{"id":95178,"date":"2026-04-29T14:40:39","date_gmt":"2026-04-29T12:40:39","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95178"},"modified":"2026-04-29T14:40:39","modified_gmt":"2026-04-29T12:40:39","slug":"ne-ritiro-ne-attacco-trump-punta-ad-un-blocco-prolungato-dello-stretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95178","title":{"rendered":"N\u00e9 ritiro n\u00e9 attacco.  Trump punta ad un blocco prolungato dello Stretto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di GIUBBE ROSSE (Pagina Substack)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-95179\" src=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ad84f8a6-9e09-4333-af5f-227e51cb0d22_1116x744-300x200.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ad84f8a6-9e09-4333-af5f-227e51cb0d22_1116x744-300x200.webp 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ad84f8a6-9e09-4333-af5f-227e51cb0d22_1116x744-1024x683.webp 1024w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ad84f8a6-9e09-4333-af5f-227e51cb0d22_1116x744-768x512.webp 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/ad84f8a6-9e09-4333-af5f-227e51cb0d22_1116x744.webp 1116w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>Quella che \u00e8 nata come guerra contro l\u2019Iran si \u00e8 trasformata in una guerra globale di resistenza. Vince non chi picchia pi\u00f9 forte, ma chi rimane in piedi pi\u00f9 a lungo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, il presidente Donald J. Trump ha ordinato ai suoi collaboratori di prepararsi a un prolungato blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. Secondo l\u2019articolo, il presidente Trump considera molto pi\u00f9 rischioso il ritiro dal conflitto o la ripresa delle operazioni di combattimento contro l\u2019Iran rispetto a continuare a bloccare le navi che viaggiano da e verso i porti iraniani. Questa notizia segue la notizia secondo cui alla comunit\u00e0 dell\u2019intelligence \u00e8 stata data l\u2019ordine di valutare il rischio di dichiarare una vittoria unilaterale e ritirarsi dal conflitto. Un blocco di Hormuz riduce le entrate della Repubblica Islamica, ma impegna le forze USA in un dispiegamento pi\u00f9 lungo in Medio Oriente, senza alcuna garanzia che il regime capitoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019amministrazione Trump sta trasformando la guerra tra Stati Uniti e Iran in una guerra globale che ridisegna completamente gli scenari geopolitici: da un lato gli USA con i loro alleati (Israele, Argentina, Emirati dopo l\u2019uscita dall\u2019OPEC), dall\u2019altro Europa, Cina e paesi asiatici che dipendono fortemente dal petrolio del Medio Oriente. \u00c8 una guerra di resistenza, che si combatte sul piano energetico e finanziario e che ha come fine ultimo strozzare la Cina, i suoi approvvigionamenti energetici e i suoi alleati (Venezuela, Iran, mentre continua la pressione sulla Russia usando il proxy ucraino). \u00c8 una gara a chi resiste di pi\u00f9. Trump \u00e8 convinto di poterla vincere, dal momento che gli USA dipendono solo per il 10% dalle importazioni di petrolio che transitano per lo stretto di Hormuz. Il prezzo maggiore di un blocco prolungato del petrolio mediorientale lo pagheranno i paesi asiatici e l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strategia di Trump, per\u00f2, non mira solo a mettere in ginocchio finanziariamente l\u2019Iran e a strozzare l\u2019approvvigionamento petrolifero della Cina attraverso il controllo dello Stretto di Hormuz e dello Stretto di Malacca (si veda in proposito l\u2019accordo militare bilaterale firmato pochi giorni fa con l\u2019Indonesia). Mira anche a distruggere l\u2019economia europea e a creare la tempesta perfetta per la fine della NATO, un\u2019alleanza obsoleta che Washington considera ormai un peso morto (gli USA vogliono tenersi solo alcuni alleati chiave in Europa e scaricare quelli non pi\u00f9 funzionali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Va da s\u00e9 che la condizione necessaria per il successo di questa strategia \u00e8 il controllo dei prezzi del petrolio in patria. Trump confida nel fatto che il blocco di Hormuz spinger\u00e0 molti paesi ad acquistare petrolio dagli Stati Uniti, come di fatto sta gi\u00e0 avvenendo, dando per scontato che il petrolio pesante che arriva dal Canada continuer\u00e0 a fluire e a rifornire le industrie del Midwest. Ma se i raffinatori americani saranno attratti dai premi offerti dagli importatori europei e asiatici, fatalmente questo si ripercuoter\u00e0 sui prezzi nazionali e, in ultima analisi, sul prezzo alla pompa che l\u2019americano medio dovr\u00e0 pagare. \u00c8 bene ricordare, infatti, che, diversamente dal petrolio cartaceo, il petrolio fisico \u00e8 un gioco a somma zero. I barili non si inventano dal nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Trump, a sette mesi dalle elezioni di medio termine e due anni e mezzo dalla fine del suo secondo e ultimo mandato, ha deciso di rischiare tutto. Chi ascolta i suoi ultimi discorsi, al netto delle proverbiali fanfaronate che ormai suscitano solo ilarit\u00e0 o, peggio, commiserazione, ricava l\u2019impressione di un presidente che vede se stesso come un eroe incompreso, come un Cristo che porta la croce e si sacrifica per chi verr\u00e0 dopo. Proprio ieri, parlando di guerra all\u2019Iran, ha detto in conferenza stampa: \u201cSto facendo quello che molti presidenti prima di me non hanno voluto fare\u201d. E il bello \u00e8 che, in parte, ha pure ragione. Trump non sta lavorando per il suo partito, ma per l\u2019impero. E ai democratici questo va benissimo: \u00e8 comodo per loro avere qualcuno alla Casa Bianca che fa il lavoro sporco. Se Trump fallir\u00e0, si prender\u00e0 da solo tutte le colpe. Se invece avr\u00e0 successo, i benefici ricadranno su tutti gli americani. Per questo, i democratici non stanno facendo alcuna vera opposizione alla guerra in Iran, al di l\u00e0 di qualche simbolica presa di posizione sui social. Trump ha messo sul piatto tutte le fiches. Rischia tutto, tanto ormai non ha poco o niente da perdere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quella che \u00e8 nata come guerra contro l\u2019Iran si \u00e8 trasformata in una guerra globale di resistenza. Vince non chi picchia pi\u00f9 forte, ma chi rimane in piedi pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/giubberosse.substack.com\/p\/ne-ritiro-ne-attacco-trump-punta\">https:\/\/giubberosse.substack.com\/p\/ne-ritiro-ne-attacco-trump-punta<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUBBE ROSSE (Pagina Substack) Quella che \u00e8 nata come guerra contro l\u2019Iran si \u00e8 trasformata in una guerra globale di resistenza. Vince non chi picchia pi\u00f9 forte, ma chi rimane in piedi pi\u00f9 a lungo. Secondo il Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, il presidente Donald J. Trump ha ordinato ai suoi collaboratori di prepararsi a un prolungato blocco statunitense dello Stretto di Hormuz. 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