{"id":9521,"date":"2013-09-18T12:05:03","date_gmt":"2013-09-18T12:05:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=9521"},"modified":"2013-09-18T12:05:03","modified_gmt":"2013-09-18T12:05:03","slug":"diego-fusaro-minima-mercatalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=9521","title":{"rendered":"Diego Fusaro: Minima Mercatalia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\"><em>Alcuni brani da <\/em>Minima Mercatalia<em>,&nbsp;libro&nbsp;(edito da Bompiani nel 2012) nel quale il filosofo torinese riscopre la saggezza (mediterranea) degli antichi Greci contrapponendola dinamicamente all&#039;ideologia capitalista (occidentale e atlantica) affermatasi con la modernit&agrave;.<\/em><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">L&rsquo;inconfessabile forma religiosa di cui si sostanzia il sistema globale &egrave; quella immanente dell&rsquo;eternit&agrave;, dell&rsquo;inesorabilit&agrave; e dell&rsquo;immodificabilit&agrave; del capitalismo stesso come destino, con i suoi tre dogmi fondamentali della centralit&agrave; robinsoniana dell&rsquo;individualismo assoluto, della costante necessit&agrave; di intervenire militarmente con &ldquo;bombardamenti etici&rdquo; per mantenere e ampliare l&rsquo;assetto capitalistico del mondo, della demonizzazione aprioristica di ogni passione trasformatrice, subito liquidata come vocazionalmente totalitaria e antidemocratica.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">L&rsquo;odierno sistema globale si configura come la prima societ&agrave; della storia umana in cui regna sovrano il principio metafisico dell&rsquo;assenza di ogni limite, e pi&ugrave; precisamente il &ldquo;cattivo infinito&rdquo; della norma dell&rsquo;accumulazione illimitata del capitale, del <i>cupio dissolvi<\/i> dell&rsquo;accrescimento smisurato del profitto &ndash; a scapito della vita umana e del pianeta &ndash; e della legge del costante &ldquo;voler-avere-di-pi&ugrave;&rdquo; che la produzione impone ai suoi atomi sociali, nel trionfo di quello che Elias Canetti definiva come il &ldquo;moderno furore dell&rsquo;accrescimento&rdquo;.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">Il cosmo capitalistico segna, hegelianamente, l&rsquo;&rdquo;uscita da s&eacute;&rdquo; del genere umano, l&rsquo;alienazione rispetto alla propria essenza comunitaria: esso costituisce la negazione delle potenzialit&agrave; ontologiche dell&rsquo;uomo auroralmente codificate dal pensiero greco, la sua alienazione, poich&eacute; lo riduce, marcusianamente, all&rsquo;&rdquo;unidimensionalit&agrave;&rdquo; dello scambio e della produzione di merci, trasformando l&rsquo;uomo stesso in una merce liberamente circolante sul mercato e coartandolo a pensare il proprio presente e a progettare il proprio futuro nella sola dimensione limitativa e reificante della produzione e dello scambio.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\"><i>Antiborghese ma non anticapitalistico<\/i>, il Sessantotto ha aperto la strada al nuovo assetto del mondo ultracapitalistico e affrancato dalla sola classe sociale &ndash; la borghesia &ndash; in grado di elaborare una coscienza infelice e rivoluzionaria. Dal 1989 in poi, con il crollo del Muro di Berlino, il cosmo capitalistico ha cancellato ogni confine reale e immaginario che lo limitava entro pi&ugrave; o meno precisi confini e si &egrave; imposto, a livello simbolico, come unica realt&agrave; possibile: il capitalismo diventa <i>speculativo<\/i>, in quanto l&rsquo;umanit&agrave; si guarda nello <i>specchio<\/i> del mondo totalitario della merce ed &egrave; cos&igrave; indotto a concepirlo come il solo possibile, in una totale desertificazione dell&rsquo;immaginario.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">Il mondo greco presentava, come tratto saliente, la produzione finalizzata al consumo e, pi&ugrave; in generale, al soddisfacimento di bisogni umani, per loro natura finiti e limitati. Il principio dell&rsquo;illimitatezza era demonizzato in ogni sua possibile manifestazione, in quanto in esso vengono ravvisate le tracce della possibile dissoluzione della comunit&agrave;. Modellata secondo il <i>metron<\/i>, la produzione era orientata alla ri-produzione della societ&agrave; nel suo complesso, e quindi alla sua conservazione.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">Se nelle societ&agrave; precapitalistiche l&#039;obbedienza era ottenuta con l&#039;ostentazione crudele e terrificante della forza e del potere militare e religioso (ai contadini ribelli veniva tagliato in pezzi il corpo con tenaglie roventi, gli schiavi erano appesi alla croce, ecc.), ci&ograve; accadeva non perch&eacute; il potere fosse forte, ma perch&eacute; era ancora troppo debole. Esso era infatti &ldquo;esterno&rdquo; rispetto al processo di produzione e doveva costantemente <i>sorvegliare e punire <\/i>soggetti che non ne erano stati ancora del tutto plasmati. Con il dispiegamento del nuovo sistema di produzione, il potere, lungi dall&#039;essere verticisticamente strutturato, &egrave; disperso nell&#039;intera societ&agrave; e si insedia, in forma compiuta e capillare, nel processo di produzione. Di conseguenza, non deve terrorizzare ma <i>addomesticare<\/i> i corpi e le menti per adattarli alla divisione del lavoro.