{"id":95278,"date":"2026-05-06T11:30:15","date_gmt":"2026-05-06T09:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95278"},"modified":"2026-05-06T11:05:00","modified_gmt":"2026-05-06T09:05:00","slug":"battaglia-navale-a-hormuz-verso-una-nuova-escalation-nel-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95278","title":{"rendered":"Battaglia navale a Hormuz. Verso una nuova escalation nel Golfo?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/260420-M-M0308-9097.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle prime ore di oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affidato ai social media e ai canali ufficiali la posizione della diplomazia di Teheran dopo gli scontri avvenuti ieri intorno allo Stretto di Hormuz.<\/p>\n<p>Araghchi ha messo in guardia esplicitamente gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti dal farsi trascinare in una \u201cpalude\u201d, un termine non casuale che richiama i fallimenti storici degli interventi occidentali nella regione. Secondo il capo della diplomazia iraniana, gli\u00a0<em>\u201ceventi nello Stretto di Hormuz dimostrano chiaramente che non esiste una soluzione militare a una crisi politica\u201d<\/em>. Araghchi ha citato i colloqui che stavano\u00a0<em>\u201cfacendo progressi grazie al gentile impegno del Pakistan\u201d\u00a0<\/em>ma ha condannato le iniziative unilaterali di Washington. Araghchi ha respinto con forza il piano \u201cProject Freedom\u201d, la missione americana volta a scortare le navi mercantili fuori dallo stretto. Per l\u2019Iran qualsiasi tentativo di militarizzare ulteriormente la navigazione porter\u00e0 a un vicolo cieco operativo con un elevato rischio di escalation.<\/p>\n<p>Teheran ha denunciato l\u2019operazione come una violazione del cessate il fuoco e che avrebbe colpito\u00a0<em>\u201cqualsiasi forza armata straniera<\/em>\u201d che avesse tentato di avvicinarsi o entrare nello Stretto<em>, \u201cin particolare, le aggressive forze armate statunitensi<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>I fatti di ieri<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Il Comando Centrale americano (CENTCOM) ha lanciato nella mattinata del 4 maggio l\u2019opera-zione denominata \u201c<em>Project Freedom<\/em>\u201c, con l\u2019obiettivo dichiarato di ristabilire la libert\u00e0 di navigazione nello Stretto di Hormuz e accompagnare fuori dalle acque del Golfo le navi di Paesi \u201cneutrali e innocenti\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197092\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/139312061744562614819374.jpg\" alt=\"\" width=\"865\" height=\"602\" \/><\/p>\n<p>Come rileva questa mattina il bollettino OHIMAG Daily Global Maritime Geopolitical Forecast \u201cla nave ro-ro a bandiera statunitense Alliance Fairfax di Maersk ha cos\u00ec potuto transitare dallo Stretto sotto scorta della US Navy, in quello che \u00e8 stato descritto come il primo test concreto dell\u2019operazione.<\/p>\n<p>Tuttavia, nelle stesse ore, una nave sudcoreana \u00e8 stata colpita da un\u2019esplosione nelle acque dello Stretto e droni iraniani hanno dato origine a un incendio in un porto degli Emirati Arabi Uniti, a dimostrazione che Teheran non intende cedere il proprio controllo su quella via d\u2019acqua strategica senza rispondere con la forza. L\u2019Iran ha denunciato l\u2019operazione americana come una violazione della tregua in corso\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio del presidente Donald Trump circa l\u2019Operazione Project Freedom, definita \u201cumanitaria\u201d, con cui gli Stati Uniti intendono liberare tutte le navi bloccate nello Stretto di Hormuz si avvale di \u201ccacciatorpediniere lanciamissili, 100 aerei basati a terra e su portaerei, piattaforme senza equipaggio multidominio e 15mila militari\u201d.<\/p>\n<p>Secondo CENTCOM le modalit\u00e0 in cui si svolger\u00e0 la missione non includono solo scorte dirette ma anche indicazioni rivolte ai mercantili per facilitarne l\u2019uscita dal Golfo Persico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197093 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/260423-N-NO146-9103.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Il Wall Street Journal ha riferito che alcuni armatori hanno gi\u00e0 dichiarato che riprenderanno le normali operazioni solo dopo aver avuto garanzie chiare da parte dell\u2019Iran\u00a0che non attaccher\u00e0 navi civili.