{"id":95233,"date":"2026-05-05T08:51:05","date_gmt":"2026-05-05T06:51:05","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95233"},"modified":"2026-05-05T08:51:05","modified_gmt":"2026-05-05T06:51:05","slug":"colombia-la-violenza-irrompe-nella-campagna-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95233","title":{"rendered":"Colombia: la violenza irrompe nella campagna elettorale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA FIONDA (Mauro Morbello)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cq5dam.web_.1280.1280.jpeg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/cq5dam.web_.1280.1280.jpeg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: justify\">\n<p>La Colombia si avvicina alle elezioni presidenziali del 31 maggio 2026 in un clima di crescente violenza. A partire dall\u2019inizio di aprile, il Paese \u00e8 stato attraversato da una sequenza coordinata di oltre venticinque attentati condotti con bombe, droni, veicoli esplosivi, blocchi stradali, assalti contro basi militari, stazioni di polizia e veicoli civili. Si \u00e8 trattato di un livello di violenza che il Paese non registrava da anni, con un bilancio complessivo di oltre 25 morti e decine di feriti.<\/p>\n<p>Non appare casuale che l\u2019offensiva degli attacchi sia avvenuta proprio alla vigilia delle ormai prossime elezioni presidenziali, in un momento in cui la Colombia \u00e8 chiamata a scegliere non soltanto un nuovo governo, ma il modello di Stato e di societ\u00e0 che intender\u00e0 perseguire nei prossimi quattro anni. La posta in gioco \u00e8 netta. Da un lato, la continuit\u00e0 dell\u2019esperienza progressista inaugurata nel 2022 con l\u2019elezione di Gustavo Petro, primo presidente di sinistra nella storia repubblicana colombiana; dall\u2019altro, il ritorno alla gestione del potere da parte delle \u00e9lite politiche tradizionali, conservatrici e reazionarie, dopo una parentesi di governo che ha cercato di modificare gli assetti sociali ed economici che hanno storicamente segnato il Paese.<\/p>\n<p>L\u2019ondata di attentati avvenuta durante il mese di aprile \u00e8 stata attribuita a gruppi dissidenti delle ex FARC, formati da settori armati che non aderirono all\u2019accordo di pace del 2016, che oggi si finanziano principalmente attraverso il controllo delle rotte del narcotraffico, dell\u2019estrazione illegale e di altre economie criminali nelle aree pi\u00f9 isolate della Colombia. Per il governo Petro, tuttavia, l\u2019accaduto avrebbe una portata pi\u00f9 ampia. Gli attentati non sarebbero soltanto il risultato dell\u2019azione autonoma dei dissidenti FARC, ma si inserirebbero in un disegno promosso dalla cosiddetta \u201cJunta del narcotr\u00e1fico\u201d, una presunta rete transnazionale che coordina interessi criminali, traffico di cocaina, gruppi armati e operazioni terroristiche con l\u2019obiettivo di destabilizzare politicamente il Paese. In questa prospettiva, le organizzazioni armate attive in Colombia, primo produttore mondiale di cocaina, agirebbero come strumenti operativi di una pi\u00f9 ampia strategia di destabilizzazione politica, finalizzata a sabotare il processo elettorale e favorire il ritorno della destra al potere.<\/p>\n<p>Nel corso del suo mandato, a partire dal 2022, Petro ha promosso un programma politico volto a trasformare in profondit\u00e0 la Colombia, con l\u2019obiettivo di ridurre le enormi disuguaglianze sociali e rafforzare il ruolo dello Stato. La sua agenda ha puntato a riformare sanit\u00e0, lavoro e pensioni, rilanciare la riforma agraria, promuovere la transizione energetica e affrontare l\u2019enorme questione del conflitto interno che, dagli anni Sessanta, ha coinvolto gruppi guerriglieri, formazioni paramilitari e forze armate, provocando in oltre cinquant\u2019anni pi\u00f9 di 200.000 morti. Al centro di questo impianto riformatore si \u00e8 collocato il progetto \u201cPaz total\u201d, fondato sulla convinzione che la violenza, che per decenni aveva caratterizzato il Paese, non potesse essere risolta soltanto attraverso strumenti militari, ma richiedesse negoziati, smobilitazione dei gruppi armati, percorsi di giustizia restaurativa e transizionale, riparazione delle vittime e interventi sulle cause sociali ed economiche del conflitto, come condizioni necessarie per costruire una riconciliazione nazionale.<\/p>\n<p>Non disponendo di una maggioranza parlamentare propria sufficiente a realizzare integralmente il suo programma, sin dall\u2019inizio del mandato il governo Petro fu costretto a costruire alleanze eterogenee con partiti di centro e forze politiche tradizionali. Questa maggioranza composita gli consent\u00ec di approvare le prime misure, ma inizi\u00f2 rapidamente a incrinarsi quando le riforme cominciarono a incidere su interessi consolidati. Da quel momento, il Parlamento divenne il principale terreno di contenimento dell\u2019agenda di governo, bloccando, ridimensionando o rallentando gran parte delle iniziative pi\u00f9 ambiziose.