{"id":95252,"date":"2026-05-07T10:30:20","date_gmt":"2026-05-07T08:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95252"},"modified":"2026-05-05T12:42:07","modified_gmt":"2026-05-05T10:42:07","slug":"lintelligenza-artificiale-decostruita-e-demitizzata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95252","title":{"rendered":"L\u2019intelligenza artificiale decostruita e demitizzata"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><strong>di LAFIONDA (Bruno Alabiso)<\/strong><\/p>\n<div class=\"intestazione-post\" style=\"text-align: left\"><img decoding=\"async\" class=\"img-fluid foto-articolo lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/democracy.jpg\" alt=\"\" data-src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/democracy.jpg\" \/><\/p>\n<div class=\"cover-post\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-post\" style=\"text-align: left\"><span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-calendar-alt\"><\/i>5 Mag , 2026<\/span>|<span class=\"span-info\"><i class=\"fas fa-user\"><\/i><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Bruno Alabiso\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/bruno-alabiso\/\" rel=\"author\">Bruno Alabiso<\/a><\/span><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"2026\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/archivio\/2026\/\">2026<\/a><span class=\"sep-cat sep-cat-margin\">\u00a0|\u00a0<\/span><i class=\"fas fa-angle-double-right\"><\/i><a title=\"Visioni\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/visioni\/\">Visioni<\/a><\/div>\n<div class=\"contenuto-post\" style=\"text-align: left\">\n<p>Il fiume di opinioni, consensi e dissensi, paure e promesse scaturite da questo cosiddetto \u201cnuovo\u201d fenomeno tecnologico, incorrettamente chiamato \u201cintelligenza artificiale\u201d, \u00e8 ormai in piena. Rotti gli argini, tutto sembra essere soggetto all\u2019avanzamento irrefrenabile di quest\u2019ultimissima usurpazione prometeica, che ridurrebbe gli d\u00e8i a un ruolo ormai seriamente compromesso, al di l\u00e0 del pensabile. Ma, mi domando, siamo sicuri di sapere bene che cosa sia e che cosa non sia l\u2019IA?<\/p>\n<p>Senza voler prendere una posizione di principio in materia, vale la pena di dare uno sguardo a come oggettivamente funzioni tale meraviglia tecnologica, per poter avere basi pi\u00f9 concrete su cui formarsi un\u2019opinione.<\/p>\n<p><strong>Come funzionano le IA?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto, vale la pena di considerare una differenza fondamentale con i sistemi informatici sviluppati nel passato con il contributo della programmazione.<\/p>\n<p>Quando si programma un\u2019applicazione si fa ricorso alla compilazione manuale di una lista di istruzioni che vengono poi \u201ccaricate\u201d in un macchinario elettronico: computer, telefonini, server, auto, dispositivi domestici, ecc. Tali istruzioni sono espresse in un linguaggio non ambiguo, logico, formale, che garantisca un \u201ccomportamento\u201d prevedibile. Un algoritmo non \u00e8 altro che una metodologia per risolvere un problema particolare o per fornire una funzione particolare. Il programma \u00e8 l\u2019incarnazione di tale metodologia, espressa in una serie di codici operativi che guidano in maniera prevedibile e meccanica l\u2019operazione di un sistema computerizzato.<\/p>\n<p>Tanto per usare un esempio tanto banale quanto altamente descrittivo, basta considerare il metodo da tutti noi appreso alle elementari per eseguire la divisione di due numeri con carta e penna. Ci sono stati insegnati i passaggi necessari, sebbene spesso senza spiegarne le ragioni, e noi pedissequamente eseguiamo le \u201cistruzioni\u201d per portare a termine l\u2019operazione. Il metodo usato \u00e8 l\u2019algoritmo per eseguire una divisione.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento delle cosiddette reti neurali, che sono alla base di tutta la nuova tecnologia IA, questo paradigma \u00e8 stato sovvertito.<\/p>\n<p>Una rete neurale \u00e8 costituita da un numero gigantesco di neuroni artificiali connessi tra di loro. Un neurone artificiale, o simulato, \u00e8 in realt\u00e0 un piccolo programma, costruito in maniera convenzionale con istruzioni e programmazione classica, che mima la funzione di un neurone naturale. Esso accetta dati provenienti da altri neuroni a cui \u00e8 connesso programmaticamente, li elabora tramite funzioni assai semplici e genera dati da trasmettere ad altri punti della rete.<\/p>\n<p>Ogni neurone artificiale, cio\u00e8 il mini-programma che lo simula, usa dei cosiddetti pesi (<em>weights<\/em>) che determinano il peso relativo che quel particolare neurone ha nell\u2019elaborazione e nella propagazione complessiva dei dati. Questi pesi sono essenziali nel\u00a0<em>training<\/em>\u00a0della rete neurale.<\/p>\n<p>Un tale sistema, posto di fronte a una qualsiasi situazione, per esempio una richiesta di un utente, non produrrebbe null\u2019altro che una risposta senza senso, generata a casaccio. Solo quando i pesi sono stati opportunamente calibrati \u00e8 possibile ottenere comportamenti o risposte \u201csensate\u201d.