogni Parte potr\u00e0 cessare di esserne Parte un anno dopo aver notificato la sua denuncia al Governo degli Stati Uniti d\u2019America, che informer\u00e0 i Governi delle altre Parti del deposito di ciascuna notifica di denuncia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>13.\u00a0<\/strong>Il Trattato del Nord Atlantico fu firmato a Washington il 4 aprile 1949 da dodici Stati fondatori: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti. Il giorno successivo, 5 aprile 1949, l\u2019<em>Avanti<\/em>\u00a0titolava in prima pagina: \u201cL\u2019Italia \u00e8 nel patto della guerra\u201d, mentre il\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0apriva il suo editoriale celebrando la fine della \u201cpaura dell\u2019aggressione\u201d. Sulla logica fondativa della NATO cfr. la celebre frase del primo Segretario generale Lord Hastings Lionel Ismay: \u201cKeep the Soviet Union out, the Americans in, and the Germans down\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>14.\u00a0<\/strong>Il riferimento \u00e8 al duplice attacco di Trump del 13-14 aprile 2026: contro Papa Leone XIV (\u201cdebole sulla criminalit\u00e0 e pessimo in politica estera\u201d) su Truth Social la notte del 12-13 aprile, e contro Giorgia Meloni (\u201c\u00c8 lei che \u00e8 inaccettabile\u201d, \u201cPensavo avesse coraggio, mi sbagliavo\u201d) in una telefonata al\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0del 14 aprile. Cfr. ANSA, \u201cTrump attacca il Papa: Debole e pessimo sulla politica estera\u201d, 13 aprile 2026;\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>, intervista esclusiva a Donald J. Trump, 14 aprile 2026. Per la difesa del Pontefice da parte della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti: Agenzia SIR, dichiarazione di monsignor Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City, 13 aprile 2026.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/21\/tigre-di-carta-e-ora-di-uscire-dalla-nato\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/04\/21\/tigre-di-carta-e-ora-di-uscire-dalla-nato\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Margherita Furlan) \u201cL\u2019Italia non era l\u00ec per noi, noi non saremo l\u00ec per loro\u201d. Presidente Donald J. Trump, gioved\u00ec 17 aprile 2026, in risposta alla ricostruzione del\u00a0Guardian\u00a0sul \u201cno\u201d italiano all\u2019uso della base di Sigonella1. Una frase che non va letta come un\u2019esplosione di stizza, ma come un tassello di una strategia che si sta delineando da mesi con crescente chiarezza: la liquidazione dell\u2019Alleanza Atlantica dall\u2019interno, con l\u2019abbandono progressivo dell\u2019Europa al proprio destino.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":89999,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/IMG_0516-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oIY","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95044"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95044"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95044\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95045,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95044\/revisions\/95045"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/89999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}