<\/p>\n<p>Cacciatorpediniere lanciamissili della Marina degli Stati Uniti stanno attualmente operando nel Golfo Arabico dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz a supporto del \u2018Project Freedom, si leggeva ieri in una nota dello US Central Command (CENTCOM) \u00a0in cui si precisava che \u201c<em>le forze americane stanno attivamente contribuendo agli sforzi per ripristinare il transito per la navigazione commerciale. Come primo passo, 2 navi mercantili con bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e sono in sicurezza dirette verso la loro destinazione. Come primo passo, due navi mercantili con bandiera statunitense hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz e sono in sicurezza dirette verso la loro destinazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197094\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1405012612220193136413734.jpg\" alt=\"\" width=\"857\" height=\"597\" \/><\/p>\n<p>Diversa la versione iraniana. \u201cCon un avvertimento fermo e rapido da parte della Marina della Repubblica Islamica, \u00e8 stato impedito l\u2019ingresso di cacciatorpediniere nemiche, americane e sioniste, nello Stretto di Hormuz\u201d, recitava ieri una nota di Teheran.<\/p>\n<p>L\u2019agenzia di stampa semi-ufficiale Fars ha scritto che una nave militare statunitense era stata \u201c<em>presa di mira da un attacco missilistico dopo aver ignorato un avvertimento<\/em>\u201d e non essendo in grado di proseguire la sua rotta era\u00a0<em>\u201cstata costretta a ritirarsi e ad allontanarsi dalla zona\u201d.\u00a0<\/em>Secondo l\u2019agenzia di stampa iraniana Fars, due missili hanno colpito la nave da guerra della US Navy vicino all\u2019isola di Jask dopo che questa aveva ignorato gli avvertimenti.<\/p>\n<p>Notizia smentita dal CENTCOM: \u201c<em>Nessuna nave della Marina statunitense \u00e8 stata colpita. Le forze statunitensi stanno supportando il Progetto Freedom e applicando il blocco navale sui porti iraniani\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il comando statunitense ha poi reso noto di aver \u201cneutralizzato sei piccole imbarcazioni iraniane che cercavano di interferire con la navigazione commerciale\u201d come ha affermato il comandante dello US Central Command, l\u2019ammiraglio Bradford Cooper che ha riferito inoltre l\u2019intercettazione di missili e droni iraniani che prendevano di mira le loro navi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197104 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/260401-N-NO146-9163.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Droni iraniani hanno colpito anche gli impianti petroliferi e il porto di Fujarah, negli Emirati Arabi Uniti provocando una forte protesta di Abu Dhabi per l\u2019attacco a obiettivi civili.<\/p>\n<p>L\u2019Iran\u00a0ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilit\u00e0 politica degli attacchi agli Emirati Arabi Uniti.\u00a0<em>\u201cLa Repubblica Islamica non aveva alcun programma prestabilito per attaccare queste strutture petrolifere e quanto accaduto \u00e8 stato il risultato dell\u2019avventurismo delle forze statunitensi nel creare un corridoio per il passaggio illegale di navi attraverso i canali proibiti dello Stretto di Hormuz<\/em>\u201c, ha detto un portavoce il militare.<\/p>\n<p>Diversi Paesi arabi hanno espresso dure condanne per il nuovo attacco iraniano contro gli Emirati Arabi Uniti, realizzato con missili e droni contro siti e impianti civili, che ha provocato il ferimento di tre persone. L\u2019Arabia Saudita ha condannato con la massima fermezza \u201c<em>l\u2019attacco iraniano vigliacco e terroristico\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>In un comunicato il ministero degli Esteri ha espresso pieno sostegno ad Abu Dhabi\u00a0<em>\u201cin tutte le misure necessarie a tutelare la sua sovranit\u00e0, sicurezza e integrit\u00e0 territoriale\u201d<\/em>, invitando Teheran a \u201ccessare immediatamente questi attacchi\u201d e a rispettare il diritto internazionale e i principi di buon vicinato.<\/p>\n<p>Anche il Qatar ha condannato con forza il nuovo attacco iraniano, definendolo\u00a0<em>\u201cuna grave violazione della sovranit\u00e0 degli Emirati e una seria minaccia alla sicurezza e alla stabilit\u00e0 regionale\u201d.