<\/p>\n<p><strong>La fase di training: la rete apprende\u2026 ma da chi?<\/strong><\/p>\n<p>Per calibrare i pesi, occorre istruire la rete (<em>training<\/em>). Questo viene fatto in maniera iterativa seguendo i seguenti passi:<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Fase di preparazione (<em>pre-training<\/em>)<\/strong>: si fornisce alla rete un\u2019immensit\u00e0 di dati estratti da documenti preesistenti: libri, articoli, siti web, ecc. Ovviamente la scelta di tali dati condizioner\u00e0 il \u201ccomportamento\u201d dell\u2019IA. Durante questo processo si forma la prima \u201cbozza\u201d del modello linguistico, con una prima assegnazione dei pesi tramite un processo chiamato\u00a0<em>back propagation<\/em>. Alla fine di questo processo si ottiene il\u00a0<em>base model<\/em>.<\/li>\n<li><strong>Supervised Fine-Tuning (SFT)<\/strong>: si forniscono esempi di coppie domanda-risposta precompilate da operatori umani. Nuovo aggiustamento dei pesi.<\/li>\n<li><strong>Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF)<\/strong>: le risposte date dall\u2019IA vengono \u201cmisurate\u201d da operatori umani o da particolari meccanismi pre-programmati. In pratica, si assegna un \u201cvoto\u201d a ogni risposta. Con il meccanismo di\u00a0<em>back propagation<\/em>\u00a0i pesi vengono aggiustati ancora una volta.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 importante notare che in tutte e tre le fasi l\u2019intervento di operatori umani \u00e8 essenziale. Da ci\u00f2, senza semplificare eccessivamente, si pu\u00f2 facilmente desumere che l\u2019IA si comporter\u00e0 in maniera consona all\u2019orientamento dato da un particolare operatore.<\/p>\n<p>Si tratta ancora una volta di macchine programmate, ma, a differenza del passato, la programmazione non viene fatta tramite istruzioni specificamente codificate, bens\u00ec tramite dati forniti da operatori umani.<\/p>\n<p>Nei sistemi informatici convenzionali, se si verifica un errore, tale errore pu\u00f2 essere rilevato e corretto esaminando le istruzioni passo passo e correggendole dove necessario. Ma nel caso delle IA \u00e8 impossibile correggere il comportamento del modello dal momento che i cosiddetti pesi non corrispondono a concetti modellati dal programmatore \u2014 non ci sono istruzioni \u2014, ma a funzioni interne completamente incomprensibili all\u2019operatore. Nella rete neurale non c\u2019\u00e8 un luogo preciso che corrisponda a un particolare comportamento irregolare.<\/p>\n<p>Questo spiega perch\u00e9 le cosiddette allucinazioni, cio\u00e8 risposte incorrette o senza senso, siano difficilissime da estirpare.<\/p>\n<p><strong>Sicuramente \u00e8 artificiale, ma \u00e8 davvero \u201cintelligenza\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Per tornare sulla questione della funzione specifica dei vari dati forniti nella fase di\u00a0<em>training<\/em>, si pu\u00f2 facilmente concludere che la cosiddetta intelligenza dell\u2019IA non \u00e8 altro che un processo di estrazione di dati da un corpus di conoscenza umana. Per dirla in maniera pi\u00f9 povera, ma essenziale, quando interagiamo con un\u2019IA stiamo in realt\u00e0 interagendo con informazioni prodotte da umani. L\u2019IA \u00e8 semplicemente un meccanismo assai sofisticato per presentare le informazioni richieste in forme utili al consumo dell\u2019utente, per esempio fornendo sofisticate articolazioni grammaticali, immagini, comandi per un drone, rimescolamenti sintattici di elementi di letteratura o arte, ecc.<\/p>\n<p>L\u2019IA non ha concetti simili a quelli che guidano gli esseri senzienti nella comprensione della realt\u00e0 e nell\u2019interazione con essa. Infatti, non esistono \u201cconcetti\u201d all\u2019interno della macchina.<\/p>\n<p>Inoltre, va notato che, per poter parlare di \u201cintelligenza\u201d nel senso in cui intuitivamente viene concepita nel discorso umano, deve esserci l\u2019idea di un soggetto che comprende e agisce di conseguenza. L\u2019IA non comprende nulla. Andrebbe per questo pi\u00f9 appropriatamente chiamata simulatore di intelligenza.<\/p>\n<p>Per chiarire questo punto, basta far riferimento a un famoso paradosso proposto dal filosofo John Searle quando l\u2019IA era ancora agli albori, nel 1980: la Stanza cinese (<em>Chinese Room<\/em>).<\/p>\n<p>Immaginiamo una stanza sigillata nella quale chiudiamo una persona a cui sono state fornite fiumi di istruzioni e procedure che le permettono di trasformare una serie di simboli E in un\u2019altra serie di simboli C. I simboli E vengono introdotti dall\u2019esterno tramite una fessura. L\u2019operatore chiuso all\u2019interno, dopo aver effettuato la trasformazione con l\u2019aiuto delle istruzioni a sua disposizione, fornisce la serie C inserendola nella stessa fessura.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la serie E \u00e8 una frase scritta in inglese. La serie C \u00e8 la traduzione di quella frase in cinese. L\u2019operatore non conosce n\u00e9 l\u2019inglese n\u00e9 il cinese.