{"id":95279,"date":"2026-05-06T11:30:24","date_gmt":"2026-05-06T09:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95279"},"modified":"2026-05-06T11:06:05","modified_gmt":"2026-05-06T09:06:05","slug":"deriva-letale-cosi-kiev-ha-portato-la-guerra-nel-nostro-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95279","title":{"rendered":"Deriva letale: cos\u00ec Kiev ha portato la guerra nel nostro mare"},"content":{"rendered":"<p><strong>da LA FIONDA (Francesco Fustaneo)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lafionda.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/colpita-nave-guerra-caspio-mar-1ly0y.webp\" width=\"348\" height=\"221\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel cuore del Mediterraneo, trasformato in un teatro di guerra ibrida sotto gli occhi volutamente distratti dell\u2019Europa, un relitto fantasma di 277 metri continua a vagare senza controllo, con il potenziale di affondare da un giorno all\u2019altro. \u00c8 la\u00a0<em>Arctic Metagaz<\/em>, una metaniera russa carica di gas naturale liquefatto (GNL) e gasolio, alla deriva da due mesi dopo un attacco che ne ha squarciato lo scafo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto accaduto alla nave \u00e8 solo un tassello di un conflitto che si combatte nell\u2019ombra, i cui effetti hanno rischiato di coinvolgere le vicine coste di Lampedusa e Linosa. Una recente inchiesta di RFI (Radio France Internationale) ha svelato in tutta la sua gravit\u00e0 la situazione: forze speciali ucraine operanti stabilmente in Libia occidentale, con l\u2019avallo del governo di Tripoli, hanno colpito la nave russa. Il relitto, intanto, dopo un fallito tentativo di salvataggio, galleggia in queste ore a poche miglia da Bengasi, monitorato dalle forze della Libia orientale. E l\u2019Italia tace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>L\u2019attacco nel buio: un drone Magura V5 dalla base di Mellitah<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto \u00e8 cominciato lo scorso 3 marzo: l\u2019<em>Arctic Metagaz<\/em>, proveniente da Murmansk e diretta in Egitto, \u00e8 stata raggiunta da una violenta esplosione mentre si trovava nel tratto di mare tra Malta e la Libia. Inizialmente si era ipotizzato un incidente, ma la realt\u00e0 emersa progressivamente nei giorni successivi ha tracciato un quadro ben pi\u00f9 inquietante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le autorit\u00e0 russe hanno accusato apertamente Kyiv di aver condotto un \u00abatto di terrorismo internazionale\u00bb con il supporto dell\u2019intelligence britannica. L\u2019inchiesta di RFI, pubblicata il 6 aprile e basata su due fonti libiche anonime, ha rafforzato questa tesi: l\u2019attacco \u00e8 stato eseguito da forze ucraine utilizzando un drone navale autonomo di superficie di tipo Magura V5, prodotto in Ucraina e gi\u00e0 impiegato con successo nel Mar Nero. Il drone, lanciato dalla base di Mellitah, ha centrato la sala macchine della metaniera, provocando un rapido allagamento e un incendio devastante, costringendo l\u2019equipaggio \u2014 una trentina di marinai russi \u2014 alla fuga precipitosa. I marinai sarebbero stati poi salvati da una petroliera dell\u2019Oman e, rivolgendosi alle strutture diplomatiche russe a Bengasi, sarebbero infine riusciti a tornare in patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 il primo attacco di questo tipo: il 19 dicembre 2025, una fonte dei servizi di sicurezza ucraini aveva gi\u00e0 rivendicato l\u2019attacco alla petroliera russa\u00a0<em>Qendil<\/em>, anch\u2019essa parte della \u201cflotta ombra\u201d usata da Mosca per aggirare le sanzioni, in acque internazionali a 250 km dalle coste libiche. Secondo RFI, anche in quel caso il drone fu lanciato da Misurata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Oltre 200 soldati ucraini in Libia: le basi segrete e l\u2019accordo con