{"id":95237,"date":"2026-05-05T09:56:04","date_gmt":"2026-05-05T07:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95237"},"modified":"2026-05-05T08:59:23","modified_gmt":"2026-05-05T06:59:23","slug":"cipro-francia-e-turchia-la-nuova-linea-di-frattura-del-mediterraneo-orientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95237","title":{"rendered":"Cipro, Francia e Turchia: la nuova linea di frattura del Mediterraneo orientale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/macron5-1.webp\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cipro firmer\u00e0 a giugno un accordo che consentir\u00e0 la presenza di forze francesi sull\u2019isola per scopi umanitari, ha dichiarato il 26 aprile a Nicosia il presidente Nikos Christodoulides.\u00a0Confermando che le discussioni con la Francia sono passate a una fase formale e che l\u2019accordo sar\u00e0 concluso a livello ministeriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019accordo \u201c<em>preveder\u00e0 la presenza di forze francesi sul territorio cipriota per scopi umanitari\u201d,<\/em>\u00a0ha affermato senza precisare quale emergenza umanitaria debba essere affrontata ma aggiungendo che fa parte di un pi\u00f9 ampio impegno per approfondire la cooperazione bilaterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Christodoulides ha collegato questo sviluppo alla recente visita del presidente francese Emmanuel Macron(nella foto in alto) e al rafforzamento del partenariato strategico siglato tra i due Paesi lo scorso dicembre.\u00a0<em>\u201cLa Francia \u00e8 lo Stato membro dell\u2019UE con cui abbiamo la pi\u00f9 forte cooperazione a tutti i livelli, a partire dalla difesa e dalla sicurezza\u201d,<\/em>\u00a0ha affermato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em><em>\u201cQuello che firmiamo non sono semplici testi di facciata o di propaganda. Sono testi sostanziali, la cui efficacia \u00e8 dimostrata nella pratica<\/em>\u201c, ha dichiarato, citando l\u2019invio della portaerei Charles de Gaulle da parte della Francia in risposta a una precedente richiesta di assistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il presidente ha affermato che l\u2019accordo si inserisce anche in pi\u00f9 ampie iniziative europee, tra cui il programma SAFE, nell\u2019ambito del quale Cipro utilizzer\u00e0 1,2 miliardi di euro di finanziamenti e ha aggiunto che sono in corso sforzi per sviluppare la cooperazione tra le aziende francesi e il nascente settore della difesa cipriota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo ministro della Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC), Unal Ustel, ha duramente criticato l\u2019iniziativa di Nicosia sul dispiegamento di soldati francesi a Cipro del Sud, definendolo \u201c<em>un passo estremamente pericoloso, provocatorio e inaccettabile\u201d\u00a0<\/em>che<em>\u00a0p<\/em>otrebbe causare \u201c<em>gravi danni al clima di pace e stabilit\u00e0 sull\u2019isola<\/em>\u201c.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Ustel qualsiasi presenza militare o azione militare sull\u2019isola richiede il consenso e l\u2019approvazione del popolo turco-cipriota. \u201cNessun membro dell\u2019UE pu\u00f2 prendere decisioni o intraprendere azioni che ignorino i diritti sovrani e la sicurezza della Repubblica Turca di Cipro del Nord.\u00a0<em>La Francia, membro dell\u2019UE, che rappresenta uno dei maggiori ostacoli a una soluzione giusta e duratura a Cipro, tenta di schierare truppe sull\u2019isola, il che \u00e8 anche una chiara indicazione della politica ipocrita dell\u2019UE\u00bb,\u00a0<\/em>ha aggiunto Ustel affermando che le misure adottate, o che si intendono adottare, ignorando i turco-ciprioti \u00ab<em>riceveranno certamente la risposta necessaria\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197039 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/nam_maps_m17-01.jpg\" alt=\"\" width=\"801\" height=\"641\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La posta in gioco<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi aperta dalle proteste turche contro il possibile dispiegamento di truppe francesi a Cipro non riguarda soltanto un accordo militare tra