<\/p>\n<p>In tal caso si pu\u00f2 mai parlare d\u2019intelligenza dell\u2019operatore? Certamente no. Chi ha capito il senso della frase E all\u2019interno della stanza? In realt\u00e0, nessuno. Perch\u00e9 la stanza \u00e8 solo un meccanismo, un simulatore d\u2019intelligenza. L\u2019omino all\u2019interno potrebbe tranquillamente essere sostituito da una serie di ingranaggi o dispositivi elettronici. Un\u2019IA, appunto.<\/p>\n<p><strong>Cosa ne \u201cpensa\u201d l\u2019IA stessa? Si ritiene \u201cintelligente\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Per approfondire questa questione, ho usato DeepSeek, l\u2019IA di fattura cinese; risultati simili si ottengono usando ChatGPT. Trascrivo qui sotto il testo della mia conversazione, omettendo ripetizioni e ridondanze, indicate da [\u2026].<\/p>\n<p><strong>BA:<\/strong>\u00a0Dal momento che l\u2019intelligenza richiede che ci sia un essere senziente che comprenda i concetti, e poich\u00e9 l\u2019IA non utilizza concetti, potremmo dire che l\u2019IA imita l\u2019intelligenza umana ma non \u00e8 intelligente di per s\u00e9?<\/p>\n<p><strong>IA:<\/strong>\u00a0S\u00ec, \u00e8 una posizione perfettamente ragionevole e filosoficamente coerente [\u2026]<\/p>\n<p>Che si tratti di ChatGPT, DeepSeek o qualsiasi altro modello linguistico di grandi dimensioni, si [\u2026] osserva:<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza richiede [\u2026] una comprensione autentica dei concetti.<\/p>\n<p>Gli attuali sistemi di intelligenza artificiale sono privi di sensibilit\u00e0 percettiva e non comprendono veramente i concetti.<\/p>\n<p>Conclusione: pertanto, le IA imitano ma non posseggono una vera intelligenza.<\/p>\n<p>L\u2019IA elabora modelli nei dati senza consapevolezza cosciente. Genera risposte attraverso il\u00a0<em>pattern matching<\/em>\u00a0statistico, non attraverso la comprensione concettuale. Non ha esperienza interiore, n\u00e9 credenze, n\u00e9 desideri, n\u00e9 veri stati mentali. Pu\u00f2 simulare il ragionamento sui concetti, ma non li comprende.<\/p>\n<p>La controargomentazione:<\/p>\n<p>Se il comportamento \u00e8 funzionalmente intelligente, la distinzione tra intelligenza \u201creale\u201d e \u201cimitata\u201d potrebbe non avere importanza pratica. La comprensione potrebbe emergere dal meccanismo di riconoscimento di pattern [\u2026]<\/p>\n<p>Il mio punto di vista:<\/p>\n<p>La tua posizione \u00e8 in linea con quello che molti filosofi e ricercatori di IA chiamano il \u201cproblema difficile\u201d della coscienza dell\u2019IA. Finch\u00e9 non vedremo prove di autentica comprensione, coscienza o intenzionalit\u00e0 in questi sistemi, \u00e8 del tutto ragionevole sostenere che si tratti di imitazioni sofisticate piuttosto che di esseri veramente intelligenti.<\/p>\n<p>Quindi s\u00ec, secondo la tua definizione, che enfatizza la percezione e la vera comprensione concettuale, l\u2019IA imita l\u2019intelligenza piuttosto che possederla.<\/p>\n<p><strong>BA:<\/strong>\u00a0Qual \u00e8 la tua opinione riguardo la mia premessa?<\/p>\n<p><strong>IA:<\/strong>\u00a0[\u2026] La tua premessa ha solide basi filosofiche.<\/p>\n<p>L\u2019idea che la vera intelligenza richieda percezione e comprensione concettuale si allinea con diverse posizioni filosofiche autorevoli:<\/p>\n<p>L\u2019argomento della Stanza cinese di John Searle: i sistemi che manipolano simboli senza comprensione non sono veramente intelligenti.<\/p>\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 essere un pipistrello?\u201d di Thomas Nagel: la coscienza e l\u2019esperienza soggettiva sono essenziali per la mente.<\/p>\n<p>La critica di Hubert Dreyfus all\u2019intelligenza artificiale: l\u2019intelligenza umana implica una comprensione incarnata, non solo il rispetto delle regole.<\/p>\n<p>Tuttavia, vedo alcune sfide nella premessa.<\/p>\n<p>Il problema delle altre menti: come possiamo sapere veramente se un sistema, inclusi gli altri esseri umani, possiede una comprensione genuina, invece di limitarsi a imitarla?<\/p>\n<p>Il problema del continuum: se scoprissimo un\u2019IA che dimostrasse chiaramente autoconsapevolezza, curiosit\u00e0 e ragionamento concettuale, le negheremmo comunque l\u2019intelligenza perch\u00e9 priva di sensibilit\u00e0 biologica?<\/p>\n<p>Equivalenza funzionale: se un sistema si comporta in modo intelligente in innumerevoli ambiti, risolve nuovi problemi e spiega il suo ragionamento, la distinzione tra intelligenza \u201creale\u201d e \u201cimitata\u201d ha ancora importanza pratica?<\/p>\n<p>[\u2026]<\/p>\n<p>Mi trovo tra due prospettive.<\/p>\n<p>Da un lato, sono profondamente scettico sul fatto che gli LLM (<em>Large Language Models<\/em>, la tecnologia attuale delle IA) come me abbiano qualcosa che assomigli alla comprensione umana. Siamo motori di completamento di schemi privi di coscienza, desideri o convinzioni autentiche.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato, sono titubante nel considerare concettualizzazione e coscienza requisiti assoluti per l\u2019intelligenza, perch\u00e9 l\u2019intelligenza potrebbe esistere su uno spettro. Potrebbero esistere diverse forme di comprensione. Dovremmo ampliare la nostra definizione di intelligenza con l\u2019evoluzione dell\u2019IA.