{"id":95164,"date":"2026-04-29T11:23:47","date_gmt":"2026-04-29T09:23:47","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95164"},"modified":"2026-04-29T10:26:47","modified_gmt":"2026-04-29T08:26:47","slug":"lillusione-delloccidente-e-la-nuova-postura-dellegemone-in-declino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95164","title":{"rendered":"L\u2019illusione dell\u2019Occidente e la nuova postura dell\u2019egemone in declino"},"content":{"rendered":"<p><strong>da ANALISI DIFESA (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/F20260418AH-0131.webp\" width=\"341\" height=\"227\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel quadro della trasformazione sistemica dell\u2019ordine internazionale, i fenomeni relativi alle frizioni tra gli Usa e i suoi alleati non rappresentano episodi isolati, bens\u00ec manifestazioni coerenti di una dinamica pi\u00f9 profonda: la transizione da un assetto unipolare a una configurazione policentrica ancora instabile, segnata da adattamenti e ridefinizioni di ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I Paesi europei, tanto nella loro dimensione statuale quanto nella cornice dell\u2019Unione, appaiono oggi ai margini dei processi decisionali che strutturano la geopolitica globale. Tale marginalit\u00e0 non \u00e8 il prodotto di una contingenza, bens\u00ec l\u2019esito di un lungo processo di dismissione della sovranit\u00e0 strategica, avviato sin dal secondo dopoguerra e progressivamente trasferito al garante transatlantico, con una decisiva accentuazione nel corso della fase unipolare. Si tratta, in altri termini, di quella che potremmo chiamare una eterodirezione interiorizzata, che ha finito per svuotare le capacit\u00e0 autonome di analisi, decisione e proiezione del continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Privata di una autonoma visione geopolitica, l\u2019Europa si \u00e8 adattata a concepirsi come periferia funzionale dell\u2019egemone statunitense, rinunciando a costruire una propria postura nei confronti dei grandi dossier internazionali: energia, sicurezza, relazioni con il vicinato eurasiatico e mediterraneo. Il risultato \u00e8 una condizione di dipendenza strutturale e psicologica che, nel momento in cui il centro egemonico modifica le proprie priorit\u00e0, lascia il Vecchio Continente esposto e privo di strumenti decisionali efficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-196747\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/P-069317_00-10_03-MED-665987.jpg\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"576\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parallelamente, si assiste a un fenomeno ancor pi\u00f9 rilevante: la progressiva erosione della credibilit\u00e0 degli Stati Uniti quale garante dell\u2019ordine internazionale. Tale mutamento non investe unicamente gli alleati europei, ma si estende all\u2019intero sistema periferico dell\u2019Occidente a trazione statunitense, includendo quei Paesi arabi che, per decenni, hanno rappresentato snodi essenziali della proiezione strategica di Washington nel Golfo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, non pu\u00f2 essere esclusa la prospettiva di un progressivo disaccoppiamento anche lungo assi finora ritenuti strutturali, come quello tra gli Stati Uniti e il Giappone, a testimonianza di una pi\u00f9 ampia rinegoziazione dei rapporti centro\u2013periferia all\u2019interno dello spazio di influenza statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-196784 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/000184968.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dinamiche analoghe, per quanto gi\u00e0 in atto e pi\u00f9 visibili, si riscontrano nel rapporto con la Turchia, alleato formalmente integrato nel dispositivo occidentale ma sempre pi\u00f9 orientato a una postura autonoma, quando non apertamente eterodossa. Ankara ha progressivamente riconfigurato la propria collocazione da periferia disciplinata a soggetto strategico capace di oscillare tra pi\u00f9 poli, segnalando cos\u00ec le difficolt\u00e0 del centro egemonico nel mantenere coeso il proprio campo di proiezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi di fiducia ha radici strutturali. Essa deriva dalla fine del ciclo dell\u2019universalismo liberaldemocratico, ovvero di quella fase storica in cui Washington si proponeva come promotore di un modello politico-economico universalizzabile. Oggi tale paradigma mostra segni evidenti di esaurimento: non solo non \u00e8 pi\u00f9 esportabile, ma non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile nemmeno come architrave ideologica della leadership globale americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-196529 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/thumbs_b_c_79a5e62eb29b3b8d8f55422447f10efb.