<\/em>\u00a0Doha ha espresso la sua \u201cpiena solidariet\u00e0\u201d con Abu Dhabi e il sostegno a tutte le misure che il Paese adotter\u00e0 per difendere la propria sicurezza e sovranit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197095\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1405021412525544536642234.jpg\" alt=\"\" width=\"866\" height=\"603\" \/><\/p>\n<p>Il\u00a0 Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato ieri di aver istituito una nuova zona di controllo marittimo nello Stretto di Hormuz (nella mappa qui sopra) cos\u00ec definita:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0a sud dalla linea che unisce il Monte Mobarak in Iran alla zona a sud di Fujairah negli Emirati Arabi Uniti;<\/li>\n<li>a ovest: la linea che unisce l\u2019estremit\u00e0 dell\u2019isola di Qeshm in Iran a Umm Al Quwain negli Emirati Arabi Uniti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come ha evidenziato questa mattina OHIMAG, la crisi di Hormuz \u00e8 il banco di prova per eccellenza della credibilit\u00e0 militare americana nel 2026. L\u2019operazione Project Freedom intende dimostrare che la US Navy pu\u00f2 proteggere singole navi ma non \u00e8 certo che possa ristabilire la libert\u00e0 di navigazione commerciale in senso pieno. L\u2019attacco iraniano \u2013 con missili contro una nave sudcoreana e droni contro un porto emiratino \u2013 \u00e8 avvenuto in concomitanza con l\u2019annuncio di Trump, e segnala che Teheran considera inaccettabile qualsiasi erosione del proprio controllo su quella via d\u2019acqua.<\/p>\n<p>\u201cProject Freedom rappresenta il primo tentativo strutturato degli Stati Uniti di riaprire quel passaggio strategico dopo che le tensioni con l\u2019Iran lo avevano di fatto chiuso al traffico commerciale internazionale. Il fatto che una singola nave \u2013 l\u2019Alliance Fairfax di Maersk \u2013 sia riuscita a transitare dallo Stretto con scorta della US Navy \u00e8 un passo simbolicamente importante, ma ben lontano dal ripristino della normalit\u00e0 di una completa libert\u00e0 di navigazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197096 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/260210-N-CK999-1827.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Secondo gli analisti di OHIMAG, \u201cil quadro della sicurezza marittima in Medio Oriente \u00e8 aggravato dalla presenza di mine navali disseminate dall\u2019Iran, una minaccia asimmetrica alla quale la Royal Navy britannica ha risposto con la trasformazione della RFA Lyme Bay in una piattaforma MCM (<em>Mine CounterMeasures<\/em>) basata su sistemi non pilotati. Questa scelta illustra il paradigma della\u00a0<em>hybrid navy<\/em>\u00a0promosso dall\u2019ammiraglio Jenkins: usare navi ausiliarie come piattaforme madre per droni navali, preservando il personale e moltiplicando le capacit\u00e0 operative senza i costi proibitivi delle unit\u00e0 da combattimento dedicate\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-197098 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/images-1-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Resta al momento difficile comprendere se gli scontri di ieri siano destinati a restare episodici o se determineranno una rapida escalation del conflitto navale nelle acque circostanti Hormuz che ha un preciso precedente storico.<\/p>\n<p>Nelle fasi finali della guerra tra\u00a0Iran\u00a0e Iraq, tra il 1987 e il 1988, il presidente Ronald Reagan mise in atto l\u2019operazione Earnest Will per scortare le petroliere in transito a Hormuz dopo che le forze iraniane avevano iniziato a minacciare il traffico mercantile. All\u2019operazione parteciparono anche navi di diverse nazioni alleate degli USA inclusa l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il 14 aprile del 1988 la fregata USS Samuel B. Roberts (classe Perry) urt\u00f2 una mina e rischi\u00f2 di affondare. Quattro giorni dopo gli americani lanciarono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.history.navy.mil\/browse-by-topic\/wars-conflicts-and-operations\/middle-east\/praying-mantis.html\">l\u2019Operazione Praying Mantis<\/a>\u00a0distruggendo due piattaforme petrolifere utilizzate dall\u2019Iran\u00a0come basi operative per i barchini dei pasdaran e affondarono diverse navi da guerra iraniane.<\/p>\n<p>Oggi per\u00f2 \u00e8 difficile ipotizzare una lunga sfida navale tra USA e Iran nello Stretto di Hormuz che non includa anche il riavvio delle ostilit\u00e0 su pi\u00f9 vasta scala.