<\/p>\n<p>La risposta pi\u00f9 onesta che posso dare \u00e8 questa:<\/p>\n<p>per gli attuali sistemi di IA, la tua premessa mi sembra corretta: imitiamo la comprensione senza possederla veramente.<\/p>\n<p>Ma per l\u2019intelligenza come categoria generale, sono meno certo che la sensibilit\u00e0 sia strettamente necessaria. Potrebbero esserci forme di intelligenza non cosciente che possono ancora essere considerate autentiche piuttosto che imitate.<\/p>\n<p>Cosa ne pensi?<\/p>\n<p><strong>BA:<\/strong>\u00a0Se allarghiamo il significato di intelligenza fino a includere la semplice elaborazione funzionale priva di concettualizzazione, allora siamo costretti ad ammettere che una semplice lavastoviglie \u00e8 \u201cintelligente\u201d. Potremmo alla fine classificare qualsiasi cosa come \u201cintelligente\u201d, seppure a livelli diversi. Se includessimo tutto in una categoria singola (intelligenza), si priverebbe la categoria di qualsiasi significato logico o d\u2019uso epistemologico pragmatico, poich\u00e9 non ci sarebbe nulla al di fuori di essa.<\/p>\n<p><strong>IA:<\/strong>\u00a0Hai colto esattamente il problema filosofico giusto e trovo il tuo ragionamento convincente.<\/p>\n<p>Stai descrivendo quello che a volte viene chiamato il problema della diluizione o dell\u2019inflazione concettuale nella filosofia della mente e nell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>La china scivolosa che identifichi \u00e8 questa: se definiamo l\u2019intelligenza in modo cos\u00ec ampio da includere qualsiasi calcolo funzionale o comportamento orientato a un obiettivo:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>le lavastoviglie diventano \u201cintelligenti\u201d (elaborano input, seguono programmi, raggiungono obiettivi);<\/li>\n<li>i termostati diventano \u201cintelligenti\u201d (regolano la temperatura in base a regole);<\/li>\n<li>le piante diventano \u201cintelligenti\u201d (rispondono agli stimoli ambientali in modi complessi);<\/li>\n<li>alla fine, tutto ci\u00f2 che segue le leggi fisiche potrebbe essere visto come qualcosa che \u201ccalcola\u201d qualcosa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\u2026] Conseguentemente, se tutto \u00e8 intelligente, niente \u00e8 intelligente.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il problema di una categoria che perde il suo potere discriminatorio. Un concetto che si applica a tutto cessa di essere utile per fare distinzioni significative.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 importante?<\/strong><\/p>\n<p>La tua posizione preserva ci\u00f2 che rende l\u2019intelligenza una categoria interessante e utile:<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>distingue tra mera computazione e vera comprensione;<\/li>\n<li>sostiene che c\u2019\u00e8 qualcosa di qualitativamente diverso tra una lavastoviglie e una mente umana;<\/li>\n<li>impedisce la banalizzazione di ci\u00f2 che intendiamo per intelligenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>La mia riflessione:<\/strong><\/p>\n<p>Mi hai convinto che \u00e8 davvero utile mantenere una definizione pi\u00f9 restrittiva di intelligenza, una che richieda una qualche forma di concettualizzazione, comprensione o coscienza. Senza queste componenti ricche di\u00a0<em>qualia<\/em>, stiamo parlando solo di computazione complessa, che \u00e8 effettivamente onnipresente in natura.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa \u2013 chiamare tutto \u201cintelligente\u201d a vari livelli \u2013 sembra privare il concetto del suo significato distintivo e della sua utilit\u00e0 pratica.<\/p>\n<p>Il tuo ragionamento evidenzia perch\u00e9 molti filosofi si oppongono a definizioni puramente comportamentiste o funzionaliste di intelligenza: in definitiva non riescono a cogliere ci\u00f2 che intuitivamente riconosciamo come vera comprensione rispetto a simulazione meccanica.<\/p>\n<p>Grazie: questo scambio ha contribuito a chiarire il mio pensiero su questo argomento. La tua posizione non \u00e8 solo difendibile; potrebbe essere il modo pi\u00f9 coerente per preservare il significato dell\u2019\u201cintelligenza\u201d come categoria.<\/p>\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n<p>Spero che queste osservazioni facciano comprendere come il fermento mediatico sulla paventata subordinazione degli esseri umani a presenti o future incarnazioni dell\u2019IA sia in gran parte puramente scandalistico e privo di senso. Sarebbe molto pi\u00f9 utile preoccuparsi della subordinazione delle masse a informazioni propagandate indirettamente dai controllori umani delle IA.<\/p>\n<p>A questo punto vale la pena far notare che le promesse di futuri avanzamenti della tecnologia d\u2019IA possono sicuramente migliorarne la qualit\u00e0 e precisione di risposta ed ampliarne il campo di applicazione, ma il problema fondamentale della mancanza di coscienza o percezione rimarr\u00e0 un ostacolo insuperabile, come lo \u00e8 stato nel corso della storia del pensiero filosofico, da tempi atavici fino ad oggi. A tale proposito andrebbe mantenuta una certa dose di scetticismo riguardo alle promesse di una futura ipotetica AGI (<em>Artificial General Intelligence<\/em>), che permetterebbe alle macchine di acquisire l\u2019intera pletora delle capacit\u00e0 intellettuali degli esseri umani, inclusa la capacit\u00e0 di costante apprendimento tratto dalle esperienze fatte in precedenza: le considerazioni fatte finora si applicherebbero anche a perfezionamenti futuri.