<\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0 politiche e le forti resistenze istituzionali, il governo Petro ha ottenuto vari risultati significativi, soprattutto sul piano sociale. \u00c8 riuscito ad approvare la riforma pensionistica e, dopo un lungo confronto parlamentare, una riforma del lavoro orientata a rafforzare tutele salariali e contributive. Rispetto al 2022, anno del suo insediamento, la povert\u00e0 monetaria \u00e8 scesa dal 36,6% al 31,8%, mentre la povert\u00e0 monetaria estrema \u00e8 passata dal 13,8% all\u201911,7%. Anche il mercato del lavoro ha mostrato segnali di miglioramento, con la disoccupazione scesa dall\u201911,2% nel 2022 all\u20198,9% nel 2025. A questi risultati si sono aggiunti i progressi nella redistribuzione della terra, con centinaia di migliaia di ettari destinati a contadini e comunit\u00e0 rurali. Il principale limite del governo Petro \u00e8 emerso per\u00f2 sul terreno della sicurezza e dell\u2019attuazione del piano di \u201cPaz total\u201d. La strategia si \u00e8 scontrata con la frammentazione degli attori armati, il radicamento delle economie illegali e la persistente debolezza dello Stato nel controllare stabilmente molte aree periferiche del Paese. In diversi casi, cessate il fuoco e tavoli di negoziato non hanno portato a una reale riduzione della violenza, ma sono stati sfruttati dalle organizzazioni armate per consolidare la propria presenza nei territori e mantenere il controllo sulle fonti di finanziamento legate al narcotraffico e ad altre economie criminali.<\/p>\n<p>Gli attentati avvenuti nel mese di aprile hanno trasformato la \u201cPaz total\u201d da principale promessa del governo Petro nel suo punto pi\u00f9 vulnerabile, offrendo alla destra l\u2019argomento pi\u00f9 efficace per denunciarne il fallimento e proporre un ritorno a una politica centrata su ordine, sicurezza e militarizzazione dello Stato. In questo quadro, a meno di un mese dalle elezioni presidenziali, i principali beneficiari politici del risorgere della violenza sono i candidati della destra, Paloma Valencia e Abelardo de la Espriella. La prima, espressione del partito Centro Democr\u00e1tico, rappresenta una destra conservatrice favorevole al rafforzamento delle Forze Armate e orientata a sostituire la politica negoziale di Petro con una strategia di interruzione o forte ridimensionamento dei negoziati con i gruppi armati. Il secondo, espressione del movimento Defensores de la Patria, incarna una destra radicale caratterizzata da un\u2019impostazione ultraliberista in campo economico e fortemente securitaria sul piano politico, che rifiuta ogni negoziato con i gruppi armati e invoca una drastica riduzione del ruolo dello Stato, promettendo una lotta frontale contro criminalit\u00e0 organizzata, narcotraffico e guerriglia.<\/p>\n<p>Prima della serie di attentati, entrambi si collocavano attorno al 23% delle preferenze, dietro al candidato di sinistra Iv\u00e1n Cepeda, appartenente alla coalizione Pacto Hist\u00f3rico, in testa nei sondaggi con circa il 38%. Cepeda, che rappresenta la continuit\u00e0 del progetto progressista inaugurato nel 2022, \u00e8 riconosciuto per il suo impegno sui diritti umani, la partecipazione ai processi di pace e la denuncia dei legami tra politica, paramilitarismo e violenza. Tuttavia, proprio questa identificazione rischia di diventare il suo principale limite nell\u2019ultimo tratto della campagna elettorale, in un contesto in cui una parte crescente dell\u2019opinione pubblica, intimorita dal risorgere della violenza, potrebbe orientarsi verso candidati che promettono sicurezza con mano dura.<\/p>\n<p>I recenti avvenimenti rafforzano certamente la destra sul piano narrativo, spostando gran parte della campagna elettorale dal terreno delle riforme sociali a quello della sicurezza. Tuttavia, almeno in vista del primo turno del 31 maggio, non sembrano sufficienti a rovesciare il vantaggio di Cepeda. Molto dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 del candidato progressista di distinguersi dagli aspetti pi\u00f9 contestati del governo Petro, difendere l\u2019idea della pace senza sottovalutare la domanda di sicurezza e presentare una strategia credibile contro narcotraffico, dissidenze armate ed economie illegali.<\/p>\n<p>Il Paese si trover\u00e0 cos\u00ec davanti a una scelta che va oltre la normale alternanza tra governo e opposizione. Da un lato, la possibilit\u00e0 di proseguire un percorso di pacificazione, complesso e spesso contraddittorio, fondato su dialogo, negoziato, riforme sociali e inclusione dei territori marginalizzati; dall\u2019altro, il ritorno a una politica d\u2019ordine centrata sul rafforzamento dell\u2019apparato militare e repressivo dello Stato, accompagnata dalla riaffermazione degli assetti economici e sociali tradizionali su cui si \u00e8 storicamente retto il Paese, che hanno contribuito a renderlo uno dei pi\u00f9 disuguali al mondo. Con l\u2019auspicio che non venga versato altro sangue, il voto del 31 maggio dir\u00e0 quale delle due Colombie avr\u00e0 prevalso.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/04\/colombia-la-violenza-irrompe-nella-campagna-elettorale\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/04\/colombia-la-violenza-irrompe-nella-campagna-elettorale\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA FIONDA (Mauro Morbello) La Colombia si avvicina alle elezioni presidenziali del 31 maggio 2026 in un clima di crescente violenza. A partire dall\u2019inizio di aprile, il Paese \u00e8 stato attraversato da una sequenza coordinata di oltre venticinque attentati condotti con bombe, droni, veicoli esplosivi, blocchi stradali, assalti contro basi militari, stazioni di polizia e veicoli civili. 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