Parigi e Nicosia. Riguarda il futuro equilibrio del Mediterraneo orientale, la competizione energetica nel bacino del Levante, la rivalit\u00e0 storica tra Grecia e Turchia, il ruolo della Francia come potenza militare europea e la fragilit\u00e0 della NATO quando i suoi membri smettono di guardare nella stessa direzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cipro \u00e8 piccola sulla carta geografica, ma immensa nella logica strategica. \u00c8 vicina al Levante, a Israele, al Libano, alla Siria, all\u2019Egitto, al Canale di Suez e alle rotte verso il Golfo. Chi dispone di accessi, basi, strutture logistiche o accordi militari sull\u2019isola possiede un punto d\u2019osservazione privilegiato su una delle regioni pi\u00f9 instabili e decisive del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo Ankara ha reagito con durezza all\u2019ipotesi di una presenza francese pi\u00f9 strutturata nella Repubblica di Cipro. La Turchia non vede in quella mossa una semplice cooperazione difensiva. La legge come un tassello di una strategia pi\u00f9 ampia: rafforzare l\u2019asse tra Francia, Grecia, Cipro greca e Israele, riducendo lo spazio di manovra turco nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La ferita ancora aperta del 1974<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire la tensione attuale bisogna tornare alla divisione dell\u2019isola. Cipro resta spezzata tra la Repubblica di Cipro, riconosciuta internazionalmente e membro dell\u2019Unione Europea, e la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia. L\u2019intervento militare turco del 1974, seguito al colpo di Stato sostenuto dalla giunta greca, ha creato una realt\u00e0 che da cinquant\u2019anni nessuna diplomazia \u00e8 riuscita a ricomporre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da allora Ankara considera la presenza militare nel Nord dell\u2019isola una garanzia vitale per la sicurezza dei turco-ciprioti e per la propria profondit\u00e0 strategica. La Repubblica di Cipro, invece, vede quella presenza come occupazione e come ostacolo alla piena sovranit\u00e0 sull\u2019intero territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo conflitto congelato \u00e8 diventato, con il tempo, molto meno congelato di quanto sembri. Ogni nuova base, ogni esercitazione, ogni accordo bilaterale, ogni trivellazione, ogni pattugliamento navale riapre la questione fondamentale: chi ha diritto di decidere il futuro dell\u2019isola e delle acque che la circondano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Il ruolo di Parigi<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parigi presenta il proprio accordo con Nicosia come uno strumento giuridico per permettere presenza temporanea, addestramento, transito, supporto logistico e missioni con finalit\u00e0 umanitarie. \u00c8 una formula rassicurante, ma incompleta. In realt\u00e0 la Francia sta cercando da anni di rafforzare la propria impronta nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo ha fatto sostenendo la Grecia nelle tensioni con la Turchia. Lo ha fatto partecipando a esercitazioni navali e aeronautiche nella regione. Lo ha fatto vendendo armamenti ad Atene e promuovendo una cooperazione militare sempre pi\u00f9 stretta con il blocco greco-cipriota. Lo fa oggi cercando un appoggio stabile a Cipro, isola che pu\u00f2 servire da piattaforma verso Medio Oriente, Mar Rosso, Golfo Persico e Nord Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia agisce anche per ragioni di prestigio. Dopo l\u2019indebolimento della sua presenza in Africa e la perdita di influenza in una parte del Sahel, Parigi ha bisogno di dimostrare che resta una potenza capace di proiezione esterna. Il Mediterraneo orientale diventa cos\u00ec uno spazio di compensazione strategica: meno Africa, pi\u00f9 Levante; meno influenza postcoloniale, pi\u00f9 presenza navale ed energetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>I timori di Ankara<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia interpreta la mossa francese alla luce di un quadro molto pi\u00f9 ampio. Da anni Ankara denuncia la formazione di un blocco ostile composto da Grecia, Cipro greca, Israele, Francia e, in