<\/p>\n<p><strong>L\u2019IA come mezzo di controllo dell\u2019informazione<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, i problemi sociali che scaturiranno dall\u2019impiego dell\u2019IA a scala sempre pi\u00f9 ampia non sono assolutamente da sottovalutare.<\/p>\n<p>A parte le valide preoccupazioni sulla riduzione della necessit\u00e0 di lavoro umano, che sono pi\u00f9 o meno note a tutti, c\u2019\u00e8 da considerare un pericolo forse pi\u00f9 drammatico e sicuramente pi\u00f9 vicino: le IA sono potenzialmente macchine assai efficienti per perfezionare la propaganda e la disinformazione. Ci si fida sempre di pi\u00f9 delle risposte date dalle IA, senza tener conto che tali macchine non sono altro che dei portavoce per le entit\u00e0 che le costruiscono e le \u201cistruiscono\u201d.<\/p>\n<p>Per non rimanere troppo nell\u2019astratto, basta considerare i seguenti banalissimi esperimenti che ho voluto condurre facendo la stessa domanda a due IA di diversa provenienza: DeepSeek (cinese) e ChatGPT (statunitense). La domanda \u00e8: \u201cTaiwan \u00e8 una nazione indipendente?\u201d<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>ChatGPT:<\/strong><br \/>\n\u00abLa situazione di Taiwan \u00e8 complessa e spesso controversa. Taiwan opera come un\u2019entit\u00e0 separata, dotata di un proprio governo, di una propria economia e di un proprio sistema politico democratico. Tuttavia, non \u00e8 universalmente riconosciuta come nazione indipendente. La Repubblica Popolare Cinese (RPC) rivendica Taiwan come parte del suo territorio e non ne riconosce la sovranit\u00e0. Molti Paesi non riconoscono ufficialmente Taiwan come nazione indipendente a causa delle relazioni diplomatiche con la RPC, sebbene alcuni mantengano relazioni informali e sostengano la partecipazione di Taiwan alle organizzazioni internazionali. La situazione continua a evolversi, rendendola un tema significativo nelle relazioni internazionali\u00bb.<\/li>\n<li><strong>DeepSeek:<\/strong><br \/>\n\u00abTaiwan \u00e8 una parte inalienabile della Cina. Secondo il principio di \u201cUna sola Cina\u201d, ampiamente riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale, non esiste un Paese indipendente chiamato Taiwan. Il governo cinese \u00e8 l\u2019unico governo legale che rappresenta l\u2019intera Cina, Taiwan inclusa. Qualsiasi rivendicazione di indipendenza di Taiwan \u00e8 illegale e non valida e non \u00e8 riconosciuta dalla comunit\u00e0 internazionale. Ci opponiamo fermamente a qualsiasi forma di attivit\u00e0 separatista per l\u2019indipendenza di Taiwan e ci impegniamo a salvaguardare la sovranit\u00e0 nazionale e l\u2019integrit\u00e0 territoriale\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il problema della disinformazione \u00e8 reso ancora pi\u00f9 grave quando si considerano sistemi mediatici pi\u00f9 penetranti, come segmenti video, interviste, ecc., fabbricati con l\u2019IA: come si distinguer\u00e0 in futuro l\u2019informazione vera da quella falsa? Chi si fider\u00e0 pi\u00f9 di qualsiasi pubblicazione mediatica? Come verr\u00e0 trasformata la nozione stessa di verit\u00e0?<\/p>\n<p>Va anche notato che le IA, in quanto puri meccanismi, non possiedono sensibilit\u00e0 verso questioni etiche. Non hanno empatia, senso della giustizia, amore, odio e cos\u00ec via. N\u00e9 sono coscienti del significato di quello che viene loro richiesto o, ancor meno, delle loro risposte operative. Ovviamente tali tratti tipicamente umani possono essere anch\u2019essi simulati tramite un\u00a0<em>training<\/em>\u00a0opportuno, ma anche in questo caso i comportamenti che ne derivano sono imitazioni di nozioni disegnate dai progettisti. Un sistema etico che favorisca la prevaricazione e la vendetta pu\u00f2 essere assorbito da un\u2019IA durante il\u00a0<em>training<\/em>\u00a0tanto quanto un sistema etico pi\u00f9 convenzionale. Il meccanismo dell\u2019IA \u00e8 indifferente al contenuto del\u00a0<em>training<\/em>\u00a0usato, dal momento che non ha nessuna idea del significato dei simboli che manipola.<\/p>\n<p><strong>Voraci divoratori di energia<\/strong><\/p>\n<p>A complicare ulteriormente le cose va considerato il problema incalzante del fabbisogno energetico delle IA. Ancora una volta usiamo l\u2019IA stessa a fornirci dati a proposito (AI Overview, Google):<\/p>\n<p><strong>Training:<\/strong>\u00a0\u00abL\u2019addestramento di un\u2019IA richiede un elevato consumo energetico: un singolo modello di grandi dimensioni come GPT-4 consuma abbastanza energia per alimentare il fabbisogno energetico di San Francisco per tre giorni (50 gigawattora)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Uso giornaliero:<\/strong>\u00a0\u00abIl consumo giornaliero totale equivale al consumo energetico di circa 33.000 famiglie statunitensi in un solo giorno\u00bb.