Tripoli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le rivelazioni di RFI non si fermano ai dettagli dell\u2019attacco. L\u2019inchiesta riferisce che pi\u00f9 di 200 ufficiali ed esperti militari ucraini sono dispiegati stabilmente in Libia occidentale, con l\u2019accordo del governo di Tripoli guidato da Abdelhamid Dbeibah, riconosciuto dalle Nazioni Unite. Il dispiegamento seguirebbe un accordo firmato lo scorso ottobre tra Tripoli e un consigliere militare ucraino, su richiesta dell\u2019addetto militare di Kyiv ad Algeri, il generale Andriy Bayouk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le forze di Kyiv sono collocate in tre siti strategici:<\/p>\n<ol class=\"wp-block-list\" style=\"text-align: justify\">\n<li>L\u2019Accademia dell\u2019Aeronautica di Misurata \u2014 una grande struttura che ospita anche forze turche, italiane, statunitensi (Africa Command) e un centro di intelligence britannico.<\/li>\n<li>Una base a Zawiya, vicino al complesso di Mellitah, equipaggiata per il lancio di droni aerei e navali (proprio da qui \u00e8 partito l\u2019attacco alla\u00a0<em>Arctic Metagaz<\/em>).<\/li>\n<li>Un\u2019area costiera concessa dalle autorit\u00e0 di Tripoli, dove tra ottobre e novembre 2025 sono state rafforzate le difese e installate piste di decollo e sistemi di antenna.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify\">Un ulteriore sito viene utilizzato per riunioni di coordinamento tra il personale ucraino e le forze libiche presso il quartier generale della 111\u00aa Brigata, sulla strada per l\u2019aeroporto di Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In cambio dell\u2019uso del territorio libico per le operazioni militari, l\u2019accordo prevede addestramento per le forze libiche (in particolare nell\u2019uso di droni), future forniture di armi e investimenti ucraini nel settore petrolifero libico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le autorit\u00e0 ucraine non hanno risposto alle richieste di commento di RFI. Il governo Dbeibah, dal canto suo, ha mantenuto il silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Figure politiche libiche hanno parlato apertamente di violazione della sovranit\u00e0 nazionale e di trasformazione del loro Paese in un campo di battaglia per una guerra per procura tra Mosca e Kyiv. Nell\u2019ottobre 2025, Mosca aveva gi\u00e0 accusato Dbeibah di sostenere \u00abgruppi ucraini\u00bb e di concedere loro \u00abstrutture logistiche\u00bb con il \u00absupporto diretto\u00bb dell\u2019intelligence britannica: un\u2019accusa che oggi non sembra campata in aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che \u00e8 particolarmente grave \u00e8 che questa escalation avviene a pochi chilometri dalle coste italiane. Le basi ucraine a Misurata e Mellitah si trovano a meno di 500 chilometri da Lampedusa, e ancora pi\u00f9 vicino alle coste siciliane si trovava la nave quando \u00e8 stata colpita, peraltro in palese violazione del diritto internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, n\u00e9 il governo italiano n\u00e9 l\u2019Unione Europea hanno finora mosso proteste ufficiali o richiesto chiarimenti n\u00e9 a Kyiv n\u00e9 a Tripoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In sostanza, il relitto \u00e8 una vera e propria bomba ecologica che potrebbe affondare da un momento all\u2019altro. Ma i Paesi europei e le autorit\u00e0 marittime internazionali stanno, nei fatti, ignorando la questione, mentre quei pochi media che si sono occupati dell\u2019argomento si sono ben guardati dall\u2019indicare chi sia stato l\u2019autore dell\u2019attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il precedente Seajewel e l\u2019escalation nel Mediterraneo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il precedente della\u00a0<em>Seajewel<\/em>, la nave che trasportava petrolio russo brutalmente attaccata con due