misura variabile, Egitto ed Emirati. Questo blocco non \u00e8 formalmente un\u2019alleanza anti-turca, ma nella percezione di Ankara produce lo stesso effetto: restringere l\u2019accesso turco alle risorse energetiche e alle rotte del Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La dottrina marittima turca nota come \u201cPatria Blu\u201d nasce proprio da questa percezione. La Turchia non vuole essere confinata alla propria costa anatolica. Vuole far valere una propria interpretazione degli spazi marittimi, delle zone economiche esclusive, dei diritti di esplorazione e delle risorse sottomarine. Per Ankara, accettare passivamente le mappe proposte da Grecia e Cipro significherebbe rinunciare a una parte essenziale del proprio futuro energetico e strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco perch\u00e9 l\u2019eventuale presenza francese a Cipro viene vissuta come provocazione. Non tanto per il numero dei soldati, probabilmente limitato, quanto per il principio: una potenza europea armata entra in modo pi\u00f9 visibile in un teatro dove la Turchia si considera attore indispensabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Francia e Turchia: una rivalit\u00e0 ormai strutturale<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I contrasti tra Parigi e Ankara non si limitano a Cipro. In Libia, la Turchia ha sostenuto militarmente il governo di Tripoli, mentre la Francia ha guardato con favore al campo opposto. Nel Mediterraneo orientale, Parigi ha appoggiato Grecia e Cipro nella disputa contro le esplorazioni turche. Nel Caucaso, la Turchia ha sostenuto l\u2019Azerbaigian, mentre la Francia ha mantenuto una forte attenzione verso l\u2019Armenia. In Siria, Ankara ha perseguito la propria agenda contro le milizie curde e contro il regime di Damasco, spesso entrando in frizione con le priorit\u00e0 occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 poi un contrasto ideologico e simbolico. La Francia si presenta come potenza laica, repubblicana, europea, mediterranea. La Turchia di Erdogan si presenta come potenza autonoma, islamo-conservatrice, nazionale, eurasiatica e post-occidentale. Entrambe ambiscono a parlare a pezzi del Mediterraneo e del mondo musulmano. Entrambe vogliono essere riconosciute come potenze di prima fascia nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato \u00e8 una rivalit\u00e0 che non \u00e8 episodica ma sistemica. Cipro \u00e8 solo l\u2019ultimo punto di emersione di una competizione che attraversa mare, energia, armi, diplomazia e identit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>La NATO davanti al proprio paradosso<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione cipriota mostra una delle debolezze pi\u00f9 evidenti dell\u2019Alleanza Atlantica. Francia, Grecia e Turchia sono membri della NATO, ma nel Mediterraneo orientale agiscono spesso come rivali. La Grecia cerca protezione francese contro la pressione turca. La Francia usa la solidariet\u00e0 con Atene per rafforzare la propria presenza regionale. La Turchia denuncia l\u2019esistenza di alleanze interne all\u2019Alleanza dirette contro di lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 un problema serio. La NATO \u00e8 pensata per contenere minacce esterne, non per gestire rivalit\u00e0 interne tra membri dotati di eserciti importanti, flotte, aviazioni e ambizioni regionali. Se la crisi dovesse aggravarsi, l\u2019Alleanza si troverebbe in una posizione scomoda: non potrebbe ignorare le preoccupazioni greche e cipriote, ma non potrebbe nemmeno permettersi una rottura aperta con Ankara, che resta essenziale per il Mar Nero, il Caucaso, il Medio Oriente, i flussi migratori e il controllo degli Stretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia sa di essere difficile da sostituire. Questo le d\u00e0 margini di pressione. La Francia sa che l\u2019Europa ha bisogno di autonomia militare. Questo le d\u00e0 ambizione. In mezzo, la NATO rischia di diventare il contenitore formale di una competizione reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Il ruolo del gas<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dietro le dichiarazioni militari c\u2019\u00e8 il