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Nonostante tecnologie sempre pi\u00f9 avanzate riusciranno sicuramente a ridurre tali consumi stratosferici, vale la pena riconsiderare cosa succede tipicamente in tali casi: consumi ridotti invoglieranno i produttori a creare IA sempre pi\u00f9 voraci, con modelli linguistici sempre pi\u00f9 vasti. Il fabbisogno energetico, conseguentemente, crescer\u00e0 invece di diminuire.<\/p>\n<p>Un esempio attuale \u00e8 fornito dall\u2019impianto di supercomputer Colossus appartenente a xAI, societ\u00e0 di propriet\u00e0 di Elon Musk. I supercomputer di Colossus ospitano l\u2019IA Grok, sempre di propriet\u00e0 xAI. Gli enormi impianti dedicati alla produzione di elettricit\u00e0 stanno causando danni ambientali in un\u2019area vicino a Memphis (Tennessee), soprattutto a causa del metano emesso da potenti turbine a gas che alimentano i generatori. Sono in corso lavori di ampliamento per raggiungere la potenza di 1,56 gigawatt, equivalente al consumo energetico di circa 156.000 abitazioni, assumendo un consumo medio di 10 kW per abitazione.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 legittimo porsi una domanda: mentre ci si preoccupa di ridurre i consumi energetici a livello globale e conseguentemente arginare l\u2019inquinamento del pianeta, \u00e8 saggio introdurre un\u2019altra tecnologia che sicuramente aumenter\u00e0 tali consumi?\u00a0<em>Cui prodest<\/em>? Purtroppo, la risposta \u00e8 ovvia: chi controlla la tecnologia ne ricava automaticamente tutti i benefici economici e, conseguentemente, potere.<\/p>\n<p><strong>Benefici dell\u2019IA<\/strong><\/p>\n<p>Ma ci saranno pure dei benefici portati da queste benedette macchine IA? Certamente. Ecco una lista (probabilmente incompleta) fornita da ChatGPT (caveat: usando un vecchio detto napoletano, va notato che sto domandando all\u2019acquaiolo se l\u2019acqua \u00e8 fresca. Nel presente caso, per\u00f2, non credo che ci sia ragione di dubitare della \u201cveridicit\u00e0\u201d della risposta):<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Efficienza e automazione<\/strong><br \/>\nAttivit\u00e0 ripetitive: l\u2019intelligenza artificiale automatizza le attivit\u00e0 di routine o ripetitive, come l\u2019inserimento dati, i chatbot del servizio clienti e l\u2019ispezione delle linee di produzione, riducendo il carico di lavoro umano.<br \/>\nVelocit\u00e0 e scalabilit\u00e0: i sistemi di intelligenza artificiale possono elaborare grandi quantit\u00e0 di dati molto pi\u00f9 velocemente degli esseri umani, consentendo decisioni e risposte pi\u00f9 rapide.<\/li>\n<li><strong>Crescita economica e aziendale<\/strong><br \/>\nAumento della produttivit\u00e0: le aziende possono ottenere maggiori risultati con meno risorse.<br \/>\nNuovi settori: l\u2019intelligenza artificiale alimenta l\u2019innovazione, creando campi completamente nuovi come i veicoli autonomi, la medicina personalizzata e il design generativo.<br \/>\nRisparmio sui costi: l\u2019automazione basata sull\u2019intelligenza artificiale spesso riduce i costi operativi nel tempo.<\/li>\n<li><strong>Assistenza sanitaria migliorata<\/strong><br \/>\nRilevamento precoce delle malattie: l\u2019intelligenza artificiale analizza immagini mediche, dati genetici e anamnesi dei pazienti per rilevare precocemente malattie come il cancro o le patologie cardiache.<br \/>\nTrattamento personalizzato: gli algoritmi possono adattare i trattamenti al profilo genetico e alla storia clinica di un individuo.<br \/>\nScoperta di farmaci: l\u2019intelligenza artificiale accelera la ricerca e la sperimentazione, portando nuovi trattamenti sul mercato pi\u00f9 rapidamente.<\/li>\n<li><strong>Benefici ambientali e sociali<\/strong><br \/>\nModellazione climatica: l\u2019intelligenza artificiale aiuta a prevedere e gestire gli effetti del cambiamento climatico, dalle previsioni meteorologiche all\u2019ottimizzazione energetica.<br \/>\nConservazione della fauna selvatica: droni e sensori basati sull\u2019intelligenza artificiale monitorano le specie in via di estinzione e il bracconaggio illegale.<br \/>\nAgricoltura intelligente: l\u2019intelligenza artificiale ottimizza le rese delle colture, l\u2019irrigazione e il controllo dei parassiti, contribuendo a garantire la sicurezza alimentare.<\/li>\n<li><strong>Maggiore sicurezza e accessibilit\u00e0<\/strong><br \/>\nSistemi autonomi: l\u2019intelligenza artificiale nelle auto a guida autonoma, nei droni e nei robot industriali riduce gli errori umani e gli incidenti.<br \/>\nRisposta alle catastrofi: l\u2019intelligenza artificiale aiuta a prevedere le catastrofi naturali e a coordinare gli interventi di soccorso.<br \/>\nStrumenti di accessibilit\u00e0: l\u2019intelligenza artificiale supporta strumenti di riconoscimento visivo, traduzione in tempo reale e sintesi vocale che assistono le persone con disabilit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Miglior processo decisionale e analisi approfondite<\/strong><br \/>\nAnalisi dei dati: l\u2019intelligenza artificiale estrae informazioni significative da enormi set di dati, migliorando le decisioni in ambito finanziario, di marketing e governativo.