{"id":95417,"date":"2026-05-15T10:00:06","date_gmt":"2026-05-15T08:00:06","guid":{"rendered":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95417"},"modified":"2026-05-14T13:45:48","modified_gmt":"2026-05-14T11:45:48","slug":"se-cappuccetto-rosso-vede-il-lupo-ma-vuole-credere-sia-la-nonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=95417","title":{"rendered":"Se Cappuccetto Rosso vede il lupo ma vuole credere sia la nonna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani)<\/strong><\/p>\n<div class=\"post-gallery\" style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"thumb-wrap\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/32e9c4d9-414f-48c5-bcbc-d85fb35e9cf4.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"768\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"the-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea ha aumentato ancora le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) russo, cresciute costantemente dall\u2019inizio dell\u2019anno come ha reso noto nei giorni scorsi l\u2019organizzazione ambientalista tedesca <a href=\"https:\/\/www.urgewald.org\/en\">Urgewald<\/a> confermate peraltro dai rilievi mensili delle diverse organizzazioni che monitorano il mercato energetico<\/p>\n<p>La Ue blatera da anni di ferrea determinazione a rinunciare all\u2019energia russa a causa dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina ma \u00e8 riuscita solo a privare l\u2019economia delle nazioni europee dell\u2019energia a buon mercato e in quantit\u00e0 infinita che solo la Russia poteva e pu\u00f2 fornirci via tubo, scavando cos\u00ec la fossa all\u2019industria europea e spalancando le porte alla de-industrializzazione.<\/p>\n<p>La seconda Commissione von der Leyen, riuscita gi\u00e0 ora ad essere peggiore (cio\u00e8 a fare pi\u00f9 danni ai popoli e alle nazioni europee) per risultati della prima, promette e decreta da anni il pieno affrancamento dalla dipendenza dal gas russo, che dovrebbe essere totale entro la fine del 2027. L\u2019ong tedesca Urgewald, che ha utilizzato i dati della societ\u00e0 di analisi marittima Kpler, ha per\u00f2 riferito di 91 spedizioni arrivate via nave in Europa dal terminale russo di Yamal, sul mare di Kara, nell\u2019Artico russo, tra gennaio e aprile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-197284 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/P-069585_00-02_03-MED-782529-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Le importazioni europee di GNL russo sono quindi aumentate del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 5,71 milioni di tonnellate a 6,69 milioni di tonnellate. Bruxelles, in evidente imbarazzo, ammette un\u00a0leggero aumento\u00a0delle importazioni dalla Russia russe di GNL all\u2019inizio del 2026, spiegandolo con un incremento della domanda di gas in Europa nel 2025.<\/p>\n<p>Una tendenza di cui ci siamo occupati pi\u00f9 volte (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ffde8QU55k8&amp;t=2300s\">anche sul canale You Tube La Penna nel Fianco con un intervento di Demostenes Floros<\/a>), che ovviamente contraddice gli obiettivi fissati dalla Ue di porre fine definitivamente alla dipendenza dal gas russo ma con un elemento in pi\u00f9 che espone Bruxelles al pubblico ludibrio.<\/p>\n<p>Nonostante tale decisione abbia determinato la pi\u00f9 grave crisi energetica degli ultimi 50 anni, la Commissione europea si vanta di aver significativamente ridotto la dipendenza dal\u00a0gas russo (gasdotti e GNL) che rappresentava il 45% delle importazioni totali europee nel 2021 e solo il 12% nel 2025.<\/p>\n<p>Di fatto per\u00f2 la Ue ha imposto lo stop al gas russo via gasdotto, in quantit\u00e0 enormi e a prezzo concordato, per incrementare l\u2019importazione di GNL, trasportato via nave, scaricato nei porti, rigassificato e poi immesso nella rete europea: ben pi\u00f9 costoso del gas via tubo e il cui approvvigionamento \u00e8 molto pi\u00f9 problematico e soggetto a oscillazioni di mercato dei prezzi e condizioni geopolitiche quali il blocco dello stretto di Hormuz.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197251\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/HHpdHW5akAAb5VI.jpg\" alt=\"\" width=\"864\" height=\"487\" \/><\/p>\n<p>GNL che l\u2019astutissima politica energetica della prevede di acquistare per lo pi\u00f9 (60 per cento oggi) dagli Stati Uniti e del resto Ursula von der Leyen firm\u00f2 in Scozia l\u2019accordo \u201cin ginocchio\u201d con Donald Trump con cui ha impegnato l\u2019Unione a comprare 750 miliardi di dollari di costosissima energia made in USA in tre anni.