{"id":95274,"date":"2026-05-06T11:02:31","date_gmt":"2026-05-06T09:02:31","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95274"},"modified":"2026-05-06T11:02:31","modified_gmt":"2026-05-06T09:02:31","slug":"le-primavere-del-campo-largo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95274","title":{"rendered":"Le primavere del Campo largo"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Orazio Luongo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/66fd1362b0dc8-scaled.jpeg\" width=\"357\" height=\"210\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A sentire la compagnia del Campo Largo \u2013 in particolare la sua componente sinistra \u2013 e l\u2019informazione\u00a0<em>embedded<\/em>\u00a0che sempre la scorta, l\u2019esito delle recenti elezioni d\u2019Ungheria e la vittoria del No al referendum dello scorso marzo sarebbero la prova che il vento \u00e8 cambiato. Che la cavalcata iniziata nell\u2019autunno del \u201925 con le mobilitazioni per Gaza e quelle studentesche, sospinta dal risultato referendario e quello ungherese, non potr\u00e0 che avere una conclusione trionfale all\u2019appuntamento fatidico delle prossime Politiche.<br \/>\nCome se la grande partecipazione dal basso, per molti versi spontanea ed istintiva, culminata nella difesa della Costituzione da parte degli italiani, e il successo di una destra considerata meno indigesta sulle rive del Danubio, fossero consensi e voti guadagnati dalle nostre opposizioni parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, la vittoria del No ha senz\u2019altro segnato una battuta d\u2019arresto importante per il governo. E il quadro mondiale con le guerre trumpiane e le loro pesanti ripercussioni sull\u2019economia globale, in particolare sui ceti pi\u00f9 vulnerabili, sta indubbiamente zavorrando il consenso delle forze della nuova destra. Ma l\u2019idea che dalle piazze e dalle urne piene \u2013 referendarie e magiare \u2013 si passi a replicare in un voto politico favorevole al Campo Largo, mobilitando milioni di italiani ormai allergici ai partiti, \u00e8 davvero un concentrato di ottimismo della volont\u00e0 spinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non foss\u2019altro per la ragione che al successo del No al referendum ha contribuito anche chi aveva votato alle ultime elezioni per gli attuali partiti di governo, e in Ungheria, beh, se non se ne fossero accorti Dem &amp; soci, ha pur sempre vinto una destra schierata a livello europeo col gruppo del PPE \u2013 mentre la sinistra socialdemocratica ungherese \u00e8 praticamente evaporata.<br \/>\nDati che, oltre che riaccendere una timidissima speranza sulla possibilit\u00e0 che qualcosa si stia realmente muovendo, soprattutto a causa dell\u2019incistarsi della situazione internazionale, dovrebbero tuttavia consigliare al campo progressista nostrano di andarci piano con l\u2019intestarsi vittorie non proprie, o quantomeno non esclusivamente proprie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come nel caso del voto referendario, dove la campagna per il No delle forze di centrosinistra \u00e8 stata certamente importante, ma non determinante, quanto invece lo \u00e8 stato il bisogno degli italiani di esprimere un giudizio netto sulle politiche governative, sia nazionali che estere. Un\u2019occasione che una fetta larga del paese non si \u00e8 lasciata sfuggire, portando in superficie un\u2019opposizione carsica nella societ\u00e0 civile, che solo incidentalmente, verrebbe da dire, \u00e8 coincisa per un lasso di strada con la traiettoria dell\u2019opposizione politica riunita attorno al Campo Largo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Italiani, giovani soprattutto \u2013 quelli andati al voto lo scorso marzo \u2013 che da tempo hanno perso fiducia nella capacit\u00e0 di questa classe politica di incidere sul reale, di mettere in moto il cambiamento. E che sar\u00e0 difficile coinvolgere, incanalare nelle forme tradizionali della politica, e riportare al voto da qui a un anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Esattamente come non sar\u00e0 facile convincere e mobilitare, assieme ai grandi centri urbani che hanno trainato il No al referendum, anche i ceti popolari e le periferie. Quella parte d\u2019elettorato cio\u00e8 che negli ultimi anni, pur non essendo di destra, ha preferito affidarsi all\u2019astensionismo piuttosto che ai partiti del centrosinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tanto pi\u00f9 se quei partiti, gi\u00e0 complici di diverse riforme regressive in passato \u2013 alcune delle quali hanno proprio finito con l\u2019intaccare \u201cla pi\u00f9 bella Costituzione del mondo\u201d \u2013 non andranno, com\u2019\u00e8 lecito immaginare, oltre l\u2019orizzonte della costruzione di un\u2019alternativa di governo, pura e semplice. Basata essenzialmente su una sommatoria parlamentare dai contorni politici incerti. Il cui argomento principale davanti agli elettori sar\u00e0 per l\u2019ennesima volta quello di rappresentare il male minore. L\u2019eterna promessa del meno peggio, dove non occorre un veggente per indovinare che fine faranno la radicalit\u00e0 di giovani e movimenti, e le istanze di giustizia delle classi subalterne. Soprattutto se non s\u2019intender\u00e0 mettere in discussione il quadro dato di politiche neoliberiste e d\u2019austerit\u00e0 che lasciano stretti margini di manovra a chiunque.<br \/>\nSpecie a chi, a Bruxelles come a Roma, ha seguitato in questi anni a votare insieme a destra e conservatori su questioni politiche ed economiche cruciali. Dimostrando essenzialmente due cose: che la porta delle larghe intese non \u00e8 mai definitivamente chiusa; e che la discontinuit\u00e0 con il quadro rigido di condizionalit\u00e0 esterne, a cominciare da tagli e riarmo, difficilmente verr\u00e0 messo in discussione. Con buona pace di quanti voteranno per i partiti del Campo Largo convinti di votare contro il sistema, e di quella sinistra pi\u00f9 radicale che scendendo a patti, con ogni probabilit\u00e0, finir\u00e0 coll\u2019imbarcarsi nell\u2019ennesima avventura deludente.<br \/>\nNella riedizione appena un po\u2019 aggiornata di un esperimento ulivista o unionista dal corto respiro, e dalla corta catena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando invece servirebbe dare risposta alla domanda di cambiamento emersa con forza in questi mesi in ampi strati della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una domanda che pi\u00f9 che guardare alla scadenza delle prossime elezioni, reclama \u2013 soprattutto nella fascia pi\u00f9 giovane \u2013 una rottura con le politiche degli ultimi decenni. Un\u2019idea alternativa di societ\u00e0, pi\u00f9 larga del campo che dovrebbe contenerla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi\u00f9 grande di quella compagnia che per il momento si crogiola al primo sole della primavera referendaria e della presunta primavera magiara. Convinta che d\u2019ora innanzi far\u00e0 sempre bello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ignara che una rondine non fa primavera. E tante volte, nemmeno due.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/06\/le-primavere-del-campo-largo\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/06\/le-primavere-del-campo-largo\/<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Orazio Luongo) A sentire la compagnia del Campo Largo \u2013 in particolare la sua componente sinistra \u2013 e l\u2019informazione\u00a0embedded\u00a0che sempre la scorta, l\u2019esito delle recenti elezioni d\u2019Ungheria e la vittoria del No al referendum dello scorso marzo sarebbero la prova che il vento \u00e8 cambiato. 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