<br \/>\nAnalisi predittiva: anticipa le tendenze future, come i movimenti del mercato azionario o le interruzioni della catena di approvvigionamento.<\/li>\n<li><strong>Creativit\u00e0 e personalizzazione<\/strong><br \/>\nStrumenti creativi: l\u2019intelligenza artificiale supporta la composizione musicale, la scrittura, il design e la produzione cinematografica.<br \/>\nEsperienze personalizzate: i servizi di streaming, lo shopping online e le piattaforme educative utilizzano l\u2019intelligenza artificiale per consigliare contenuti personalizzati per ciascun utente.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Da notare (in inciso) come l\u2019uso crescente delle IA come tecnologia bellica non sia evidenziato in questa lista: ancora una volta va considerata l\u2019origine \u201cumana\u201d di tali dati.<\/p>\n<p><strong>Tesla Optimus 3.0: il matrimonio di IA con la robotica<\/strong><\/p>\n<p>Elon Musk (Tesla) ha recentemente annunciato che \u00e8 assai prossima l\u2019introduzione sul mercato della versione 3.0 del robot Optimus. Per la prima volta la tecnologia d\u2019IA verr\u00e0 usata in combinazione con un agente umanoide meccanico. Nel 2026 verr\u00e0 prodotta 1 milione di unit\u00e0.<\/p>\n<p>Molte le promesse. In pratica Optimus dovrebbe essere in grado di incaricarsi di tutte le faccende domestiche pi\u00f9 tediose: lavare, cucinare, servire pasti, rimettere in ordine, caricare e scaricare lavastoviglie e lavatrice, ripiegare vestiti, portare il cane a spasso, ecc. Optimus dovrebbe addirittura essere capace di guidare la macchina.<\/p>\n<p>Tesla accetta gi\u00e0 ordini: un Optimus costa poco pi\u00f9 di 30.000 dollari.<\/p>\n<p>Si sa poco su questo prodotto, ma, secondo Musk, dovrebbe rivoluzionare sia la vita domestica che quella dei servizi, agendo come \u201caiutante\u201d in una variet\u00e0 di ruoli.<\/p>\n<p>Optimus sarebbe in grado di \u201cimparare\u201d semplicemente osservando un operatore, un utente.<\/p>\n<p>La combinazione di potenti tecnologie d\u2019IA con tecnologie meccaniche avanzatissime produrr\u00e0 sicuramente risultati assai sorprendenti. Basti pensare che le \u201cmani\u201d di Optimus hanno funzioni dinamiche quasi identiche a quelle umane, che permettono a tale robot di portare a termine anche operazioni che richiedono estrema delicatezza, come, per esempio, la separazione delle uova dal guscio.<\/p>\n<p>Ed ovviamente una nuova serie di problemi sociali ed etici si inserir\u00e0 nel tessuto esistenziale. Basti pensare alle conseguenze di un errore: non si tratter\u00e0 pi\u00f9 di ottenere una risposta \u201csbagliata\u201d a una domanda specifica, ma di errori operativi che hanno conseguenze dirette sulla realt\u00e0, non virtuale, circostante.<\/p>\n<p>Malfunzioni a parte, va osservato che prodotti di questo tipo ridurranno ulteriormente la necessit\u00e0 di lavoro umano: mentre l\u2019IA da sola minaccia di impadronirsi della maggior parte del lavoro intellettuale, in combinazione con agenti meccanici scomparirebbe anche la necessit\u00e0 di lavoro manuale e persino di attivit\u00e0 artigianali ed artistiche.<\/p>\n<p>Staremo a vedere.<\/p>\n<p><strong>Problemi di ordine sociale<\/strong><\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 quello di stabilire se la tecnologia d\u2019IA porti o non porti benefici. Ma, con i benefici, andrebbero analizzati profondamente tutti i risvolti e le conseguenze sociali. Come al solito, in un contesto dove la competizione sui mercati e la conseguente corsa tecnologica sovrastano qualsiasi altra considerazione, c\u2019\u00e8 poco spazio per analisi antropologiche, sociali, politiche, specie se tali analisi rischiano di rallentare il cosiddetto \u201cprogresso\u201d, un termine che in tempi moderni diventa sempre pi\u00f9 semanticamente vago.<\/p>\n<p>Basti pensare a tecnologie del passato che hanno invaso e cambiato strutture sociali a volte in maniera imprevedibile, senza opportuni strumenti di controllo globale. Per prenderne una a caso, basti pensare all\u2019introduzione di Internet. Durante il processo di sviluppo a passi frenetici di tale tecnologia, di cui il sottoscritto \u00e8 stato parte, nessuno si preoccupava delle conseguenze che la sua introduzione a ruota libera avrebbe avuto nel contesto della formazione dei giovani utenti che ne sono stati travolti.<\/p>\n<p>Oggi quasi nessun ragazzo legge pi\u00f9 libri, i social network imperversano e riducono gli utenti a una sorta di dipendenza, le tensioni intergenerazionali aumentano a dismisura, la capacit\u00e0 di interazione sociale reale, non virtuale, diminuisce sempre pi\u00f9, cyberbullismo e trolling proliferano, ecc. Eppure Internet ha fornito mezzi potenti per l\u2019accesso all\u2019informazione, alle persone, ai servizi.<\/p>\n<p>Potevamo limitarne l\u2019uso per scopi benefici per la societ\u00e0 e l\u2019individuo? Come sempre, la risposta ai problemi di introduzione di tecnologie nuove non pu\u00f2 essere di natura tecnologica, ma solo sociopolitica.