gas. Il Mediterraneo orientale \u00e8 diventato negli ultimi anni una delle aree pi\u00f9 interessanti per l\u2019energia. Le scoperte al largo di Israele, Egitto e Cipro hanno alimentato progetti di cooperazione, esportazione e infrastrutture. Il problema \u00e8 che nessuna architettura energetica pu\u00f2 essere neutrale in un\u2019area dove i confini marittimi sono contestati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019asse tra Israele, Grecia e Cipro greca mira a trasformare il bacino del Levante in una piattaforma energetica collegata all\u2019Europa. La Turchia contesta questa impostazione perch\u00e9 la esclude e perch\u00e9 ritiene che i turco-ciprioti abbiano diritto a partecipare allo sfruttamento delle risorse dell\u2019isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il progetto turco di un gasdotto sottomarino verso Cipro del Nord va letto in questo quadro. Ankara ha gi\u00e0 costruito un acquedotto sottomarino che collega la Turchia meridionale al Nord dell\u2019isola. Ora immagina un\u2019infrastruttura energetica capace di rafforzare ulteriormente il legame tra la madrepatria e l\u2019entit\u00e0 turco-cipriota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 solo un gasdotto. \u00c8 una dichiarazione politica. Significa rendere pi\u00f9 concreta, materiale e quotidiana la separazione dell\u2019isola. Significa dire che, se la riunificazione non arriva, il Nord sar\u00e0 comunque integrato alla Turchia con reti, tubi, energia, approvvigionamenti e dipendenze infrastrutturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Il gasdotto turco e il rischio di una divisione irreversibile<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La possibile condotta sottomarina verso Cipro del Nord avrebbe anche una funzione futura. Se nuove riserve fossero scoperte attorno all\u2019isola, Ankara potrebbe rivendicare un ruolo nella loro esportazione o nella loro gestione. Il riferimento turco a un flusso bidirezionale \u00e8 significativo: il gas potrebbe andare dalla Turchia a Cipro del Nord, ma in prospettiva anche da Cipro verso la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la Repubblica di Cipro e per l\u2019Unione Europea, questo scenario \u00e8 inaccettabile. Riconoscere, anche indirettamente, la funzione energetica del Nord significherebbe dare consistenza a un\u2019entit\u00e0 che Bruxelles non riconosce. Ma ignorare la questione non la cancella. Anzi, pi\u00f9 Ankara costruisce infrastrutture, pi\u00f9 diventa difficile immaginare una soluzione federale o una riunificazione reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, la competizione energetica produce effetti politici irreversibili. Le mappe possono essere discusse. I tubi, una volta posati, cambiano la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Israele, Grecia, Cipro e Francia: l\u2019asse che inquieta Ankara<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un elemento decisivo \u00e8 il rafforzamento della cooperazione tra Grecia, Israele e Cipro greca. Israele vede in Cipro e in Grecia due partner utili per sicurezza, energia, addestramento e proiezione regionale. La Grecia, a sua volta, usa la vicinanza a Israele per aumentare il proprio peso nei confronti della Turchia. La Francia entra come potenza militare europea capace di dare copertura politica e navale a questo sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Ankara, l\u2019immagine \u00e8 chiara: a sud e a ovest si consolida un arco di relazioni che limita la sua capacit\u00e0 di movimento. Non importa che questi accordi vengano presentati come difensivi. Nella geopolitica, conta anche la percezione. E la percezione turca \u00e8 quella di un Mediterraneo orientale organizzato contro la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa percezione pu\u00f2 essere esasperata, ma non \u00e8 inventata. La Turchia ha effettivamente rapporti difficili con molti attori della regione. Tuttavia, proprio la sua assertivit\u00e0 ha spinto gli altri a coordinarsi. \u00c8 il classico circolo della sicurezza: uno Stato si muove per difendersi, gli altri lo leggono come minaccia e si organizzano; l\u2019organizzazione degli altri conferma al primo