<\/p>\n<p>A ridicolizzare la UE e le sue sue sbruffonate russofobiche basta l\u2019osservazione che oggi la Russia \u00e8 il secondo fornitore di GNL ai paesi dell\u2019Unione con una quota del 17 per cento quasi tripla rispetto al 6% proveniente dal Qatar e ancora un 6% dalla Nigeria, ma che potrebbe crescere ancora se la crisi a Hormuz dovesse prolungarsi.<\/p>\n<p><strong>Per chiarire ulteriormente il contesto demenziale provocato consapevolmente e colpevolmente da Commissione e governi nazionali europei, abbiamo rinunciato al gas infinito ed economico che giungeva in Europa dai gasdotti russi per comprare ai prezzi attuali di mercato GNL in quantit\u00e0 che devono essere negoziate ad ogni carico conteso con le economie asiatiche<\/strong>. \u00a0<strong>Oppure gas che andiamo ad acquistare a prezzi di mercato in nazioni sinceramente democratiche e rispettose dei diritti umani, politici, gender (mica come la Russia di Putin) quali Azerbaigian, Algeria, Congo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che, in Italia, secondo <a href=\"https:\/\/www.cna.it\/conto-da-oltre-mille-euro-a-famiglia-dal-caro-energia\/\">CNA<\/a>, se le quotazioni di petrolio e gas\u00a0rimarranno ai livelli attuali nei prossimi mesi, l\u2019incremento dei costi per luce, gas, carburanti e beni alimentari (che insieme all\u2019abitazione rappresentano oltre il 40% della spesa mensile) potrebbe tradursi in una maggiore spesa per una famiglia media intorno ai mille euro nel 2026, con punte fino a 1.200-1.300 euro per nuclei con figli e maggiore intensit\u00e0 di consumi energetici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197257\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/depositphotos_671831326-stock-photo-black-oil-barrels-oil-r.webp\" alt=\"\" width=\"860\" height=\"573\" \/><\/p>\n<p>Per <a href=\"https:\/\/www.cgiamestre.com\/\">l\u2019ufficio studi della CGIA<\/a>, ammonta a quasi 29 miliardi di euro il conto che famiglie e imprese italiane dovranno sostenere quest\u2019anno per far fronte ai rincari di luce,\u00a0gas\u00a0e carburanti, dopo lo choc energetico legato alla crisi mediorientale. Il <a href=\"https:\/\/www.cgiamestre.com\/i-rincari-di-benzina-gasolio-luce-e-gas-costano-agli-italiani-29-miliardi\/\">rapporto<\/a> del 9 maggio indica che la \u201cfetta\u201d pi\u00f9 pesante riguarda benzina e diesel, con 13,6 miliardi di extra costi (+20,4% rispetto al 2015), seguiti da 10,2 miliardi per l\u2019energia elettrica (+12,9%) e 5 miliardi per il\u00a0gas\u00a0(+14,6%). Un impatto economico che rischia di mettere in forte difficolt\u00e0 sia le famiglie pi\u00f9 vulnerabili economicamente sia le imprese con poca liquidit\u00e0.<\/p>\n<p>Il flop dell\u2019Europa sul fronte energetico, unito al fallimento della politica industriale e ambientale, della politica estera e dei programmi di riarmo ormai palesemente insostenibili, dovrebbero decretare la sfiducia pi\u00f9 totale e la rimozione immediata dell\u2019attuale Commissione Europea, suggerendo un repentino cambio di rotta prima che la frana diventi inarrestabile combinando i disastri provocati dalla UE e dai governi nazionali europei con quelli provocati all\u2019Europa e all\u2019economia mondiale dalle conseguenze dell\u2019attacco all\u2019Iran da parte di Stati Uniti e Israele.<\/p>\n<p>I momenti di crisi impongono, o dovrebbero imporre a chi ha l\u2019onere del governo, il massimo pragmatismo sotto l\u2019unica stella polare che abbia un senso: gli interessi nazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Cappuccetto Rosso vede il lupo ma vuole credere sia la nonna <\/u><\/strong><\/p>\n<p>E allora se realisticamente il suicidio dell\u2019Europa pu\u00f2 essere imputato agli errori delle ultime due commissioni von der Leyen certificati dai governi nazionali, per il reato di omicidio dell\u2019Europa dobbiamo attribuire la responsabilit\u00e0 alle nazioni che ci ostiniamo a definire \u201calleati\u201d, cio\u00e8 Stati Uniti e Israele.<\/p>\n<p>Appare del tutto imbarazzante che a fronte dei danni provocati volontariamente e reiteratamente dagli Stati Uniti contro gli interessi dell\u2019Europa ci si ostini ad affidarsi all\u2019alleanza con Washington che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-196762 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/thumbs_b_c_9038f693ac528c0e06f651fc046eea33-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>E questo nonostante Donald Trump ostenti non da oggi diktat, disprezzo e minacce nei confronti degli europei che non obbediscono immediatamente alle sue disposizioni o osino criticare le sue discutibili e spesso confuse iniziative politiche, diplomatiche e militari.