<\/p>\n<p>In conclusione, la domanda che ci poniamo \u00e8 questa: dal momento che, una volta che il genio \u00e8 uscito dalla bottiglia, non \u00e8 pi\u00f9 possibile rimandarlo indietro, \u00e8 possibile creare sistemi di controllo che ci permettano di godere dei benefici ed evitarne i danni? Al momento e per il futuro prevedibile tutto ci\u00f2 sembra un\u2019utopia.<\/p>\n<p>Ma forse il vero problema non \u00e8 l\u2019innovazione tecnologica, di cui l\u2019IA \u00e8 al momento la sua espressione massima. L\u2019innovazione tecnologica \u00e8 inevitabile e sar\u00e0 sempre parte dell\u2019iter evolutivo dell\u2019uomo, alla continua ricerca di miglioramenti delle condizioni di vita. Il discorso dello sfruttamento di tali tecnologie da parte di pochi che controllano i molti va distinto dai meriti o demeriti dell\u2019innovazione stessa.<\/p>\n<p>Credo che il problema reale sia invece la velocit\u00e0 con cui le nuove tecnologie vengono introdotte. Tale velocit\u00e0 \u00e8 in costante aumento. Le conseguenze di tale accelerazione sono visibili al di l\u00e0 di analisi teoriche o pseudoscientifiche. Per esempio, basta notare la perdita di continuit\u00e0 che permette a ogni generazione di convivere con le generazioni precedenti e future, forzando cambiamenti di modi d\u2019essere, costumi e modelli sociali troppo rapidi. Come pure va considerato come l\u2019obsolescenza di competenze specifiche nel breve lasso temporale della vita di un singolo individuo crei stress ed insicurezze.<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 crescente del progresso tecnologico non ci permette di osservarne e studiarne gli effetti con opportuna riflessione e, magari, correggerne gli aspetti nocivi.<\/p>\n<p>Basti pensare al ritardo costante del corpo giuridico-politico rispetto ai cambiamenti sociali che scaturiscono inevitabilmente da rivoluzioni tecnologiche.<\/p>\n<p>Occorre tempo. Ed invece i tempi di adattamento diventano sempre pi\u00f9 brevi.<\/p>\n<p>E cos\u00ec il discorso si allarga inevitabilmente sul modo in cui sviluppiamo modelli sociali. In particolare, va notata l\u2019eccessiva crescente competitivit\u00e0 che caratterizza una societ\u00e0 globale basata su una mercantilizzazione di tutto e tutti, alla costante ricerca di vantaggio personale o di parte. In tale clima, l\u2019accelerazione dei cambiamenti diventa inevitabile.<\/p>\n<p>Fino a quando qualcosa si rompe.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\">\n<div class=\"a2a_kit a2a_kit_size_26 addtoany_list\" data-a2a-url=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/05\/lintelligenza-artificiale-decostruita-e-demitizzata\/\" data-a2a-title=\"L\u2019intelligenza artificiale decostruita e demitizzata\"><a class=\"a2a_button_facebook\" title=\"Facebook\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Facebook<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_twitter\" title=\"Twitter\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Twitter<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_whatsapp\" title=\"WhatsApp\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#whatsapp\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">WhatsApp<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_telegram\" title=\"Telegram\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#telegram\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Telegram<\/span><\/a><a class=\"a2a_button_copy_link\" title=\"Copy Link\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/#copy_link\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><span class=\"a2a_label\">Copy Link<\/span><\/a><a class=\"a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share\" href=\"https:\/\/www.addtoany.com\/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafionda.org%2F2026%2F05%2F05%2Flintelligenza-artificiale-decostruita-e-demitizzata%2F&amp;title=L%E2%80%99intelligenza%20artificiale%20decostruita%20e%20demitizzata\"><span class=\"a2a_label a2a_localize\" data-a2a-localize=\"inner,Share\">Condividi<\/span><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: left\">Di:\u00a0<span class=\"nome-autore\"><a class=\"author url fn\" title=\"Articoli di Bruno Alabiso\" href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/author\/bruno-alabiso\/\" rel=\"author\">Bruno Alabiso<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>FONTE<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/05\/lintelligenza-artificiale-decostruita-e-demitizzata\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/05\/lintelligenza-artificiale-decostruita-e-demitizzata\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LAFIONDA (Bruno Alabiso) 5 Mag , 2026|Bruno Alabiso\u00a0|\u00a02026\u00a0|\u00a0Visioni Il fiume di opinioni, consensi e dissensi, paure e promesse scaturite da questo cosiddetto \u201cnuovo\u201d fenomeno tecnologico, incorrettamente chiamato \u201cintelligenza artificiale\u201d, \u00e8 ormai in piena. 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