<\/p>\n<p>Un\u2019eventualit\u00e0 a cui Washington sembra volersi preparare. Secondo il giornale on line Semafor un gruppo di senatori repubblicani sta lavorando dietro le quinte a un\u2019autorizzazione all\u2019uso della forza militare contro l\u2019Iran, da poter portare avanti nel caso in cui il presidente Donald Trump decidesse di riprendere gli attacchi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197099 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/260303-N-NO146-4011M.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\" \/><\/p>\n<p>Il War Powers Act consente una procedura \u201caccelerata\u201d per l\u2019esame di un\u2019autorizzazione militare se questa viene presentata entro i primi 30 giorni del successivo periodo di 60 giorni di guerra il che significa che l\u2019autorizzazione otterrebbe rapidamente un voto in aula al Senato. L\u2019autorizzazione proposta dai repubblicani probabilmente limiterebbe l\u2019impiego di truppe di terra e prevederebbe una durata definita del conflitto.<\/p>\n<p>La ripresa del conflitto non \u00e8 peraltro priva di rischi n\u00e9 per le navi statunitensi all\u2019interno del Golfo n\u00e9 per i rapporti tra Washington e i suoi alleati arabi.<\/p>\n<p>Come ha riferito ieri un\u2019inchiesta della CNN, la maggior parte delle basi militari statunitensi nella regione mediorientale \u00e8 stata danneggiata dalle armi dell\u2019Iran. Nel dettaglio sono state danneggiate almeno 16 installazioni statunitensi, distribuite in otto paesi.\u00a0<em>\u201cQuesto rappresenta la maggior parte delle postazioni militari statunitensi nella regione. Alcune di esse sono ora praticamente inutilizzabili<\/em>\u201c, riporta l\u2019emittente televisiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197100\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1405021413591864536642804.jpg\" alt=\"\" width=\"883\" height=\"615\" \/><\/p>\n<p>Tali informazioni non sono state rese pubbliche ufficialmente dall\u2019amministrazione Trump perch\u00e9, secondo diversi media statunitensi, si sta cercando di minimizzare i danni subiti. NBC News ha denunciato la scorsa settimana fa che il governo non \u00e8 stato del tutto trasparente in proposito affermando to che numerose piste di atterraggio, sistemi radar avanzati, aerei, magazzini, quartier generali, hangar e infrastrutture di comunicazione sono stati danneggiati in Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Ha inoltre stimato che le riparazioni \u201cpotrebbero costare fino a 5 miliardi di dollari\u201d.<\/p>\n<p>In marzo era trapelato da diverse fonti arabe che molti militari statunitensi erano stati alloggiati in hotel dopo essere stati trasferiti dalle basi distrutte dalle armi iraniane.<\/p>\n<p>Durante i 40 giorni di guerra sono stati effettuati oltre 600 attacchi di rappresaglia contro strutture americane in Iraq. Lo ha dichiarato un alto funzionario del Dipartimento di Stato citato dalla CNN, parlando di numerosi attacchi missilistici e con droni contro l\u2019ambasciata americana a Baghdad, il Centro di supporto diplomatico statunitense e il consolato americano a Erbil.<\/p>\n<p>Foto:\u00a0 Tasnim e US Department of War<\/p>\n<\/div>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/battaglia-navale-a-hormuz-verso-una-nuova-escalation-nel-golfo\/?_gl=1*hx2wlx*_up*MQ..*map__ga*MTAwNzQ1MDEzMy4xNzc4MDU3Nzg3*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NzgwNTc3ODckbzEkZzAkdDE3NzgwNTc3ODckajYwJGwwJGgw\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/battaglia-navale-a-hormuz-verso-una-nuova-escalation-nel-golfo\/?_gl=1*hx2wlx*_up*MQ..*map__ga*MTAwNzQ1MDEzMy4xNzc4MDU3Nzg3*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NzgwNTc3ODckbzEkZzAkdDE3NzgwNTc3ODckajYwJGwwJGgw<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; &nbsp; Nelle prime ore di oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affidato ai social media e ai canali ufficiali la posizione della diplomazia di Teheran dopo gli scontri avvenuti ieri intorno allo Stretto di Hormuz. Araghchi ha messo in guardia esplicitamente gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti dal farsi trascinare in una \u201cpalude\u201d, un termine non casuale che richiama i fallimenti storici degli interventi&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oMK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95278"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95278"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95278\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95280,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95278\/revisions\/95280"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}