Stato che era davvero minacciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parigi presenta spesso la propria azione come contributo alla sicurezza europea. In parte \u00e8 vero. La Francia \u00e8 l\u2019unica potenza dell\u2019Unione Europea con deterrenza nucleare autonoma, capacit\u00e0 di proiezione navale significativa e una lunga tradizione di intervento militare all\u2019estero. Ma dietro la retorica europea c\u2019\u00e8 anche un interesse nazionale francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia vuole difendere i propri contratti militari, il proprio ruolo nel Mediterraneo, la propria influenza nel mondo arabo e la propria immagine di potenza globale. L\u2019accordo con Cipro rafforza tutti questi obiettivi. Offre un punto d\u2019appoggio, avvicina Parigi ai teatri di crisi, consolida il rapporto con Grecia e Cipro, e invia un messaggio ad Ankara: la Francia non arretra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il problema \u00e8 che questa postura pu\u00f2 irrigidire ancora di pi\u00f9 la Turchia. Erdogan non pu\u00f2 apparire passivo davanti a un rafforzamento francese a Cipro. Per ragioni interne, nazionaliste e strategiche, deve rispondere. Anche solo verbalmente. Ma le crisi iniziano spesso dalle parole, quando le parole diventano impegni politici da cui \u00e8 difficile tornare indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>L\u2019Unione Europea tra solidariet\u00e0 e impotenza<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Unione Europea si trova in una posizione scomoda. La Repubblica di Cipro \u00e8 Stato membro. La Grecia \u00e8 Stato membro. La Francia \u00e8 una delle principali potenze dell\u2019Unione. La Turchia, invece, \u00e8 partner indispensabile ma anche rivale difficile, Paese candidato da decenni ma ormai lontanissimo da una reale integrazione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Bruxelles non pu\u00f2 ignorare le rivendicazioni di Nicosia e Atene. Ma non pu\u00f2 nemmeno rompere con Ankara, da cui dipendono dossier migratori, energetici, commerciali e di sicurezza. La conseguenza \u00e8 una politica europea spesso oscillante: sanzioni limitate quando la Turchia trivella in acque contese, dialogo quando serve cooperazione, fermezza retorica quando la tensione sale, prudenza quando il rischio diventa troppo alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa ambiguit\u00e0 non risolve nulla. Anzi, consente a Francia, Grecia, Cipro e Turchia di muoversi secondo logiche nazionali, mentre l\u2019Europa arriva sempre dopo, cercando di trasformare in politica comune ci\u00f2 che nasce come iniziativa dei singoli Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Il rischio di militarizzazione progressiva<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il pericolo maggiore non \u00e8 necessariamente uno scontro immediato. Il rischio pi\u00f9 realistico \u00e8 una militarizzazione graduale dell\u2019isola e delle acque circostanti. Prima un accordo sullo status delle forze. Poi esercitazioni congiunte. Poi sistemi antimissile e anti-drone. Poi presenza navale pi\u00f9 frequente. Poi infrastrutture logistiche. Poi risposte turche. Poi nuovi pattugliamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni passo viene presentato come difensivo. Ogni passo, per\u00f2, viene letto dall\u2019altro come offensivo. Cos\u00ec si crea un ambiente nel quale l\u2019incidente diventa pi\u00f9 probabile: un drone abbattuto, una nave avvicinata troppo, un\u2019esercitazione interpretata male, una dichiarazione politica trasformata in sfida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Mediterraneo orientale non ha bisogno di una scintilla. Ne ha gi\u00e0 molte. La guerra in Ucraina, la crisi iraniana, la fragilit\u00e0 del Libano, il conflitto israelo-palestinese, il futuro della Siria, la competizione energetica, il ruolo russo, le basi britanniche, le ambizioni francesi, la postura turca. Cipro si trova al centro di tutto questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La posta in gioco non \u00e8 solo militare. \u00c8 geoeconomica. Cipro pu\u00f2 diventare un nodo per la sicurezza energetica europea, per il controllo dei flussi