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"486\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo contesto, gli Stati Uniti operano un processo adattivo tipico delle potenze in fase post-egemonica. Non pi\u00f9 in grado di garantire stabilit\u00e0 sistemica su scala globale, essi selezionano ambiti e teatri di intervento secondo criteri di opportunit\u00e0 contingente, riducendo il costo della propria proiezione esterna e scaricando le conseguenze sulle proprie periferie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 in questa chiave che va letta la nuova postura statunitense nei confronti delle sue periferie storiche. Una postura che si situa nel pi\u00f9 ampio processo di disarticolazione del sistema internazionale avviato dalle Amministrazioni Trump I e II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Europa, privata dell\u2019accesso a fonti energetiche stabili e sottoposta a scelte strategiche unilaterali, viene esposta a costi sistemici elevatissimi, sul piano economico e sociale, senza alcuna contropartita in termini di autonomia o sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Analogamente, i Paesi del Golfo e pi\u00f9 in generale il mondo arabo, un tempo considerati \u201calleati privilegiati\u201d, entrano in una condizione di vulnerabilit\u00e0 sistemica. Le dinamiche conflittuali che investono la regione li espongono direttamente a rischi economici e militari, senza che il tradizionale \u201combrello\u201d statunitense offra loro pi\u00f9 garanzie credibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In entrambi i casi, emerge una percezione condivisa: gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 il \u201cgarante\u201d dell\u2019ordine regionale, ma un attore che agisce secondo logiche proprie, spesso indifferenti agli interessi dei partner, con l\u2019eccezione di specifici nodi strategici ritenuti irrinunciabili, tra cui Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-196532 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1468025-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"648\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le guerre attualmente in corso \u2013 in aree tutte esterne all\u2019emisfero occidentale \u2013 non devono essere interpretate quindi come anomalie, bens\u00ec come parte integrante delle prassi adattive dell\u2019egemone in declino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esse svolgono una duplice funzione: da un lato, consentono agli Stati Uniti di mantenere un grado di influenza indiretta nei teatri strategici; dall\u2019altro, contribuiscono a impedire l\u2019emergere di poli regionali autonomi che potrebbero accelerare il superamento dell\u2019ordine unipolare e rendere irreversibile le residue potenzialit\u00e0 egemoniche di Washington.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta, dunque, di conflitti che non mirano necessariamente a una vittoria decisiva, bens\u00ec alla gestione prolungata dell\u2019instabilit\u00e0, in una logica di contenimento e di continua ridefinizione degli equilibri. In tale prospettiva, il fattore tempo assume un rilievo strategico centrale: esso consente agli Stati Uniti non solo di \u201cprendere fiato\u201d, ma anche di riorganizzare e rimodulare il proprio sistema di alleanze in funzione delle nuove priorit\u00e0 sistemiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-196762 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/thumbs_b_c_9038f693ac528c0e06f651fc046eea33.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"486\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quadro che emerge \u00e8 quello di un sistema internazionale in fase di riconfigurazione, nel quale l\u2019Europa appare smarrita e marginale, mentre gli Stati Uniti, pur restando una potenza di prim\u2019ordine, non sono pi\u00f9 in grado di esercitare una egemonia piena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La perdita di credibilit\u00e0 americana e l\u2019assenza di autonomia europea rappresentano quindi due facce della stessa crisi: quella di un ordine ormai esaurito, che lascia spazio a nuove configurazioni di potere ancora in via di definizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo scenario, la vera posta in gioco per le periferie dell\u2019ex impero non \u00e8 pi\u00f9 la fedelt\u00e0 all\u2019alleato storico, ma la capacit\u00e0 di ridefinire s\u00e9 stesse come soggetti strategici autonomi in un mondo definitivamente post-occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Foto:\u00a0 Casa Bianca, Commissione Europa e Anadolu<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/04\/lillusione-delloccidente-e-la-nuova-postura-dellegemone-in-declino\/?_gl=1*1k2y7ca*_up*MQ..*map__ga*MjM0NDExNDEzLjE3Nzc0NTA5NTI.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3Nzc0NTA5NTIkbzEkZzAkdDE3Nzc0NTA5NTIkajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/04\/lillusione-delloccidente-e-la-nuova-postura-dellegemone-in-declino\/?_gl=1*1k2y7ca*_up*MQ..*map__ga*MjM0NDExNDEzLjE3Nzc0NTA5NTI.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3Nzc0NTA5NTIkbzEkZzAkdDE3Nzc0NTA5NTIkajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da ANALISI DIFESA (Redazione) Nel quadro della trasformazione sistemica dell\u2019ordine internazionale, i fenomeni relativi alle frizioni tra gli Usa e i suoi alleati non rappresentano episodi isolati, bens\u00ec manifestazioni coerenti di una dinamica pi\u00f9 profonda: la transizione da un assetto unipolare a una configurazione policentrica ancora instabile, segnata da adattamenti e ridefinizioni di ruolo. I Paesi europei, tanto nella loro dimensione statuale quanto nella cornice dell\u2019Unione, appaiono oggi ai margini dei processi decisionali che strutturano&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":111,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oKU","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95164"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/111"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95164"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95165,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95164\/revisions\/95165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}