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">Con la <i>svolta<\/i> <i>solipsistica<\/i> di Cartesio, il soggetto individuale e anticomunitario diventa il punto archimedico su cui si regge il mondo (&hellip;) Il pensiero si configura pertanto come l&#039;atto di autocoscienza esistenziale con cui il <i>singolo individuo<\/i> riconosce di esistere in quanto &ldquo;cosa pensante&rdquo;, e dunque a prescindere dal corpo, dal mondo e dalla trama delle relazioni intersoggettive (&hellip;) In preda a un completo oblio dell&#039;essere sociale, il soggetto moderno non pu&ograve; autorappresentarsi come membro solidale di una comunit&agrave;, ma deve pensarsi come <i>individuo sovrano e originario<\/i>, rispetto al quale la comunit&agrave; e ogni altra forma di associazione devono essere intese, nella migliore delle ipotesi, come momenti secondari e derivati, in ogni caso non costitutivi della sua essenza.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">I Greci non impiegarono mai il termine <i>atomon<\/i> per riferirsi all&#039;uomo, proprio perch&eacute;, per loro, esso non costituiva un &ldquo;atomo sociale&rdquo;, ma una <i>psych&eacute;<\/i>, un&#039;&rdquo;anima&rdquo;, un&#039;unit&agrave; concreta e differenziata, diversa da tutte le altre. Se la saggezza greca aveva considerato ogni anima come un mondo unico e irripetibile, la modernit&agrave; capitalistica, soprattutto a partire da Hobbes, imbocca la strada della riduzione dell&#039;uomo a <i>unit&agrave; astratta e omogenea.<\/i><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">Il <i>modello utilitaristico <\/i>diventa, nel XVIII secolo, il paradigma dell&#039;<i>autofondazione della sovranit&agrave; dell&#039;economia sulla politica<\/i>: si tratta di un&#039;<i>autofondazione<\/i>, perch&eacute;, rigettando tanto il modello della fondazione della societ&agrave; su basi teologiche, quanto quello della fondazione contrattualistica, l&#039;economia diventa <i>causa sui<\/i> o, da una diversa prospettiva, resta un principio incausato. Ne scaturisce un modello <i>religioso<\/i>: l&#039;economia di mercato, come la divinit&agrave; monoteistica, non &egrave; creata. Il capitale tende, fin dal suo momento genetico, ad assumere una <i>strutturazione teologica<\/i>, spodestando le precedenti divinit&agrave; e occupando il loro spazio nell&#039;inedita forma di un Assoluto immanente, che deve essere assunto docilmente come principio direttivo dell&#039;intera esistenza umana. Il nuovo sistema di produzione tende a produrre un&#039;inesplorata fondazione simbolica e religiosa centrata sull&#039;esteriorizzazione dell&#039;onnipotenza dell&#039;economia e della tecnica ipostatizzate, autonomizzate e assolutizzate. D&#039;altra parte, tramite il dispositivo smithiano dell&#039;<i>invisible hand, <\/i>emerge in modo tutt&#039;altro che evanescente questo movimento di divinizzazione del mercato.<\/span><\/span>\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t&nbsp;\n<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n\t<span style=\"font-size: 12px\"><span style=\"font-family: georgia,serif\">La <i>valenza<\/i> <i>totalitaria <\/i>dell&#039;odierno sistema globale &ndash; fattore di riproduzione strategica dell&#039;intero cosmo sociale, economico, politico &ndash; affiora soprattutto dal fatto che esso occupa capillarmente ogni settore della produzione e dell&#039;immaginazione saturandolo con la forma merce, a tal punto da non riconoscere pi&ugrave; alcuna resistenza sociale (economicizzazione del conflitto), culturale (eclisse della coscienza infelice) e politica (accettazione univoca del mercato come presupposto irrinunciabile da parte di tutti gli schieramenti politici). Proprio in forza di questa sua fisiologica colonizzazione di ogni spazio reale e immaginario, il capitalismo assoluto-totalitario non si riproduce affatto &ldquo;a destra&rdquo;, come comunemente si &egrave; indotti a pensare. Al contrario, esso occupa la totalit&agrave; sociale, politica e simbolica e, di conseguenza, si riproduce a destra in economia, al centro nella politica, a sinistra nella cultura: <i>a destra in economia<\/i>, perch&eacute; &egrave; oggi egemonica la neoliberistica sovranit&agrave; assoluta dell&#039;economia; <i>al centro nella politica<\/i>, in quanto &egrave; predominante un &ldquo;estremismo del centro&rdquo; e si hanno solo schieramenti interscambiabili di &ldquo;centro-destra&rdquo; e di &ldquo;centro-sinistra&rdquo;; <i>a sinistra nella cultura<\/i>, dal momento che, dal Sessantotto in poi, la cultura di sinistra, con il suo nichilismo relativistico, accetta integralmente il mercato e promuove la liberalizzazione di ogni realt&agrave;.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni brani da Minima Mercatalia,&nbsp;libro&nbsp;(edito da Bompiani nel 2012) nel quale il filosofo torinese riscopre la saggezza (mediterranea) degli antichi Greci contrapponendola dinamicamente all&#039;ideologia capitalista (occidentale e atlantica) affermatasi con la modernit&agrave;. &nbsp; L&rsquo;inconfessabile forma religiosa di cui si sostanzia il sistema globale &egrave; quella immanente dell&rsquo;eternit&agrave;, dell&rsquo;inesorabilit&agrave; e dell&rsquo;immodificabilit&agrave; del capitalismo stesso come destino, con i suoi tre dogmi fondamentali della centralit&agrave; robinsoniana dell&rsquo;individualismo assoluto, della costante necessit&agrave; di intervenire militarmente con &ldquo;bombardamenti etici&rdquo;&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[2920,6],"tags":[2957],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-2tz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9521"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9521\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}