nel Levante, per la sorveglianza delle rotte verso Suez, per il coordinamento con Israele ed Egitto, per la gestione delle crisi nel Medio Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Turchia vuole impedire che questo nodo venga costruito contro di lei. La Francia vuole usarlo per tornare protagonista. La Grecia vuole trasformarlo in garanzia strategica. Israele vuole inserirlo nella propria architettura regionale. L\u2019Unione Europea vuole beneficiarne senza assumersi pienamente i costi politici del confronto con Ankara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato \u00e8 una sovrapposizione di interessi che rende Cipro molto pi\u00f9 importante della sua dimensione territoriale. Non \u00e8 periferia. \u00c8 piattaforma. Non \u00e8 soltanto un\u2019isola divisa. \u00c8 un punto d\u2019innesto tra energia, guerra, diplomazia e potenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><u>Nuove sfide nel Mediterraneo orientale<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi tra Francia e Turchia attorno a Cipro mostra che il Mediterraneo orientale \u00e8 entrato in una fase nuova. Non siamo pi\u00f9 davanti a dispute locali separate: la questione cipriota, il gas del Levante, la rivalit\u00e0 greco-turca, la presenza francese, la cooperazione con Israele e il ruolo della NATO sono ormai parti dello stesso mosaico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La Francia cerca profondit\u00e0 strategica. La Turchia cerca spazio vitale marittimo. La Grecia cerca protezione. Cipro greca cerca garanzie. Cipro turca cerca riconoscimento attraverso l\u2019integrazione con Ankara. Israele cerca partner affidabili. L\u2019Europa cerca stabilit\u00e0 ma fatica a produrre una linea coerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questa la complessit\u00e0 del momento. Tutti parlano di sicurezza, ma ciascuno intende la propria. Tutti parlano di equilibrio, ma ciascuno vuole spostarlo a proprio vantaggio. Tutti parlano di stabilit\u00e0, ma ogni nuova mossa aggiunge pressione a un sistema gi\u00e0 carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cipro torna cos\u00ec a essere il barometro del Mediterraneo orientale. Quando la temperatura sale sull\u2019isola, significa che qualcosa si sta muovendo in tutta la regione. E oggi si muove molto: la guerra, il gas, le alleanze, le rotte, le ambizioni nazionali e la lenta trasformazione dell\u2019ordine mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La disputa tra Parigi e Ankara non \u00e8 dunque una semplice polemica diplomatica. \u00c8 il segnale che il vecchio equilibrio non basta pi\u00f9 e che il nuovo non \u00e8 ancora nato. In questo vuoto, ogni potenza cerca il proprio spazio. La Francia lo cerca entrando a Cipro. La Turchia lo difende opponendosi. E il Mediterraneo orientale, ancora una volta, diventa il teatro in cui si misura il rapporto tra storia, forza e futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Foto: Presidenza francese e Forze Armate di Cipro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/cipro-francia-e-turchia-la-nuova-linea-di-frattura-del-mediterraneo-orientale\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/cipro-francia-e-turchia-la-nuova-linea-di-frattura-del-mediterraneo-orientale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Giuseppe Gagliano) Cipro firmer\u00e0 a giugno un accordo che consentir\u00e0 la presenza di forze francesi sull\u2019isola per scopi umanitari, ha dichiarato il 26 aprile a Nicosia il presidente Nikos Christodoulides.\u00a0Confermando che le discussioni con la Francia sono passate a una fase formale e che l\u2019accordo sar\u00e0 concluso a livello ministeriale. L\u2019accordo \u201cpreveder\u00e0 la presenza di forze francesi sul territorio cipriota per scopi umanitari\u201d,\u00a0ha affermato senza precisare quale emergenza umanitaria debba essere affrontata&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oM5","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95237"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95238,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95237\/revisions\/95238"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}