<\/p>\n<p>In gran parte d\u2019Europa, inclusa la Germania di Friederich Merz duramente attaccato da Trump, la gran parte dei politici si sperticano in lodi ed espressioni di fiducia totale nei confronti di un\u2019intesa transatlantica ormai estinta.<\/p>\n<p>In Italia se il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ammette, dopo l\u2019incontro con il segretario di Stato Marco Rubio, che Italia e Stati Uniti hanno interessi diversi, per il ministro della Difesa Guido Crosetto <em>\u201cNon c\u2019\u00e8 mai stata preoccupazione<\/em>\u201d per i rapporti tra Italia e <em>Usa \u201ce non ci sono strappi. Ci sono volte in cui le nazioni possono avere idee diverse o dare giudizi diversi sugli avvenimenti. Ma la visione di lungo periodo e l\u2019alleanza, un\u2019alleanza che dura da decenni, che si \u00e8 consolidata, la stessa visione del mondo, quella non pu\u00f2 cambiare. Non dipende dai governi, non dipende dalle persone. Prosegue il nostro rapporto con gli Stati Uniti, che non si \u00e8 mai incrinato<\/em>\u201c, ha assicurato.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197021 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/p20250417dt-0122_54460330728_o.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>Frasi tese a tranquillizzare circa eventuali strappi tra Roma e Washington. Ma il rapporto si \u00e8 incrinato e lo hanno incrinato gli Stati Uniti con gli attacchi volgari di Trump a Giorgia Meloni, fino a poco prima celebrata dalla Casa Bianca per le sue doti di leadership indiscussa.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non \u00e8 da oggi che gli Stati Uniti colpiscono duro gli interessi dell\u2019Europa: dal sostegno alle primavere arabe alla guerra alla Libia, all\u2019insurrezione in Siria fino al golpe del Maidan del 2014 a Kiev in cui gli USA investirono 5 miliardi di dollari (lo disse al Congresso il sottosegretario Victoria Nuland), tutte le iniziative delle amministrazioni Obama, Biden e Trump hanno colpito duramente il nostro giardino di casa compromettendo la stabilit\u00e0 delle aree energetiche fondamentali per la nostra economia.<\/p>\n<p>Con un po\u2019 di orgoglio e dignit\u00e0, la gran parte delle nazioni europee ne avrebbero abbastanza per liberarsi del fardello di simili alleati che, oltre a trattarci da servi, ci infliggono pesanti danni industriali ed economici non casuali ma tesi a mettere in ginocchio la nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Gli strappi con Washington dovrebbero quindi essere quantomeno comprensibili se non necessari per l\u2019Italia come per tutti gli alleati degli USA che oggi pagano un prezzo che rischia di diventare devastante all\u2019avventurismo militare di Trump e Netanyahu, i quali hanno dato il via alla guerra all\u2019Iran senza neppure avvisare gli europei e senza curarsi dei danni che un facilmente prevedibile blocco di Hormuz avrebbe decretato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197018 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/p20250417dt-0165_54460429960_o.webp\" alt=\"\" width=\"1536\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>A questo proposito \u00e8 il caso di evidenziare quanto dichiarato dal generale Carmine Masiello, Capo di stato maggiore dell\u2019Esercito, intervenuto il 9 maggio all\u2019evento \u201cL\u2019agricoltura e il futuro\u201d, organizzato da Confagricoltura a Milano.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non capisco perch\u00e9 quanto sta accadendo a Hormuz sia una sorpresa: lo sapevamo benissimo, avevamo avuto le avvisaglie quando gli Houti hanno cominciato ad attaccare a Bab el Mandeb. Quando noi generali siamo intervenuti e abbiamo ricordato cosa sono i choke points <\/em>(colli di bottiglia \u2013 NdR),<em> cosa sono i punti di obbligato passaggio, quando abbiamo spiegato cosa vuol dire per tutte le filiere se si chiude un punto di passaggio obbligato. L\u2019abbiamo detto, siamo stati inascoltati come sempre e questo ovviamente ha sorpreso poi tutti\u201d,<\/em> ha detto Masiello ripreso dall\u2019agenzia di stampa Nova.<\/p>\n<p>Il riferimento del generale alle operazioni degli Houthi yemeniti contro il traffico mercantile in entrata e in uscita dal Mar Rosso consente del resto qualche ulteriore riflessione.<\/p>\n<p>Dopo mesi di pesanti bombardamenti sullo Yemen e il lancio di centinaia di missili da difesa aerea contro droni e armi balistiche e da crociera dei miliziani sciti, gli Stati Uniti, gi\u00e0 a corto di munizioni sulle navi, dovettero sospendere le operazioni e stipulare un\u2019intesa di non belligeranza con gli Houthi.