ordigni nel porto di Savona lo scorso febbraio \u2014 un attentato per cui la Procura di Genova ha aperto un fascicolo per \u00abnaufragio aggravato con finalit\u00e0 di terrorismo\u00bb \u2014 sembrava gi\u00e0 un campanello d\u2019allarme. Oggi, con la\u00a0<em>Arctic Metagaz<\/em>, il salto di qualit\u00e0 \u00e8 sotto gli occhi di tutti: non siamo pi\u00f9 nel Mar Ligure, ma nel cuore del Mediterraneo centrale, una delle rotte commerciali pi\u00f9 trafficate del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il relitto: dal fallito salvataggio al monitoraggio di Bengasi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo l\u2019attacco, la\u00a0<em>Arctic Metagaz<\/em>\u00a0ha iniziato una deriva sinistra. Nei giorni successivi si \u00e8 pericolosamente avvicinata all\u2019isola di Linosa, per poi dirigersi verso le acque di competenza maltese. Il governo italiano, attraverso un comitato di crisi riunito dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aveva per\u00f2 rimesso ogni iniziativa a Malta, limitandosi a offrire supporto tecnico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La deriva ha poi spinto il relitto verso le coste libiche, dove le autorit\u00e0 di Tripoli hanno deciso di intervenire. Ma il tentativo di salvataggio \u00e8 fallito. Una fonte della National Oil Corporation (NOC) libica ha confermato che, a causa delle avverse condizioni meteorologiche (onde superiori ai sette metri, venti tra i 40 e i 50 nodi), si \u00e8 spezzato il cavo di rimorchio che collegava la metaniera al rimorchiatore. La Guardia costiera libica ha quindi annunciato ufficialmente il fallimento dell\u2019operazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 29 aprile il relitto della\u00a0<em>Arctic Metagaz<\/em>\u00a0sarebbe stato localizzato a circa 18 miglia nautiche a nord-nord-est di Bengasi, monitorato dalle forze navali che fanno capo al governo della Libia orientale, rivale di fatto di quello di Tripoli. La nave, inclinata di circa 30 gradi e senza equipaggio, \u00e8 completamente fuori controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Il silenzio del governo e di Bruxelles<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre la\u00a0<em>Arctic Metagaz<\/em>\u00a0vaga senza controllo, avvicinandosi sempre pi\u00f9 alle coste nordafricane, e le prove di un\u2019operazione militare ucraina nel Mediterraneo centrale si accumulano, il governo italiano e l\u2019Unione Europea continuano a tacere. Nessuna protesta formale a Kyiv, nessuna richiesta di chiarimenti al governo Dbeibah di Tripoli \u2014 nonostante la presenza italiana alla base di Misurata, dove operano anche i soldati ucraini che hanno lanciato l\u2019attacco \u2014, nessuna assunzione di responsabilit\u00e0 per aver permesso che il nostro mare diventasse un poligono di tiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo quella che \u00e8 diventata una vera e propria bomba ecologica a orologeria continua a galleggiare instabile nel cortile di casa nostra.<\/p>\n<div class=\"addtoany_share_save_container addtoany_content addtoany_content_bottom\"><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/06\/deriva-letale-cosi-kyiv-ha-portato-la-guerra-nel-nostro-mare\/\">https:\/\/www.lafionda.org\/2026\/05\/06\/deriva-letale-cosi-kyiv-ha-portato-la-guerra-nel-nostro-mare\/<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da LA FIONDA (Francesco Fustaneo) Nel cuore del Mediterraneo, trasformato in un teatro di guerra ibrida sotto gli occhi volutamente distratti dell\u2019Europa, un relitto fantasma di 277 metri continua a vagare senza controllo, con il potenziale di affondare da un giorno all\u2019altro. \u00c8 la\u00a0Arctic Metagaz, una metaniera russa carica di gas naturale liquefatto (GNL) e gasolio, alla deriva da due mesi dopo un attacco che ne ha squarciato lo scafo. 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