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva inefficace contro i miliziani yemeniti, scatenata dagli Stati Uniti come in conseguenza dell\u2019intervento degli Houthi (in seguito all\u2019offensiva israeliana a Gaza dopo l\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 sul territorio israeliano), ha quasi paralizzato (con effetti riscontrabili ancora oggi) il traffico marittimo diretto nel Mediterraneo e in Europa meridionale, senza riuscire a sconfiggere le forze filo-iraniane e filo-palestinesi, proprio come oggi USA e Israele non riescono ad avere la meglio sull\u2019Iran.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante questi esempi e i numerosi altri che si potrebbero elencare, in quasi tutta Europa ci si preoccupa paradossalmente di difendere la storica intesa strategica con gli Stati Uniti. La pavida Europa da un lato si sembra cercare a ogni costo il suicido economico e dall\u2019altro, novella Cappuccetto Rosso, si ostina a voler vedere la nonna ( o il \u201cpaparino\u201d per dirla con il segretario generale della Nato Mark Rutte) anche quando il lupo ha smesso di nascondersi dentro i suoi abiti e si palesa apertamente per quello che \u00e8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Bagliori di speranza<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Qualche spiraglio di luce lo si pu\u00f2 per\u00f2 cogliere, ancora sotto traccia, da alcuni segnali che giungono da Bruxelles e Mosca in concomitanza con la Parata della Vittoria del9 maggio a Mosca.<\/p>\n<p>Una parata ridotta significativamente in cui Mosca non ha mostrato i muscoli come aveva fatto nelle edizioni precedenti e soprattutto in quella dello scorso anno per gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Show militare ridotto ufficialmente per la minaccia rappresentata dai droni ucraini (che peraltro nelle quattro edizioni precedenti da quando \u00e8 iniziata la guerra non avevano mai attaccato Mosca) ma pi\u00f9 probabilmente per lanciare un chiaro messaggio all\u2019Europa, gi\u00e0 posta sotto pressione da Trump affinch\u00e9 chiuda la guerra in Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-197287 size-full\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1473769.jpg\" alt=\"\" width=\"1020\" height=\"649\" \/><\/p>\n<p>Difficile spiegare diversamente l\u2019affermazione di Donald Trump che nei giorni scorsi aveva ipotizzato una conclusione a breve termine delle guerre nel Golfo e in Ucraina.<\/p>\n<p>Resta il fatto che il 9 maggio il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha detto ai media che <em>\u201cil nostro primo obiettivo dal primo giorno \u00e8 una pace giusta e duratura per l\u2019Ucraina. Per questo abbiamo sostenuto l\u2019Ucraina, per questo abbiamo messo in campo le sanzioni e per la stessa ragione noi siamo disponibili ai negoziati per una pace giusta e duratura per l\u2019Ucraina. Naturalmente, al momento opportuno dovremo dialogare con la Russia per affrontare le nostre questioni comuni in materia di sicurezza. Aspettiamo ma allo stesso tempo siamo pronti per fare il necessario<\/em>\u201c.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-197288 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/d2eaa484-acdd-40db-acb3-ae9afb35a2e5.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"221\" \/><\/p>\n<p>Costa aveva gi\u00e0 fatto simili aperture nei giorni precedenti e la sua non \u00e8 certo una voce isolata. Il premier belga Bart De Wever e il presidente francese Emmanuel Macron sostengono il dialogo, il premier slovacco Robert Fico (che il 9 maggio era alla parata sulla Piazza Rossa) ha dichiarato che \u201cla mancanza di dialogo con Mosca \u00e8 un errore madornale\u201d mentre in Italia la Lega ha ribadito l\u2019esortazione \u201c<em>l\u2019Europa non lasci cadere nel vuoto l\u2019apertura di Putin\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il presidente della Finlandia, Alexander Stubb, in un\u2019intervista con il Corriere della Sera ha ammesso che \u201c<em>se la politica americana nei confronti di Russia e\u00a0Ucraina\u00a0non \u00e8 nell\u2019interesse dell\u2019Europa, come mi pare il caso, allora dobbiamo impegnarci direttamente. S\u00ec, \u00e8 tempo di iniziare a parlare con la Russia.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>La riapertura delle relazioni con il Cremlino \u00e8 vista da molti, in modo manifesto o meno, come un orizzonte necessario non solo per chiudere il conflitto ma soprattutto per ristabilire una cornice di sicurezza con Mosca che consenta di riprendere le forniture di energia russa, unica speranza per salvare l\u2019economia europea.<\/p>\n<p>Mosca del resto si \u00e8 gi\u00e0 resa disponibile a ripristinare forniture nell\u2019ambito di contratti pluriennali e Putin, nella conferenza stampa dopo la parata sulla Piazza Rossa, ha affermato che la guerra in Ucraina \u201c<em>si avvia alla conclusione. Hanno cominciato a intensificare la sfida con la Russia, che continua ancora oggi. Penso che questo stia per finire, ma la situazione resta grave\u201d.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-197286 alignleft\" src=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1473797-360x245.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>I progressi, anche se solo a parole per ora, sono tangibili. La Russia, ha \u201c<em>non ha mai rifiutato\u201d<\/em> di tenere negoziati con la Ue. <em>\u201cCome candidato al ruolo di negoziatore preferirei l\u2019ex cancelliere tedesco Schroeder. Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano\u201d.<\/em> L\u2019unica condizione posta da Putin \u00e8 che si tratti di qualcuno che non ha usato un linguaggio offensivo verso Mosca.<\/p>\n<p>Secondo Putin l\u2019Europa si \u00e8 resa conto che \u201calzare la posta\u201d nel conflitto ucraino potrebbe costarle caro<em>. \u201cStanno alzando la posta, ma a giudicare da quanto appena detto stanno gi\u00e0 cercando contatti con noi. Capiscono che questo gioco dell\u2019alzare la posta potrebbe costare loro caro\u201d, <\/em>ha detto il presidente russo ai giornalisti.<\/p>\n<p>Putin, che ha ribadito l\u2019obiettivo della vittoria (\u201cVinceremo, noi vinciamo sempre\u201d) considera forse che un\u2019Europa debole ed economicamente in ginocchio non possa aiutare l\u2019Ucraina sull\u2019orlo del tracollo cogliendo quindi una opportunit\u00e0 per chiudere il conflitto conseguendo gli obiettivi militari previsti senza dover combattere altre sanguinose battaglie. Non a caso dall\u2019inizio del conflitto nel Golfo le offensive russe sono proseguite in modo blando.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 escludere che la visita a sorpresa a Kiev del ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, abbia lo scopo di aggiornare Volodymyr Zelensky circa la necessit\u00e0 europea di chiudere la crisi e la guerra con la Russia.<\/p>\n<p>Quali frutti daranno queste aperture al dialogo lo vedremo presto ma appare evidente che l\u2019improvvisa esigenza degli europei di negoziare con Mosca \u00e8 una conseguenza diretta della crescente consapevolezza che gli Stati Uniti non sono pi\u00f9 nostri alleati.<\/p>\n<p>Foto: Tasnim, Commissione UE,\u00a0 Casa Bianca, TASS, Consiglio d\u2019Europa e <a href=\"http:\/\/DepositPhotos.com\">DepositPhotos.com<\/a><\/p>\n<p>Immagine copertina realizzata con utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale<\/p>\n<p><strong>FONTE:<a href=\"https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/se-cappuccetto-rosso-vede-il-lupo-ma-vuole-credere-sia-la-nonna\/\">https:\/\/www.analisidifesa.it\/2026\/05\/se-cappuccetto-rosso-vede-il-lupo-ma-vuole-credere-sia-la-nonna\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANALISI DIFESA (Gianandrea Gaiani) &nbsp; &nbsp; L\u2019Unione Europea ha aumentato ancora le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) russo, cresciute costantemente dall\u2019inizio dell\u2019anno come ha reso noto nei giorni scorsi l\u2019organizzazione ambientalista tedesca Urgewald confermate peraltro dai rilievi mensili delle diverse organizzazioni che monitorano il mercato energetico La Ue blatera da anni di ferrea determinazione a rinunciare all\u2019energia russa a causa dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina ma \u00e8 riuscita solo a privare l\u2019economia delle nazioni europee dell\u2019energia&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":34021,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/analisidifesa.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-oOZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95417"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/109"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=95417"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95417\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":95418,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/95417\/revisions\/95418"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=95417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=95417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=95417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}